Camponotus Ligniperda e Camponotus herculeanus Formiche carpentiere o Formica Ercole

Imenotteri Formicoidei

Camponotus ligniperda, formica operaia

Camponotus ligniperda, maschio alato

Habitat:

  • Queste due specie di formiche carpentiere, La Camponotus Ligniperda e la Camponotus herculeanus, molto simili tra loro, sono tra le specie più grandi tra le formiche Europee, vivono nei boschi e nidificano nelle radici e nei tronchi di specie resinose, scavano gallerie e celle nelle conifere, nelle querce e nei lecci.
  • La sottospecie C.Ligniperda preferisce fare i nidi in prossimità del terreno (dovuto ad una maggiore umiditá) mentre la C.Herculeanus direttamente nel legno degli alberi.
    La Camponotus Ligniperda si può trovare a tutte le altitudini.
  • All’interno delle case, i siti tipici di nidificazioni di queste formiche infestanti spesso includono le travi di legno strutturale, gli spazi vuoti nei muri, certi tipi di materiali isolanti come il polistirolo espanso e la fibra di vetro, le porte vuote, i mobili del bagno, le travi decorative che coprono tubature.
  • Le formiche carpentiere e le formiche ercole, preferiscono il legno con un contenuto di umidità del 15% o superiore, quindi il problema è spesso associato con l’umidità dell’ambiente
    Ambedue le formiche del genere Camponotus hanno una distribuizione europea e mediterranea (ad esclusione della Gran Bretagna) ma sono presenti anche negli Stati uniti.

 

Morfologia:

  • Lunghezza: 10-17 mm, ovviamente le lunghezze maggiori sono raggiunte dalle formiche regine, mentre le formiche operaie sono più piccole.
  • Per la Camponotus Ligniperda il colore va dal nero al marrone chiaro con il ventre rosso, la Camponotus Herculeanus può essere invece anche tutta nera.
  • Le larve delle formiche carpentiere e delle formiche ercole, sono di colore bianco, senza gambe.
  • Queste rimangono nel nido e sono nutrite dalle formiche operaie addette, attraverso un sistema di rigurgito di cibo.
  • Le formiche operaie hanno un capo grosso e robusto, mandibole forti ma meno sviluppate di quelle dei soldati e gli occhi piccoli.
  • Una formica soldato del genere Camponotus può tranquillamente staccare con un morso la testa ad una formica comune.

Ciclo vitale:

  • Come tutte le altre specie di formicoidei anche le formiche del genere Camponotus vivono in colonie disposte in varie “caste”.
  • Poco dopo il primo ed unico accoppiamento, la formica regina perde le sue ali e ricerca il posto per il suo nuovo nido nel legno o nel suolo, dove depositerà le sue prime 15-20 uova.
  • Per la schiusa delle uova ci vogliono circa 24 giorni, nello stadio larvale le formiche passano 21 giorni, ed altrettanti giorni come pupe, per un totale di 66 giorni quando la temperatura è mite, sembra che con il freddo questo tempo si può allungare fino a 10 mesi.
  • Le larve delle formiche carpentiere (Camponotus Ligniperda e Camponotus Herculeanus)poi si sviluppano in pupe e tra i nuovi adulti che escono in primavera (dopo 3 anni dalla nascita della colonia) ci sono alcuni maschi alati che sciamano all’esterno e il cui unico scopo è riprodursi, dopo di che muoiono.
  • Dopo 3-6 anni, la colonia di formiche conterrà 2.000-3.000 lavoratori.

Camponotus herculeanus, spostamento di una pupa

Abitudini:

  • Le formiche carpentiere e le formiche ercole, non attaccano l’uomo se non quando viene attaccata la loro colonia di formiche.
  • Quanto al legno esse non lo usano per nutrirsi ma per abitarci, possono arrivare a un’altezza di 8-10 m all’interno del tronco, distruggendo tutte le vene tenere.
  • La rosura o rosume del legno asportato per la costruzione delle gallerie, mischiato anche a pezzi di insetti morti e escrementi, di solito si ritrova in mucchi proprio sotto i legni infestati dalle formiche.
  • Le formiche Camponotus Ligniperda e Camponotus Herculeanus sono attive sia di giorno che di notte.
  • Quando all’interno delle nostre case cominciano ad apparire le formiche adulte alate (maschi), uscendo dai battiscopa, dagli infissi, dai camini, questo é un forte indizio della presenza di una colonia di formiche all’interno della stessa casa.
  • Quando nelle vicinanze c’è una colonia “matura” alle volte possiamo sentire rumori come fruscii o rosicchiamento.
  • Le gallerie provocate dall’espandersi delle colonie di formiche carpentiere di solito seguono le venature del legno, le loro pareti sono abbastanza lisce, simili alle gallerie provocate dalle termiti.
    • Il modo più semplice per sapere se stiamo subendo un’infestazione di formiche del genere Camponotus o una ben più temibile di termiti è di analizzare il rosume che fuoriesce dalle gallerie:
      Il rosume delle formiche assomiglia a della fibra di legno mentre quello delle termiti a del piccolo pellet duro.
      Il cibo primario delle formiche carpentiere è la melata, le secrezioni zuccherine di alcuni insetti che si nutrono di vegetali, come gli afidi.

A questo punto vorremmo dare qualche consiglio spassionato, anche se l’infestazione di questo genere di formiche non é drammatica come quella provocata dalle termiti, consigliamo di non correre immediatamente a spruzzare insetticida come se fosse profumo, alla vista di una qualsiasi formica operaia; è importante invece scoprire l’ubicazione della colonia e dato che le colonie delle formiche Camponotus ligniperda e Camponotus herculeanus possono trovarsi fino a 300 m di distanza dal punto di foraggiamento, consigliamo vivamente di chiedere il parere di una ditta di disinfestazioni specializzata in controllo dei parassiti che, oltre a trovarvi la soluzione più adatta vi fornirà consigli preventivi del tipo: mai stoccare legna sotto il portico o a ridosso della casa, e tenere i rami degli alberi lontani dalle mura.

Topo domestico – Mus musculus

Roditori

Habitat:

Allo stato selvatico il Mus domesticus (Mus musculus) o topo delle case vive in tutti i tipi di ambiente, dalle città, alle campagne, alle zone boschive.
Di solito vivono in stretto contatto con gli esseri umani, in qualsiasi habitat essi vivano.

Nelle campagne, il topo domestico frequenta i granai e i fienili ma anche i magazzini e i silos delle industrie alimentizie.

Morfologia:

  • Il corpo dei topi delle case (mus domesticus) escludendo la coda può arrivare a 6-12 cm, mentre la coda dei topi arriva ad un massimo di 10 cm ed è completamente glabra (senza peli).
  • Il Mus musculus ha un colore del pelo che varia dal bianco (albino) fino al grigio scuro o brunastro con ventre e fianchi normalmente più chiari.La vista del topo domestico non è particolarmente sviluppata. Al contrario del loro sistema uditivo, cosí come dell’olfatto.
  • Il topo delle case ha orecchie grandi e sporgenti, e percepisce tra l’altro una vasta gamma di ultrasuoni.
  • Attraverso l’olfatto, il topo domestico sente a distanza i ferormoni utilizzati comunemente per la comunicazione tra la specie, presenti soprattutto dentro l’urina.
    Questo infestante delle derrate e della casa, si può riconoscere dalle feci che sono: appuntite , piccole , e di colore marrone scuro.

fatte di topo domestico

 

Riproduzione:

  • Quando i topi domestici vivono principalmente all’aperto, il periodo riproduttivo spazia dalla primavera fino al tardo autunno, al contrario, dentro le case, nei magazzini, in posti chiusi e protetti, possono riprodursi durante tutto l’anno.Le femmine di Mus domesticus raggiungono la maturità sessuale dopo circa 6 settimane, partoriscono fino a 10 nidiate all’anno, in ognuna delle quali nascono tra i 4 e i 7 piccoli topini glabri, che avranno bisogno di cure continue per circa due settimane.
  • I maschi dominanti di topo creano le loro proprie colonie all’interno del territorio, composte da numerose femmine con i loro piccoli topini.

Abitudini:

Tutti i roditori infestanti, tra i quali anche il topo domestico, marcano il territorio con la propria urina, sono quindi molto abitudinari per quanto riguarda i tracciati percorsi che memorizzano meticolosamente.

Costruiscono i propri nidi nei mobili, nelle imbottiture, nelle fessure dei muri e addirittura negli apparecchi elettronici, utilizzando un’infinita varietà di materiali quali carta, stracci, polistirolo, mentre nelle zone agresti, le tane dei topi sono scavate nel terreno.
Onnivoro, il mus domesticus ha come alimento preferito tutti i tipi di semi.
Quando però vengono a mancare le fibre vegetali, il topo mangia e rosicchia tutto quello che trova appetibile. Egli apprezza molto i resti e gli avanzi dell’alimentazione umana, ma anche fili elettrici, materie plastiche e tessuti.
Un infestazione da roditori nelle derrate alimentari è decisamente una situazione economicamente e salutarmente pregiudiziale, così come l’infestazione delle nostre scorte di casa.

E’ di estrema importanza prevenire l’infestazione da roditori prima di arrivare al punto di dover disinfestare, anzi derattizzare e, letteralmente buttare via le derrate. La trasmissibilità delle più gravi malattie conosciute, dal topo all’uomo è risaputa, così come dal topo agli animali domestici attraverso altri vettori come pulci, acari etc.

Il topo tra l’altro ha nel tempo sviluppato una notevole resistenza fisiologica a molti tipi di topicidi comunemente in commercio, il che può creare non pochi problemi alla derattizzazione.

Ricordiamoci quindi di consultare esperti in disinfestazione ancora prima di costruire i nostri magazzini, nel caso di aziende alimentari, e ricorrere con fiducia a ditte di derattizzazione capaci per la nostra casa, sicuramente all’apparire dei primissimi sintomi d’infestazione da roditori.

Tarma dei tessuti oTineola Bisselliella

Lepidotteri

Habitat:

  • Questa Tarma infestante dei tessuti è molto comune ovunque, cosmopolita.
  • Abita preferibilmente in luoghi scuri.
  • Armadi poco arieggiati
  • Sotto i tappeti
  • Nei mobili imbottiti

Morfologia:

  • Apertura alare da adulti 14/18 mm, il corpo fino a 2 cm, il maschio è leggermente più piccolo
  • In posizione orizzontale è di colore giallo oro con riflessi satinati
  • In posizione verticale è di colore rosso oro
  • Le uova sono ovali, oblunghe e di color avorio, normalmente depositate sotto i colletti e polsini.
  • Le larve della tineola bisselliella sono lucide, bianco crema, con la testa marrone.
  • Queste larve possono costruire gallerie setose.

Ciclo di vita:

  • Le tarme sono molto sensibili a temperatura e umidità, quindi i vari cicli di vita hanno una durata molto variabile a seconda dell’una o dell’altra.
  • le uova, attaccate ai fili dei tessuti infestati come un tappeto di seta, si schiudono in estate in un periodo di tempo che va tra i 4 e i 10 giorni e, in inverno invece, la schiusa può impiegare fino a 4 settimane.
  • Le larve di Tineola Bisseliella che escono dalle uova sono lunghe 1 mm di lunghezza e difficilmente visibili.
  • Alcune di loro girano semi avvolte da un fragile tubo di seta, altre completamente nude.
  • La loro vita di tarma come larva può durare tra le varie mute, tra i 30 gg e i 2,5 anni, ed è il periodo più distruttivo perché mangia in continuazione, tanto che alla fine della loro maturazione arriva a misurare 12 mm di lunghezza.
  • Poi si filano attorno un bozzolo di seta, escrementi fibre tessili, e si impupano.
  • Come pupa la Tarma dei Tessuti passa tra i 50 e i 90 gg, ma in condizioni sfavorevoli fino a 4 anni.
  • Quindi in seguito nasce l’adulto in forma di farfalla, che si accoppia e deposita nuovamente le uova.
  • La femmina adulta di Tineola Bisseliella muore dopo aver depositato tra le 40 e le 50 uova.
  • Le tarme adulte vivono come farfalle per 2/3 settimane.
  • Ci sono circa 2 generazioni all’anno in condizioni favorevoli.

Abitudini:

  • Sorprende l’abilità della Tarma dei tessuti nell’entrare anche attraverso le fessure più sottili;
  • Le femmine volano poco, al contrario dei maschi.
  • Non sono le tarme adulte che sono dannose ma bensì le larve della tineola bisselliella;
  • Mangiano: abiti conservati, tappeti, mobili imbottiti, animali impagliati, pellicce, lana, piume, feltri di pianoforte, setole di spazzole ( è anche chiamata la Tarma dei crini).
  • Curiosità: Molte persone in tutto il mondo, compresi molti bambini, si sono intossicati con il naftalene e paradiclorobenzene (PPB) attenzione a quello che usate per difendervi. Oltretutto la naftalina può causare scolorimento sui tessuti, quando ne viene a diretto contatto.

E’ sempre meglio rivolgersi con fiducia a personale specializzato in disinfestazioni nel caso si possegga un azienda che lavori nel ramo dell’abbigliamento e dello stoccaggio di tessuti, e si desideri affrontare una disinfestazione proattiva.

Falena marrone della casa- Hofmannophila pseudopretella

Lepidotteri

Habitat:

• Cosmopolita
• Molto sensibile alle variazioni di temperatura

Morfologia

• La falena adulta di Hofmannophila pseudopretella é di color bronzo marrone
• Macchie marroni scure sulle ali anteriori;
• L’apertura alare della farfalla adulta é di 8,5 -14 mm;
• La larva dell’Hofmannophila pseudopretella completamente cresciuta è bianca trasparente con la testa marrone scuro, misura circa 6 mm.
• Le sue feci sono oblunghe e più grandi di una tarma normale.

Ciclo di vita:

• La femmina adulta, al termine della sua vita può deporre 500-600 uova;
• Il periodo d’incubazione delle uova, varia da 8 a 110 giorni;
• La larva della Falena marrone ha la particolarità che può entrare, prima di impuparsi in una fase di disseccamento, e rimanere così anche per molti mesi, fino a che le condizioni di umidità non superano l’80% .
• Normalmente la sua fase larvale dura tra i 71 e i 155 giorni.
• In realtà, in condizioni ottimali il suo ciclo di vita non supera gli 11-13 mesi.

Abitudini:

  • Onnivora, estremamente vorace quando larva, l’Hofmannophila pseudopretella può causare gravi infestazioni.
  • Mangia cereali tra i quali frutta secca, farina, grano, piante secche e animali: pelli, pellicce, tappezzerie, tappeti, nidi d’uccelli, rilegature in cuoio.
  • E’anche considerata un animale infestante delle derrate alimentari.

Per contrastare le infestazioni di Hofmannophila pseudopretella esistono dei ferormoni specifici, oltre i normali accorgimenti di pulizia. Comunque soprattutto in caso di derrate alimentari è bene contattare una ditta specializzata in disinfestazioni di vostra fiducia.

La Cimice dei letti – Cimex lectularius

Cimice IectulariusHabitat:

La Cimice dei letti (Cimex lectularius) é un Emittero dalla probabile origine asiatica che purtroppo è ormai cosmopolita dei climi caldo-temperati. I tipi di cimici conosciute sono molte, ma la cimice dei letti è sicuramente la più conosciuta come parassita dell’uomo, il cui sangue costituisce il suo nutrimento principale.

Queste specie di cimici, in epoca preistorica vivevano nelle grotte ed erano parassiti dei pipistrelli, praticamente nei secoli ci hanno preferiti, trasferendosi anche loro nelle nostre più comode case.
La Cimex lectularius è stata ritrovata nelle tombe egizie di 3500 anni fa, e addirittura viene descritta da Plinio nella sua Naturalis Historia.

Le Cimici dei letti non vivono in permanenza sull’uomo ma si insediano nelle stanze più tiepide della casa, dato che il freddo intenso interrompe il loro ciclo vitale, si annidano in fessure, spaccature, nelle cuciture dei materassi, in posti più difficili da raggiungere anche con disinfestazioni che usano sostanze chimiche gassose.

Morfologia

  • La Cimice dei letti, è un’insetto di colore rosso ruggine tendente al marrone scuro che, se femmina (le femmine sono più grandi dei maschi) può misurare tra i 6 e gli 8 mm. in lunghezza.
  • Il corpo delle Cimici è fortemente appiattito, al contrario delle pulci, nel senso ventro-dorsale.
  • La sua testa è breve, dilatata trasversalmente, i suoi occhi sono piccoli ma assai sporgenti, con antenne di media lunghezza.
  • L’ apparato buccale della Cimice dei letti, durante il riposo rimane adagiato e quasi invisibile in un’apposita scanalatura. Può proteggere la sua testa nascondendola fino all’altezza degli occhi dentro il corpo dato che il suo pronoto è largo, espanso lateralmente e profondamente incavato sul margine anteriore.
  • Le zampe hanno media lunghezza e sono articolate in tre punti. Alla base del terzo paio di zampe si aprono due orifici, da questi esce quel disgustoso odore che impregna gli ambienti e tutto quello che questi insetti toccano.
  • L’apparato buccale delle cimici, come quello di tutti gli emitteri, e’ altamente specializzato in modo da avere uno stiletto con cui pungere.

Ciclo vitale:

L’accoppiamento e la fecondazione delle Cimex lectularius è decisamente peculiare, il maschi delle Cimici dei letti sono dei veri maniaci violenti. Per cominciare si accoppiano con qualsiasi cosa o oggetto (addirittura tappi di sughero dalla vaga forma di cimice), cimici morte, cimici di altre specie sia maschi che femmine e, utilizzano un sistema chiamato “inseminazione traumatica” ossia, pugnalano l’addome della femmina con il loro pene a forma di stiletto, il liquido seminale infine raggiunge da solo le uova da fecondare.

Complessivamente ogni femmina deposita da 200 a quasi 300 uova di cimice. La durata dell’incubazione dipende dalle condizioni dell’ambiente, dal cibo a disposizione e soprattutto dalle condizioni termiche.
Le uova vengono deposte negli stessi ambienti dove le cimici si rifugiano tra un pasto e l’altro.

Le uova della cimice dei letti sono mucchietti dal colore grigio perlaceo, sono lunghe poco più di 1 mm. e larghe mezzo mm. questi sono sufficientemente grandi da essere visibili a occhio nudo.
Dopo che l’uovo si schiude, il parassita passa attraversa cinque stadi come ninfa: ad ogni passaggio di stadio deve nutrirsi almeno una volta con il sangue e fare la muta dell’esoscheletro. Anche gli adulti inoltre, hanno bisogno di un pasto di sangue affinché possa avvenire l’accoppiamento.

Le larve di Cimex lectularius possono trascorrere lunghissimi periodi di digiuno senza soffrirne, nel caso invece di una condizione termica e ambientale ottimale di sviluppo, le cimici impiegano soltanto 7 settimane a diventare “immagine”, ossia una piccola cimice uguale in tutto e per tutto ad un adulto.

Abitudini:

È difficile che le cimici dei letti pungano l’uomo quando egli è sveglio e tiene le luci accese. Questi insetti parassiti amano il buio e lo stato di sonno dell’ospite.
Per scoprire un infestazione da cimici, un segnale importante e’ il ritrovamento delle deiezioni, che sono puntini neri o grigiastri con l’aspetto di sangue coagulato, nel letto. Come quelle delle Pulci, se posti su un foglio bianco e inumiditi dovrebbero lasciare una traccia tipica color sangue.

Un altro segnale è il ritrovamento delle exuvie, la vecchia cuticola esterna che rimane dopo la muta, o piccole macchie di sangue tra le lenzuola.
Le cimici emettono oltretutto un odore particolare, molto penetrante, tanto che negli Stati Uniti, le ditte di disinfestazione stanno addestrando “cani da cimici”.
Non c’è da meravigliarsi se alle volte nello stesso letto una persona viene morsa ed un’altra no, le cimici hanno un odorato finissimo e non gradiscono l’odore emanato di tutte le persone allo stesso modo.

Abbiamo visto insieme che non è facile eliminare un infestazione da cimici dei letti, oltretutto questo insetto parassita dell’uomo dopo l’uso massiccio di DDT fatto negli anni ’60, si considerava debellato, soprattutto negli USA. Purtroppo abbiamo una notevole recrudescenza di queste infestazioni, soprattutto negli alberghi, dovuto alla globalizzazione e all’aumento dei viaggi.

Per risolvere momentaneamente il problema in realtà è sufficiente un esposizione di una mezz’ora al sole in una bella giornata calda, degli indumenti e lenzuola infestate , o ad un freddo intenso per 45 minuti, ma questa sarebbe solo una battaglia vinta, per vincere la guerra, sono necessari gli strumenti e la professionalità di una ditta di Disinfestazioni, che ovviamente proponga una disinfestazione eco-compatibile e diretta, scoprendo i focolai primari e secondari, e soprattutto nel caso di aziende alberghiere o comunitarie agisca attraverso la disinfestazione proattiva ossia preventiva e continuata nel tempo.

Il nostro team vi indicherà il piano di lotta migliore, caso per caso. Resta comunque fondamentale una scrupolosa ispezione a tutti i materassi e ai luoghi facilmente presi di mira per nidificare dalle cimici. Ad esempio, l’esame di tutti i materassi in un albergo a Roma, sarebbe il primo passo da aspettarsi da una ditta seria nel settore delle disinfestazioni.

infestanti dell uomo

INFESTANTI DELL’UOMO E DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Un po’ di storia recente

Appartengo a una generazione che alla sola parola “pulci” la gente inorridiva stampandosi in faccia un’orribile aria schifata.

Immagino perché. Prima generazione dopo la guerra, quella del boom economico per intenderci, avevamo sentito raccontare in prima persona, storie terribili di scabbia, pidocchi, malattie terribili che uccidevano milioni di persone (pensate alla spagnola), ci avevano fatto vedere filmati e filmati fatti dal governo fin dalle scuole elementari che parlavano d’igiene, di come lavarsi i denti, di come pulire la casa (c’erano ancora le lezioni di “economia domestica”) e non erano “sovietici”, ma ben americani, dove le mamme erano perfette, le case a loro volta perfette e immacolate, e quanto poi agli insetti infestanti l’uomo, come le pulci e i pidocchi per dirne alcuni, non esistevano proprio o erano stati definitivamente debellati un po’ come il vaiolo per intenderci.

La mia generazione in compenso, devo dire che aveva un gran bel pregio, non credeva a nessuno ed era anche molto avventurosa. Partivamo con un sacco a pelo alla scoperta del mondo, peccato però che il sacco a pelo presto diventava il ricettacolo di ogni tipo di animale infestante.

Poi quando ebbi mia figlia, anni dopo, e il sistema di educazione igienica delle scuole ;andò sempre più deteriorandosi, non c’erano più i film ma solo carenza di personale, scoprii che lei, tutta la sua classe e chissà quanti altri bambini ancora, sparsi per le classi d’Italia avevano preso i pidocchi, e a tutt’oggi queste cose purtroppo succedono.

Cosa fare
Dovere di un genitore è informarsi, non di provare vergogna, perciò risolto il problema, la cosa migliore è senz’altro l’informazione.

Impariamo a riconoscere gli infestanti dell’uomo, ce ne sono di molto pericolosi come le zecche, per le malattie che portano con se, e anche di molto dolorosi come i tafani; ogni loro putura può rappresentare un trauma per il bambino, poi ce ne sono di invisibili come gli acari che troviamo ovunque e infine di tremendamente fastidiosi come le mosche. Dopo di ciò impariamo a difenderci, a proteggere i nostri cari e, anche e soprattutto i nostri animali domestici, molto spesso inconsapevoli focolai di infestazioni.

Anche le aziende d’allevamento sono e devono essere interessate all’argomento. Cosí come le scuole, gli hotel, gli organismi pubblici e via dicendo. Infatti, gli insetti infestanti dell’uomo sono spesso gli stessi infestanti degli animali d’allevamento e, dove esiste grande possibilità di contatto, si propagano felicemente i parassiti dell’uomo.

La Bio Disinfestazione srl studia e prova da anni, attraverso il suo personale specializzato in disinfestazioni, le nuove tecniche di disinfestazione eco-compatibile. Inoltre, la disinfestazione proattiva apre in continuazione nuove strade interessanti per una prevenzione continuata nel tempo, realmente efficace e sicura.
L’individuazione del focolaio d’infestazione è di fondamentale importanza, e solo una ditta specializzata in disinfestazioni, la vostra personale conoscenza della situazione e il riconoscimento dell’animale infestante, in questo caso molto a proposito definito come “parassita”, può risolvere il problema.
Bio disinfestazione srl è la risposta concreta e una consulta gratuita e senza impegno.

Approfondiamo insieme gli infestanti dell’uomo attraverso le nostre schede etologiche:

 

LE PULCI
I PIDOCCHI
LE CIMICI
LE MOSCHE PUNGENTI
GLI ACARI
LA ZECCHE
LE ZANZARE

Allontanamento volatili

Perché è importante l’allontanamento dei volatili

L’allontanamento dei volatili da condomini, aziende e monumenti è un’operazione indispensabile da compiere poiché questi animali, che si nutrono di semi e granaglie, si insediano nei centri storici ed urbani dove trovano facilmente cibo in abbondanza e con il loro guano imbrattano edifici e monumenti provocando danni consistenti.

Quali sono i rischi della presenza di volatili?

I volatili si nutrono di scarti di cibo che trovano in abbondanza nei cestini e nell’immondizia. Inoltre i piccioni e i colombi si riproducono velocemente per tutto l’anno e hanno bisogno di uno spazio ridotto per nidificare. Il vero pericolo si attribuisce alla gravità delle malattie trasmesse dai piccioni, dannose per l’uomo e per gli animali domestici. Salmonellosi, Clamidiosi, Encefalite, Ornitosi e Tubercolosi sono solo alcune di queste.

Gli agenti patogeni di queste malattie si trovano nei loro escrementi, ma non è necessario il contatto diretto per contaminare i cibi e gli alimenti. Infatti il vento come anche i ventilatori o gli estrattori, possono trasportare da un luogo all’altro la polvere infetta degli escrementi nei locali pubblici, nelle mense, negli ospedali e nei ristoranti. L’allontanamento dei volatili e l’impedimento della formazione dei nidi è un’operazione molto importante da compiere. Questa deve essere affidata a personale esperto poiché associati alle colonie dei volatili ci sono anche gli ectoparassiti, come le pulci e le zecche, che si annidano nelle loro piume e che generano delle vere e proprie infestazioni nei luoghi dove questi uccelli hanno costruito il loro nido. I piccioni e i colombi sono una specie protetta dalla legge e per questo motivo possono solo essere allontanati.

L’importanza di affidarsi ad un’azienda di disinfestazioni seria ed affidabile

Questi uccelli sono anche una fonte di problemi igienico-sanitari in quanto nei sottotetti, sui cornicioni dei palazzi e in tutti quei luoghi dove costruiscono il loro nido si trovano anche le carcasse di piccioni morti e le loro deiezioni, molto pericolose poiché contaminano l’ambiente.

Servizi allontanamento volatiliAllontanare questi volatili così molesti e bonificare il luogo accuratamente è quindi un’impresa indispensabile da effettuare. Soprattutto è necessario affidarsi ad un’azienda esperta in allontanamento volatili, seria ed efficiente, dotata di personale altamente qualificato e di mezzi all’avanguardia per allontanare, in modo definitivo e veloce, questi animali e bonificare ogni luogo infestato dai volatili e dai loro parassiti. Su tutto il territorio nazionale opera un’azienda da anni leader nel settore delle disinfestazione e dell’allontanamento volatili.

I suoi tecnici, altamente specializzati, immediatamente effettueranno un sopralluogo per studiare l’infestazione, capire come intervenire e in seguito stileranno un preventivo gratuito. E’ indispensabile riconoscere i primi segni di un’infestazione e intervenire rapidamente per trovare la soluzione giusta per allontanare questi animali molesti.

L’azienda, dotata di uno staff qualificato, interverrà in case e aziende per allontanare i volatili nel rispetto della normativa. Intervenire quando si scorgono i primi segni di un’infestazione è molto importante per risolvere il problema sul nascere prima che diventi grave. I primi segni sono da subito evidenti, nelle aziende, ad esempio, si possono trovare delle merci danneggiate dalle beccate degli uccelli, degli accumuli di guano e di escrementi.

Sistemi di allontanamento volatili

Quando c’è anche solo il sospetto di aver individuato un’infestazione di volatili, bisogna rivolgersi ad una ditta esperta del settore allontanamento volatili. Questa sicuramente saprà come intervenire per soddisfare ogni esigenza del proprio cliente.

L’azienda è dotata di uno staff molto preparato e continuamente aggiornato sulle migliori tecnologie e procedure per l’allontanamento dei volatili. Ci sono vari modi per allontanare questi animali molesti.

Dissuasori per volatili

I dissuasori ad aghi sono una delle soluzioni più efficaci per mandare via i piccioni e i colombi. Questi vengono installati dai tecnici esperti, che decideranno il modo migliore e più efficace per sistemarli. I dissuasori ad aghi sono uno dei metodi più usati per l’allontanamento dei volatili poiché possono essere sistemati in ogni luogo, non sono pericolosi per gli uccelli, sono durevoli e resistenti e risolvono in modo definitivo il problema.

I dissuasori ad aghi sono formati da una base in policarbonato su cui vengono posti degli aghi in acciaio inox. Questo tipo di dissuasore per allontanamento volatili  non richiede alcun tipo di manutenzione e può essere sistemato su cornicioni, sottotetti e in ogni luogo dove i volatili si appoggiano, risolvendo tutti i problemi legati ai piccioni e ai loro escrementi.

I dissuasori laser per piccioni fanno parte dei metodi più efficaci per l’allontanamento ecologico e sicuro dell’animale; questo sistema viene adottato principalmente per grandi spazi all’aperto.

Un altro sistema utile per la lotta contro i volatili è il dissuasore elettrico: questo produce della scariche elettrificate che non sono dannose per gli uccelli, ma fanno sì che questi non si posino su tetti e balconi. Questo sistema è perfetto per i sottotetti, le travi e i cornicioni, poiché si adatta a qualsiasi tipo di superficie. Ci sono poi le reti metalliche che sono progettate proprio per allontanare definitivamente gli uccelli e offrono una soluzione immediata al problema poiché impediscono ai volatili di posarsi e di nidificare.

Possono essere installate in qualsiasi posto, sono quasi invisibili, resistono agli agenti atmosferici e vengono fissate per mezzo di appositi ancoraggi, non hanno bisogno di manutenzione e durano tantissimi anni. L’allontanamento dei volatili è un problema serio e può essere risolto solo da tecnici esperti del settore. Basta chiamare per avere un preventivo gratuito e decidere la strategia migliore da intraprendere.

Allontanamento piccioni

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Mosca verde: come riconoscerla ed eliminarla

La mosca verde (Lucilia sericata) depone le uova sulle carogne o sulle ferite degli animali vivi, provocando loro gravi disturbi. Inoltre, posandosi sul cibo dopo essere entrata in contatto con la carne in putrefazione o con le deiezioni, diventa un pericoloso veicolo di infezioni per l’uomo.

Raramente gli esemplari di questo dittero entrano in casa: la loro presenza nella propria abitazione, soprattutto in estate, può essere indice della presenza di una carcassa di animale.

La Lucilia sericata rappresenta una minaccia per la salute umana, perciò, in caso di infestazione, è indispensabile richiedere il prima possibile un intervento professionale di disinfestazione mosche verdi.

Mosca verde: cos’è

mosca verdeLa mosca verde è un dittero infestante diffuso in tutto il mondo, soprattutto nelle aree a clima caldo e umido. Fa parte della famiglia dei Calliphoridae, che comprende numerose specie le cui larve possono provocare, nell’uomo e negli animali, infezioni e malattie più o meno gravi. L’adulto della mosca verde, lungo una decina di millimetri, si riconosce per il colore verde metallizzato, gli enormi occhi composti rosso-marrone, le corte antenne e l’apparato boccale di tipo succhiatore.

Caratteristica tipica di questa specie è quella di deporre le uova fecondate sulle carcasse ma anche sugli animali vivi, nelle piaghe o negli orefizi naturali, provocando talora gravi disturbi. Grazie all’olfatto particolarmente sviluppato, riesce a captare a centinaia di metri di distanza le sostanze chimiche tipiche emesse dai corpi in decomposizione; per questo motivo è uno dei primi insetti a comparire su di essi.

Abitudini e ciclo biologico

Amante dei climi caldi e umidi e degli spazi aperti, la mosca verde si incontra soprattutto in estate, sia in città che in campagna, ma è raro che entri nelle abitazioni. L’adulto si nutre essenzialmente di secrezioni vegetali, nettare e linfa, che trova in natura, svolgendo l’importante ruolo di impollinatore. Al contrario, le larve sono necrofaghe, si nutrono cioè di carni putrefatte.

Non appena scopre una carcassa, la femmina vi depone centinaia uova, piccole e biancastre, che si schiuderanno poco più tardi. Le larve, prive di zampe e di una testa riconoscibile, hanno un apparato boccale rudimentale costituito da un paio di robusti uncini di cui la larva si serve per lacerare i cibi solidi ammorbiditi dalla saliva con cui inizia la digestione. Se sulla carcassa non vi sono aperture o lacerazioni, le larve provvedono collettivamente a creare un ingresso perforando la parte esterna per mezzo degli enzimi digestivi prodotti. Dopo essersi nutrite per qualche giorno, le larve si allontanano dalla fonte di cibo per trasformarsi in pupa.

Rischi di un’infestazione da mosca verde

Le mosche verdi legano le loro fasi biologiche alla presenza di sporcizia, sostanze fecali e putrefacenti, e a causa di ciò possono veicolare agenti patogeni responsabili di malattie pericolose tramite la contaminazione dei cibi o per contatto. Le larve presenti sulla carne possono causare lesioni intestinali sia all’uomo che agli animali. Inoltre, chi possiede animali domestici, deve fare particolare attenzione ad eventuali ferite aperte che fungono da ingresso per le larve, le quali possono trasmettere all’animale infezioni anche letali.

A causa della loro incredibile prolificità e adattabilità ad ogni tipo di ambiente, la presenza di qualche esemplare sporadico di mosca verde può trasformarsi velocemente in un’infestazione di grande entità. Per questo, se si notano degli esemplari adulti che si posano sulle superfici o sugli alimenti o si osservano delle larve nella carne in putrefazione o fuori dal luogo di proliferazione, pronte ad impuparsi, bisogna agire il più precocemente possibile.

Disinfestazione mosca verde

Per limitare i rischi derivanti da un’infestazione di mosche verdi è necessario adottare adeguate misure igieniche che consistono soprattutto nella pulizia dei bidoni dell’immondizia, nella rimozione dei residui di cibo e nella copertura degli alimenti lasciati fuori. Un altro accorgimento è quello di scoraggiare il loro ingresso in casa riparando ogni infisso danneggiato, tenendo finestre e porte chiuse e montando le zanzariere.

Di fronte ad un’infestazione avanzata, non resta che rivolgersi ad una ditta specializzata per un intervento di disinfestazione mosche verdi. La lotta chimica è un’operazione che solo i professionisti del settore possono eseguire in modo efficace e senza rischi applicando prodotti sicuri e professionali con l’ausilio di attrezzature idonee.
L’intervento consiste nell’uso di prodotti ad azione ovicida, larvicida e adulticida che colpiscono l’infestante in ogni stadio biologico, ma soprattutto nelle prime fasi di riproduzione. I trattamenti larvicidi vengono ripetuti con cadenza proporzionale al ciclo di sviluppo delle larve. L’utilizzo dei prodotti adulticidi deve essere inteso come integrazione a quello larvicida, e non come unico metodo risolutivo.
Il controllo delle mosche verdi per ristoranti, attività commerciali, sale ricevimento, ecc… può essere eseguito con silenziose e discrete trappole a luce UV, che con la loro luce ultravioletta attirano le mosche per farle rimanere invischiate nel pannello adesivo.

I metodi utilizzati per eliminare le mosche verdi sono tanti e diversi ma se ad essi non si associano le misure di igiene ambientale, l’efficacia diventa scarsa.

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Mosca domestica – Musca domestica

INFESTANTI DELLA CASA

Mosca domestica – Musca domestica

Habitat:

  • Mosca è un nome comune che indica in generale un insetto infestante delle case e delle campagne, appartenente all’ordine dei Ditteri. Nel linguaggio comune si associa questo nome alla Musca domestica o mosca domestica.
  • Questo insetto infestante è ubiquitario, ossia si trova ovunque, con eccezione dell’ estremo Nord ed estremo Sud del mondo. In tutti i posti frequentati dall’Uomo sia aperti che chiusi.
  • Gli ambienti che la Mosca infesta sono di vario tipo: aziende zootecniche, discariche, fogne, industrie e magazzini di stoccaggio, abitazioni. Ovunque ci siano sostanze organiche in decomposizione.
  • La Musca domestica si alimenta principalmente di carboidrati, i quali forniscono alle femmine della specie le proteine necessarie alla deposizione delle uova di mosca. Hanno anche necessità di assumere molta acqua.
  • I veri focolai di infestazione da Mosche sono le stalle, le cucine, gli scarichi industriali e ovunque si lavori carne o pesce, così come i cassonetti della nettezza urbana.

Morfologia:

  • La Mosca domestica adulta è lunga tra i 4 e gli 8 mm, ha un torace grigio con 4 bande nere e un addome di un grigio uniforme. Sotto i suoi piedi sono presenti piccoli rilievi ghiandolari che permettono a quest’insetto infestante di camminare su superfici lisce verticali o rimanere appese a testa in giù sul soffitto.
  • E`un insetto volatore, quindi ha due ali che porta all’indietro senza che si sovrappongano. Queste battono molto velocemente (200-300 battiti al secondo) e permettono alle mosche di sostenere una discreta velocità ; tra i 7 e i 10 km all’ora.
  • Ha un apparato buccale lambente succhiante, visto che nella sua forma adulta la mosca non può ingerire cibi solidi, questi vengono quindi cosparsi di saliva affinché si sciolgano e infine succhiati con una proboscide raspante che fa la funzione di bocca.
  • Il corpo è nettamente diviso in capo, torace e addome, le antenne servono invece da organi olfattivi e vengono particolarmente attratti dagli odori forti.
  • Le uova della Musca domestica misurano circa 1,2 mm. hanno una forma ellittica e sono bianche.
  • Le larve della Mosca domestica hanno forma conica, senza zampe, e raggiungono i 10-12 mm. L’apparato buccale delle larve di mosca invece è masticatore. L’alimentazione delle larve perciò consiste sempre di sostanze organiche, ma ancora in fase di decomposizione e fermentazione.
  • Le pupe delle Mosche hanno invece la forma di un barilotto e misurano circa 8mm (vedi grafico).
  • Gli occhi della Musca domestica sono composti, grandi, e comprendono circa 4000 sfaccettature, immaginiamoci quindi una capacità visiva acutissima, dove è molto difficile sorprenderla.
  • Le Mosche domestiche avendo la proboscide al posto della bocca non possiedono mandibole e quindi non pungono, al contrario di altri Ditteri come il Tafano.

Ciclo Vitale:

  • Il ciclo biologico delle mosche ha una durata che può variare da 8-10 a 45-50 gg. Raggiunge la completa maturità 24-48 ore dopo lo sfarfallamento. La femmina di mosca domestica feconda, depone le sue uova nel giro di 96 ore, e la vita della mosca adulta non dura oltre il mese.
  • La femmina di mosca depone oltre 100 uova biancastre sottili (0,8 a 1 mm di lunghezza) in un attimo,  e si considera una produzione vitale tra le 600 e le 1000 uova. Queste uova si schiudono in 12 a 24 ore dipendendo sempre dalla temperatura e dall’umidità dell’aria.
  • Dopo varie mute le larve delle Mosche in generale, si trasformano in pupe, da dove emergeranno come mosche adulte.
  • Le uova delle Mosche e dei Mosconi sono deposte sempre  vicino a sostanze organiche in decomposizione: depositi di immondizia e letamai, dove il microclima è caldo e umido.
  • Le femmine di mosca cercano e trovano il posto adatto attraverso una specie di radars olfattivi posti sulle antenne. Le uova delle mosche non vengono mai depositate in superficie, ma deposte in profondità, per poter resistere ad un eventuale essiccamento della materia nutritiva.
  • Il periodo di incubazione in generale, varia dalle 8 alle 48 ore, da una fenditura delle uova uscirà infine  la larva di mosca.
  • La larva di Musca domestica odia la luce e ama il caldo; si annida nella matrice organica e può sopportare temperature fino a 60° C.
  • La pupa di mosca racchiusa nel bozzolo possiede un corpo molto trasformato rispetto alla larva.
  • Appena emersa dal bozzolo ( pupario), sfarfalla, attende l’indurimento della cuticola, per poi spiccare il volo.

Abitudini:

  • La Musca domestica è uno dei maggiori vettori di malattie dell’uomo. Può essere responsabile per la salmonellosi, poliomelite, colera, tubercolosi, antrace e dissenterie varie.
  • La specie delle Mosche in generale non si allontana oltre i 2-3 Km dalla fonte del nutrimento: Il loro volo è tipico e particolare, oltre che veloce se comparata con i riflessi umani, volano ad angolature impossibili e compiono  virate improvvise.
  • Sono insetti infestanti diurni, e di notte riposano sui lampadari o sui tetti in generale.
  • In genere preferiscono l’appoggio su superfici ruvide, le Mosche domestiche sono  insetti curiosi guidate in continuazione da sensazioni visive ed olfattive, di fatto si posano ovunque, e sono attratte indistintamente da qualsiasi cibo solido o liquido, sano e in putrefazione.

Ciclo biologico delle mosche e mosconi

Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

La Blatta orientalis è la comune Blatta o scarafaggio nero che dir si voglia, che infesta le nostre abitazioni, chiamata anche Blatta comune delle case.
INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

 scarafaggio nero foto hd

Habitat:

  •    Questa specie di scarafaggio è originario della Russia, da qui il nome “orientalis”, ed è cosmopolita  fatta eccezione per le zone con clima eccessivamente rigido e preferendo quindi zone dal clima temperato.
  •     Tra le blatte è comunque quella che più resiste agli ambienti freddi ma, è tra i Blattoidei, la più legata alla presenza dell’acqua.
  •    Lo scarafaggio nero comune deve spesso la sua presenza alla scarsa igiene degli ambienti umani, cibandosi come le altre specie di blatte, di materiale organico in decomposizione.
  •     Le abitazioni umane, meglio se riscaldate, sono l’habitat preferito della Blatta orientalis, dove non mancano nascondigli e cibo.
  •     Lo scarafaggio nero si aggrega spesso ai suoi simili, predilige scantinati, cantine, ambienti interrati e in genere quei luoghi dove ci sia una temperatura tra i 18° – 25°C.

Morfologia:

  •     Il colore del suo corpo è il nero, o quasi nero, forma oblunga anche se meno della Blattella germanica, è appiattita e misura tra i 20 e i 30 mm. quando adulta.
  •     Il maschio della Blatta orientalis ha  le ali sviluppate a differenza della femmina che invece ha ali anteriori brevi e ali posteriori atrofizzate. Sia il maschio che la femmina di questa specie di blatte non sono però in grado di volare.
  •     Le antenne dello scarafaggio nero comune sono lunghe e filiformi. Al contrario della Blattella germanica, la morfologia delle sue zampe non le permette di arrampicarsi sulle pareti e sui soffitti, priva di ventose è costretta a camminare strisciando.
  •     Come tutti gli insetti Blattoidei il suo corpo è composto da una testa, relativamente piccola e dal pronoto o addome, sei zampe e due antenne.

Ciclo vitale:

  •     Questo scarfaggio nero vive a lungo, considerando il suo ciclo vitale completo può vivere più di due anni condizioni esterne permettendo.
  •     Non c’`e un periodo preciso per l’accoppiamento, esso può essere attuato nell’arco di tutto l’anno. Il procedimento e la cova delle ovoteche è simile a quello delle altre blatte: dopo due o tre giorni di cova le ovoteche della blatta orientalis vengono lasciate cadere in qualche fessura protetta e vicino ad una fonte di cibo.
  •     Spesso nelle case di campagna vengono ritrovate la maggior parte di queste ovoteche nei depositi di legna sotto al caminetto.
  •     Nelle ovoteche dello scarfaggio comune troviamo tra le 14 e le 18 uova. Le ninfe che ne escono, attraverso varie mute , completano il loro ciclo vitale in 10-15 mesi  nell’arco di 1 a 3  mesi diventano ninfe , e come tali trascorrono un lungo periodo di tempo. Infine come adulti di blatta, sessualmente maturi vivranno solo dalle 5 alle 26 settimane.
  •     Gli Scarafaggi neri lasciano una puzzolente, caratteristica secrezione, che dà cattivo odore agli ambienti infestati.

Abitudini:

  •    Questa specie di scarafaggio è relativamente letargico, si muove in particolare durante le ore notturne ed evita fortemente ambienti luminosi:  quindi la sua comparsa durante il giorno è indicativa di una massiccia infestazione.
  •     La Blatta orientalis è più lenta e meno prudente rispetto alle altre specie di blatte. È molto vorace, praticamente onnivora. Quindi la sua disinfestazione attraverso le trappole è relativamente semplice.
  •     Le malattie portate dalla Blatta orientalis sono molteplici e pericolose: dalla salmonellosi al colera,  senza contare fenomeni di dissenteria, epatite A e poliomielite.
  •     Questo insetto infestante inoltre libera nell’aria sostanze che possono causare vari disturbi allergici.
  •    Possiamo accorgerci facilmente della presenza dello scarafaggio nero comune accendendo improvvisamente la luce la notte, essendo loro insetti lucifughi, fuggiranno rapidamente cercando un nascondiglio qualsiasi.

 

Veicoli di infestazione e portatori di malattie anche gravi raccomandiamo in caso di infestazione da Blatta orientalis l’uso immediato di trappole facilmente reperibili in commercio.

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Scarafaggio tedesco – Blattella germanica

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarafaggio tedesco – Blattella germanica

blattella germanica

Habitat:

  •     Lo Scarafaggio tedesco o Blattella germanica sono scarafaggi comuni associati al cibo organico in putrefazione e alle aree d’umidità all’interno degli edifici e strutture in generale. Sono distribuiti in tutto il mondo e vantano caratteristiche di resistenza ed adattabilità superiori a qualsiasi altra specie di insetto.
  •     Originario dell’Africa, questo insetto infestante sembra sia strettamente legato geneticamente agli scarafaggi asiatici. E`comunque molto comune in tutta Europa.
  •     L’infestazione di blattella germanica spesso è causa di focolai di malattie di origine alimentare o infezioni allergiche della pelle. La presenza di scarafaggi in casa può infatti dare origine ad infezioni e patologie di vario genere, trasmesse sia per contatto diretto con l’insetto o con gli escrementi di blatta sia per contatto indiretto con le superfici.
  •     Tutti gli scarafaggi amano le zone calde e umide, perciò li possiamo trovare più facilmente in certe zone della casa come la cucina, gli spogliatoi, i bagni. Non disdegnano però anche le camere da letto e gli androni degli edifici, specialmente nei luoghi dove si raccoglie la spazzatura.
  •     Le piccole blatte comuni in Europa salgono spesso ai piani alti degli edifici attraverso le fognature e le tubature dell’acqua calda, e si riparano come tutti gli scarafaggi, in luoghi stretti e nelle fessure delle case, dove sanno che possono passare inosservate, nei quadri elettrici, piastrelle rotte, dietro e sotto i lavandini, insomma in tutte le cavità in genere.

Morfologia:

  •     La Blattella germanica ha una forma oblunga tra i 13 e i 16mm di lunghezza quando adulta.
  •     E’uno scarafaggio di colore marrone scuro alle volte tendente al giallastro, con due strisce più scure longitudinali sottili e parallele che gli partono da dietro la testa e percorrono tutto il pronoto (addome).
  •     Questo tipo di blatta ha le ali, ma non è in grado di sostenere volo a lungo, le usa solo per piccoli spostamenti soprattutto quando viene disturbata. Ha due lunghe antenne leggermente incurvate che funzionano come organo tattile.
  •     E’ la più piccola delle blatte che troviamo nelle nostre case. La blatta germanica ha speciali ventose sulle sue zampe che le permettono agevoli arrampicate su pareti lisce e soffitti.
  •     Una colonia di scarafaggi è costituita in genere da molti individui giovani anche chiamati ninfe.

Ciclo vitale:

  •     Come la Periplaneta americana anche le  femmine di blattelle germaniche portano l’ovoteca (chiamata anche ooteca) attaccata al loro corpo per uno o due giorni covandola, per poi depositarla in un luogo protetto vicino a qualche fonte di nutrimento, la media è di 30-40 uova per ovoteca. In tutta la loro vita (100-200 giorni) in media, le femmine di scarafaggio si accoppiano tra le 4 e le 8 volte.
  •     Il Tempo di sviluppo da uovo ad adulto per la blatta germanica,  varia dai 54 giorni ai 215 giorni  dipendendo sempre dalla temperatura e dall’umidità.
  •     Le infestazioni da blattella germanica dipendono dalla grande quantità di ninfe prodotte e dal fatto che il periodo tra la nascita e la maturità sessuale è molto breve. Inoltre questi scarafaggi si nascondono molto bene ovunque a causa delle loro piccole dimensioni.
  •     Lo stesso fatto che la femmina di blatta porta con se il suo “portauova” (ovoteca) proteggendo così i suoi piccoli nel periodo più delicato, cioè quando facilmente potrebbero essere spazzati via da una buona pulizia, rende questa specie di blatte meno vulnerabile e le infestazioni più possibili.
  •     Le ninfe di blatta che escono dalle uova dell’ovoteca poco dopo che questa è stata deposta; sono simili agli adulti, solo più piccole. Si svilupperanno in seguito attraverso una serie continua di mute durante un periodo che alla temperatura ottimale di 30° C  durerà tra i 30 e i 60 giorni.

Abitudini:

  •     La Blattella germanica ha abitudini prevalentemente serali e notturne, quindi quando capita di vederla durante il giorno è sintomatico di una seria infestazione e dobbiamo correre ai ripari, il più presto possibile.
  •     Questo tipo di scarafaggio quando si eccita o si spaventa emette uno sgradevole odore caratteristico.
  •    Lo scarafaggio tedesco è molto robusto e resistente contro i tentativi di disinfestazione. Può però essere facilmente controllato con esche proprio per la sua abitudine a nascondersi in crepe e fessure, attraverso l’uso di trappole.

Blatta – Periplaneta americana

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Blatta – Periplaneta americana

Habitat:

  • La Blatta, Periplaneta americana, nonostante il suo nome faccia pensare ad un origine Nord Americana, sembra che fu introdotta, ormai in tutto il mondo, attraverso l’ Africa Settentrionale.
  • Appartenente all’ordine dei Blattoidei, la sua diffusione nel mondo è seconda solamente a quella della Blattella germanica.
  • Questi insetti infestanti dell’ habitat umano (la casa) e delle derrate alimentari, vivono sia all’aperto che al chiuso seppure preferiscono ambienti bui e umidi sia freschi che caldi, ove ci sia una temperatura tra i 25° e i 35° C.
  • Negli edifici possiamo trovare le blatte nei seminterrati, attorno ai tubi dei bagni, negli scarichi delle fognature, tra i buchi delle piastrelle,  nei ristoranti, nelle drogherie, nelle panetterie, nelle serre e, più in generale, ovunque si preparino o conservino delle derrate alimentari, nei contenitori di rifiuti vegetali e soprattutto nelle fogne.
  • La Periplaneta americana ama vivere insieme alle sue consimili, anche se, sempre più raramente le incontriamo qui in Italia nelle nostre case, però dopo forti piogge, le blatte americane sono portate ad infestare pure quelle.
  • E’ impressionante la quantità di blatte che si possono trovare concentrate in un singolo tombino, sono cifre da incubo quando parliamo di 5000 individui!
  • Le Blatte sono più frequenti nei climi tropicali e nelle città portuali.
  • All’aperto troviamo la Periplaneta americana nei luoghi umidi e ombreggiati dei giardini pubblici spesso trascurati dalle amministrazioni comunali dove non vengono svuotati i cestini pieni di rifiuti alimentari lasciati da improvvisati pic nic domenicali.

Morfologia:

  • Tra i Blattoidei è la blatta o scarafaggio di  più grandi dimensioni, dotata di ali, misura in genere tra 34 e i  53 mm. di lunghezza.
  • Gli scarafaggi adulti sono macchiati di un colore che va dal ruggine quasi nero al rossastro. La parte posteriore del pronoto è di colore più chiaro; dal marrone al giallo.
  • Le ali della femmina di blatta periplaneta raggiungono la punta del limite dell’addome mentre nei maschi sporge un poco al di fuori. Entrambi i sessi possono volare di notte e sono attratti dalle fonti di luce.
  • Le ovoteche delle blatte sono come un corpo estraneo che sporge dall’addome della femmina di blatta e possono contenere fino a 16 uova (in media 10), alcune volte la femmina dello scarafaggio la porta con se per un periodo che varia da qualche ora a 4 giorni, poi la deposita o la lascia cadere in qualche fessura vicino a fonti di nutrimento.
  • Il corpo della periplaneta americana ha una forma appiattita, una testa medio-piccola, torace piccolo e l’addome rappresenta circa la metà del suo corpo.
  • Questo insetto infestante ha antenne lunghe, filiformi ed estremamente mobili.

Ciclo vitale:

  • La sacca contenente le uova (ovoteca) della blatta ha lo stesso colore del corpo dell’insetto ossia marrone scuro ed è lunga circa 8 mm. Nell’ arco di un anno vengono prodotte da 15 a 90 ovoteche, e forse anche di più se non sopravviene il freddo invernale.
  • I futuri insetti rimangono nell’uovo dai 29 ai 58 giorni, in media due mesi.
  • Gli stadi di ninfa prima di arrivare ad essere una blatta adulta sono 13 e durano circa 6 mesi.
  • La blatta periplaneta americana, trascorre la sua vita adulta in media in un anno, anche se in laboratorio può raggiungere anche i 3 anni d’età. Nell’arco di un anno comunque arriva ad avere circa 800 discendenti.

Abitudini:

  • L’insetto infestante come molti scarafaggi è estremamente rapido, può sparire in qualsiasi buchetto presente in una stanza. La blatta è anche molto nota per la sua agilità e, non bisogna dimenticare che è anche una buona volatrice, anche se lo fa raramente.
  • La Blatta americana ha una straordinaria capacità di rinnovare le sue cellule, cosa questa nota recentemente agli scienziati e tenuta sotto osservazione. In caso di incidente non è raro veder tornare alla vita, come se niente fosse, una blatta che da giorni credevamo morta.
  • Questo infestante delle derrate alimentari è onnivoro nel vero senso della parola, ed è anche attratto particolarmente dai liquidi fermentati come la birra per esempio. Un mezzo casareccio per catturare la periplaneta americana e’ quello di utilizzare trappole con al centro del pane inzuppato di birra come attrattivo.
  • Questi scarafaggi si nutrono generalmente di materia organica in putrefazione, ma mangiano volentieri praticamente qualsiasi cosa. Tra i loro alimenti vi sono: carta, capelli, rilegature di libri, pesce, riso, sakè, pelle animale, stoffa e insetti morti.

Formica Faraone – Monomorium pharaonis

INFESTANTI DELLA CASA

Formica Faraone – Monomorium pharaonis

 Habitat:

  •  La formica faraone, Monomorium pharaonis, ha questo nome così particolare perché erroneamente la tradizione la introduce nella fantasia popolare come una delle 12 piaghe d’Egitto.
  •  L’origine di questa formica piccolissima è incerta, prevalentemente si crede provenire dall’Africa, anche se ormai è presente in tutto il mondo temperato.
  •  Le Formiche faraone sono una specie tropicale, ma prosperano in qualsiasi edificio ovunque, anche  nelle regioni non temperate, negli edifici forniti di riscaldamento centralizzato.
  •  La Monomorium pharaonis,è una delle formiche domestiche più comuni ed è la formica infestante della casa più difficile da controllare.
  •  La difficoltà di controllo dell’infestazione da formica faraone sta appunto nel fatto che è una formica piccolissima, che può realmente entrare ovunque e trasportare con se “meccanicamente” microbi e batteri pericolosi.
  •  Questa formica nidifica nei posti più strani, in scatole di CD, lattine di caffè, tra fogli di carta, dietro i battiscopa, sotto le pietre, dentro i muri etc etc., prediligono comunque ambienti scuri, e aree calde vicino alle tubature dell’acqua calda e del riscaldamento.
  •  Troviamo la Monomorium pharaonis incredibilmente persino nei reparti di terapia intensiva e sale operatorie.
  •  Pur essendo onnivore prediligono dolciumi o frutta.

Morfologia:

  •  La piccolissima formica faraone è quasi trasparente, va dal giallo al marrone chiaro, l’ultima parte è leggermente più scura e lucida (addome posteriore) e ha due nodi in vita.
  •  Le formiche faraone operaie misurano circa 1,5-2 mm di lunghezza, le loro antenne hanno 12 segmenti dove gli ultimi tre sono leggermente più lunghi, e i loro occhi sono relativamente piccoli.
  •   Ha peli eretti sparsi sul corpo, possiede anche un pungiglione ma raramente è sporgente.
  •  I maschi del Monomorium pharaonis, sono piccoli come le formiche operaie ma di colore nero e con le antenne dritte

 Ciclo Vitale:

  •  Come tutte le altre specie di formiche la colonia della formica faraone è composta da regine femmine, maschi, operaie sterili, e dai vari stadi immaturi in via di sviluppo (uova, larve, pre-pupe e pupe).
  •  La regina della formica faraona può deporre centinaia di uova durante la sua vita.
  •  Il periodo larvale dura dai 18 ai 19 giorni, periodo pre-pupa tre giorni, e periodo pupale nove giorni. Dall’uovo alla maturità dura circa 38 a 45 giorni a seconda della temperatura e umidità relativa.
  •  Le Monomorium pharaonis quando si annidano in edifici riscaldati si riproducono praticamente durante tutto l’anno.
  •  Colonie di formiche faraone mature possono contenere un gran numero di regine, maschi alati, operaie, le uova, larve, pupe e pre-pupe. Cosa notevole e interessante è che, anche in assenza di una regina, le operaie possono dar vita ad una nuova colonia, essendo in grado di sviluppare da una covata, trasportata a suo tempo dalla colonia madre, una nuova regina.
  •  Diversamente da altre specie di formiche l’accoppiamento avviene nel nido, e perciò non avviene nessun “volo nuziale” visibile.
  •  Le regine di Monomorium pharaonis possono vivere dai quattro ai 12 mesi, mentre i maschi muoiono entro 3-5 settimane ad accoppiamento avvenuto.

Abitudini:

  •  Le Formiche faraone seguono un modello comportamentale definito: “satelliting”, dove da una colonia madre nascono e si espandono le colonie satellite. Usando come mezzo di comunicazione i ferormoni rimangono molto “fedeli” tra loro aiutandosi e proteggendosi vicendevolmente.
  •  Purtroppo In alcune zone, questa formica deve essere considerata come insetto infestante di notevole pericolosità, non tanto per i danni agli alimenti, che comunque rimangono inutilizzabili, quanto per la sua capacità di entrare ovunque. Le infestazioni della formica faraone negli ospedali sono divenute un problema cronico in tutta Europa
  •  La Monomorium pharaonis è in grado di trasmettere più di una dozzina di agenti patogeni  come Salmonella spp. Staphylococcus spp., E Streptococcus spp. (Beatson 1977, Haack e Granovskij 1990, Smith e Whitman 1992), e addirittura alcune formiche faraone sono state osservate in cerca di umidità sulla bocca di bambini dormienti.
  •  Le Formiche faraone possono essere sterminate mettendo come esca, pezzi di fegato mescolati con acido borico, soprattutto sui loro cammini abituali. E’ necessario rinnovare l’esca una o due volte. Si raccomanda di non usare polveri o insetticidi spray perché questi le farebbero solo disperdere e trovare altri cammini. Certamente, la soluzione più risolutiva è quella di affidarsi ad esperti del pest control e richiedere un servizio di disinfestazione.

Formiche del fuoco – Solenopsis spp, invicta, Myrmica rubra

INFESTANTI DELLA CASA

Formiche del fuoco – Solenopsis spp, invicta, Myrmica rubra

      Solenopsis spp

     Solenopsis invicta

        Myrmica rubra

Habitat:

  •     Le formiche del fuoco, Solenopsis spp sono originarie del Sud America e molto diffuse anche  in Africa, Cina, Australia.
  •     Nel 1930,  colonie di Solenopsis spp  sono state accidentalmente introdotte negli Stati Uniti. E successivamente in Australia dove hanno dato origine alla formica rossa del fuoco importata (Solenopsis invicta), o  RIFA, che è ormai, una tra le più diffuse  280 specie del genere Solenopsis nel pianeta.
  •     La Myrmica rubra, nota anche come la formica del fuoco europea, o formica rossa  è invece una specie di formica del genere Myrmica, sempre fortemente aggressiva anche se il suo veleno è meno pericoloso. È presente in tutta Europa , Nord America e Asia.
  •     Tutte queste specie di formiche rosse sono particolarmente aggressive  e allontanano le specie di formiche autoctone perché non hanno predatori nei nuovi territori.
  •     I loro nidi vengono costruiti principalmente alla base di tronchi d’albero, oppure si possono notare nei prati aperti,  ai margini dei marciapiedi o aiuole come  montagnole di terra smossa.
  •     Occasionalmente infestano apparecchiature elettroniche e scatole di cavi elettrici, e possono causare facilmente corto circuiti.
  •     Tutte  le  formiche del fuoco, vivono spesso in prossimità di aree umide, come le sponde dei piccoli ruscelli amazzonici, o semplicemente sulle rive di uno stagno. In questi casi, il nido non sarà visibile, in quanto sarà costruito sotto oggetti come legname , tronchi , sassi , o mattoni . Negli spazi aperti invece, i cumuli di terra possono raggiungere i 40 cm di altezza e possono essere profondi più di 5 m.
  •     Tutte queste tre specie di formiche del fuoco sono dotate di pungiglione ma non della possibilità di spruzzare acido formico

Morfologia:

  •     La formica regina è generalmente l’insetto singolo più grande della colonia ; lunga circa 8mm , è marrone chiaro tendente al rossiccio e l’addome scuro quasi nero.
  •     Il maschio alato della Solenopsis spp è lungo 7mm ed è nero, le formiche operaie variano da 3 ai 5 mm, non esiste nessuna casta militare distinta.
  •     Tutte hanno un pungiglione ben visibile alla fine dell’addome ed è la stessa forma caratteristica del peduncolo addominale ad aiutare nell’identificazione della specie.
  •     Le Solenopsis invicta e spp hanno antenne composte da 10 segmenti , ed il corpo è diviso come al solito in  tre parti.
  •     Nella maggior parte delle specie di formiche, anche tra formiche rosse i maschi mantengono le ali per tutta la vita (che dura solo fin dopo il volo nuziale) e le femmine solo per accoppiarsi.
  •     Tra le Formiche del fuoco Solenopsis invicta  le formiche operaie sono tra il nero e il rossiccio, e la loro dimensione varia da 2mm a 6 mm. Queste dimensioni così diverse tra loro delle formiche possono coesistere nella stessa colonia.
  •     La funzione primaria della formica regina è la riproduzione, lei può vivere per sei – sette anni e produrre fino a 3.500 uova al giorno.
  •     Le formiche rosse europee , Myrmica  rubra ,sono anche loro prevalentemente di colore rosso, con pigmentazione leggermente più scure sulla testa.

Ciclo vitale:

  •     Come nella maggior parte delle specie di formiche le colonie sono formate da tre gruppi: regine, maschi e lavoratori. Le formiche operaie sono femmine sterili senz’ali.
  •     Dopo l’accoppiamento che avviene attraverso il “volo nuziale”, il maschio muore e la regina inizia una nuova colonia di formiche . La regina elimina le ali dopo il volo nuziale, di solito alla ricerca di un luogo per nidificare, scava un poco e produce la sua prima nidiata. Questa viene alimentata e curata dalla stessa formica regina e di solito è costituita da future formiche operaie.
  •     Il loro ciclo vitale come in tutte le formiche si compone di quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto.
  •     Una volta cresciute, queste formiche operaie s’incaricheranno di costruire e badare all’intera colonia, e la formica regina servirà solamente per deporre le uova.
  •     Nella specie Solenopsis e Myrmica rubra possono coesistere più di una regina nella stessa colonia.
  •     Le formiche possono nutrirsi anche dell’escrezione di altri individui e lo scambio di cibo tra gli individui è comune (trofalaxia).
  •    Le colonie della Myrmica rubra, possono avere fino a 100 regine per nido.  Queste regine si riuniscono insieme dopo il volo nuziale e formeranno un unico nido dove deporranno le uova. Le regine possono vivere fino a quindici anni.
  •     I “Voli nuziali” delle formiche hanno luogo normalmente alla fine di luglio a metà agosto in Europa.

Abitudini:

  •     Le formiche del fuoco originali e non ( solenopsis spp e solenopsis invicta) : diffuse in America, Africa, Cina, Australia. Hanno un robusto pungiglione con cui inoculano un veleno costituito da solenanina, un alcaloide con attività emolitica e citotossica.
  •     La puntura della formica del fuoco provoca un dolore bruciante (da qui il loro nome) che regredisce dopo 20 minuti, dopo i quali compare (entro 24 ore) una vescica contenente siero, circondata da un’area edematosa e molto calda. E’ ben visibile il punto di entrata dell’aculeo al centro della vescica. Dopo circa 48 ore si forma un’ulcera (con pericolo di infezione) che può permanere per diversi giorni. In seguito a multiple punture , si hanno sintomi gastroenterici, disturbi visivi, diaforesi, febbre.
  •     Le abitudini alimentari delle Solenopsis spp e Solenopsis invicta sono prettamente carnivore (insetti) ma possono nutrirsi anche di altre piante, funghi, linfa o nettare, diciamo quindi che sono onnivore e all’interno delle case sono attratte da oli, carne, burro e formaggi, frutta, pane e dolci. Ecco il motivo per il quale in alcuni casi occorre interventi con trattamenti di disinfestazione formiche in appartamento.
  •     In Sud America, anche nelle grandi città come San Paolo è stato dimostrato che costituiscono un pericolo per la salute pubblica , invadendo ospedali diventano portatrici meccaniche di microorganismi patogeni.
  •     La formica rossa comune in Europa, la Myrmica rubra, vive con una dieta di melata prodotta dagli afidi, che alleva e, essendo molto aggressiva attacca qualsiasi creatura che disturbi il  nido, ma la loro puntura non è così grave come quella della formica rossa del fuco importata (S. Invicta).

Formica nera – Lasius niger

INFESTANTI DELLA CASA

Formica nera – Lasius niger

 

Habitat:

  •     La comune formica nera dei nostri giardini, la Lasius niger , si trova facilmente in tutta l’Europa centrale, Asia Africa e Nord America.
  •    Nel suo habitat naturale ama gli spazi aperti e un clima non troppo secco, ma essendo la formica un insetto  molto adattabile , la troviamo ormai nei giardini delle città fino a penetrare tranquillamente e frequentemente nelle nostre case.
  •    Le Lasius niger spesso costruiscono le loro colonie negli strati isolanti delle case, penetrando poi all’interno attraverso le fessure formate nel calcestruzzo delle pareti.
  •     La formica comune nera può a volte causare anche danni alle parti in legno della casa.

Morfologia:

  •     La formica da giardino nera è attiva da marzo a ottobre.
  •     La struttura di una colonia di formiche nere è un complesso e affascinante sistema di organizzazione sociale, e così la morfologia vera e propria delle formiche appartenenti a questa colonia è altrettanto varia.
  •     Le Lasius Niger hanno il corpo diviso in : capo – torace – addome. Possiedono sei zampe, antenne e grandi mandibole.
  •     Le formiche cosiddette “operaie” misurano in lunghezza tra i 3 e i 5 mm. Il loro colore varia dal marrone scuro al nero.
  •     Le formiche regine, future fondatrici di nuove colonie, sono più grosse e misurano tra gli 8 e i 9 mm., i maschi alati 3,5 -4,5 mm.
  •    Le formiche operaie in certe specie possono essere destinate a più compiti; possono essere per esempio, operaie e soldati. In alcune specie di Formiche è conosciuto il fenomeno dello schiavismo, con specie di formiche diverse dalla propria catturate durante incursioni predatorie,  e l’allevamento del bestiame, in questo caso gli afidi, che le riforniscono di “melassa”e tanto danno causano alle nostre piante.
  •     La difesa delle formiche nere dai predatori viene spesso effettuata con l’emissione di acido formico, così come il riconoscimento di un cammino che viene marcato con ferormoni dalle formiche esploratrici.

Ciclo vitale:

  •     La fecondazione delle Formiche regine, le uniche che non sterili, avviene in volo, (volo nuziale delle formiche), dopo l’accoppiamento i maschi muoiono e le regine  fecondate perdono le ali.
  •     Le Lasius niger passano per  4 fasi di sviluppo: uovo, larva, bozzolo e adulti.
  •     Le piccole larve delle formiche nere Lasius niger, sono bianche a forma di rene e  una superficie liscia e appiccicosa che li aiuta a essere trasportate in gruppo invece di una per una.
  •     All’inizio della colonia, è la stessa formica regina che alimenta le larve, in seguito quando la colonia sarà più organizzata saranno le formiche operaie.
  •     Quando la larva della formica nera diventa abbastanza grande si fila un bozzolo intorno , dentro questo bozzolo avverrà la metamorfosi che la farà uscire quasi adulta ma completamente bianca, prenderà il suo colore nero nel giro di un ora circa.
  •     Tutto questo processo di sviluppo, prenderà più o meno 90 giorni di tempo.
  •     Una regina di Lasius niger può vivere circa 12 anni, la sua colonia potrà comprendere fino a 15.000 lavoratori, ma in media ne conterrà tra i 4.000 e i 7.000.
  •     Il volo nuziale delle formiche si verifica di solito intorno a Giugno – Settembre , ma il tutto varia notevolmente dipendendo dalla temperatura. In Europa i voli si svolgono durante i caldi mesi estivi, mentre in Nord America in autunno.
  •     Questi voli possono contenere migliaia di maschi e femmine alate.

Abitudini:

  •     La Lasius niger è un problema per alcuni giardinieri. Anche se si nutre di insetti e ragni , come dicevamo prima sono allevatrici di Afidi, che ogni notte radunano e riportano al nido, questi  in realtà sono il vero problema delle piante.
  •     Le formiche nere mangiano anche frutta matura dalla pelle poco spessa, come le fragole per esempio, possono poi nutrirsi di semi, derrate alimentari, ma non dimentichiamoci che alcune specie come quelle appartenenti al gruppo della Formica rufa, catturano le larve di vari Lepidotteri defogliatori come le Processonarie.
  •     Quando le formiche nere da giardino entrano in casa, visto che sono particolarmente attratte da sostanze dolci, come gocce di marmellata o avanzi di torta, in breve tempo possono originare una vera e propria invasione.  In questo caso  raccomandiamo di contattare una ditta di disinfestazione specializzata solamente lungo gli angoli e le fessure da dove entrano per non uccidere altri tipi di insetti incolpevoli e non intossicare per sbaglio prodotti che finiranno sulle vostre tavole in un modo o nell’altro.

Forbicine – Forficula auricularia

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Forbicine – Forficula auricularia

Habitat:

  •     La Forficula auricularia è originaria dell’Europa, dove è molto diffusa, con l’intensificarsi degli scambi commerciali si trova al giorno d’oggi anche in America.
  •    L’epiteto specifico latino auricularia significa relativa all’orecchio (auricula) ed in lingua inglese il nome di questo insetto è earwig, ovvero creatura dell’orecchio. Questa terminologia ha origine in una leggenda che le forbicine entrassero nell’orecchio degli esseri umani e facessero in nido nel loro cervello.
  •     Le forbicine amano ambienti umidi e freddi, e sono molto legate alle previsioni metereologiche, anno dopo anno la loro diffusione dipende da fattori come la temperatura, la velocità e la provenienza del vento.
  •     Forficula auricularia è un insetto onnivoro e comune che per la sua polifagia è presente in varie coltivazioni. Tuttavia i danni sono solo occasionali e generalmente hanno una rilevanza economica poco significativa.
  •     L’insetto può essere alcune volte dannoso alle coltivazioni e alle derrate alimentari, può attaccare colture erbacee in pieno campo, ortive, ornamentali e arboree da frutto, ma le infestazioni da Forficula auricularia sono molto rare.

Morfologia:

  •     La forbicina, chiamata anche volgarmente forfecchia, ha forma allungata ed appiattita di colore brunastro, con un pronoto a forma di scudo, due paia di ali che si ripiegano ad N sul corpo e che in realtà usa molto poco, ed un paio di cerci (dette anche pinze), lunghi tra i 10 ed i 15 mm.
  •     L’antenna è costituita da un numero di segmenti che può variare tra 11 e 14. L’apparato boccale è apposito per la masticazione.
  •    Le pinze sessuali dei maschi di forficula sono molto robuste ed ampie alla base con denti crenulati. Le pinze femminili, invece, hanno una lunghezza media di circa 3 mm e sono meno robuste e diritte.
  •     I cerci hanno una tripla funzione: essi vengono, infatti, utilizzati sia durante l’accoppiamento, sia per scopi alimentari, sia per fini autodifensivi.
  •    Curioso è l’apparato riproduttivo dei maschi di forbicine, in realtà è stato scoperto che i maschi possiedono due peni, uno dei quali è di riserva, caso l’altro venisse strappato, cosa che sembra accada spesso durante l’accoppiamento.

Ciclo Vitale:

  •     In primavera maschi e femmine delle forfecchie insieme rimangono nascosti nei loro rifugi e verso il mese di agosto, avviene l’accoppiamento.
  •    Tra novembre e gennaio le femmine di forbicine depongono le loro uova. Le uova della Forficula auricularia sono molto resistenti sia alle temperature alte sia a quelle molto basse.
  •     Il periodo di incubazione delle uova di forficula dipende molto dalla temperatura, e può durare da una settimana ai 3 o 4 mesi.
  •    Le femmine di forbicine hanno un forte istinto materno che alle volte arriva fino all’estremo di consegnarsi alle piccole larve di forficula appena nate come loro primo pasto. Comunque passano tutto il tempo della “cova”leccando minuziosamente le uova una ad una per evitare un attacco fungino dovuto all’alta umidità.
  •     Tra marzo e aprile le piccole larve di forficula sono ormai giunte a maturazione pur rimanendo con la loro madre fino a luglio – ottobre.
  •     Nel frattempo i maschi adulti della vecchia generazione sono morti di freddo fuori dai rifugi dove le femmine nel frattempo hanno accudito alla procreazione.
  •     Le larve delle forbicine sono simili agli adulti ma di colore biancastro.

Abitudini:

  •     L’insetto Forficula auricularia ha abitudini notturne e crepuscolari, il giorno ricerca fessure strette  e umide per proteggersi , perciò la troviamo sotto i vasi da fiori, sotto le rocce etc…
  •     Nel caso in cui si sentono minacciate, le forbicine (forfecchie) secernono da un’appendice addominale dove sono situate delle particolari ghiandole una sostanza maleodorante.

 

Come dicevamo, è difficile una vera e propria infestazione da Forficula auricularia, negli orti e nei frutteti, comunque esiste un tipo di disinfestazione ecosostenibile attraverso l’introduzione di un tipo di mosca la Bigonicheta spinipennis, che è un parassita della forficula. Ricordiamoci però che anche la nostra cara forbicina ci libera da altri insetti nocivi delle derrate alimentari nutrendosi a sua volta.

Tarantola – Genus Aphonopelma

INFESTANTI DELLA CASA

Tarantola –  Genus Aphonopelma

Habitat:

Inseriamo queste specie di  Tarantola, la Genus Aphonopelma non perché sia presente naturalmente  in Italia, ma perché, andando di moda allevarla in un terrario, fosse mai un giorno ve la trovate davanti libera e felice…

  •     Tutte le tarantole sono ragni terricoli, anche la tarantola italiana (ragno lupo Lycosa Tarantula).
  •     Come loro tana possono scegliersi sia una tana di roditore abbandonata, come costruirsela da se. Di solito in una collina al riparo da eventuali inondazioni, e la foderano tutta con la loro tela sericea.
  •     Rimangono nelle tane però solo cinque mesi all’anno, il resto del tempo le tarantole le passano a caccia nascondendosi sotto le rocce, radici, pezzi di corteccia.
  •     Le tarantole della specie Genus Aphonopelma ,si trovano in tutta l’Africa, gran parte dell’Asia e in tutta l’Australia, negli Stati uniti e America del sud.
  •      In Europa, ci sono alcune specie (Lycosa tarantula) in Spagna, Portogallo, Turchia, Italia e Cipro.
  •     Il morso delle tarantole, almeno della  maggior parte di esse, è innocuo per l’uomo, e alcune specie sono popolari nel commercio di animali domestici esotici.
  •     Tutte comunque sono velenose, e alcune pur provocando disagi estremi nell’uomo, non ne causano la morte.
  •     Uno degli eventi più spettacolari collegato alle tarantole avviene in Texas e dura un paio di settimane ogni estate: tutte le Tarantole maschio escono dalle tane apparentemente migrano in cerca di femmine.

Morfologia:

  •     Come altri ragni, le tarantole Genus Aphonopelma hanno “zanne” alla fine dei cheliceri da dove esce il veleno quando mordono la preda. iniettano veleno quando mordono la preda. Questo veleno serve principalmente per liquefare la preda visto che questi antropodi chelicherati ingeriscono solo liquidi.
  •     Come tutti gli artropodi, la tarantola è un invertebrato che si basa su un esoscheletro per il supporto muscolare. Il corpo di una tarantola si compone di due parti principali, il prosoma (cefalotorace) e l’opistosoma (addome). Il Prosoma e opistosoma sono collegati tra loro dal “peduncolo”.
  •     Le dimensioni delle 950 specie di Tarantole variano, da piccola come un’unghia alla più grande,  il solo corpo può essere lungo tra i 2,5 ai 10 centimetri , con 8-30 centimetri, comprendendo le zampe. In genere il loro corpo così come le loro zampe sono coperte da peluria.
  •     La più grande specie di tarantola può pesare più di 85 grammi. Il più grande di tutti, il Birdeater Golia (Theraphosa blondi) che vive in  Venezuela e Brasile, è stato segnalato per avere un peso di 150 grammi e una zampa fino a 30 centimetri.

Ciclo vitale:

  •     Le Tarantole sono cacciatrici notturne. Comunque non si allontanano mai molto dalla loro tana. Solo durante la stagione degli amori i maschi di tarantola sono spinti dall’istinto a vagare in cerca di una femmina.
  •     Le femmine adulte di Genus Aphonopelma  vivono fino a 10-12 anni, in cattività addirittura possono raggiungere i 25 anni, mentre i maschi raramente vivono più di due o tre mesi dopo aver raggiunto la maturità.
  •     Il corteggiamento tra le Tarantole avviene tra agosto e ottobre, anche nel caso di questa specie di ragni, se il corteggiamento da parte del maschio non è fatto a regola d’arte o la femmina della tarantola non è pronta all’accoppiamento, succede che il maschio può essere divorato.
  •     Un bozzolo contiene fino a 300 uova. Il periodo di incubazione va dalle sei settimane ai 60 giorni.
  •     Il bozzolo, che è costruito come un’amaca, viene poi  mantenuto e custodito nella tana della femmina. I piccoli di tarantole, una volta uscite dall’uovo, rimarranno quasi una settimana con la madre per poi, in seguito, disperdersi.
  •     Molti tra i piccoli di tarantole cadono preda di ragni (tutti i ragni sono cannibali) o di altri predatori proprio appena lasciata la madre nel momento della dispersione.

Abitudini:

  •     Durante i mesi invernali, le tarantole del genere Genus Aphonopelma  passano più tempo nelle loro tane alle volte, quando hanno una scorta di cibo ci si chiudono dentro sigillando il loro rifugio con terra e pietre tenute insieme da una filatura di seta.
  •     Il comportamento delle Tarantole non è ben definito, c’è chi sostiene che sia un ragno irritabile veloce e mordace, altri studiosi, invece, sottolineano il suo atteggiamento calmo e  sostengono che solo nel periodo degli amori il ragno si comporta in modo diverso, o comunque in presenza di una femmina di tarantola.
  •     I Ragni solitamente non sono artropodi infestanti. Essendo cannibali non mostrano generalmente comportamento gregario, tuttavia quando le condizioni climatiche e ambientali sono particolarmente favorevoli, in alcune zone è possibile rinvenire un alta densità di individui della stessa specie.

In caso di morso di una tarantola del genere Genus Aphonopelma, e di altre specie, è importante, soprattutto nel caso che ad essere morso sia un bambino rivolgersi al più presto ad un ospedale o ad un centro antiveleni. Ma non preoccupatevi troppo, non risultano morti accertate dovute al veleno della tarantola.

Sulla zona del morso della tarantola sono evidenti 2 fori; solo più tardi la cute diventa dolente, bluastra, e si ulcera.

Primo soccorso:

  1.     lavare con acqua e sapone;
  2.     applicate ghiaccio o impacchi freddi sulla zona morsa.

Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

INFESTANTI DELLA CASA

Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

Habitat:

  •     In questa pagina parleremo della vera tarantola Italiana, ossia il Ragno lupo o Lycosa Tarantula, ragno tra i più grandi che si trovano nel nostro paese. Quando gli emigranti arrivarono nelle Americhe, chiamarono Tarantola il primo ragno di grandi dimensioni che incontrarono ossia la Genus Aphonopelma, che oggi ormai è considerata la vera tarantola, solo che, mentre il morso del ragno lupo è praticamente innocuo quello della tarantola americana in alcuni casi può essere mortale.
  •     Come il suo lontano parente americano la Lycosa Tarantula è un ragno terraiolo cioè che vive quasi sempre nelle sue tane scavate nella terra possibilmente vicino a qualche ciuffo d’erba , le cui sottili radici danno la stabilità necessaria.
  •     L’entrata delle tane delle Tarantule è sempre ricoperta da un sottile strato di tela di ragno, quasi come fosse foderata.
  •     Per quanto riguarda la loro diffusione, i Ragni lupo sono presenti nelle regioni del centro, sud Italia, compresa la Sicilia e in Spagna. Quelle spagnole sono sensibilmente più grosse, di uno o due centimetri.

Morfologia:

  •     Il colore della parte dorsale della Lycosa Tarantula oscilla tra il grigio e il marrone con screziature nere e color crema, gli esemplari grigi sono rari. Ventralmente si presenta nera e crema; la faccia inferiore delle zampe è zebrata.
  •     Impressiona la grandezza di questi ragni, dove le femmine di ragno lupo possono raggiungere circa i 27 mm di lunghezza del corpo ed i maschi di circa 19 mm.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     L’apparato boccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.

Ciclo vitale:

  •     Gli accoppiamenti di questa specie avvengono tra maggio e giugno, preferibilmente di notte.
  •     Come al solito le femmine di Lycosa tarantula son ben più massicce di maschi della specie, e quindi il maschio per non essere scambiato a sua volta per  una preda, corteggia la femmina agitando i palpi, se lei è ricettiva rimane immobile lasciandolo avvicinare , caso contrario  assume una tipica postura di minaccia.
  •     Dopo qualche tempo, circa tre settimane, la femmina di ragno lupo depone le uova in modo singolare: stendendo un velo di tela sul terreno davanti alla sua tana, ci sale sopra e comincia a lavorarlo. Alla fine avrà una sacca per le sue uova, perfettamente rotonda attaccata al suo addome, che si porterà quasi sempre appresso durante tutto il mese seguente.
  •     Molti tipi di ragni, dopo che si schiudono le uova si portano sul dorso i piccoli ragnetti  fino a quando non siano sufficientemente maturi per sopravvivere da soli.
  •     Da ogni sacca ovigera usciranno un centinaio di neri e voracissimi piccoli ragnetti che dopo un mese già saranno in grado di catturare moscerini e altre cosette.
  •     Nelle loro due prime estati vivranno da nomadi, costruiranno la loro tana personale alla fine della seconda estate, quando misureranno circa 4-5 cm, per passarvi l’inverno.
  •     I maschi della Lycosa tarantula possono arrivare a vivere fino ai due anni di età, morendo poco dopo aver raggiunto la maturità sessuale. Le femmine dei ragni lupo invece. Arrivano sicuramente ai quattro anni di vita o anche di più.

Abitudini:

  •     Questo tipo di ragni, ha abitudini prettamente notturne, passa le ore calde della giornata nella  tana e nel tratto più vicino alla superficie, non disdegnando però qualche agguato agli insetti che passano nei paraggi.
  •     Il ragno lupo  esce al crepuscolo per andare a caccia o accoppiarsi, in ogni caso non si allontana mai molto dalla sua tana.
  •     La Lycosa tarantula ha una vista molto buona, riesce a sentire l’avvicinarsi di un animale grande, quindi è molto difficile che pizzichino un essere umano.
  •     Comunque siano velenosi, il loro veleno è pericoloso per un insetto, per un umano il suo morso non è più doloroso di una pizzicata d’ape.
  •     E` difficile riuscire a catturare un ragno lupo perché si muove e corre molto velocemente.

 

Tarantula, deriva dalla parola italiana Tarantola, grazie alla città di Taranto, addirittura la leggenda dice che fu il famoso re Pirro dell’Epiro che introdusse questo tipo di ragno, quasi come  guerra batteriologica contro i Romani.
L’effetto del morso della Lycosa tarantula darebbe origine ad un fenomeno definito tarantismo, ossia il veleno produrrebbe una sorta di agitazione  da cui si ricavò la danza della tarantella, che imita i movimenti di una persona affetta appunto da tarantismo.
Si dice inoltre che scuotere il corpo rapidamente aiuta a combattere gli effetti di un morso aumentando il flusso di sangue per pulire il veleno.

Ragno crociato – Araneus diadematus

INFESTANTI DELLA CASA e AIUTI NATURALI

Ragno crociato – Araneus diadematus

 

Habitat:

  •     Il Ragno crociato (Araneus diadematus) è un ragno particolarmente comune nei prati Italiani, e in tutti i paesi dell’emisfero settentrionale.
  •     Gli Areneidi, sono ragni sedentari che cacciano usando delle grandi ragnatele formate da fili radiali e da una spirale adesiva.
  •     Amano collocare le loro ragnatele nei supporti ideali costituiti dai pali dei recinti.
  •     Come specifica il suo nome comune, ha un immancabile quanto bel disegno a forma di croce sull’addome posteriore.
  •     L’habitat naturale dell’Araneus diadematus sono i giardini, i parchi (anche molto frequentati), le zone incolte e i boschi. Entrano comunemente nelle case, dove usano gli angoli delle finestre per i loro nidi.

Morfologia:

  •     Il colore del Ragno crociato può variare dal giallo pallido, al marrone fino al nero con la caratteristica croce.
  •     Il loro corpo è lungo in media dai 15mm fino ai 20mm, le zampe invece possono essere tra i 25 e i 30mm.
  •     Le femmine sono più grandi dei maschi, come in quasi tutti i tipi di ragni.
  •     I piccoli Ragnetti di Araneus diadematus appena nascono hanno l’addome giallo con una macchia scura.
  •     Come tutti gli Aracnidi hanno otto zampe, nel caso del ragno crociato, la prima coppia di zampe è più lunga e viene utilizzata principalmente per percepire le vibrazioni sulla tela.
  •     Sul davanti hanno un paio di “palpi” che servono ad inserire lo sperma nel corpo della femmina di ragno crociato.
  •     La seta utilizzata sia per la ragnatela che per avvolgere le uova, viene invece prodotta da tre coppie di “filiere”presenti sulla punta del ventre.

Ciclo vitale:

  •    Il tipico ragno dei giardini europei, il ragno crociato per l’appunto, si ciba di quasi tutti gli insetti volanti : farfalle, mosche,vespe, disdegna gli afidi verdi ma in generale è un ottimo aiuto ecologico anche all’interno delle case.
  •    Quando una femmina di ragno crociato è gravida si potrà notare dal suo addome particolarmente gonfio.
  •   Nell’approccio sessuale i maschi dell’Araneus diadematus, come nella maggior parte dei tipi di ragni, dovrà avere delle accortezze per non essere scambiato da preda e mangiato dalla femmina.
  •    Consumato l’accoppiamento, cioè trasferito lo sperma attraverso i “palpi”, la femmina del ragno dei giardini passerà alcuni giorni solitaria nella sua tana, cominciando a tessere dei sacchi di seta che conterranno le uova e, una volta depositate all’interno di questi bozzoli, la femmina dopo qualche giorno morirà.
  •    I piccoli ragnetti usciranno dal bozzolo in primavera e resteranno insieme fino alla prima muta, per poi disperdersi con un sistema chiamato a “mongolfiera”; lasciandosi portare dal vento attaccati ad un filo di seta.
  •    La vita del ragno crociato dura in media due anni.

Abitudini:

  •   I ragni della famiglia degli Areneidi se disturbati il più delle volte tendono a darsi alla fuga piuttosto che reagire in modo aggressivo, comunque il morso del ragno dei giardini (eccetto in caso di ipersensibilità) ha conseguenze davvero minime, le tossine del suo veleno sono poco attive sull’uomo e i cheliceri non si estendono a sufficienza per inoculare a fondo sotto la pelle.
  •   Il ragno crociato avvolge le sue prede nella seta prima di consumarle. Quando si sente minacciato si scuote rapidamente  e scuote con forza la sua tela e normalmente fugge scendendo a terra su di un filo di seta.
  •    La sua tela può essere ricostruita ogni giorno.

Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

INFESTANTI DELLA CASA

 

Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

 

Habitat:

  •     Lo stesso nome “ragno eremita marrone” descrive il colore e le abitudini di questo pericoloso aracnide, conosciuto con il nome scientifico di Loxosceles Reclusa e volgarmente detto “ragno violino”.
  •     A causa della facilità degli spostamenti al giorno d’oggi possiamo trovare il Ragno eremita un pó ovunque, predilige comunque i luoghi caldi e asciutti.
  •     Questa sua peculiarità, ha portato purtroppo, il Loxosceles Reclusa ad adattarsi molto bene nelle case e nell’ambiente umano.
  •     In natura, il suo habitat originario sono le zone tropicali e comunque temperate.
  •     Sono ragni notturni, che per cacciare non usano la tela, e difficilmente escono durante il giorno, li possiamo incontrare fuori dal loro nascondiglio un ora o due dopo il tramonto.
  •     Originaria dell’Europa è la Loxosceles rufescens, il cui morso è leggermente meno dannoso del Ragno eremita marrone cileno.
  •    Durante il giorno si rifugiano in siti oscuri e indisturbati; nel nostro abbigliamento, scarpe comprese, nelle soffitte, in scatole e luoghi di stoccaggio, dietro i mobili e i quadri. All’aperto i Ragni violino possono rifugiarsi sotto tronchi, sassi, rocce e pile di legname.
  •     Negli habitat favorevoli sono un po’ meno eremiti e le loro popolazioni sono di solito dense.

Morfologia:

  •     Di difficile riconoscimento, perché a volte la forma scura del violino sul loro prosoma (testa)  non è molto visibile, possiamo però usare, per una sicura identificazione, il numero e la disposizione degli occhi.
  •     Il Ragno eremita marrone ha 6 occhi (invece di 8 come la maggior parte degli altri ragni) disposti a coppie con una coppia di mediani e due coppie laterali.
  •     Il colore del Loxosceles Reclusa cileno è di un marrone tendente allo scuro mentre la Loxosceles rufescens, è piú tendente al beige e al marrone chiaro.
  •     L’eremita cileno è una tra le più grosse specie di ragni, in generale sono lunghi dai 8 ai 30 mm, gli altri Loxosceles in media vanno dai 6 ai 12 mm escluse le zampe.
  •     Le zampe del Ragno violino sono sfumate verso il marrone scuro e ricoperte di piccoli peli scuri.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     Il veleno del Ragno eremita marrone è del tipo necrotizzante quindi lascia comunque brutte cicatrici difficili da curare.

Ciclo vitale:

  •     I Ragni violino (Brown Recluse in inglese) sono ragni molto resistenti e possono sopravvivere 6 a 12 mesi senza cibo né acqua e hanno una vita media di 2 a 4 anni.
  •     La femmina del ragno eremita marrone, si può riprodurre fino a cinque volte l’anno, depone circa 50 uova per sacchetto. Ci vogliono 9-12 mesi per completare la maturazione di un ragno, e può vivere fino a 7 anni.
  •     La deposizione delle uova avviene principalmente da maggio a luglio.
  •     Il corteggiamento di solito precede l’accoppiamento vero e proprio. Un maschio di ragno eremita si basa principalmente sulla peluria sensoriale che copre il suo corpo e sul movimento delle sue appendici per trovare una femmina che non lo scambi per una preda.
  •     Insieme al senso del tatto, un maschio di Loxosceles Reclusa ha anche la capacità di distinguere le sostanze chimiche diverse (ferormoni) per trovare la femmina pronta all’accoppiamento.

Abitudini:

  •     Il Ragno eremita marrone non è aggressivo e di solito morde solamente quando inavvertitamente viene premuto contro la pelle umana, per esempio: girandosi nel letto o infilandosi le scarpe.
  •     I Ragni Loxosceles sono abilissimi cacciatori e si nutrono, oltre che di scarafaggi e altri insetti anche di altri ragni e di formiche. Affondano i loro cheliceri nella parte più vulnerabile della vittima e il loro veleno paralizzante agisce rapidamente nel liquefare la preda.
  •     Il nido del Ragno eremita è costituito da una tela larga, irregolare e molto appiccicosa.

 

Il morso del Ragno violino o eremita marrone a seconda dell’intensità con cui viene inferto può causare una grave necrosi.

I sintomi iniziano tra le 2 e le 6 ore dopo il morso, spesso appaiono bolle di pus accompagnate da dolore intenso e un pronunciato gonfiore. Più comune è la formazione di una bolla rossa, circondata da una zona blu, con una delimitazione biancastra tra il rosso e il blu.

Dopo 12-24 ore se è veramente un morso di Loxosceles, si necrotizza assumendo un colore viola  che in  seguito diventerà nero, questo vuol dire che le cellule muoiono. Alla fine la parte necrotica cadrà lasciando una profonda buca sulla pelle che gradualmente si riempirà con tessuto cicatriziale.

Sai come riconoscere un morso di ragno?

Se venite morsi, mantenete la calma e immediatamente consultate un medico o un centro antiveleni. Applicate un impacco di ghiaccio direttamente sulla zona, questo allevierà il gonfiore e il dolore.

Possibilmente raccogliete il ragno senza toccarlo con le mani, per poter fare una diagnosi precisa, ci sono altri ragni meno pericolosi il cui morso ha effetto necrotizzante il ragno dal sacco giallo per dirne uno, quindi è importante essere certi che si tratti di un Loxosceles  e di che tipo esattamente. Per conservarlo usate l’alcool.

Malmignatta – Latrodectus tredecimguttatus

INFESTANTI DELLA CASA

 

Malmignatta – Latrodectus tredecimguttatus

Habitat:

  •     Appartenenti al genere Latrodectus questi Aracnidi anche chiamati Malmignatte o Vedove nere , sono relativamente comuni in tutto il mondo, questo tipo di Latrodectus è comune nell’Europa meridionale, nell’Italia centro meridionale e nelle isole. Legata alla sua diffusione geografica è, infatti, l’appellativo di vedova nera mediterranea.
    La specie è collocabile tra i ragni velenosi della Sardegna e il suo morso può essere letaale.
  •     I  Latrodectus tredecimguttatus sono ragni che discendono dalla ben più pericolosa vedova nera americana la Latrodectus mactans, e si chiamano tredecimguttatus perchè hanno sempre 13 macchie rosse sulla parte posteriore.
  •     Sono Ragni che cacciano usando una resistente ragnatela e spesso nei pressi di questa si costruiscono un rifugio conico di seta dove rimangono nascosti durante la maggior parte del giorno.
  •     In natura le vedove nere o Malmignatte si nascondono sotto rocce e tronchi, ma si adattano facilmente all’ambiente umano e comunemente le troviamo in luoghi poco usati come stalle, fienili, scatole di contatori, griglie di barbecue, scivoli, vasche di sabbia.

Morfologia:

  •     Sia i Ragni che gli Scorpioni appartengono al gruppo dei Aracnidi chelicherati ,ma mentre per gli scorpioni i cheliceri sono un mero aiuto per accostare il cibo alla bocca,  per i Ragni sono vere e proprie zanne velenose, queste vengono poi ripiegate sotto l’addome in fase di riposo.
  •     Il corpo delle femmine delle Vedove nere è lungo tra gli 8 e i 15 mm, i maschi sono più piccoli, a volte molto piccoli (2 mm) e possono essere tutti neri.
  •     La parte posteriore ha l’aspetto di un globo, prevalentemente nero con macchie rosse, anche se alcuni Latrodectus tredecimguttatus possono essere meno lucidi, con strisce laterali e macchie più pallide.
  •     La Malmignatta ha gambe sottili, nere anch’esse, e moderatamente lunghe.
  •     L’odorato dei  Latrodectus tredecimguttatus in particolare e, dei ragni in generale, è molto usato per identificare  la specie ed il sesso dei soggetti che hanno fabbricato le tele, i nidi incontrati sul loro cammino.
  •     La vedova nera del sud degli Stati uniti la mactans è riconoscibile perché è tutta nera lucida con eccezione di una macchia rosso vivo a forma di clessidra sulla parte inferiore dell’addome.
  •     Esistono altri tipi di vedove nere con altre caratteristiche di colori, ma non sono presenti in Italia.

Ciclo vitale:

  •     Nei Ragni l’80% della riproduzione si verifica in maggio, giugno o luglio, ma possono verificarsi già nel mese di febbraio.
  •     Le Vedove nere, come dice il loro nome, spesso si cibano del proprio compagno una volta raggiunto l’accoppiamento, egli è in realtà molto più piccolo della femmina proprio al fine di sembrargli una preda insignificante che non vale la pena di essere cacciata. Comunque potrà salvarsi dall’essere mangiato se svolgerà bene e rapidamente il suo tipico rituale di corteggiamento.
  •     Le Malmignatte si riproducono sessualmente e la fertilizzazione è interna ma indiretta.
  •     Durante l’amplesso il maschio inserisce nel poro genitale della femmina i palpi, il primo paio di corte appendici di cui è dotato, caricati con il suo sperma.
  •     Le femmine di Latrodectus depositano le  loro uova, color bianco sporco in sacchi di seta filata dalla forma rotonda.
  •     Ogni sacco contiene una media di 40 uova e le femmine fanno spesso più di un sacco di uova. In tutta la sua vita la femmina di vedova nera può deporre più o meno 400 uova.
  •     I sacchi con le uova vengono poi trasportati dalla femmina, e depositati in una rete o attaccati ad un vegetale.
  •    I piccoli ragnetti giovani emergono in 3 – 6 settimane e la piena maturità viene raggiunta circa un anno dopo, sempre che le temperature siano miti e il cibo a disposizione sufficiente.
  •    I giovani ragnetti di Latrodectus tredecimguttatus sono nutriti e protetti dalla madre durante le prime settimane, e nella zona del nido si noterà uno spessore e una tessitura irregolare.

Abitudini:

  •     I Ragni vedova nera sono generalmente molto timidi e mordono solo per legittima difesa quando  accidentalmente vengono a contatto gli esseri umani.
  •     Nel caso dovesse subire mutilazioni, il ragno è in grado di ricostruire l’arto mancante, una muta dopo l’altra ritornerà alle dimensioni normali.
  •    Il veleno della Malmignatta anche chiamato Ragno volterrano, prodotto dalle ghiandole chelicerali, contiene sostanze neurotossiche e può avere effetti sensibili anche sull’uomo. Il suo morso, seppur pericoloso, rarissimamente provoca la morte.

 

I Sintomi del morso del  Latrodectus tredecimguttatus sono difficili da individuare sul momento, in quanto i segni sono leggerissimi cosí come gli effetti locali del morso.

La vera diffusione del veleno avviene attraverso il sistema linfatico, i primi sintomi si percepiscono dopo appena 15 minuti : nausea, febbre mal di testa e oppressione, eventuali complicanze cardiache possono apparire a distanza di 1-3 ore dopo il morso. I sintomi più comuni sono dolore intenso, rigidità dei muscoli addominali, crampi muscolari, malessere generale, sudorazione locale, nausea, vomito e ipertensione. Se non trattati, i sintomi del morso della vedova nera Latrodectus di solito durano 3-5 giorni. Gluconato di calcio e antidoto possono essere somministrati per alleviare o attenuare i sintomi.

 Comunque vista la gravità dei sintomi questi avvelenamenti dovrebbero essere sempre trattati in ospedale, dal momento che complicazioni anche gravi possono insorgere nel giro di pochi minuti. Le prime 24-36 sono senz’altro le più dure per il paziente, poi i sintomi si attenuano rapidamente ma il recupero completo può richiedere spesso più di una settimana. In Italia da più di 20 anni non si registrano segni di morte per il morso del ragno volterrano.

Ragno Arlecchino – Salticus scenicus

INFESTANTI DELLA CASA e AIUTI NATURALI

Ragno Arlecchino – Salticus scenicus

Habitat:

  •     Il Ragno Arlecchino (Salticus scenicus) anche chiamato Ragno zebra, prende il suo secondo nome dal latino scenicus che vuol dire “attore”proprio perchè questo simpatico ragnetto possiede la strana consapevolezza di essere osservato e in base a questo cambiare il comportamento.
  •     Questi ragni sono presenti in tutto l’emisfero Nord del mondo e anche molto comuni.
  •     Spesso il ragno arlecchino vive negli insediamenti umani o comunque molto vicino ad essi.
  •     Il Salticus scenicus ama il sole, lo troviamo nei giardini, sulle rocce, sopra le pietre dei giardini tra le foglie e i fiori. Dentro casa viene spesso incontrato sulle superfici verticali ; muri e porte.
  •     Durante le piogge e la notte si rifugia in luoghi asciutti.

Morfologia:

  •     Le femmine  dei Ragni zebra sono  lunghe tra i 5 e i 7 mm e i maschi di poco più piccoli.
  •     Caratteristico è il colore inconfondibile del ragno arlecchino, a strisce bianche e nere (nei più adulti tendente al marrone).
  •     Tipico dei ragni saltatori sono anche i loro due occhi frontali molto grandi, che forniscono al  Salticus scenicus la visione binoculare, in tutto comunque hanno otto occhi semplici.
  •     Gli occhi del Ragno arlecchino sono disposti in modo da dargli una visione a 360 gradi e possono distinguere una preda da un predatore a circa 40 m di distanza, e non solo , gli occhi del ragno zebra possono muoversi anche dentro e fuori permettendogli una messa a fuoco perfetta, e anche la possibilità di “zoomare” rapidamente riducendo l’angolo visuale da 60 a 10 gradi.
  •     Deduciamo quindi che per questo tipo di aracnide la vista è il senso più importante.
  •     La caratteristica più saliente di questo ragno sono gli enormi pedipalpi del maschio e i chelicheri molto grandi.
  •     Per quanto riguarda la sua capacità di saltare, non possedendo muscoli estensori sembra sia dovuta alla pressione sanguigna, quindi per causa idraulica. Il Ragno arlecchino raddrizza improvvisamente il quarto paio di zampe, lasciando dietro di se una “corda di sicurezza” di un filo di rete, infine sembra che, anche questa eserciti una qualche forza di controllo sul salto del ragno.
  •   Tutti i Ragni in generale, presentano sessi separati talvolta con vistoso dimorfismo sessuale. Il maschio è quasi sempre più piccolo della femmina. E spesso dopo l’accoppiamento viene divorato dalla propria compagna.
  •     L’apparato buccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.

Ciclo vitale:

  •     Quando  il maschio e la femmina del Salticus scenicus si incontrano, il maschio effettua una danza di corteggiamento per evitare di essere scambiato per preda, migliore è la danza più è probabile che la femmina gradirà il compagno.
  •     Le femmine del Ragno Arlecchino rimangono con le loro sacche di uova che custodiranno fino alla nascita dei piccoli ragnetti  che lascerà andare via solamente dopo la loro seconda muta.
  •     Subito dopo l’accoppiamento La femmina del ragno arlecchino da ricettiva che era, assume un atteggiamento di fastidio nei confronti del maschio che si allontana rapidamente.
  •     Le femmine depongono le uova in piccoli sacchetti di seta, per lo più in primavera e in estate al fine di essere in grado di proteggere i piccoli ragnetti dai predatori. I giovani del Salticus scenicus di solito maturano in tarda primavera e in estate. Loro ciclo di vita è di circa un anno.

Abitudini:

  •     Come dicevamo i Ragni zebra o arlecchino sono ragni che cacciano la loro preda (insetti o altri ragni) non usando la tela. Sono stati osservati nutrendosi di zanzare che sono quasi due volte la loro lunghezza o addirittura falene 3 volte più grandi di loro.
  •     Ignorano insetti poco appetitosi come le formiche.
  •     Come tutti i ragni anche il colorato Salticus scenicus è velenoso, ma il suo veleno è sufficiente al massimo a immobilizzare una zanzara. Il loro morso è ardito ma avviene solo quando si trova in situazioni estreme.

Si dice che siano ragni intelligenti e curiosi, addomesticabili con molta pazienza, sicuramente utili per limitare il numero ormai incontrollato di zanzare che ci perseguitano. Lasciamoli vivere tranquillamente nelle nostre case, il contatto con loro viene spesso usato anche per curare le persone dall’aracnofobia.

Ragno del sacco giallo – Cheiracanthium punctorum

INFESTANTI DELLA CASA  e AIUTI NATURALI

Ragno del sacco giallo – Cheiracanthium punctorum

Habitat:

  • Il Ragno del sacco giallo si chiama così, perché costruisce la sua tana tipo un sacco, tra i fiori, nell’uva; negli angoli delle pareti con i soffitti e persino dentro le scarpe, seppure raramente entra in casa.
  • Questo ragno, della specie Cheiracanthium, ama vivere nei prati umidi e erbosi, dato che spesso piega gli steli d’erba per costruirsi la tana, lo troviamo anche negli orti e giardini e entra in casa a volte alla ricerca di una femmina o a seguito di un bel grappolo d’uva comprato al supermercato.
  • Il Cheiracanthium punctorum o ragno del sacco giallo è tipico Europeo, può essere incontrato anche per tutta l’Asia centrale, il cui morso è considerato terzo in pericolosità  tra i ragni europei, perché neurotossico e citotossico anche se non mortale.
  • I ragni di questa specie hanno gambe lunghe e sono piuttosto aggressivi e veloci , le loro abitudini sono notturne. Sono importanti nel controllare parassiti agricoli.
  • Questi ragni non costruiscono la tela per cacciare, ma con la loro seta costruiscono rifugi tubolari lunghi 3-4 cm  chiusi ad una delle estremità (a volte tutte e due) dove si nascondono durante le ore diurne, sotto le rocce o attaccati alla parte inferiore delle foglie.

Morfologia:

  • Come tutti gli Aracnidii Ragni possiedono otto zampe, carattere questo che li distingue subito, ad una prima occhiata dagli Insetti, che invece ne hanno sei.
  • Il  Ragno del sacco giallo ha un aspetto appariscente, le sue dimensioni medie si aggirano attorno ai 2cm di corpo.
  • I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri ( per questo vengono chiamati anche chelicherati), che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  • La parte posteriore del Cheiracanthium punctorum  presenta una livrea verde pallida o giallo paglierino con una  banda longitudinale mediana di tonalità più scura (spesso tendente al bruno-rossastro) che lo percorre interamente. La testa e l’apparato buccale anteriore invece, tende all’arancione fino al rosso del segmento basale dei cheliceri.
  • Caratteristica distintiva del Cheiracanthium punctorum  è la presenza di cheliceri sviluppati e ben evidenti, pronti a divaricarsi in atteggiamento difensivo.
  • L’apparato buccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.
  • Gli occhi del Ragno del sacco giallo sono otto e disposti in due file di quattro; hanno tutti le medesime dimensioni.

Ciclo Vitale:

  • Tutti i Ragni in generale, presentano sessi separati talvolta con vistoso dimorfismo sessuale. Il maschio è quasi sempre più piccolo della femmina. E spesso dopo l’accoppiamento viene divorato dalla propria compagna.
  • Le femmine del ragno in generale, rispetto ai maschi, subiscono un maggior numero di mute ed arrivano all’età matura più lentamente, sopravvivendo tuttavia più a lungo dopo la stagione riproduttiva.
  • Nell’avvicinarsi alla femmina, il maschio corre il rischio di essere considerato come una preda e pertanto esistono forme di corteggiamento, anche molto complesse, che facilitano il riconoscimento e diminuiscono il rischio di predazione.
  • Dopo l’accoppiamento moltissimi ragni maschi muoiono o vengono divorati dalla femmina.
  • Tra gli esemplari del Ragno del sacco giallo o Cheiracanthium punctorum questo accade nel 30% dei casi  ma, quando il maschio sopravvive, lo troviamo spesso insieme alla femmina nella stessa tana.
  • I Ragni  del sacco giallo depositano le loro uova in giugno o luglio. Queste uova sono depositate all’interno di un rifugio di seta, e la femmina rimane vicina a proteggerle.
  • Le femmine del ragno possono produrre fino a cinque sacche di uova, ognuna contenente circa 40 uova, e si accoppiano una sola volta nella vita.
  • Il giovani Cheiracanthium spesso rimangono all’interno del rifugio di seta per un breve periodo e, cominciano piano piano ad uscirne,  avventurandosi  la notte in cerca di cibo.

Abitudini:

  •     La tela dei Ragni ha una grande resistenza ed elasticità e ciascun ragno può produrre diversi tipi di tela (più o meno viscosa) a seconda dell’utilizzo che ne deve fare.
  •     I morsi del ragno si verificano più spesso durante la notte, quando il Ragno dal sacco giallo è più attivo ed esce dalla sua tana,  e dato che le zanne del Cheiracanthium sono di grandi dimensioni  sono anche in grado di penetrare tessuti leggeri.
  •     I morsi dei Ragni del sacco giallo sono i più numerosi nel mondo in assoluto, ma spesso vengono confusi con quelli del Ragno eremita ben più pericolosi.

“Il morso è solitamente molto doloroso all’inizio, con lo sviluppo di eritema, edema e prurito. La sensazione di bruciore associati al morso durerà per un massimo di un’ora, con eruzioni cutanee e vesciche che si verificano durante le prossime ore 1-10. Alcuni pazienti possono presentare reazioni sistemiche con febbre, malessere, crampi muscolari e nausea. Questi sintomi sono simili ai sintomi morso della vedova nera, ma sono molto meno gravi. Una lesione necrotica e ulcerazione può verificarsi ma di solito non dà luogo a cicatrici. “

Nel complesso i Ragni del sacco giallo non sono da considerarsi una minaccia ma bensì dei validi alleati nella lotta contro gli insetti nocivi e parassiti soprattutto nell’agricoltura ma anche dentro casa, e le problematiche che questi animali possono portare all’uomo sono di carattere puramente estetico. La presenza dei ragni all’interno delle abitazioni porta inevitabilmente alla formazione di tele sui muri che sporcano e degradano l’ambiente domestico.

Se facciamo attenzione a dove mettiamo le mani ed insegniamo ad i nostri figli a non toccare senza chiedere cose che non conoscono, vivremo sicuramente meglio. Più pericoloso è quando abbiamo neonati in casa e un numero di ragni fuori dalla media, in questo caso è più sicuro chiedere consiglio a personale specializzato.

Richiedere un intervento professionale di pest control è la soluzione adatta per combattere le infestazioni in maniera efficace e rapida. Contattaci per richiedere un preventivo da parte dei nostri partner attivi in ogni zona d’Italia!
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Acaro della polvere – Dermatophagoides pteronyssinus

INFESTANTI DELLA CASA

Acaro della polvere – Dermatophagoides pteronyssinus

 

Habitat:

  •   Gli Acari costituiscono il gruppo più numeroso e vario degli Aracnidi e uno dei gruppi più diffusi dell’intero mondo animale. Considerando come sola eccezione l’ambiente marino, gli acari si trovano ovunque.
  •    L’unico grande limite alla loro sopravvivenza e diffusione, sono le loro ridottissime dimensioni  che, per ovvi motivi, rendono gli Acari in generale, sensibilissimi alla disidratazione. Pertanto questi animali evitano i luoghi con esposizione diretta al sole e all’aria asciutta.
  •    Gli acari della polvere (Dermatophagoides pteronyssinus) si sviluppano nei luoghi della casa che forniscono loro una sorgente di cibo e riparo, come i tappeti, materassi, tende, copriletti,  e i dermatofagoidi in modo particolare, approfittano dell’umidità e dei residui rilasciati dal corpo umano durante la notte.
  •      Lo sviluppo numerico dei Dermatofagoidi nelle polveri domestiche risente notevolmente dei fattori igienico-ambientali e climatici. La loro concentrazione per ciascun grammo di polvere può quindi variare dalle 10 alle 2000 unità.

Morfologia:

  •     Le dimensioni degli Acari della polvere sono di circa 200-300 micron, cioè all’incirca 1/4 di millimetro perciò non visibili a occhio nudo.
  •     Hanno una dura pelle chitinosa, translucida, che dà ai Dermatophagoides pteronyssinus un aspetto complessivamente bianco-cremoso al corpo, con qualche chiazza isolata giallo pallido. Quando sono completamente adulti, le zampe e la testa assumono un colore rosso-bruno che spicca sul resto del corpo.
  •     L’aspetto più curioso della pelle degli acari della polvere dermatofagi, è la presenza di un disegno scolpito che assomiglia in modo impressionante a delle impronte digitali umane.
  •     L’acaro della polvere è privo di una vera testa; la parte anteriore del corpo funziona  da apparato buccale, oltre ad avere funzioni di presa e sensoriali.
  •     Gli occhi sono assenti, ma nonostante la mancanza di possibili ricettori di luce, gli acari della polvere sono estremamente fotofobi e quando vengono esposti alla luce  cercano disperatamente di sfuggirle, nascondendosi nei recessi più bui.

Ciclo vitale:

  •     Gli acari in generale hanno sessi separati,  e nonostante alcune rare eccezioni, la riproduzione degli acari avviene per via sessuale.
  •     Il maschio, attratto da ferormoni prodotti dalla femmina, durante l’accoppiamento depone lo sperma nel vestibolo della femmina, questo poi raggiunge il ricettacolo seminale della femmina  e da qui le ovaie, dove infine feconda le uova.
  •      Le uova  degli acari della polvere (Dermatophagoides pteronyssinus) vengono deposte una alla volta, e una volta giunte a maturazione si schiudono, lasciando uscire delle larve con sei zampe. Passeranno poi altre 3 mute fino a che come tutti i aracnidi che si rispettano avranno da adulti  otto zampe (ottopodi).
  •     L’intero ciclo da uovo ad adulto si compie in 2-3 settimane. Gli acari adulti vivono in media tra i 2 e i 4 mesi (circa 80 giorni per i maschi e 160 giorni per le femmine di dermatofagoidi); durante questo periodo di vita hanno uno o due accoppiamenti, dopo i quali la femmina depone complessivamente 20-50 uova.

Abitudini:

  •     Per quanto riguarda la resistenza degli acari della polvere dermatofagi, l’umidità ambientale è più importante della temperatura, e c’è una ridotta tolleranza alle variazioni, perciò al contrario di quanto si pensa, nelle nostre case se uniformemente riscaldate, d’inverno, troviamo spesso un umidità insufficiente al loro sviluppo.
  •     L’allergenicità prodotta dagli acari è dovuta soprattutto alle loro feci, infinitesimali sferule di materiale derivante dalle desquamazioni della pelle di uomini e animali di cui si nutrono che vengono inalate dalle persone, provocando i caratteristici sintomi; respirazione difficoltosa, tosse, sibili, che compaiono, in genere, di notte.
  •     Gli acari in camera da letto, presenti su lenzuola, materassi, cuscini, coperte e trapunte, sono le principali cause di allergia.
  •     Altri animali come cani, gatti, uccelli che possono essere fonte indiretta di allergie all’acaro dermatofago dato che anche la loro pelle desquama.
  •     Altre specie di acari si possono nutrire inoltre della lana dei materassi, coperte e piume dei cuscini, gli stessi residui corporei di acari morti a loro volta possono essere causa di allergie.

 

Penso sia scontato sottolineare quanto sia importante la pulizia e l’esposizione al sole della nostra casa, nella lotta agli acari della polvere.

Per far ciò esistono trucchi, sistemi, prodotti e quant’altro potrete trovare persino nelle pagine del web, perciò non scoraggiatevi e se non avete tempo e fantasia di fare le pulizie di Pasqua ogni settimana, evitate nell’arredare la vostra casa, tende e tessuti alle pareti, moquette e tappeti sostituendoli con materiali meno impolverabili e meno accoglienti per i nostri acari accompagnatori, e soprattutto consultate un allergologo.

Ricordatevi che…non sarete mai soli!

Scutigera coleoptrata

INFESTANTI DELLA CASA o AIUTO NATURALE?

Scutigera coleoptrata

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •     La Scutigera coleoptrata è un artropode chilopode, dal colore grigio-giallastro con 15 paia di zampe.
  •    E` originario della regione mediterranea, ma oggi nella sua varietà di specie si è diffuso in quasi tutto il mondo. L’habitat della cosiddetta  “scolopedra italiana”corrisponde  spesso e volentieri con quello umano.
  •     Spesso questo velocissimo chilopode vive all’esterno delle nostre case, sotto pietre, cataste di legna e cumuli di composti.
  •    All’interno delle case troviamo la scutigera coleoptrata  ovunque ci sia umidità; principalmente in cantine, bagni, lavanderie e cucine, ma anche in luoghi generalmente più secchi come dietro un quadro, in camera da letto e soggiorno.
  •     Questo agile predatore è di grande aiuto in una presupposta disinfestazione biologica, in quanto ripulisce le abitazioni da numerosi insetti problematici quali zanzare, cimici dei letti, formiche, termiti, blatte o pesciolini d’argento.

Morfologia:

  •     La Scutigera coleoptrata, detta comunemente centopiedi o scolopendra italiana, rientra nelle dimensioni medie dei chilopodi che troviamo nel nostro paese, i quali variano dai 3mm a 200-300mm,
  •     Nella femmina di coleoptrata, l’ultimo paio di zampe è più del doppio della lunghezza del corpo. Il grigio-giallo del corpo ha 3 strisce longitudinali dorsale e le gambe sono a bande bianche.
  •     La testa dei centopiedi (chilopodi) è abbastanza piatta e coperta con uno scudo tondo o ovale.
  •     Il nostro agile predatore ha anche  un lungo paio di antenne di spicco, che sono i loro principali organi di senso, queste gli permettono di odorare e sentire ciò che li circonda.
  •     In particolar modo la Scutigera, ha un paio di robuste mandibole e due robuste mascelle in più che le permettono di contenere il cibo masticato sulla parte inferiore della testa.
  •     Intorno ai lati della testa, hanno un paio di robuste chele dalla forma ricurva, pronte a inoculare veleno, con cui il centopiedi cattura e uccide la preda.
  •     Tra le grandi scolopendre tropicali questo veleno è molto forte, e quando morde un uomo, può essere molto doloroso e talvolta pericoloso. Il morso della scutigera coleoptrata italiana invece assomiglia di più a una pizzicata di vespa e, a parte rari casi di allergie, non è pericoloso. Tra l’altro si è pizzicati solo se viene presa tra le mani.
  •    Questo velocissimo chilopode riesce ad essere così agile e rapido grazie a 7 tergiti o placche che ha sulla superficie superiore del corpo che le forniscono la rigidità necessaria per il suo movimento ad alta velocità .
  •     La Scutigera coleoptrata ha inoltre una vista molto buona e questo, insieme con la sua velocità la rendono un agile predatore.

Ciclo vitale:

  •     La Scutigera depone le sue uova in primavera (con una media di 63 uova alla volta).
  •     Quando le uova si schiudono, le larve di scutigera coleoptrata hanno solo quattro paia di zampe.
  •     Poi attraverso altri 5 stadi larvali, sempre in numero dispari, aumenterà questo numero fino ad arrivare a  13 zampe.
  •     Questo centopiedi  passerà poi per 4 fasi adolescenziali  fino ad ottenere le definitive 15 paia.

Abitudini:

  •     È un insettivoro molto utile in casa, uccide e mangia insetti ad una velocità sorprendente.
  •     La scutigera è un animale inoffensivo per gli umani; può mordere un essere umano, ma accade molto raramente, e soltanto quando aggredita, come ultima via d’uscita.
  •     In genere la scutigera coleoptrata si trova più spesso in primavera, in quanto il caldo le fa uscire dalla propria “tana”, mentre il freddo le spinge a trovare un riparo nelle nostre case.

 

Abbiamo inserito questo chilopode italiano tra gli animali infestanti della casa, perché molta gente le teme soprattutto a causa della loro rapidità, ma lo inseriremo anche nella nostra sezione di aiuti naturali per una disinfestazione biologica, a voi la scelta.

Scorpioni – Euscorpius flavicaudis, italicus

INFESTANTI DELLA CASA

Scorpioni – Euscorpius flavicaudis, italicus

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •  Tra gli scorpioni presenti in Italia incontriamo più spesso il genere Euscorpius, le due specie più frequenti e poco distinguibili tra loro sono l’ Euscorpius italicus e Euscorpius flavicaudis, lunghi tra i 3 e i 5 cm .
  •  La forma appiattita del loro corpo si adatta perfettamente a spostamenti sotto le pietre, le cortecce, e fessure di vario tipo, dove, nonostante il loro corpo possieda dei sistemi atti a diminuire la disidratazione, amano rifugiarsi, soprattutto nelle ore più calde.
  •  Vivono tra montagne aride e aree desertiche, sotto i ruderi, e i vecchi muri, ma lo Scorpione flavicaudis più dell’Euscorpius italicus si trova circolante anche nei prati ed è più amante delle zone umide come delle falde acquifere dei boschi montani.
  •  Alle volte li possiamo trovare nelle abitazioni di campagna, dove cercano umidità e calore e soprattutto nelle docce e nei bagni, è bene quindi, quando non in uso chiudere sempre il tappo.

Morfologia:

  •  Questi aracnidi, seppur antichissimi (conosciuti dal Siluriano), non hanno tuttavia subito variazioni significative nella loro struttura rappresentando per gli studiosi degli autentici “fossili viventi”.
  •  Lo Scorpione flavicaudis, presenta un colore scuro, bruno fino al nero, con spesso il telson e le zampe più chiare, tendenti al giallo-rossastro.
  •  Il corpo degli Euscorpius è composto da più segmenti: capo-torace, addome, post addome.
  •  Hanno sei occhi e otto zampe, come tutti gli aracnidi, due chele all’estremità del post-addome che vengono usate per cacciare, sono cannibali tra loro e con altre specie.
  •  Le ghiandole velenifere degli scorpioni si trovano in un aculeo ad uncino sulla coda. Il loro veleno viene usato per difendersi e alcune volte per immobilizzare grosse prede.

Ciclo Vitale:

  •  Tra gli aracnidi, la maggior parte delle specie è ovovivipara, ma quelle appartenenti agli scorpionidi sono vivipare:  cioè, dalle uova, si sviluppa un embrione che viene nutrito attraverso un cordone ombelicale che si prolunga fino all’intestino materno.
  •  I piccoli scorpioncini  rimangono poi con la madre per qualche tempo.
  •  La maggior parte degli scorpioni sono a sessi separati. Durante una danza in cui tiene la sua compagna allacciata mediante i pedipalpi, il maschio depone sul terreno una spermatofora che vien quindi raccolta dalla femmina.

Abitudini:

  •  Gli Euscorpius flavicaudis  sono predatori carnivori d’insetti e si imbattono nelle loro prede quasi casualmente individuandole per urto.
  •  Gli scorpioni sono in grado di sopportare lunghi periodi di digiuno anche di un anno.
  •  Hanno abitudini per lo più notturne e elusive. Gli scorpioni sono immuni verso il proprio veleno.
  •  Le specie di scorpioni presenti in Italia posseggono un veleno molto blando la cui puntura non rappresenta una particolare minaccia.

È sempre bene però, una volta punti da uno scorpione, assicurarsi che si tratti di una specie “italiana” specialmente se si abita o si lavora nei pressi di falegnamerie che importano legni da altri paesi, o cassette di frutta importate, e questo si può fare purtroppo solo uccidendolo senza però schiacciarlo (con un insetticida per ragni), per poi portarlo in caso di dubbi in ospedale.

Buthus occitanus, di recente introdotto in Italia , il cui veleno può causare seri problemi

Di solito la puntura di uno scorpione causa un poco più di danni di una puntura di vespa: arrossamento, gonfiore, qualche linea di febbre, nella maggior parte dei casi quando riguardano solo la zona colpita si possono somministrare degli antidolorifici o antiedematosi, se appaiono sintomi non locali è bene andare in ospedale, soprattutto quando si tratta di bambini.

Non applicare nessun laccio che stringa la circolazione dell’arto, ma spremere la pelle (non succhiare) per far uscire il veleno e applicare del ghiaccio sul luogo della puntura di scorpione.

La disinfestazione è necessaria solamente quando in una casa appaiono decine di scorpioni.

Infestanti della casa

INFESTANTI DELLA CASA

Tra gli insetti infestanti delle case, oltre quelli già presi in considerazione per le altre categorie (tipo i Ratti, le Cimici, i vari Tarli etc.) Troviamo una specie onnipresente, causa di moltissime allergie, impossibili da vedere ad occhio nudo ma in un certo qual modo facili da disinfestare e da prevenire: Gli Acari.

Parleremo poi di animali la cui presenza è più rara in appartamento, come gli Scorpioni, ma facili da incontrare in un faccia a faccia pericolosissimo, soprattutto per dei bambini ( che mettono le mani dappertutto) nelle case di campagna o di paese.

Altri, al contrario sono innocui; come il Pesciolino d’argento ma la loro presenza può attirare altri insetti, loro predatori, e quindi in questo caso non si può parlare di disinfestazione ma di semplice allontanamento, come nel caso dei piccioni.

Alcune formiche poi possono trasformarsi in veri e propri incubi per gli abitanti di una casa con giardino. Ricordo che in casa di mio fratello, nei pressi di Los Angeles, le ho trovate persino in frigorifero. Caso estremo d’accordo, anche perché in molti casi possono “quasi” definirsi utili, delle ottime spazzine ecologiche, che soprattutto, ci segnalano la presenza di qualche nostra dimenticanza in fatto di pulizia.

Certo è che quando parliamo di aziende alimentari, di Hotels, Servizi Comunitari e tanto altro, la situazione richiede un intervento di disinfestazione esperto e non può passare inosservata ai responsabili.

Bio-disinfestazioni oltre a offrirvi un panorama ampio e completo, su usi, abitudini, morfologia degli animali infestanti, vi propone servizi efficienti e prodotti disinfestanti di ultima generazione, un preventivo chiaro e diluito nel tempo nel maggior rispetto della normativa vigente.

Consultateci! Siamo a Vostra disposizione!

RODITORI
TISANURI
  • Pesciolino della casa  (Thermobia domestica)
SCORPIONIDI
CHILOPODI
ARACNIDI
COLEOTTERI
PSOCOTTERI
  • Pidocchio del libro  (Liposcelis bostrychophila)
ISOPTERITERMITI
EMITTERICIMICI
FORMICHE
BLATTODEI
FORFICULIDI
DITTERIMOSCHE
  • Moscone blu della carne  (Calliphora vomitoria)
  • Moscone grigio della carne  (Sarcophaga carnaria)
  • Moschino dei bagni  (Clogmia albipunctata)
VESPIDI E VESPE
  • Vespa comune  (Vespula vulgaris)
  • Calabrone  (Vespa cabro)
  • Calabrone asiatico  (Vespa velutina nigrithorax)
  • Calabrone nero  (Trypoxylon figulus)
VOLATILI INFESTANTI
  • Piccione  (Columba domestica)
  • Gabbiano  (Larus)
  • Corvo  (Corvus)
  • Cornacchia  (Corvus corone)
  • Storno  (Sturnus vulgaris)
SERPENTI IN ITALIA
  • Vipera  (Vipera aspis)
  • Marasso  (Vipera berus)
  • Biacco  (Columber viridiflavus)
  • Biscia dal collare  (Natrix natrix)
  • Cervone  (Elaphe quatuorlineata)
  • Columbri  (Coronella)
  • Orbettino  (Anguis fragilis)

Acaro rosso del pollo – Dermanyssus gallinae

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Acaro rosso del pollo- Dermanyssus gallinae

 

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •  Gli acari sono fra gli esseri viventi più antichi sulla terra.
  •  Questi aracnidi infestanti, vivono e crescono negli ambienti più disparati della terra come le piante, i fiori, gli animali, l’uomo, la terra, sui laghi e sull’acqua salata, nelle case e nei rifiuti organici, nei materassi, nei libri etc.
  •  Condizionati comunque dall’umidità e dalla temperatura gli acari in generale tendono a scomparire sopra i 1600 metri.
  •  Il Dermanyssus gallinae ,anche detto l’acaro rosso del pollo, può infestare molte specie di uccelli non solo le galline, ma i piccioni, gli uccelli in gabbia di una certa dimensione e quindi di conseguenza occasionalmente infesta anche l’uomo.
  •  Gli acari rossi non vivono fissi sui loro ospiti, al contrario dei pidocchi pollini, ma nell’habitat che li circonda : il pollaio. Di giorno si annidano nelle fessure delle pareti ,nei posatoi, sotto le mangiatoie.
  •  Sono infestanti dei pollai di giorno e di notte succhiano il sangue agli uccelli addormentati.
  •  L’infestazione di Dermanyssus gallinae causa agli uccelli un forte prurito e, di conseguenza, un forte stress che si ripercuote negativamente sulla produzione di carne e uova.

Morfologia:

  •  L’acaro rosso del pollo è tra i pochi acari visibili a occhio nudo, misura all’incirca 1 mm, con arti ben sviluppati; normalmente è di colore grigiastro, assumendo la colorazione rossa quando ha effettuato il pasto di sangue, da qui il suo nome.
  •  Gli Acari rossi adulti presentano un unico scudo dorsale, troncato nel suo margine posteriore, ed un caratteristico scudo anale di grandi dimensioni con l’estremità posteriore arrotondata.
  •  I cheliceri sono molto allungati ed hanno la forma di uno stiletto.
  •  Come tutti gli aracnidi hanno 8 zampe.
  •  Gli occhi sono assenti e nonostante non vi siano degli evidenti recettori luminosi, cercano comunque il buio.

Ciclo Vitale:

  •  Il  ciclo riproduttivo dell’Acaro rosso è velocissimo e può essere completato in soli 6-7 giorni. Possono diventare  letteralmente milioni di acari nel giro di una stagione, e viste le loro dimensioni minuscole si possono nascondere ovunque.
  •  La femmina dell’acaro rosso del pollo depone le sue uova in gruppi di 7 o più, dopo 1 o 2 giorni dopo aver compiuto il pasto di sangue.
  •  Le uova di Dermanyssus gallinae, vengono deposte in crepe o piccole fessure sempre vicino all’ospite prescelto.
  •  Alla temperatura di 27-28° C le uova schiudono in 1-2 giorni, lo stadio larvale ha la durata di 1 giorno, quello ninfale di 5-6 giorni.
  •  Lo sviluppo dell’acaro rosso da uovo ad adulto dura quindi 7-8 giorni.
  •  Altra loro caratteristica importante è la resistenza al digiuno, possono resistere anche per mesi, e anche le loro uova, che sembrano come una fine polvere grigia, sono molto resistenti.

Abitudini:

  •  Questi acari infestanti dei pollai, possono riuscire a provocare la morte dei polli e di altri uccelli. Comunque causano gravi anemie; soprattutto alle galline in cova ed ai pulcini.
  •  Per scoprire se il vostro pollaio, la gabbia, il solaio o il vostro allevamento è infestato da Dermanyssus, basta posare durante il giorno la mano sui posatoi o sulle pareti : gli acari vi saliranno sopra attratti dal calore corporeo, noterete il loro movimento e riuscirete a vederle  come minuscole bestiole puntiformi grigie o rosse.

In questo caso il primo accorgimento è una accurata disinfestazione dell’ambiente, nel caso di piccoli pollai possiamo consigliare dopo la disinfestazione, una pittura delle pareti con calce viva, date fuoco a tutte le suppellettili tipo; posatoi, attrezzi di pulizia, mangiatoie rimovibili.

Nel caso di grandi allevamenti  è sicuramente raccomandabile una disinfestazione professionale fatta da personale esperto. Così anche nel caso di solai o sottotetti  dove si annidano piccioni, perché gli acari rossi si comportano come le pulci dei volatili e potreste trovarvi la casa infestata dagli acari rossi in breve tempo.

Ricordatevi comunque che un accurata e costante pulizia tiene lontani molti tipi di acari e l’esposizione al sole forte degli oggetti che potrebbero risultare infestati è un ottimo metodo di bio-disinfestazione naturale.

Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

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Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

Habitat:

  •  La Mosca delle stalle (Stomoxys calcitrans) anche chiamata mosca pungente, è simile alla mosca domestica ma i dolori del suo morso sembrano quelli del tafano.
  •  Anche lei come il tafano ama le zone rurali, gli allevamenti di bestiame, i luoghi caldi e assolati dove possa tranquillamente sopravvivere fino ai freddi di dicembre.
  •  La mosca delle stalle, vive spesso vicino a materiale in decomposizione visto che le sue uova vengono deposte nelle concimaie e persino nei mucchi di alghe. Per questo motivo la Stomoxys calcitrans viene incontrata spesso anche nelle zone litoranee.

Morfologia:

  •  Spesso confusa con la Mosca domestica, possiede però rispetto a questa delle dimensioni maggiori, è lunga circa 8mm ma può arrivare fino ai 10mm.
  •  La mosca pungente ha una macchia chiara nel mezzo del torace e bande longitudinali. Sul dorso presenta invece numerose macchie circolari.
  •  In questa famiglia di Ditteri sia i maschi che le femmine possiedono un apparato boccale pungente e succhiante, e lo “stiletto” perforante sporge in modo vistoso dal capo.
  •  La Mosca delle stalle si distingue dalla mosca domestica quando la vediamo in posizione di riposo, di solito tiene le ali più allargate e il corpo è mantenuto parallelo rispetto alla superficie d’appoggio.

Ciclo vitale:

  •  Per produrre le uova di Stomoxys calcitrans la femmina della mosca pungente ha necessità di consumare prima almeno tre pasti di sangue.
  •  Le uova della mosca delle stalle vengono deposte singolarmente o in gruppi di 25-30 unità, durante un periodo di circa mezz’ora.
  •  L’incubazione ha una durata di 1-4 giorni ed è condizionata da temperatura e umidità.
  •  Le larve di Stomoxys calcitrans  sono coprofaghe (mangiano escrementi) e si nutrono delle sostanze nutritive presenti nel substrato di deposizione, normalmente appunto concimaie.
  •  Queste larve aumenteranno le proprie dimensioni attraverso 2 mute di crescita, durante un periodo di 11-30 giorni, al termine del quale si impupano.
  •  Lo sfarfallamento della Mosca delle stalle avviene dopo 6-20 giorni.
  •  Le Mosche pungenti adulte sopravvivono poco tempo: il maschio muore subito dopo l’accoppiamento, e la femmina poco dopo la deposizione delle uova.

Abitudini:

  •  Dopo aver lungamente infastidito il mammifero ospite,terminato il pasto, la Mosca delle stalle si allontana ma rimane nelle vicinanze, privilegia  siti caldi e soleggiati; muri, vegetazione bassa).
  •  La Mosca delle stalle, pur essendo diffusa maggiormente presso gli allevamenti e le aziende agricole, non ha preferenze particolari riguardo l’ospite e perciò può pungere qualsiasi mammifero compreso l’uomo, che attacca soprattutto alle caviglie, anche attraverso le calze.
  •  Questo fastidioso insetto parassita  è attivo solo di giorno e, una volta localizzata la sua vittima, atterra ed inizia a succhiare sangue perforandone la pelle di solito in corrispondenza delle ginocchia, del collo e delle parti inferiori delle zampe, dove trova i vasi sanguigni più esposti.

La mosca  Stomoxys calcitrans è un insetto infestante delle stalle, può ridurre il bestiame all’anemia, perdita di peso e riduzione della produzione di latte, oltre a favorire la diffusione di malattie (febbre equina, brucellosi, influenza suina) e parassitosi, con gravi danni economici per gli allevatori.

Attraverso i nostri specializzati biologi e programmi di disinfestazione proattiva abbiamo sempre la disinfestazione mosche più adatta alle vostre esigenze, siate un privato cittadino amante della campagna o un proprietario di allevamenti intensivi.

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Tafano – Tabanus bovinus

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Tafano – Tabanus bovinus

 

 

 

 

 

 

 

Habitat

  •  La mosca cavallina detta anche tafano, ha più o meno lo stesso habitat della mosca domestica, in quanto i maschi della specie si nutrono di sostanze zuccherine, e allo stesso tempo quello della mosca delle stalle, in quanto le femmine invece si nutrono del sangue dei mammiferi.
  •  Il Tabanus bovinus si stabilisce ovunque ci siano siti caldi e soleggiati ma anche acqua,  Quindi stalle e letame, ma anche vigneti o resti di uve, vicino ai rifiuti e ad altre sostanze organiche marcescenti.
  •  Preferisce comunque senza ombra di dubbio la campagna alla città.
  •  Alle volte lo troviamo sulle spiagge dove all’interno ci sia una vegetazione bassa che si aggira alla ricerca di rifiuti di cibo lasciati dai bagnanti, o a volte in alta montagna nelle zone di pascolo, e vicino a specchi d’acqua.
  •  Il Tafano è comunque cosmopolita ed è considerato un cocciuto parassita infestante fin dai tempi più remoti.

Morfologia

  •  Insetto tozzo e robusto con corporatura larga e depressa (lungo circa 25 mm), la mosca cavallina (tabanus bovinus), ha una livrea giallognola a macchie con striature  grigio scuro.
  •   Il capo è grande, e come tutti i Ditteri possiede occhi composti assai ampi e sviluppati, di colore variabile dal verde-dorato al nero.
  •  Il dimorfismo sessuale tra i tafani si mostra evidente quando osserviamo la distanza presente tra gli occhi: questi sono molto più ravvicinati nel maschio del tafano che nella femmina della specie.
  •  L’apparato boccale della femmina di tafano è di tipo perforante-succhiante ed altamente specializzato per suggere il sangue dei mammiferi. Ed è in realtà molto simile a quello delle zanzare.
  • Il sangue serve come in altri casi in natura, alla femmina di tafano per produrre le uova.
  •  L’apparato boccale del tabanus bovinus, possiede in ambo i sessi però dei labelli molto sviluppati che invece servono a succhiare oltre al sangue gli umori corporei di cui si nutrono i maschi dei tafani (polline , nettare, e sieri emessi dalla piaghe degli animali), i quali non avendo mandibole funzionali sono incapaci di pungere.

Ciclo vitale

  •  La femmina della mosca cavallina depone le sue uova incollandole a gruppi su di una superficie verticale con una sostanza che le mantiene allo stesso tempo umide.
  •  Di solito è un filo d’erba vicino ad uno specchio d’acqua, in una zona ben illuminata.
  •  Il periodo d’incubazione delle uova di tafano è di circa 5-8 giorni.
  •  La larva che ne esce fuori è tozza e sottile, dal colorito lucido e con sottili strisce longitudinali.
  •  Le larve di tafano sono carnivore e predatrici; si nutrono delle uova o delle larve di altri insetti.
  •  Le larve di tabanus bovinus si sviluppano poi in molti tipi di ambienti: nel suolo umido, nel fango, sul fondo delle pozze di acqua dolce salata o salmastra indifferentemente, nella sabbia, nelle concimaie etc
  •  Le larve di mosca cavallina poi, si trasformano in pupe. Durante questo periodo subiscono molti mutamenti strutturali attraverso un intensa attività morfogenetica (chi non ha visto il film la mosca! n.d.a) .
  •  I Tafani, svernano come larve e si impupano tra la primavera e l’inizio dell’estate, infine diventano i terribili tafani adulti in piena estate.

Abitudini

  •  La Mosca cavallina o Tafano è un abilissimo e temibile volatore che non produce alcun fastidioso rumore, ed è perciò in grado di avvicinarsi alla vittima predestinata senza essere percepito.
  •  Solitamente le femmine iniziano la ricerca di un ospite solo dopo l’accoppiamento, succhiando da quest’ultimo fino a 700 mg circa di sangue, il che significa che dovrebbe impiegare quasi 5 minuti.
  •  Il morso del tafano però, è molto doloroso quindi difficilmente la femmina di tafano riuscirà a succhiare in una volta sola tutto il sangue necessario, questo spiega la cocciutaggine dei tafani una volta trovata la vittima.
  •   Le abitudini  del tabanus bovinus sono diurne e in genere si nutre nelle ore più calde della giornata. I maschi sono territoriali, anche se non sempre rimangono stazionari nello stesso posto.

Non vivendo in sciami ed essendo territoriali, non si può parlare di una vera e propria disinfestazione attraverso l’individuazione del focolaio tipico di infestazione, ma comunque il progetto disinfestante segue le linee generali dell’infestazione da ditteri (mosche in genere) ed è di fondamentale importanza quando si vive in vicinanza di una stalla sia per gli uomini che per gli animali domestici, per esempio molti cavalli,e in modo particolare i purosangue inglesi, sviluppano una vera e propria allergia ai morsi delle mosche cavalline, con grave danno economico per l’allevatore.
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Le Zecche molli – Argas reflexus

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Le Zecche molli – Argas reflexus

  •  La zecca molle più nota in Italia come zecca del piccione è l’Argas reflexus;
  •  Argas reflexus è nota per le infestazioni riscontrate nei centri storici cittadini e ovunque ci siano piccioni che  nidificano in sottotetti, torri, edifici abbandonati, campanili, soffitte finestrate, decorazioni delle facciate.
  •  La zecca del piccione non risiede stabilmente sull’ospite ma durante il giorno si nasconde, oltre che nei nidi degli uccelli, in qualsiasi tipo di fessura, possibilmente in luoghi bui, sono state trovate zecche molli persino dietro i quadri delle chiese.
  •  Le popolazioni di zecche molli diventano più aggressive quando vengono allontanati i volatili, e non avendo più disponibilità di ospiti si spostano dai loro luoghi abituali ed entrano all’interno delle abitazioni sottostanti e arrivano a pungere l’uomo.

Morfologia

  •  La zecca del piccione o “zecca molle“, assomiglia vagamente ad un seme di girasole appiattito ed è di colore scuro: grigio o bruno.
  •  La differenza morfologica fondamentale con le zecche dure è che queste hanno degli scudi chitinizzati e quindi rigidi, mentre gli Argasidi presentano esternamente un aspetto simile al cuoio.
  •  L’apparato boccale della zecca è strutturato per poter forare l’epidermide ed agganciare il corpo della zecca alla pelle dell’ospite. Il rostro è dotato di uncini rivolti all’indietro.
  •  E`importante per questo, una volta individuata, non strappare a forza la zecca dall’ospite per non causare la rottura del rostro sotto l’epidermide ed evitare così il diffondersi di possibili infezioni.
  •  L’Argas reflexus si alimenta sull’ospite per brevi periodi di tempo che possono variare dai 4 ai 10 min. Per alcuni aspetti il loro modo di alimentarsi è più simile a quello delle pulci e delle cimici del letto che delle zecche dure.
  •  Il morso delle zecche è generalmente indolore perché emettono una sostanza contenente principi anestetici. Ma il morso della zecca molle causa in molte persone forti allergie.

 Ciclo vitale

  •  Le zecche dei piccioni ( Argasidi) si sviluppano attraverso numerosi stadi ninfali;
  •  Ad ogni stadio si avvicinano sempre di più alla forma dell’adulto. Durante ciascuno stadio di sviluppo le zecche molli assumono più volte il loro pasto di sangue e le femmine di zecca mature, possono deporre le uova più volte durante la loro vita.
  •  Il ciclo vitale delle zecche molli è  più lungo di quello delle zecche dure e può durare svariati anni. Non è stato ancora compreso il meccanismo tramite cui le zecche molli possono sopravvivere svariati anni senza assumere il pasto di sangue.
  •  Le zecche dei piccioni hanno in genere 4 stadi intermedi di ninfa, in corrispondenza del passaggio dall’uno all’altro effettuano pasti di sangue, che si aggiungono a quelli della larva e dell’adulto.

Abitudini

  •  La zecca del piccione o zecca molle è una solitaria, in genere effettua il pasto durante le ore notturne quando gli ospiti, compreso l’uomo, dormono. Durante il giorno si rifugiano in anfratti e fessure.
  •  L’Argas reflexus può trasmettere attraverso il suo morso parassiti, ma oltretutto le sue glandole salivari secernono tossine pericolose per l’uomo, da qui le numerose forme allergiche anche pericolose.
  •  Ultimamente per monitorare la presenza delle zecche molli possono essere utilizzate le trappole a ghiaccio secco che emettono anidride carbonica posizionate vicino al luogo ove gli animali ospiti sono soliti sostare.

Un errore importantissimo da evitare, quando parliamo di zecche Argasidi è il pensare che eliminando il problema piccioni, ossia chiudendo gli accessi delle nostre soffitte o attraverso altri sistemi di allontanamento volatili, abbiamo così risolto anche il problema dell’infestazione da zecche.
É fondamentale preparare un accuratissima disinfestazione specifica dei luoghi, oltre che un accurata pulizia del guano ( le zecche coperte di guano sono quasi immuni ai disinfettanti) prodotto nel tempo.
Le zecche molli possono resistere fino a due anni senza nutrirsi e poi improvvisamente… le vediamo calare dalla canna fumaria!

Le Zecche dure – Rhipicephalus sanguineus e Ixodes Ricinus

GLI INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Le Zecche dure – Rhipicephalus sanguineus e Ixodes Ricinus

Ripicephalus sanguineus                                       Ixodes ricinus

Habitat:

  •  In Italia troviamo per lo più due tipi di Zecche: quelle appartenenti alla famiglia delle Ixodidae (Zecche dure) e quella delle Argasidae (Zecche molli).
  •  Il loro habitat preferito sono i luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, dove il microclima è preferibilmente fresco e umido, ma nel periodo estivo le zecche sopravvivono tranquillamente anche in zone a clima caldo e asciutto, dove la vegetazione è più rada e secca.
  •  Alla famiglia delle Ixodidae appartengono tra le specie più comuni:
  1.  La Ripicephalus sanguineus, anche detta zecca del cane, perché soprattutto nelle fasi immature (larva e ninfa) è tipica degli ambienti circoscritti e chiusi nei quali i cani domestici vivono e meno comune nei randagi.
  2.   E la  Ixodes ricinus, anche chiamata zecca del capriolo o zecca dei boschi, visto che è più facile incontrarla in luoghi più incolti e selvaggi. Questa zecca è vettore della Malattia di Lyme. I primi sintomi di questa patologia, che in Italia sembra in aumento, sono a livello della cute, ma poi nel corso dei mesi provoca artriti, problemi cardiaci e neurologici.
  •  Le Zecche dure non sono molto selettive nella scelta dell’organismo da parassitare, e scelgono indifferentemente diverse specie animali, dai cani ai cervi, agli scoiattoli fino all’uomo.
  •  Preferiscono quindi luoghi come stalle, cucce di animali e pascoli, questi ultimi sono tra i loro habitat preferiti.
  •  L’attività delle Zecche è massima, nei Paesi a clima temperato, e nel periodo da  maggio-ottobre. Nel periodo invernale entrano invece in una specie di letargo.
  •  Le Zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo.

Morfologia:

  •  Le Zecche sono parassiti esterni delle dimensioni di qualche millimetro, che per il loro sviluppo necessitano del sangue dell’ospite. Quando gonfie dopo il pasto, possono arrivare quasi alla lunghezza di 1 cm e cambiano colore.
  •  Le Zecche sono artropodi adattati alla vita parassitaria. Si comportano pertanto da parassiti esterni di mammiferi, uccelli e rettili e da questi ricavano pungendo e succhiando, il sangue necessario.
  •  L’apparato boccale della zecca è strutturato per poter forare l’epidermide ed agganciare il corpo della zecca alla pelle dell’ospite. Il rostro è dotato di uncini rivolti all’indietro.
  • E`importante per questo, una volta individuata, non strappare a forza la zecca dall’ospite per non causare la rottura del rostro sotto l’epidermide ed evitare così il diffondersi di possibili infezioni.
  •  A differenza degli Argasidi (zecche molli)  la differenza tra i sessi tra gli Ixodidi è evidente grazie allo scudo dorsale che nei maschi copre tutto il corpo mentre nella femmina solo una piccola parte anteriormente.

Ciclo Vitale:

  •  Il loro ciclo vitale si sviluppa in tre fasi successive (larva-ninfa-adulto) che si possono svolgere tutte su uno stesso ospite oppure su due o tre ospiti diversi.
  •  Le femmine degli Ixodidi, variando di poco a seconda della specie, depongono alcune migliaia di uova, fino a casi eccezionale di 12.000.
  •  Uscita dall’uovo, la zecca attraversa tre fasi: larva neonata, dotata di tre paia di zampe, ninfa dotata di quattro paia di zampe, adulto dotato di quattro paia di zampe.
  •  Per passare da un ciclo al successivo, la zecca assume un solo pasto di sangue che peró le è strettamente necessario. Le uova sono deposte, un’unica volta, dalla femmina matura. Dopo la deposizione delle uova la femmina adulta di zecca muore.
  •  Le zecche compiono il proprio ciclo in un periodo di tempo variabile da meno di un anno nelle aree tropicali a oltre tre anni nei climi freddi.

Abitudini:

  •  Le malattie trasmesse da Zecche sono, nell’ambito delle malattie da vettore, seconde per rilevanza epidemiologica solamente al gruppo di patologie trasmesse dalle Zanzare.
  •  Il morso delle zecche è generalmente indolore perché emettono una sostanza contenente principi anestetici. Generalmente rimangono come parassiti nell’organismo dell’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente.
  •  Una caratteristica particolare delle zecche è la capacità di sopravvivere per alcuni mesi senza alimentarsi quando si trova in un ambiente e nelle condizioni favorevoli, e ovviamente durante il periodo di letargo.
  •  Per rimuovere le zecche:
  1.  Munirsi di un paio di pinzette da sopracciglia.
  2.  Prendere la zecca il più possibile vicino alla pelle dell’ospite, esercitando una lieve trazione e un piccolo movimento rotatorio.
  3.  Non schiacciare il corpo della zecca per evitarne il rigurgito, aumentando di conseguenza la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.
  4.  Durante la rimozione della zecca è bene evitare l’utilizzo di alcool, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, in quanto la possibile sofferenza causata alla zecca può aumentare la possibilità di rigurgito di materiale infetto.
  5.  Avvisare il proprio medico curante, se nei 30 giorni a seguire notate qualsiasi sintomo di infezione, sia nella pelle (aloni arrossati), che febbre, dolori articolari etc.

Zanzara Anofele della malaria – Anopheles

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Zanzara Anofele della malaria – Anopheles

Habitat:

  •  Le Zanzare anofele del tipo gambiae sono sei specie tra i più importanti vettori della malaria presenti in Africa, comunque tutte le zanzare della specie anopheles, a parte alcune caratteristiche macchie, dell’una o dell’altra specie, sono quasi indistinguibili tra loro.
  •  La zanzara della malaria è presente in Europa, nell’Asia meridionale, negli Stati uniti occidentali fino alla Florida e in Africa.
  •  La zanzara anofele vive esclusivamente nelle zone con acque stagnanti, pantani e paludi, ed era molto diffusa anche in Italia, prima delle campagne di bonifica realizzate durante la prima metà del Novecento.
  •  L’intero genere Anopheles, che vanta centinaia di specie diffuse in tutto il mondo, oltre alla malaria è il vettore principale del nematode parassita del cane Dirofilaria  immitis e del virus della febbre O’nyong’nyong.

Morfologia:

  •  A differenza del genere Culex e Aedes, le larve della zanzara della malaria (Anopheles) non possiedono il sifone respiratorio quindi  si posizionano con l’intero corpo orizzontalmente rispetto all’acqua.
  •  La Zanzara anofele può essere distinta dalle altre zanzare a causa dei palpi, che sono lunghi quanto la proboscide, e dalla presenza di macchie di scaglie bianche e nere sulle ali.
  •  Il loro corpo è coperto di pelo che va dal marrone scuro al nero.
  •  Altro modo per poter distinguere una zanzara adulta anofele da una zanzara comune è osservare come si posa. Maschi e femmine mantengono i loro addomi  verso l’alto, piuttosto che in parallelo alla superficie su cui posano.

Ciclo vitale:

  •  Gli adulti dell’Anopheles ritornano in attività in primavera, dopo una fase di ibernazione invernale.
  •  Le femmine anofele, già fecondate nell’autunno precedente, al risveglio come prima cosa si nutrono abbondantemente di sangue per far maturare le uova.
  •  I siti di deposizione delle uova preferiti dalle zanzare della malaria sono corsi d’acqua dolce, vicino alle rive, stagni e laghi con abbondante vegetazione acquatica.
  •  Quando le femmine dell’anofele sono pronte alla deposizione, volando sulla superficie dell’acqua stagnante e depongono fino a 170 uova.
  •  Queste uova sono provviste, uniche tra le altre uova di zanzare, di tipiche sacche d’aria, grazie alle quali sono in grado di galleggiare tranquillamente.
  •   Le uova delle zanzare Anopheles possono sopravvivere fino a 28 giorni senza acqua, quando la temperatura è favorevole.
  •  Come tutte le zanzare, anche quelle della specie anopheles, passano attraverso quattro fasi nel loro ciclo di vita: uovo , larva , pupa , e adulto . I primi tre stadi sono vissuti nell’acqua e l’ultimo nell’aria.
  •  Le femmine anofele adulte possono vivere fino a un mese, ma probabilmente non più di 1-2 settimane in natura.

Abitudini:

  •  La malaria è responsabile della morte di più di un milione di persone ogni anno. Questo perchè le zanzare della specie anopheles amano mordere soprattutto gli esseri umani e i bovini. Si dice che vengano attratte dall’odore dei piedi visto che attaccano in preferenza dalle caviglie in giù.
  •  La maggior parte delle zanzare Anofele sono attive al crepuscolo, all’alba e durante la notte, durante il giorno riposano e si nascondono dal forte calore che le disidraterebbe.
  •  Dopo il pasto di sangue, alcune zanzare Anopheles preferiscono riposare al coperto mentre altre preferiscono riposare all’aperto.

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Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

INFESTANTI DELL’ UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

Habitat:

  • L’Aedes albopictus, appartiene al sottogenere Stegomya ed è meglio conosciuta come Zanzara tigre.
  • Questa zanzara è sicuramente la più diffusa negli ambienti urbani, ed è considerata tra le 100 specie più dannose al mondo.
  • A differenza delle zanzare comuni (Culex pipiens), le quali preferiscono le acque dolci, ricche di materia organica tipiche delle nostre zone di campagna,  la femmina della Zanzara tigre asiatica depone le sue uova su terreno solido ma soggetto ad alluvioni stagionali.
  • Questo fatto spiega le periodiche esplosioni demografiche a seguito delle prime piogge primaverili o dei temporali estivi.
  • L’origine dell’Aedes albopictus è asiatica (sud-est) come sottolinea il suo nome comune, e ha cominciato a diffondersi nelle altre parti del mondo alla metà del XX secolo. In Italia è arrivata con un carico di pneumatici nel porto di Genova.
  • La Zanzara tigre si aggira in un raggio massimo di 200 m dal focolaio larvale, allontanandosi da esso di solito solo qualche decina di metri.  Spostamenti più ampi, possono essere favoriti dal vento o per trasporto passivo, ad esempio entrando accidentalmente nelle automobili o negli ascensori.

Morfologia:

  •  Il suo corpo, sottile e allungato, misura in lunghezza dai 4 ai 10 mm e la sua morfologia è del tutto simile a quella delle comuni zanzare domestiche.
  •  Si distingue nettamente dalla Culex pipiens per la vistosa livrea bianco-nera simile appunto ad un manto di una tigre.
  •  La larva della Zanzara tigre asiatica è allungata, con ciuffi di peli  lungo i grossi segmenti toracici, ha ovviamente anche lei un sifone respiratorio e mantiene una posizione quasi verticale sotto il pelo dell’acqua.
  •  I maschi, come in tutti i tipi di zanzare, sono più piccoli delle femmine.
  •  Le antenne dei maschi sono molto più folte di peli di quelle delle femmine.
  •  I palpi mascellari dei maschi dell’Aedes albopictus, sono più lunghi delle loro proboscidi; invece i palpi mascellari delle femmine sono decisamente più corti.
  •  La suzione del sangue è preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  •  La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.

Ciclo Vitale:

  •  Il Ciclo vitale della Zanzara tigre avviene tra i mesi di Aprile ed Ottobre, raggiungendo la massima densità alla fine dell’estate.
  •  Le uova dell’Aedes albopictus sono deposte al contrario della zanzara comune, su di un terreno solido, soggetto però ad inondazioni stagionali e appena vengono sommerse dall’acqua si schiudono.
  •  Da queste si sviluppano le larve che, dopo quattro stadi di crescita, si trasformano in pupe.
  •  Una volta diventate pupe, passate 48 ore avviene lo sfarfallamento.
  •  Dopo un paio di giorni si accoppiano, e la femmina deve fare il suo primo pasto di sangue, necessario per portare a maturazione le uova fecondate.
  •  Il ciclo vitale della zanzara tigre asiatica non supera le tre settimane, la femmina depone alcune decine di uova (in media tra 40 e 80) dopo ogni pasto di sangue.

Abitudini:

  •  I copertoni delle macchine sono uno dei luoghi preferiti sia dall’ dell’Aedes albopictus  che dall’Aedes egypti la femmina di queste specie, infatti, è fortemente attirata dal colore nero.
  •  La Zanzara tigre come abbiamo già osservato per la specie Aedes, e in genere per tutte quelle del sottogenere Stegomya, è attiva soprattutto durante il giorno.
  •  Questa zanzara è molto più aggressiva delle altre zanzare domestiche, e può pungere più volte lo stesso soggetto e, decisamente, le sue punture sono più fastidiose e irritanti per l’uomo.
  •  Di solito la zanzara tigre asiatica vola a pochi centimetri da terra, colpendo per lo più gambe e caviglie.
  •  L’Aedes albopictus può trasmettere patogeni e virus come il virus della febbre del Nilo, della febbre gialla, dell’encefalite di St. Louis, della dengue, ed è l’agente patogeno della dirofilaria e chikungunya.

Come non ci stanchiamo mai di ricordare, al fine di evitare un infestazione massiva di zanzare è importante disinfestare prevenendo. Sia i privati che le aziende devono tenere sotto osservazione gli spazi a loro appartenenti, evitando di lasciare sottovasi senza sabbia, copertoni o secchi facilmente riempibili dalla pioggia.
Ovviamente una parte importante di questa disinfestazione proattiva spetta anche e soprattutto alle Amministrazioni Comunali, monitorando e disinfestando: porti, strade e stazioni ferroviarie.

Culicidi – Zanzara comune – Culex pipiens

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Culicidi – Zanzara comune – Culex pipiens

Habitat:

  •  La cosiddetta zanzara comune (Culex pipiens) appartiene alla famiglia dei Culicidi, costituita da 2500 specie diverse, delle quali 65 sono presenti in italia.
  •  L’habitat preferito dalle zanzare del tipo Culex, sono le acque stagnanti, dalle piccole pozze alle risaie, dai giardini umani alle zone paludose.
  •  La zanzara comune colonizza sia le acque dolci che salmastre.
  •  La varietà Culex pipiens molestus distinguendosi dalla comune Culex pipiens pipiens  ha assunto abitudini urbane, e punge quasi esclusivamente l’uomo.
  •  Questa varietà di zanzara, può riprodursi in acque sporche e molto inquinate, ma non in quelle salmastre. Le sue larve sono presenti in tombini, cisterne, depuratori, fognature,  liquami, sifoni, canalizzazioni di scolo.
  •  La Culex pipiens è cosmopolita.

Morfologia:

  •  La Zanzara domestica è un piccolo Dittero attivo nei mesi da marzo a novembre. Ha il corpo stretto e filiforme, di colore marrone scuro quasi nero, è provvisto come tutte le zanzare, di un apparato boccale pungente-succhiante, ali strette e lunghe e grandi occhi composti molto sviluppati.
  •  La suzione del sangue viene preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  •  La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.
  •  Proprio per la conformazione del loro corpo, queste zanzare, sono molto soggette alla disidratazione, ed è per questo motivo che l’attività della Culex pipiens si concentra nelle ore più fresche come le notturne.
  •  Nei Culicidi la differenza tra i sessi è spesso molto visibile,  nella zanzara comune si evidenzia soprattutto nelle antenne, le quali sono grandi e piumate nei maschi, più corte e con peli pochi e dritti nelle femmine.
  •  Le larve delle zanzare, si sviluppano sotto il pelo dell’acqua, sono provviste di sifone respiratorio e si dispongono più o meno verticali rispetto alla superficie dell’acqua.

larva di zanzara sotto il pelo dell’acqua

Ciclo vitale:

  •   Le uova della Culex pipiens, al contrario di quelle dell’Aedis aegypti, vengono deposte non solo in acque pulite ma anche in quelle torbide.  Sono in genere ammassate in gruppi che sembrano zattere (250-400 insieme). Questi insiemi di uova hanno la forma di barchette e la loro deposizione avviene solitamente di notte.
  •  Il loro ciclo di sviluppo da embrione ad adulto si compone di quattro fasi come larva, e una fase come pupa. Tutti gli stadi di sviluppo si svolgono nell’acqua.
  •  Il generale la Zanzara comune (Culex pipiens) riesce a completare 15 generazioni all’anno.
  •  Lo sfarfallamento dei maschi precede di 24 ore quello delle femmine; lo scopo biologico è quello di preparare il maschio all’accoppiamento. Dopo lo sfarfallamento, possono allontanarsi fino a 5-6 chilometri.
  •  La durata di vita delle zanzare comuni adulte può variare molto, ma comunque è  caratterizzata da una maggiore longevità delle femmine, e va dai 10-15 giorni del maschio a un mese per le femmine delle generazioni estive.

Abitudini:

  •  Le femmine di zanzara vengono attirate prevalentemente dagli odori e dalla anidride carbonica emessa durante la respirazione dell’animale a sangue caldo, esistono nuove trappole efficienti, che si basano su questi fattori.
  • Le Zanzare comuni non amano il vento.
  •  Durante il giorno, a causa del calore e della possibile disidratazione la Culex pipiens si rifugia in luoghi ombrosi e freschi, fra la vegetazione fitta, spesso in cavità naturali, nel caso delle varietà meno urbanizzate.
  •  Nei Culicidi ( zanzare in generale) sono le femmine che hanno bisogno di sangue,  in quanto necessitano delle proteine in esso contenute per portare a maturazione le uova. I maschi, al contrario, sono glicifaghi e si nutrono di essenze che succhiano dai vegetali, preferibilmente zuccherine.

Anche in questo caso è importantissima la disinfestazione preventiva stagionale, in realtà è molto più facile uccidere le larve che le zanzare adulte.

Attraverso un programma stagionale di disinfestazione mirata e usando estrema attenzione alle nostre aree verdi; collocando sabbia nei sottovasi, alcune gocce di candeggina nelle più piccole pozze di acque stagnanti, girando a testa in giù, secchi, bacinelle e quant’altro possa contenere acqua, evitando di abbandonare copertoni di macchina in luoghi non appropriati, possiamo aiutare molto i programmi di disinfestazione delle Amministrazioni Comunali, ed evitare pericolosissime epidemie.

Zanzara tigre egiziana – Aedes aegyptis

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Zanzara tigre egiziana – Aedes aegyptis

aedis aegyptis

Habitat:

  • L’Aedis aegyptis appartiene alla famiglia dei Ditteri come anche le Mosche e tutte le altre specie di Zanzare.
  • La zanzara tigre egiziana è originaria dall’Africa e diffusa ormai in quasi tutto il mondo, specialmente nelle zone tropicali.
  • In Italia la troviamo solo in alcuni periodi dell’anno in focolai temporanei.
  • Per deporre le sue uova l’Aedis aegyptis ha bisogno di acque stagnanti ma pulite. Nell’ambiente umano trova facilmente sottovasi, cisterne di raccolta, interno di pneumatici abbandonati, addirittura nelle vaschette del WC. O nei serbatoi d’acqua delle macchinette espresso dei caffé.
  • La Zanzara tigre egiziana ha sviluppato con il tempo una specifica preferenza per gli ambienti umani, e l’uomo di conseguenza si è trovato ad essere la sua preda obbligata.

 Morfologia:

  • Le Zanzare della specie Aedes, ossia le zanzare tigri (egiziana, asiatica), hanno dimensioni molto simili tra loro, differenziandosi solamente per la forma delle striature bianche, meno vistose nella zanzara tigre egiziana.
  • Anche nella specie aedes  si presenta un vistoso dimorfismo sessuale: il maschio è più piccolo della femmina, ed  è dotato di un paio di grandi antenne piumose e di lunghissimi palpi mascellari.
  • In generale il loro corpo misura dai 2 ai 10 mm. e  i palpi mascellari dei maschi sono più lunghi delle loro proboscidi; mentre i palpi mascellari delle femmine sono di gran lunga più corti.
  • La suzione del sangue viene preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  • La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.

Ciclo vitale:

  • La Zanzara tigre egiziana sverna come uovo in diapausa embrionale.
  • L’accoppiamento delle zanzare si svolge in volo e dura pochi secondi.
  • Una sola femmina può accoppiarsi con più maschi, ma solamente il primo accoppiamento sarà fertile.  La quantità di seme  che la femmina acquisirà  in questo primo accoppiamento garantirà la sua fertilità per tutto l’arco della sua  vita, ossia per diversi mesi.
  • Lo sviluppo della Zanzara tigre avviene nel periodo compreso tra i mesi di Aprile ed Ottobre, raggiungendo la massima densità sul finire dell’estate.
  • Dalle uova dell’ l’Aedis aegyptis  si svilupperanno le larve che, dopo quattro stadi di crescita, si trasformeranno in pupe.
  • La zanzara adulta sfarfalla dopo circa 48 ore. Alle nostre latitudini l’intero ciclo di sviluppo può durare qualche settimana anche se in genere non supera i 10 giorni nel periodo estivo (con una temperatura media di 25 °C).
  • Gli adulti sono in grado di accoppiarsi già un paio di giorni dopo lo sfarfallamento: le femmine di zanzara tigre egiziana devono effettuare il loro primo pasto di sangue, che porterà a maturazione le uova .
  • Il maschio della zanzara invece, esaurita la propria funzione riproduttiva, vivrà ancora solo per pochi giorni.

Abitudini:

  • In genere le femmine adulte pungono, stazionano e digeriscono i pasti all’interno delle abitazioni dell’uomo e sono attive soprattutto di giorno e nelle prime ore serali, ma la zanzara tigre è tristemente nota per la sua aggressività ed è attiva anche nelle ore del giorno e della notte.
  • Seppure presente solo saltuariamente in Italia e sempre per brevi periodi, la Zanzara tigre egiziana costituisce il vettore primario della febbre gialla e può trasmettere numerosi alpha-virus ed arbo-virus quali, ad esempio, il virus dengue ed il virus chikungunya.
  • Si riscontra inoltre una sua forte resistenza a veleni comuni ed una straordinaria capacità di adattamento all’ambiente.

aedes berlandi

Anche in questo caso è importantissima la disinfestazione preventiva stagionale, in realtà è molto più facile uccidere le larve che le zanzare adulte.

Attraverso un programma stagionale di disinfestazione zanzare e usando estrema attenzione alle nostre aree verdi; collocando sabbia nei sottovasi, alcune gocce di candeggina nelle più piccole pozze di acque stagnanti, girando a testa in giù, secchi, bacinelle e quant’altro possa contenere acqua, evitando di abbandonare copertoni di macchina in luoghi non appropriati, possiamo aiutare molto i programmi di disinfestazione delle Amministrazioni Comunali, ed evitare pericolosissime epidemie.

La Cimice dei letti – Cimex lectularius

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La Cimice dei letti – Cimex lectularius

  Habitat:

  •  La Cimice dei letti (Cimex lectularius) é un Emittero dalla probabile origine asiatica che purtroppo è ormai cosmopolita dei climi caldo-temperati. I tipi di cimici conosciute sono molte, ma la cimice dei letti è sicuramente la più conosciuta come parassita dell’uomo, il cui sangue costituisce il suo nutrimento principale.
  •   Queste specie di cimici, in epoca preistorica vivevano nelle grotte ed erano parassiti dei pipistrelli, praticamente nei secoli ci hanno preferiti, trasferendosi anche loro nelle nostre più comode case.
  •  La Cimex lectularius è stata ritrovata nelle tombe egizie di 3500 anni fa, e addirittura viene descritta da Plinio nella sua Naturalis Historia.
  •  Le Cimici dei letti non vivono in permanenza sull’uomo ma si insediano nelle stanze più tiepide della casa, dato che il freddo intenso interrompe il loro ciclo vitale, si annidano in fessure, spaccature, nelle cuciture dei materassi, in posti più difficili da raggiungere anche con disinfestazioni che usano sostanze chimiche gassose.

Morfologia:

  •  La Cimice dei letti, è un’insetto di colore rosso ruggine tendente al marrone scuro che, se femmina (le femmine sono più grandi dei maschi) può misurare tra i 6 e gli 8 mm. in lunghezza.
  •  Il corpo delle Cimici è fortemente appiattito, al contrario delle pulci, nel senso ventro-dorsale.
  •   La sua testa è breve, dilatata trasversalmente, i suoi occhi sono piccoli ma assai sporgenti, con antenne di media lunghezza.
  •   L’ apparato buccale della Cimice dei letti, durante il riposo rimane adagiato e quasi invisibile in un’apposita scanalatura. Può proteggere la sua testa nascondendola fino all’altezza degli occhi dentro il corpo dato che il suo pronoto è largo, espanso lateralmente e profondamente incavato sul margine anteriore.
  •  Le zampe hanno media lunghezza e sono articolate in tre punti. Alla base del terzo paio di zampe si aprono due orifici, da questi esce quel disgustoso odore che impregna gli ambienti e tutto quello che questi insetti toccano.
  •  L’apparato buccale delle cimici, come quello di tutti gli emitteri, e’ altamente specializzato in modo da avere uno stiletto con cui pungere.

Ciclo vitale:

  •  L’accoppiamento e la fecondazione delle Cimex lectularius è decisamente peculiare, il maschi delle Cimici dei letti sono dei veri maniaci violenti. Per cominciare si accoppiano con qualsiasi cosa o oggetto (addirittura tappi di sughero dalla vaga forma di cimice), cimici morte, cimici di altre specie sia maschi che femmine e, utilizzano un sistema chiamato “inseminazione traumatica” ossia, pugnalano l’addome della femmina con il loro pene a forma di stiletto, il liquido seminale infine raggiunge da solo le uova da fecondare.
  •  Complessivamente ogni femmina deposita da 200 a quasi 300 uova di cimice. La durata dell’incubazione dipende dalle condizioni dell’ambiente, dal cibo a disposizione  e soprattutto  dalle condizioni termiche.
  •  Le uova vengono deposte negli stessi ambienti dove le cimici si rifugiano tra un pasto e l’altro.
  •  Le uova della cimice dei letti sono mucchietti dal colore grigio perlaceo, sono lunghe poco più di 1 mm. e larghe mezzo mm. questi sono sufficientemente grandi da essere visibili a occhio nudo.
  •  Dopo che l’uovo si schiude, il parassita passa attraversa cinque stadi come ninfa: ad ogni passaggio di stadio deve nutrirsi almeno una volta con il sangue e fare la muta dell’esoscheletro. Anche gli adulti inoltre, hanno bisogno di un pasto di sangue affinché possa avvenire l’accoppiamento.
  •  Le larve di Cimex lectularius possono trascorrere lunghissimi periodi di digiuno senza soffrirne, nel caso invece di una condizione termica e ambientale ottimale di sviluppo, le cimici impiegano soltanto 7 settimane a diventare “immagine”, ossia una piccola cimice uguale in tutto e per tutto ad un adulto.

Abitudini:

  •  È difficile che le cimici dei letti pungano l’uomo quando egli è sveglio e tiene le luci accese. Questi insetti parassiti amano il buio e lo stato di sonno  dell’ospite.
  •  Per scoprire un infestazione da cimici, un segnale importante e’ il ritrovamento delle deiezioni, che sono puntini neri o grigiastri con l’aspetto di sangue coagulato, nel letto.  Come quelle delle Pulci, se posti su un foglio bianco e inumiditi dovrebbero lasciare una traccia tipica color sangue.
  •  Un altro segnale è il ritrovamento delle exuvie, la vecchia cuticola esterna che rimane dopo la muta, o piccole macchie di sangue tra le lenzuola.
  •  Le cimici emettono oltretutto un odore particolare, molto penetrante, tanto che negli Stati Uniti, le ditte di disinfestazione stanno addestrando “cani da cimici”.
  •  Non c’è da meravigliarsi se alle volte nello stesso letto una persona viene morsa ed un’altra no, le cimici hanno un odorato finissimo e non gradiscono l’odore emanato di tutte le persone allo stesso modo.

 

Abbiamo visto insieme che non è facile eliminare le cimici dei letti, oltretutto questo insetto parassita dell’uomo dopo l’uso massiccio di DDT fatto negli anni ’60, si considerava debellato, soprattutto negli USA. Purtroppo abbiamo una notevole recrudescenza di queste infestazioni, soprattutto negli alberghi, dovuto alla globalizzazione e all’aumento dei viaggi.

Per risolvere momentaneamente il problema in realtà è sufficiente un esposizione di una mezz’ora al sole in una bella giornata calda, degli indumenti e lenzuola infestate , o ad un freddo intenso per 45 minuti, ma questa sarebbe solo una battaglia vinta, per vincere la guerra, sono necessari gli strumenti e la professionalità di una ditta di Disinfestazioni, che ovviamente proponga una disinfestazione eco-compatibile e diretta, scoprendo i focolai primari e secondari, e soprattutto nel caso di aziende alberghiere o comunitarie agisca attraverso la disinfestazione proattiva ossia preventiva e continuata nel tempo.

Il nostro team vi indicherà il piano di lotta migliore, caso per caso. Resta comunque fondamentale una scrupolosa ispezione a tutti i materassi e ai luoghi facilmente presi di mira per nidificare dalle cimici. Ad esempio, l’esame di tutti i materassi in un albergo a Roma, sarebbe il primo passo da aspettarsi da una ditta seria nel settore delle disinfestazioni.


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Piattola o Pidocchio del pube – Pthirus pubis

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Piattola o Pidocchio del pube- Pthirus pubis

Habitat:

  •  Il Phthirus pubis detto volgarmente piattola o Pidocchio del pube, probabilmente apparve 1.800.000 anni fa quando gli antenati dell’uomo cominciarono a perdere i peli sul corpo, come l’altro pidocchio (del capo) rimase confinato alla testa, così il pidocchio del pube rimase ad infestare i genitali o  “zona pubica”.
  •  Appartenete allo stesso ordine dei pidocchi (Anopluri), ma di famiglia differente (Phthiridi), le Piattole oltre ai peli pubici e alla zona dell’ano, possono infestare altre parti del corpo come i peli del petto, le ascelle, la barba, le sopracciglia e, nei neonati, attraverso la madre che allatta, anche le ciglia.
  •  Come i pidocchi anche il Phthirus pubis, la piattola, si nutre del sangue dell’ospite, perforando la pelle e iniettando allo stesso tempo una sostanza che genera prurito e infiammazioni a livello cutaneo.

Morfologia:

  •  Il Pidocchio del pube è molto piccolo, il suo corpo è arrotondato, Il maschio (1 mm) è in genere più corto della femmina(1.5 mm).
  •  Ha sei zampe uncinate, questi artigli  (il 2° e 3° paio) permettono alla Piattola di rimanere attaccati ai peli pubici dell’uomo durante le pause di riposo tra un pasto e l’altro.
  •  La testa del Phthirus pubis ha forma quasi ovale con due grandi antenne laterali e il loro corpo ha escrescenze pelose.
  •  Il suo colore è biancastro, leggermente trasparente. Si sono incontrate varianti di colore interessanti come forma di “mimetizzazione” del pidocchio del pube sul corpo dell’ospite, per esempio più marroni sui peli pubici infestati della gente di colore.
  •  Le Lendini sono del tutto simili a quelle dei pidocchi del capo e attaccate con lo stesso tipo di sostanza cheratinica, non solubile in acqua.

Ciclo vitale:

  •  La femmina della Piattola deposita circa 25 uova (quasi il doppio nell’arco di una settimana) alla base dei peli, la distanza dalla cute non supera il centimetro, il  loro colore è marrone chiaro.
  •  Queste uova sono chiamate lendini, e si schiudono nell’arco di una settimana. Il parassita passerà poi per lo stadio di Ninfa, simile ma più piccola di una Piattola adulta, e dopo altri sette giorni diventerà un Pidocchio del pube adulto, capace di nutrirsi e riprodursi; anche se, persino nella sua forma di ninfa, già si mostra molto attiva nel succhiare il sangue del suo ospite.
  •  La durata della vita del parassita Phthirus pubis è di circa 30 giorni.
  •  Una piattola adulta muore in meno di 24 ore, se si dovesse trovare lontano dalla sua fonte di cibo: l’uomo. Le lendini invece possono resistere fino a  8 giorni.
  •  La Piattola adulta ha la forma che ricorda quella di un granchio (nei paesi anglosassoni è infatti chiamata crab).

Abitudini:

  •  L’infestazione da Piattole e da Pidocchi è chiamata in tutte e due i casi : Pediculosi.
  •  Quest’infestazione dal parassita Phthirus pubis si trasmette il più delle volte attraverso contatti sessuali ma anche attraverso lenzuola o biancheria intima infetta, si può prendere anche in bagni pubblici e hotel poco puliti.
  •  La pediculosi si scopre attraverso la sensazione di un intenso prurito, localizzato tra i peli pubici soprattutto durante le ore notturne.
  •  Attraverso un attento esame si possono trovare le lendini attaccate ai peli del pube, questo è il chiaro sintomo di un infestazione da piattole.
  •  Altro modo per sapere se si è affetti da pediculosi è il trovare sulla biancheria intima piccolissime macchie color ruggine o rosse, queste sarebbero rispettivamente le feci o il sangue dovuto al pasto delle stesse piattole.
  •   Meno comunemente si trovano delle chiazze bluastre di 1-3 mm di diametro sulla cute vicino all’habitat comune dei Pidocchi del pube ad esempio sull’addome, sulle natiche, sulle cosce, queste sono dovute all’azione dei morsi del parassita.

differenze evidenti tra un pidocchio umano e una piattola

Noi della Bio-disinfestazioni srl in questi casi ci occupiamo specificamente di disinfestare l’ambiente e i potenziali focolai, ma il maggior lavoro: del controllo e dell’identificazione della malattia, spetta ad ognuno di noi, attraverso l’igiene e l’attenzione quotidiana.

Immediatamente in caso di dubbi consultare il medico o anche un farmacista, visto che i prodotti usati per la disinfestazione del corpo sono presidi medico chirurgici.

 

I Pidocchi – Pediculus capitis e Pediculus corporis

 

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I Pidocchi – Pediculus capitis e Pediculus corporis

Habitat:

  •  Tra gli insetti parassiti che hanno bisogno del sangue dei mammiferi per sopravvivere e far maturare le loro uova, incontriamo i Pidocchi (della famiglia Pediculidae).
  •  Questi parassiti sono particolarmente associati all’uomo, da tempo immemorabile, sono stati trovati addirittura sopra alcune mummie preistoriche.
  •  I più comuni sono Il Pidocchio del capo (Pediculus humanus, della varietà corporis)  e il Pidocchio del corpo (Pediculus humanus, della varietà capitis). Parleremo in un’altra scheda della Piattola (Phtirus pubis) anche chiamata Pidocchio del pube.
  •  Questi Pidocchi parassiti dell’uomo, sono davvero cosmopoliti, infestano scuole, hotel, comunità, ovunque insomma ci sia scambio di oggetti e contatti tra l’uomo con biancheria infestata o tra le persone attraverso uno stretto contatto corporale.
  •  Il Pidocchio del capo (Pediculus capitis) prospera in modo particolare all’altezza della nuca, dietro e sopra le orecchie, lungo le tempie. In pratica non si allontana più di 1 cm dal cuoio capelluto.
  •  Il Pidocchio del corpo  (Pediculus corporis) invece incolla le sue uova sugli indumenti che sono a stretto contatto con il corpo, e da questi parte per il suo pasto di sangue.

Morfologia:

  •  I Pidocchi, sia quello del corpo che il Pidocchio del capo, sono piccolissimi parassiti dell’uomo, lunghi circa 1-2 mm, il loro corpo è appiattito, e sono quasi trasparenti tendenti al giallo-grigio e privi di ali.
  •  La testa dei Pidocchi è generalmente molto piccola e stretta, con occhi neri di piccole dimensioni e antenne corte.
  •  L’apparato boccale è di tipo pungente-succhiante ed è costituito da un rostro dentato e tre stiletti: il primo trattiene la pelle mentre i secondi la perforano.
  •  Le zampe dei Pidocchi del corpo e dei Pidocchi del capo sono corte e massicce, terminano con un’unica robusta unghia articolata ripiegata all’indietro, in questo modo può stringersi saldamente attorno al pelo dell’ospite come fosse una piccola pinza.
  •  Come tutti gli insetti, i Pidocchi non hanno polmoni: spingono l’ossigeno attraverso la trachea usando la contrazione di muscoli.

lendine di pidocchio del capo

Ciclo vitale:

  •  Dopo l’accoppiamento passeranno circa 12-24 ore prima che la femmina deponga le uova, anche chiamate  léndini,  di colore biancastro opaco e dalle minuscole dimensioni, queste sono saldamente incollate ai capelli o agli indumenti dell’ospite, abbastanza vicino alla cute nel caso del Pediculus capitis, utilizzando una sostanza adesiva insolubile e molto resistente.
  •   Le léndini assumono con il passare del tempo una colorazione più chiara e traslucida e, dopo circa una settimana, si schiudono: la ninfa, scalzato il cappuccio a chiusura del lendine, sguscia all’esterno ed  immediatamente inizia a succhiare il sangue dell’ospite.
  •  La ninfa passa poi attraverso altre due mute successive durante un periodo di 8-12 giorni,per quanto riguarda il Pediculus humanus corporis e di 7-10 giorni, per il Pediculus humanus capitis ,fino al raggiungimento della forma adulta.
  •  Ciascuna femmina di pediculo adulta vive in media da 1 a 3 settimane, deponendo ogni giorno 4-6 uova (per un totale di 50-150 durante l’intero ciclo di vita).
  •  La vita adulta può protrarsi dai 30 ai 60 giorni.

Abitudini:

  •  Solo i Pidocchi del corpo possono essere vettori di gravi malattie batteriche, virali o protozoiche, tra le quali ricordiamo in particolare il tifo esantematico o petecchiale (responsabile in passato di migliaia di morti), la febbre delle trincee e la febbre ricorrente, infezioni molto comuni tra i soldati nel corso delle due Guerre Mondiali. Infezioni che si trasmettono attraverso le feci del pidocchio del corpo.
  •  Sappiamo che “farsi un bagno” per eliminare l’infestazione da pidocchi non è sufficiente. Il Pidocchio umano è in grado di sopravvivere senza aria e in immersione per diversi minuti e eventualmente non resistesse, si lascia galleggiare in attesa che l’ospite esca nuovamente.
  •  Ambedue i tipi di Pidocchi sono insetti molto lenti, si spostano raramente, non volano e sono incapaci di compiere salti.
  •  Ricordiamo perciò che il solo fatto di star vicino ad una persona infestata da pidocchi non è sufficiente a trasmettere l’infestazione, per passarsi i pidocchi ci vogliono frequenti contatti fisici con la persona infestata e soprattutto la condivisione degli oggetti personali. I bambini perciò sono tra i soggetti più colpiti dalle infestazioni da Pidocchi.
  •   Tra gli adulti invece la diffusione dei Pidocchi avviene per lo più attraverso i rapporti intimi, e questo vale anche per le piattole (Phtirus pubis).
  •  Questi parassiti dell’uomo sono molto resistenti e riescono a sopravvivere senza cibo e per  periodi (fino a 55 ore).

Differenze morfologiche tra il Pidocchio della testa e il Pidocchio del pube (piattola)

Per quanto riguarda l’infestazione da Pediculus humanus capitis esistono ottimi prodotti venduti in farmacia dove è sufficiente una unica applicazione per risolvere il problema, sempre chiedendo al farmacista troverete anche dei pettini a denti molto ravvicinati che servono ad assicurarsi l’eliminazione delle léndini, altrimenti difficili da eliminare.

Importante però è non dimenticarsi che la disinfestazione contro i pidocchi umani deve essere fatta anche e soprattutto all’interno dell’abitazione, chiamate per una consulta una ditta specializzata in disinfestazioni, che con cognizione di causa saprà senza dubbio indicarvi sia i prodotti giusti che i posti specifici dove è importante agire al più presto.  Ricordatevi inoltre di avvisare la scuola (nel caso di bambini) e il vostro parrucchiere, ve ne sarà sicuramente grato.

Le Pulci delle galline – Ceratophyllus gallinae e Echidnophaga gallinacea

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Le Pulci delle galline – Ceratophyllus gallinae e Echidnophaga gallinacea

 

 

 

Ceratophyllus gallinae                                              Echidnophaga gallinacea 

 

 

Habitat:

  •  Anche in questo caso, come in quello della pulce del coniglio, le pulci delle galline sono separate da localizzazione geografica: abbiamo la pulce comune del pollo la Ceratophyllus gallinae più cosmopolita e europea della pulce gallina chiamata Echidnophaga gallinacea, che invece, si incontra più facilmente nel continente americano, e in particolar modo nelle zone tropicali.
  •  Ambedue sono ectoparassiti del pollame domestico e degli uccelli selvatici (quali piccioni, storni e passeri), ma quando gli ospiti preferiti non sono disponibili infestano anche i mammiferi.
  • L’ Echidnophaga gallinacea per esempio, è stata trovata su scoiattoli e volpi, e non è raro che la Ceratophyllus gallinae, una volta che si è distrutto il nido del volatile si trasferisca nella casa dell’uomo.
  •  Le pulci della gallina o la pulce comune del pollo, sono come tutte le altre pulci, parassiti degli animali a sangue caldo, ma al contrario delle altre pulci sono più selettive riguardo all’ospite di cui nutrirsi, in assenza dell’ospite normale, si spostano da un animale all’altro aspettando nel vecchio nido il passaggio di una nuova coppia.
  •  Questa pulce (Ceratophyllus gallinae) predilige un clima secco, i nidi negli alberi cavi. La troviamo anche nelle scatole (nidi artificiali) degli uccelli, sotto le piastrelle, nei nidi sotto i tetti.
  •  Al contrario delle pulci adulte, le larve delle pulci richiedono habitat specifici, associati più che altro alle abitudini di nidificazione degli ospiti, più che al tipo di sangue.

Morfologia:

  •  La Pulce comune del pollo (Ceratophyllus gallinae)  è lunga dai 2 ai 3mm e marrone come la maggior parte delle pulci.
  •  Il loro corpo è appiattito in modo che le sei gambe sembrano essere attaccate su di un solo lato.  Può saltare 6-8 cm in altezza e 10-15 cm di lunghezza.
  •  L’Echidnophaga gallinacea invece si localizza nello spessore della cute degli uccelli. Dopo la fecondazione, le femmine affondano la testa nella cute della cresta e dei barbigli, intorno all’ano dell’animale, in parti, dove la pelle è più nuda, essendo sprovviste di pettine sulle zampe. Qui formano noduli in cui depositano le uova.
  •  La pulce della gallina (Echidnophaga gallinacea) è la più piccola tra le pulci (1-1,5 mm) ed è tra le più stanziali.
  •  Le uova delle pulci sono lunghe circa 0,5 millimetri, ovali, di colore bianco-perlaceo, e vengono depositate, nel caso delle pulci del pollo nelle ulcerazioni provocate dal pasto di sangue tra le piume.
  •  Le feci delle pulci, che svolgono un importante ruolo nella nutrizione delle larve, sono quei piccoli pallini neri che, quando l’animale è infestato, si possono vedere tra il pelo e schiacciandoli su di un fondo bianco lasciano una stria di sangue.
  •  Le larve delle pulci degli uccelli (Ceratophyllus gallinae e Echidnophaga gallinacea) sono più affusolate e più scure (giallo-cremoso), delle altre larve di pulce, e misurano circa 6mm di lunghezza.

larve di pulci di gallina

Ciclo vitale:

  •  La riproduzione delle pulci delle galline può succedere solamente quando nel nido o nel pollaio, ci sono uccelli di cui le pulci si possano alimentare.
  •  L’Echidnophaga gallinacea  invece, si localizza nello spessore della cute degli uccelli. Dopo la fecondazione, le femmine affondano con la loro testa nella cute della cresta e dei barbigli degli uccelli, dove formano noduli in cui depositano le uova. Questa è l’unica pulce che infila la testa nel corpo dell’ospite.
  •  Le larve di Echidnophaga gallinacea, uscite dalle uova depositate proprio in queste ulcerazioni della pelle, cadono a terra per continuare il loro sviluppo. La pelle attorno ai noduli si ulcera e i giovani soggetti possono morire in caso di infestazioni gravi da pulci.
  •  Le larve della pulce comune del pollo si sviluppano in poche settimane all’interno di un bozzolo di seta coperto da detriti per meglio mimetizzarsi. Poi emergono come adulte e, dopo essersi nutrite, si accoppiano per continuare il ciclo.
  •  Possono però rimanere in forma di larva o di pupa anche per tutta l’estate, l’autunno e l’inverno. In attesa di un nuovo ospite. Caso il nido non venisse riutilizzato allora si preparano a saltare o sul primo malcapitato che passa o in terra, visto che gli adulti senza cibo non possono riprodursi.

Abitudini:

  •  La pulce delle galline è quella che infila la testa dentro la pelle dell’ospite.
  •  L’Echidnophaga gallinacea è la pulce più difficile da rimuovere, perché le loro teste si incorporano nell’ospite e non può essere tirato via facilmente.
  •  La Ceratophyllus gallinae ma specialmente la Echidnophaga gallinacea possono moltiplicarsi causando gravissime infestazioni negli allevamenti di polli e anche, alcune volte negli allevamenti di visoni.
  •  Attenzione anche ad altri animali domestici che vengono spesso a contatto con piccioni o pollame. In questo caso, sui mammiferi, si stanziano spesso intorno al margine dell’orecchio esterno e vicino al naso.
  •  Il pasto di sangue dell’Echidnophaga gallinacea dura a lungo, può rimanere dentro il suo ospite dai 4 ai 19 giorni di seguito e come tutte le altre pulci dopo il pasto immancabilmente si accoppieranno.

 

Difficile è liberarsi da soli da un infestazione di pulci. Bisogna usare tecniche specifiche, saper riconoscere la specie o le specie di pulci che possono coesistere in un unica infestazione e trovarne il focolaio. Buona norma è collocare i tessuti infestati al sole diretto, non dimenticarsi di mantenere pulite le cucce degli animali. Ricordatevi che le pulci possono essere i vettori di molte malattie, quindi in caso di infestazione chiamate una ditta specializzata in Bio-disinfestazioni.


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le Pulci del coniglio – Spilopsyllus cuniculi e Cediopsylla simplex

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

le Pulci del coniglio – Spilopsyllus cuniculi e Cediopsylla simplex

 

Pulce del coniglio europea                                           Larva di pulce

 

 

Habitat:

  •  Parliamo qui di due pulci di localizzazione mondiale differente, ma molto simili tra loro: una è la pulce del coniglio europea (Spilopsyllus cuniculi) e l’altra vive principalmente in Nord america ed è la Cediopsylla simplex .
  •  Sia la pulce del coniglio europea che la pulce del coniglio americana sono parassite dei conigli e, strettamente legate al loro ciclo ormonale.
  •  Le pulci dei conigli,  Spilopsyllus cuniculi  e Cediopsylla simplex, possono infestare anche conigli selvatici e lepri, raramente si stanziano su canidi e felini .
  •  Sono portatrici cosmopolite del virus della mixomatosi e di altri agenti patogeni, ed è noto il fatto che possono mordere anche cacciatori e escursionisti.
  •  La pulce del coniglio si riunisce intorno alle orecchie dell’animale, causando molte irritazioni e danni ai tessuti.

Morfologia:

  •  Il corpo delle pulci del coniglio misura in media da 1 (femmine) a 2,5 mm. I corpi sono appiattiti da lato a lato permettendo così una facile movimentazione attraverso i peli o le piume sul corpo dell’ospite.
  •  L’apparato buccale delle pulci è come un tubo adattato per nutrirsi del sangue di altri animali.
  •  Le zampe delle pulci in generale sono lunghe, i due arti posteriori sono ben adattati per il salto, (verticalmente fino a sette pollici (18 cm); orizzontalmente tredici pollici (33 cm)) – circa 200 volte la lunghezza del proprio corpo, rendendo la pulce il miglior saltatore di tutti gli animali.
  •  Le uova delle pulci del coniglio sono lunghe circa 0,5 millimetri, ovali, di colore bianco-perlacee, e vengono depositate indiscriminatamente nel pelo,  nelle cucce degli animali, come nelle tane.
  •  Le feci delle pulci, sono quei piccoli pallini neri che, quando l’animale è infestato da pulci, si possono vedere tra il pelo e schiacciandoli su di un fondo bianco lasciano una stria di sangue.

Ciclo vitale:

  •  La pulce del coniglio non si accoppia sui conigli adulti ma sui piccoli coniglietti appena nati.
  •  Le ovaie delle pulci di Spilopsyllus cuniculi che stanziano sui conigli maschi o sulle femmine non gravide restano immature, mentre le pulci che infestano coniglie in stato di gravidanza sono pronte all’accoppiamento al momento del parto dell’ospite.
  •  Tale coordinamento si realizza attraverso il controllo ormonale. Coniglie gravide presentano un aumento di ormoni come il cortisolo e corticosterone nel flusso sanguigno, e le pulci hanno sviluppato la capacità di percepire questi ormoni. Perciò durante la gravidanza del coniglio, le pulci raggiungono la maturità sessuale, e dal momento in cui i piccoli del coniglio nascono, le pulci femmine hanno le loro uova mature.
  •  Le pulci del coniglio infestano subito i piccoli conigli appena entrano a stretto contatto con la madre.
  •  I piccoli conigli nel loro sangue hanno un ormone, la somatropina che stimola a sua volta le pulci del coniglio ad accoppiarsi.
  •  Come tutte le uova delle pulci, le uova di Cediopsylla simplex  e Spilopsyllus cuniculi non sono appiccicose e quindi cadono facilmente nel nido dell’ospite.
  •  Contemporaneamente allo sviluppo delle uova, le pulci adulte che stanno sui piccoli conigli aumentano la defecazione per fornire una fonte di cibo alle larve che presto usciranno dalle uova.
  •  Le larve si sviluppano all’interno delle uova in un tempo che può durare da due giorni a più di un mese, a seconda della temperatura e dell’umidità.
  •  Il ciclo vitale delle pulci, come in tutte le specie è composto da quattro stadi larvali, embrione, larva, pupa e imago (adulto).

Abitudini:

  •  La pulce del coniglio europea (Spilopsyllus cuniculi) e la pulce del coniglio americana (Cediopsylla simplex) ,saltano meno delle altre pulci,  sono pulci più stanziali, rimangono sostanzialmente vicino al coniglio infestato e alle sue orecchie.
  •  Riconoscere un infestazione da pulci del coniglio è relativamente facile, cercare tra il pelo la presenza delle loro feci, che ricordano molto della fine sabbia nerastra . Per essere certi della presenza delle pulci è sufficiente inumidire questa specie di terriccio strofinando con un pezzo di carta da cucina inumidita, se rimane un alone bruno o una strisciata color sangue scuro, allora siamo in presenza di pulci.

 

Conformazione della testa delle pulci più comuni: un modo sicuro per riconoscerle

Difficile è liberarsi da soli da un infestazione di pulci. Bisogna usare tecniche specifiche, saper riconoscere la specie o le specie di pulci che possono coesistere in un unica infestazione e trovarne il focolaio. Buona norma è collocare i tessuti infestati al sole diretto, non dimenticarsi di mantenere pulite le cucce degli animali. Ricordatevi che le pulci possono essere i vettori di molte malattie, quindi in caso di infestazione chiamate una ditta specializzata in Bio-disinfestazioni.

 

La pulce del cane – Ctenocephalides canis

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La pulce del cane – Ctenocephalides canis

Ctenocephalides canis, la pulce del cane                         Larva di pulce

Habitat:

  •  Le pulci adulte sono parassiti degli animali a sangue caldo, soprattutto mammiferi, le pulci non sono selettive riguardo all’ospite di cui nutrirsi, in assenza dell’ospite normale, si spostano da un animale all’altro.
  •  Al contrario delle pulci adulte, le larve delle pulci richiedono habitat specifici, associati più che altro alle abitudini di nidificazione degli ospiti, più che al tipo di sangue.
  •  L’habitat delle larve di pulce comunque, è preferibilmente buio, umido, come ad esempio le lettiere degli animali e la peluria del tappeto, dove prosperano nutrendosi di detriti organici e di escrementi delle pulci adulte.
  •  L’habitat delle pulci e soprattutto della pulce del cane (Ctenocephalides canis), può essere anche  una fessura nel pavimento, quindi anche il più poveraccio dei cani avrà la sua bella compagnia di pulci che lo aspettano al suo ritorno a casa.
  •  La pulce del cane (Ctenocephalides canis) infesta facilmente anche le pecore, che dormono in prossimità del loro cane pastore.

Morfologia:

  •  Il corpo delle pulci misura in media da 1,5 a 3,3 mm I corpi sono appiattiti da lato a lato permettendo così una facile movimentazione attraverso i peli o le piume sul corpo dell’ospite.
  •  L’apparato buccale delle pulci è come un tubo adattato per nutrirsi del sangue di altri animali.
  •  Le zampe delle pulci in generale sono lunghe, i due arti posteriori sono ben adattati per il salto, (verticalmente fino a sette pollici (18 cm); orizzontalmente tredici pollici (33 cm)) – circa 200 volte la lunghezza del proprio corpo, rendendo la pulce il miglior saltatore di tutti gli animali.
  •  Le uova delle pulci sono lunghe circa 0,5 millimetri, ovali, di colore bianco-perlacee, e vengono depositate indiscriminatamente nel pelo, tra le piume, nelle cucce degli animali domestici come nella biancheria del vostro letto.
  •  Le feci delle pulci, sono quei piccoli pallini neri che, quando l’animale è infestato, si possono vedere tra il pelo e schiacciandoli su di un fondo bianco lasciano una stria di sangue.
  •  Le larve delle pulci in generale, e le pulci del cane non fanno eccezioni, emergono dalle uova e si nutrono di qualsiasi materiale organico disponibile, come insetti morti, escrementi e altre sostanze vegetali e comunque hanno bisogno degli escrementi delle pulci adulte che contengono sangue semidigerito.
  • Sintomo chiaro di un infestazione da pulci è proprio questo effetto sale-pepe costituito dalle larve (chiare) e dalle feci (scure sanguinolente) un po’ ovunque.

Ciclo vitale:

  •  Le pulci in generale hanno una vita sessuale molto intensa, il loro accoppiamento per essere fecondo deve superare i 60 minuti, il numero delle uova di pulce deposte può essere molto alto e avviene di solito dopo ogni pasto di sangue. Dipende comunque dalla specie dal clima e dalla disponibilità di nutrimento.
  •  Le pulci sono insetti  il cui ciclo vitale passa attraverso quattro stadi: embrione, larva, pupa e imago (adulto).
  •  Il ciclo di vita della pulce del cane inizia quando la femmina depone le uova dopo il pasto di sangue dell’ospite.
  •  Le uova delle pulci del cane (Ctenocephalides canis), deposte in gruppi di fino a 20 o giù di lì, cadono quasi subito a terra, quindi il posto dove il cane riposa, la sua cuccia diventa l’habitat primario dove prende forma l’infestazione da pulci.
  •  Il ciclo di sviluppo da uovo a pulce adulta del cane si completa di solito in 4 settimane, ma a basse temperature ci vuole molto più tempo.
  •  Nella fase di pupe le larve delle pulci sono racchiuse in un bozzolo di seta coperto di detriti per meglio mimetizzarsi.
  •  Le larve delle pulci, inizialmente di color bianco panna, lentamente cambiano il colore in marrone scuro maturando e diventando pulci adulte.
  •  In questo stato di muta larvale la pulce parassita del cane può trascorrere l’inverno.

Abitudini:

  •  La pulce del cane (Ctenocephalides canis) è un ospite intermedio della tenia del cane (Dipylidium caninum), il cui ospite vertebrato è di solito il nostro affezionato cane.
  •  La Tenia del cane oltre ad altre varie malattie e parassitosi, può essere trasmessa dalle pulci agli esseri umani.
  •  Le pulci adulte hanno solo circa una settimana per trovare l’alimento una volta che emergono, anche se possono sopravvivere dai due mesi a un anno tra i pasti.
  •  La pulce adulta emerge dallo stato larvale stimolata dalle vibrazioni, causate da un ospite di passaggio. Questo spiega gli attacchi di massa che si verificano occasionalmente in locali deserti.
  •  La pulce parassita del cane (Ctenocephalides canis)  al contrario della pulce del gatto (Ctenocephalides felis) passa più tempo sull’ospite ma comunque, sempre và e volta tra un pasto, con conseguente deposizione di uova, e l’altro, tra il luogo stanziale dell’ospite e il suo corpo fonte di nutrimento.
  •  Ricordate che la pulce del cane non infesta i gatti, mentre è vero il contrario.

 

 Conformazione della testa delle pulci più comuni: un modo sicuro per riconoscerle.

Difficile è liberarsi da soli da un infestazione di pulci. Bisogna usare tecniche specifiche, saper riconoscere la specie o le specie di pulci che possono coesistere in un unica infestazione e trovarne il focolaio. Buona norma è collocare i tessuti infestati al sole diretto, non dimenticarsi di mantenere pulite le cucce degli animali. Ricordatevi che le pulci possono essere i vettori di molte malattie, quindi in caso di infestazione chiamate una ditta specializzata in Bio-disinfestazioni.

 

La pulce del gatto – Ctenocephalides felis

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

La pulce del gatto – Ctenocephalides felis

Ctenocephalides felis, la pulce del gatto                                 Larva di pulce

 

Habitat:

  •  Le pulci del gatto (Ctenocephalides felis) sono responsabili per la maggior parte delle infestazioni da pulci, soppiantando il più delle volte la pulce dell’uomo (Pulex irritans) e la pulce del cane (Ctenocephalides canis).
  •  L’aumento molte volte incontrollato della presenza di  Ctenocephalides felis (pulce del gatto) si spiega con l’aumento del numero di animali domestici mantenuti nelle case e la deplorevole tendenza a trascurare la pulizia delle loro cucce.
  •  L’habitat delle larve di pulce comunque, è preferibilmente buio, umido, come ad esempio lettiere degli animali e la peluria del tappeto, nutrendosi di detriti organici e di escrementi delle pulci adulte.
  •  La pulce del gatto (Ctenocephalides felis), infesta anche i cani, conigli o criceti essendo diventata la specie di pulce predominante.
  •  Fattore strano ma importante è che la pulce del gatto vive benissimo sui cani, mentre non sembra essere vero il contrario.
  •  È noto che differenti specie di pulci possono coesistere sullo stesso animale (umani inclusi), quando questi è particolarmente soggetto ad una infestazione da parassiti.

Morfologia:

  •  Il corpo delle pulci misura in media da 1,5 a 3,3 mm. La pulce del gatto, è la più grande può arrivare fino a 4mm. I corpi sono appiattiti da lato a lato permettendo così una facile movimentazione attraverso i peli o le piume sul corpo dell’ospite.
  •  Le zampe delle pulci in generale sono lunghe, i due arti posteriori sono ben adattati per il salto, (verticalmente fino a sette pollici (18 cm); orizzontalmente tredici pollici (33 cm)) – circa 200 volte la lunghezza del proprio corpo, rendendo la pulce il miglior saltatore di tutti gli animali.
  •  L’apparato buccale delle pulci è come un tubo adattato per nutrirsi del sangue di altri animali.
  •  Il corpo delle pulci  del gatto (Ctenocephalides felis) è,oltre che appiattito, duro, lucido, e coperto di peli spinosi corti inclinati nella direzione contraria al pelo dell’ospite, per poter averne una presa migliore.
  •  La pulce del gatto è più marrone che nera molto mobile, all’uomo di solito morde di preferenza le caviglie e l’interno delle ginocchia, ma comunque preferisce al vostro sangue quello dei vostri animali domestici.

Ciclo vitale:

  •  Nella fase di pupe le larve delle pulci sono racchiusi in un bozzolo di seta coperto di detriti per meglio mimetizzarsi.
  •  Le larve delle pulci (vedi foto) quando escono dal bozzolo, mangiano detriti, residui di pelle, forfora e cose simili, ma per completare il loro sviluppo e diventare pulci adulte hanno bisogno anche di sangue, però non hanno la conformazione fisica per poter pungere attivamente, quindi per sopravvivere devono esserci delle pulci adulte che a loro volta si nutrono e dispensano questo sangue semidigerito sotto forma di feci.
  •  Le larve delle pulci, inizialmente di color bianco panna, lentamente cambiano il colore in marrone scuro maturando e diventando pulci adulte.
  •  In questo stato di muta larvale la pulce può trascorrere l’inverno.
  •  La Ctenocephalides felis o pulce del gatto, è la specie più prolifica, arriva a depositare 25 uova al giorno, per un mese di seguito.
  •  Le uova delle pulci del gatto sono leggermente appiccicose e dopo essere state deposte normalmente cadono giù dal pelo dell’animale e completano il loro sviluppo di solito nella cuccia (o tana) dello stesso.

Abitudini:

  •  I morsi di pulce del gatto,si possono identificare come un piccolo punto scuro rosso circondato da una zona arrossata.
  •  Il morso della pulce persiste per uno o due giorni, ed è fortemente irritante.
  •  Le punture delle pulci sono di solito in linee di tre, come accade anche per le cimici, questo e’ un segno piuttosto distintivo dell’infestazione di un insetto ematofago non volante.
  •  I gatti possono sostenere una popolazione di pulci immature di circa 8.000 unità e 2.000 forme adulte.
  •  Un’infestazione di pulci tipica può comprendere 5% di adulti, 35% di larve, 10% di pupe, e il 50% di uova.
  •  Su un gatto infestato dalle pulci, ad esempio, non c’è di solito che qualche decina di adulti, che salgono e scendono dall’animale alla cuccia. Perciò disinfestare l’animale senza preventivamente e successivamente disinfestare il posto dove riposa è molto spesso inutile.
  •  Le pulci possono essere vettori di molte malattie e possono trasmettere vermi parassiti.
  •  La pulce adulta emerge dallo stato larvale stimolata dalle vibrazioni, causate da un ospite di passaggio. Questo spiega gli attacchi di massa che si verificano occasionalmente in locali deserti.

Conformazione della testa delle pulci più comuni: un modo sicuro per riconoscerle

Difficile è liberarsi da soli da un infestazione di pulci. Bisogna usare tecniche specifiche, saper riconoscere la specie o le specie di pulci che possono coesistere in un unica infestazione e trovarne il focolaio. Buona norma è collocare i tessuti infestati al sole diretto, non dimenticarsi di mantenere pulite le cucce degli animali. Ricordatevi che le pulci possono essere i vettori di molte malattie, quindi in caso di infestazione chiamate una ditta specializzata in Bio-disinfestazioni.

 

La pulce dell’uomo-Pulex irritans

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

La pulce dell’ uomo – Pulex irritans

 

 

 

Pulex irritans                                                                     Larva di pulce

 

 

Habitat:

  •  Le pulci adulte sono parassiti degli animali a sangue caldo, soprattutto mammiferi, le pulci non sono selettive riguardo all’ospite di cui nutrirsi, in assenza dell’ospite normale, si spostano da un animale all’altro.
  •  Al contrario delle pulci adulte, le larve delle pulci richiedono habitat specifici, associati più che altro alle abitudini di nidificazione degli ospiti, più che al tipo di sangue.
  •  L’habitat delle larve di pulce comunque, è preferibilmente buio, ama i luoghi umidi, come ad esempio lettiere degli animali e la peluria peluria del tappeto, nutrendosi di detriti organici e di escrementi delle pulci adulte.
  •  Le infestazioni di Pulex irritans (pulce umana) vera e propria sono rare in Italia.
  •  La Pulex irritans detta anche pulce umana, è però anche la pulce del maiale e di altri animali a pelo rado, ed è per questo che con l’evoluzione sembra abbia quasi completamente perso il cosiddetto “pettine” che la tiene ancorata all’ospite.
  •  La Pulex irritans, pulce specifica della specie umana, si può definire a rischio di estinzione grazie al progredire delle norme igieniche, nel mondo occidentale, la troviamo solo nelle zone agricole in presenza di allevamenti di maiali.
  •  È noto che differenti specie di pulci possono coesistere sullo stesso animale (umani inclusi) quando questi è particolarmente infestato.

Morfologia:

  •  Il corpo delle pulci misura in media da 1,5 a 3,3 mm. I corpi sono appiattiti da lato a lato permettendo così una facile movimentazione attraverso i peli o le piume sul corpo dell’ospite.
  •  L’apparato buccale delle pulci è come un tubo adattato per nutrirsi del sangue di altri animali.
  •  Le zampe delle pulci in generale sono lunghe, i due arti posteriori sono ben adattati per il salto, (verticalmente fino a sette pollici (18 cm); orizzontalmente tredici pollici (33 cm)) – circa 200 volte la lunghezza del proprio corpo, rendendo la pulce il miglior saltatore di tutti gli animali.
  •  La Pulex irritans è un po’ più piccola, nera, salta di meno delle altre pulci, può pungervi ovunque e ovviamente preferisce pungere l’uomo che altri animali.
  •  Le uova delle pulci sono lunghe circa 0,5 millimetri, ovali, di colore bianco-perlacee, e vengono depositate indiscriminatamente nel pelo, tra le piume, nelle cucce degli animali domestici come nella biancheria del vostro letto.
  •  Le feci delle pulci, sono quei piccoli pallini neri che, quando l’animale è infestato, si possono vedere tra il pelo e schiacciandoli su di un fondo bianco lasciano una stria di sangue.

Ciclo vitale:

  •  Le pulci in generale hanno una vita sessuale molto intensa, il loro accoppiamento per essere fecondo deve superare i 60 minuti, il numero delle uova di pulce deposte può essere molto alto e avviene di solito dopo ogni pasto di sangue. Dipende comunque dalla specie, dal clima e dalla disponibilità di nutrimento.
  •  La pulce dell’uomo (Pulex irritans), ad esempio, depone 4-8 uova dopo ogni pasto, una singola femmina può produrre 800-1000 uova durante la sua vita, che normalmente dura due anni.
  •  Le uova di pulce non si attaccano all’ospite, e cadono facilmente quando vengono scosse o grattate.
  •  Le uova delle pulci si schiudono in circa una settimana, dando origine a  larve di 1,5 millimetri senza gambe lunghe e strette, di colore bianco.
  •  Nella fase di pupe, le larve delle pulci rimangono racchiuse in un bozzolo di seta coperto di detriti per meglio mimetizzarsi.
  •  Le larve delle pulci (vedi foto) quando escono dal bozzolo, mangiano detriti, residui di pelle, forfora e cose simili, ma per completare il loro sviluppo e diventare pulci adulte hanno bisogno anche di sangue, però non hanno la conformazione fisica per poter pungere attivamente, quindi per sopravvivere devono esserci delle pulci adulte che a loro volta si nutrono e dispensano questo sangue semidigerito sotto forma di feci.

Abitudini:

  •  Le pulci possono essere vettori di molte malattie e possono trasmettere vermi parassiti.
  •  Le punture delle pulci sono di solito in linee di tre, come accade anche per le cimici, questo e’ un segno piuttosto distintivo dell’infestazione di un insetto ematofago non volante.
  •  Il morso della pulce persiste per uno o due giorni, ed è fortemente irritante.
  •  La pulce adulta emerge dallo stato larvale stimolata dalle vibrazioni, causate da un ospite di passaggio. Questo spiega gli attacchi di massa che si verificano occasionalmente in locali deserti.

 Conformazione della testa delle pulci più comuni: un modo sicuro per riconoscerle

Difficile è liberarsi da soli da un infestazione di pulci. Bisogna usare tecniche specifiche, saper riconoscere la specie o le specie di pulci che possono coesistere in un unica infestazione e trovarne il focolaio. Buona norma è collocare i tessuti infestati al sole diretto, non dimenticarsi di mantenere pulite le cucce degli animali. Ricordatevi che le pulci possono essere i vettori di molte malattie, quindi in caso di infestazione chiamate una ditta specializzata in Bio-disinfestazioni.

 

Infestanti dell’uomo e degli animali domestici

INFESTANTI DELL’UOMO E DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Un po’ di storia recente

Appartengo a una generazione che alla sola parola “pulci” la gente inorridiva stampandosi in faccia un’orribile aria schifata.

Immagino perché. Prima generazione dopo la guerra, quella del boom economico per intenderci, avevamo sentito raccontare in prima persona, storie terribili di scabbia, pidocchi, malattie terribili che uccidevano milioni di persone (pensate alla spagnola), ci avevano fatto vedere filmati e filmati fatti dal governo fin dalle scuole elementari che parlavano d’igiene, di come lavarsi i denti, di come pulire la casa (c’erano ancora le lezioni di “economia domestica”) e non erano “sovietici”, ma ben americani, dove le mamme erano perfette, le case a loro volta perfette e immacolate, e quanto poi agli insetti infestanti l’uomo, come le pulci e i pidocchi per dirne alcuni, non esistevano proprio o erano stati definitivamente debellati un po’ come il vaiolo per intenderci.

La mia generazione in compenso, devo dire che aveva un gran bel pregio, non credeva a nessuno ed era anche molto avventurosa. Partivamo con un sacco a pelo alla scoperta del mondo, peccato però che il sacco a pelo presto diventava il ricettacolo di ogni tipo di animale infestante.

Poi quando ebbi mia figlia, anni dopo, e il sistema di educazione igienica delle scuole ;andò sempre più deteriorandosi, non c’erano più i film ma solo carenza di personale, scoprii che lei, tutta la sua classe e chissà quanti altri bambini ancora, sparsi per le classi d’Italia avevano preso i pidocchi, e a tutt’oggi queste cose purtroppo succedono.

Cosa fare

Dovere di un genitore è informarsi, non di provare vergogna, perciò risolto il problema, la cosa migliore è senz’altro l’informazione.

Impariamo a riconoscere gli infestanti dell’uomo, ce ne sono di molto pericolosi come le zecche, per le malattie che portano con se, e anche di molto dolorosi come i tafani; ogni loro putura può rappresentare un trauma per il bambino, poi ce ne sono di invisibili come gli acari che troviamo ovunque e infine di tremendamente fastidiosi come le mosche. Dopo di ciò impariamo a difenderci, a proteggere i nostri cari e, anche e soprattutto i nostri animali domestici, molto spesso inconsapevoli focolai di infestazioni.

Anche le aziende d’allevamento sono e devono essere interessate all’argomento. Cosí come le scuole, gli hotel, gli organismi pubblici e via dicendo. Infatti, gli insetti infestanti dell’uomo sono spesso gli stessi infestanti degli animali d’allevamento e, dove esiste grande possibilità di contatto, si propagano felicemente i parassiti dell’uomo.

La Bio Disinfestazione srl studia e prova da anni, attraverso il suo personale specializzato in disinfestazioni, le nuove tecniche di disinfestazione eco-compatibile. Inoltre, la disinfestazione proattiva apre in continuazione nuove strade interessanti per una prevenzione continuata nel tempo, realmente efficace e sicura.
L’individuazione del focolaio d’infestazione è di fondamentale importanza, e solo una ditta specializzata in disinfestazioni, la vostra personale conoscenza della situazione e il riconoscimento dell’animale infestante, in questo caso molto a proposito definito come “parassita”, può risolvere il problema.
Bio disinfestazione srl è la risposta concreta e una consulta gratuita e senza impegno.

Approfondiamo insieme gli infestanti dell’uomo attraverso le nostre schede etologiche:

LE PULCI
I PIDOCCHI
LE CIMICI
LE MOSCHE PUNGENTI
GLI ACARI
LA ZECCHE
LE ZANZARE


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Gli Acari delle derrate

INFESTANTI DELLE DERRATE

Gli Acari delle derrate:

Acarus sirio (acaro delle farine) – Lepidoglyphus destructor – Tyrophagus putrescentiae – Glycyphagus domesticus 

ARACNIDI

 

Foto 1: Acarus sirio                                                            Foto 2:  Tyrophagus putrescentiae

 

 

Essendo il gruppo degli acari il più numeroso per differenza di specie all’interno degli aracnidi tratteremo in questa pagina solo gli acari infestanti delle derrate alimentari.

Habitat:

  • Gli Acari in generale sono sparsi su tutta la terra, meno nell’ambiente marino.
  • La loro diffusione però è strettamente dipendente dall’umidità dell’ambiente, essendo piccolissimi si disidratano molto facilmente.
  • Gli acari infestanti perciò evitano l’esposizione diretta al sole e l’aria secca.
  • Questi aracnidi infestanti sono fra gli esseri viventi più antichi sulla terra; vivono e crescono in habitat completamente differenti tra loro come le piante, gli animali, l’uomo, la terra,  sull’acqua, nelle case e nei rifiuti organici, nei nostri letti, nei libri etc.
  • L’Acarus sirio (acaro delle farine), è un tipico acaro infestante le derrate alimentari,che si ritrova di solito nei cereali in stoccaggio, ma anche in altre derrate alimentari, come formaggio, frutta secca, prosciutti, ecc.  l’acarus sirio si nutre di funghi microscopici (muffe) che crescono sugli alimenti e, di grano.
  • L’Acaro Lepidoglyphus destructor è simile al Glycyphagus, anche questo acaro delle derrate si nutre di funghi ma prospera in un habitat più “rustico”, sui prodotti farinacei grezzi nei magazzini di stoccaggio e  nel legname da camino che inconsapevolmente introduciamo dentro la nostra casa.
  • Il Tyrophagus putrescentiae, spesso lo si trova nei prosciutti, per cui viene anche chiamato “acaro del prosciutto crudo”, e quindi nei posti dove si stagiona il prosciutto, ma anche nei caseifici (ama anche in modo particolare il formaggio), nei piccoli negozi di alimentari, nei silos ( è anche un acaro infestante dei cereali), nelle coltivazioni di funghi, etc.
  • Il Glycyphagus domesticus è un acaro infestante gli alimenti che preferisce le sostanze zuccherine, facilmente infesta i prodotti dolciari, ma anche i formaggi, il grano e le farine, spesso è sgradito compagno nelle cucine delle nostre case.

Morfologia:

  • Il corpo degli acari infestanti le derrate in generale misura circa 200-300 micron, cioè 1/4 di millimetro, più o meno, e non possono essere visti ad occhio nudo, ma soltanto al microscopio.
  • Il maschio è leggermente più piccolo della femmina.
  • L’acaro Lepidoglyphus destructor è simile al Glycyphagus, e raggiunge dimensioni di 350-500 micron.
  • Negli acari il dimorfismo sessuale è spesso accentuato ed anche se vi sono alcune eccezioni, la loro riproduzione avviene per via sessuale.
  • Gli acari si distinguono dagli insetti perché gli adulti possiedono otto zampe invece di sei.
  • La dura pelle chitinosa degli acari è translucida e gli organi interni le conferiscono un color bianco crema con qualche chiazza isolata di giallo.
  • Gli acari spesso secernono ed espellono  sostanze cosiddette “Leganti” attraverso la deposizione di uova; attraverso le ghiandole della muta e  quelle genitali; enzimi digestivi e guanina contenuti nelle feci.

Ciclo vitale:

  • L’acaro maschio viene attratto da ferormoni prodotti dall’acaro femmina. Lo sperma, deposto nella femmina, feconda le uova, che giunte a maturazione vengono deposte in un numero che varia da specie a specie.
  • Dalle uova, dopo alcuni giorni escono le larve con sei zampe , che attraverso varie mute si trasformano in ninfe con otto zampe.
  • Lo sviluppo postembrionale prevede tipicamente quattro stadi: larva, proto-ninfa, deuto-ninfa, trito-ninfa, acaro adulto.
  • La durata della vita degli acari è molto varia, da pochi giorni a qualche anno.

Abitudini:

  • Tutti i prodotti alimentari infestati da Acarus sirio assumono un cattivo sapore ed il loro consumo può portare a disordini gastrici.
  • Maneggiare degli alimenti infestati dall Acarus sirio può determinare una patologia cutanea nota con il nome di  “falsa scabbia “ o “scabbia dei droghieri”.
  • Respirare in presenza di  substrati attaccati dall’acaro delle farine può determinare l’insorgenza di respirazioni asmatiche, e anche di tosse e lacrimazione. Senza dubbio l’Acarus sirio si può considerare, insieme a Glycyphagus domesticus e Lepidoglyphus destructor, tra le principali cause di forme allergiche nell’uomo, di sensibilizzazione e fenomeni patologici di carattere dermatologico e respiratorio.
  • Gli acari infestanti sono molto resistenti anche in condizioni terribili, e sono stati ritrovati anche in alta montagna (fino a quote di 4500 metri), soprattutto in condizioni di temperatura e di umidità relativamente elevate)

 

 

Molte specie di acari sono legate ai vegetali o ad altri animali comportandosi da parassiti interni ed esterni, da commensali, da predatori, ma se siete interessati ad approfondire l’argomento : “acari” consultate pure le nostre schede etologiche presenti nelle categorie:

  • INFESTANTI DELLA CASA
  • INFESTANTI DELL’UOMO

Moscerino dell’aceto – Drosophila melanogaster

INFESTANTI DELLE DERRATE

Moscerino dell’aceto – Drosophila melanogaster

Ditteri

 Habitat:

  •  Il moscerino della frutta o moscerino dell’aceto (Drosophila melanogaster) è una specie cosmopolita, tuttavia è originario dell’Africa e dell’Asia.
  •  Vive dei parchi, nei giardini, nelle case , birrerie, mercati, vicino ai contenitori dei rifiuti organici, ed è chiamato moscerino dell’aceto per i danni economici che può causare proprio alle fabbricazioni di aceto, inoculando le sue uova nella cosiddetta “madre”dell’aceto, nutrendosi del lievito.
  •  Il moscerino della frutta causa anche gravissimi problemi quando la sua infestazione attacca ristoranti e bar.

Morfologia:

  •  Il 70% dei geni della Drosophila melanogaster sono uguali a quelli dell’uomo, viene perciò molto utilizzato nella ricerca scientifica e medica.
  •  Il moscerino della frutta quando adulto misura intorno ai 3 mm di lunghezza.
  •  Nella mosca della frutta, sono facilmente distinguibili i maschi dalle femmine, in quanto i maschi hanno l’addome scuro, tondeggiante e peloso.
  •  Nel maschio è pelosa anche una zampa posteriore per favorire la copulazione.
  •  Le larve del moscerino dell’aceto sono bianche, vermiformi, segmentate, con l’apparato boccale nero, e mangiano in continuazione.
  •  L’adulto del dittero Drosophila melanogaster,  ha due paia di ali come le mosche.

Ciclo vitale:

  •  Il ciclo vitale della mosca della frutta è breve, dura circa 10-12 giorni.
  •  La femmina di Drosophila melanogaster emette ferormoni che attirano i maschi della specie.
  •  Durante l’accoppiamento che avviene dopo una curiosa danza, il maschio del moscerino dell’aceto emette uno spermatozoo dieci volte più grande del suo corpo.
  •  Subito dopo la femmina del dittero comincia a deporre le uova (circa 20 al giorno) che si schiudono diventando larve in 24 ore circa, dando origine ad una rapida infestazione di moscerini della frutta.
  •  Lo stadio larvale dura circa 4 giorni, in quanto la pupa della mosca comincia a svilupparsi cambiando dall’interno la forma della larva.
  •  Solo quando le ali si stendono completamente la pupa del moscerino dell’aceto esce dalla camera pupale.

Abitudini:

  •  E`necessaria molta igiene per controllare le infestazioni della mosca della frutta, visto che le sue piccolissime larve si possono facilmente annidiare tra i mop e gli stracci umidi, con i quali appunto si puliscono pavimenti e superfici ed essere cosí trasportate ovunque.
  •  Oltre che nutrirsi di tutta la materia organica in decomposizione, il moscerino dell’aceto si nutre di lievito, questo è uno dei motivi dei danni causati dal moscerino alle fabbriche produttrici di aceto, egli si nutre del lievito necessario alla formazione della materia prima.

Pertanto il primo passo nella lotta al moscerino dell’aceto è l’igiene, in caso di infestazioni gravi alle derrate, data la rapidità dello svolgersi dell’infestazione è bene chiamare e consultare al più presto una ditta specializzata in disinfestazioni di derrate alimentari, che possa, attraverso il parere di un esperto biologo, consigliarvi una disinfestazione proattiva e risolvere di immediato il problema di infestazione della azienda.

Tignola fasciata della farina – Plodia Interpunctella

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Tignola fasciata della farina – Plodia Interpunctella

Lepidotteri

Habitat:

  •  Il lepidottero infestante delle derrate chiamato popolarmente: Tignola fasciata della farina (Plodia interpunctella) è cosmopolita, anche se in inglese è definita come “indiana” molto probabilmente si fa riferimento al bel motivo disegnato sulle sue ali, che ricorda l’arte di quel paese.
  •  La causa del diffondersi di questa infestazione alimentare è da ricondursi  ad una sorta di “passaggio” che la tignola fasciata prende all’interno di merci imballate in giro per il mondo, soprattutto nei mesi estivi.
  •  La Plodia Interpunctella infesta non solo le nostre case, ma ristoranti, negozi di alimentari, magazzini, negozi di animali, aziende produttrici di sementi, mulini.

Morfologia:

  •  Con le ali chiuse, a riposo, la Falena fasciata della farina misura tra gli 8 e i 10mm di lunghezza con un’apertura alare di 14-20mm.
  •  I bordi esterni delle ali superiori di questo insetto lepidottero infestante sono color bruno-rossastro, così come le “fasce”, mentre l’area interna è di colore giallo chiaro.
  •  Le ali inferiori sono  biancastre e, ambedue, brevemente frangiate, come per molte altre falene.
  •  Le larve o “bruchi” della Plodia Interpunctella sono lunghi circa 12 mm al raggiungimento della maturità.
  •  La  larva  della Tignola fasciata ha l’apparato masticatore scuro e il corpo bianco sporco.
  •  Le uova di questo insetto infestante delle derrate sono color grigio chiaro quasi bianco, e lunghe da 0,3 a 0,5 mm

larva della Tignola fasciata della farina

Ciclo vitale:

  •  La falena femmina della Tignola fasciata depone tra 60 e 300 uova, sul più  vicino prodotto alimentare che trova.
  •  Le uova si schiudono in 2-8 giorni, considerando come temperatura ideale; 14 ° C.
  •  Ci vogliono tra le 4 e le 7 mute affinché le larve della Plodia interpunctella raggiungano la maturità
  •  La pupa di quest’insetto infestante delle derrate è normalmente in un bozzolo sciolto, di colore marrone giallastro che, alle volte, viene addirittura riusato da altre larve.
  •  La Plodia interpunctella sverna, generalmente, allo stadio di larva.
  •  Le larve pronte a impuparsi, alle volte “migrano” a notevoli distanze dalla loro primitiva  fonte di cibo, ampliando in modo grave l’infestazione degli alimenti.
  •  Spesso la larva della Tignola fasciata della farina trova il suo sito d’impupamento in crepe e fessure, altre invece, i bruchi strisciano sui muri  dove, tra la parete e il soffitto filano il loro bozzolo dal quale emergeranno poi, come nuove falene adulte.

Abitudini:

  •  Questa falena infestante dei prodotti alimentari la vediamo spesso svolazzare a zigzag  nelle nostre cucine e dispense
  •  La Tignola fasciata della farina vola per lo più di notte ed è attratta dalle luci.
  •  Il danno agli alimenti, che questo lepidottero infestante causa, è provocato dalla filatura dei fili di seta, che quasi invisibili legano in un’immensa rete, un grano all’altro.
  •  I cibi preferiti della Plodia Interpunctella, parassita delle derrate sono: frutta secca, cioccolato, prodotti cerealicoli, semi per uccelli, cibo per cani, cibo per pesci, cracker e pasta.
  •  Nei silos e magazzini di stoccaggio delle derrate, l’alimentazione e di conseguenza l’infestazione della falena fasciata della farina avviene per fortuna nella parte superficiale.

Nella lotta alla Plodia interpunctella si utilizzano spesso le trappole a base di ferormoni, che nel caso d’infestazione dovuta alla falena fasciata su larga scala si usano soprattutto per il monitoraggio della popolazione e, per stabilire il tipo giusto di trattamento di disinfestazione e l’entità del trattamento stesso.

Consultare sempre una ditta di disinfestazioni alimentari, e insistere quando possibile per una disinfestazione proattiva.

Tignola grigia della farina – Ephestia kuehniella

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Tignola grigia della farina – Ephestia kuehniella

Lepidotteri Pyralidi

Habitat:

  •  La Tignola grigia della farina (Ephestia kuehniella) è lepidottero infestante originario dell’India.
  •  Apparso per la prima volta in Europa intorno al 1877 in una partita di grano americano, ormai si può considerare cosmopolita.
  •  La Tignola grigia delle derrate, insieme ad altri lepidotteri della specie Pyralis, è tra i più importanti insetti infestanti dei mulini, degli impianti di macinazione del mais, panetterie e ogni tipo di deposito di stoccaggio o di trasformazione della farina.
  •  Le infestazioni dell’Ephestia kuehniella si verificano maggiormente nei paesi sub-tropicali e di clima temperato del mondo, dove le temperature medie sono intorno ai 20 ° C – 25 ° C.

Morfologia:

  •  Le falene adulte dell’Ephestia kuehniella sono lunghe tra i 10 e i 14mm, con un’apertura alare di 20-22mm.
  •  Le ali superiori della falena grigia della farina sono di colore blu-grigio, con lievi righe più scure e piccole macchioline verso la parte finale delle ali.
  •  Le ali inferiori, sono invece di colore biancastro, entrambe bordate con una corta frangia.
  •  Il capo, il protorace e la parte terminale dell’addome della Tignola grigia della farina, sono grigi tendenti allo scuro.
  •  Le Larve di questo lepidottero infestante sono bianco crema e lunghe 16 millimetri circa.
  •  La larva dell’Ephestia kuehniella ha piccoli ciuffi di peli e alcune brevissime zampe.
  •  La pupa quando ancora immatura è gialla, poi poco prima di trasformarsi in falena assume un colore rossastro.

Ciclo Vitale:

  •  La femmina della falena depone circa 350 uova, che si schiuderanno tra i 4 e i 28 giorni.
  •  Le larve vivono e quindi si nutrono del cibo che infestano, così si impupano negli stessi alimenti infestati  e rimangono nel loro bozzolo a volte per tutto l’inverno, dipendendo dalla temperatura.
  •  La crisalide della Tignola grigia, appare come un bozzolo sericeo tra le derrate conservate.
  •  Il Ciclo vitale dell’Ephestia kuehniella da uovo ad adulto, generalmente si compie in circa due mesi.
  •  Ogni anno il numero delle generazioni di Falena grigia delle derrate, varia a seconda delle condizioni climatiche ed ambientali, ma come minimo se ne sviluppano tre.
  •  Condizione primaria è la temperatura che non può essere superiore ai 35 º C.
  •  Gli adulti della Tignola grigia vivono poco (circa 14 giorni), non mangiano, e passano il tempo svolazzando vicino alle coperture.

 

bozzolo della tignola grigia

Abitudini:

  •  Le falene adulte sono  solitamente attive la sera e alla mattina presto.
  •  Di preferenza, le larve di questo lepidottero infestante delle derrate si nutre di alimenti a base di farina di frumento, crusca, cereali, semi, pasta, frutta secca, cacao, noci, mandorle, farine di fagioli, arachidi, frutta secca, funghi secchi, cioccolata e molte altre cose.
  •  L’infestazione dovuta alla Tignola grigia e ad altri lepidotteri della specie è sicuramente un segno di scarsa pulizia, infatti, troviamo questa falena anche nei sacchi dove si raccoglie la polvere, nei silos o nei contenitori di farina, ovunque rimangano residui.
  •  Altro pericolo di questa infestazione è dovuto all’intasamento dei macchinari o dei tubi degli stessi, a causa dei bozzoli serici (crisalidi) che possono formare delle masse compatte, e servire da copertura per altri insetti infestanti delle derrate alimentari immagazzinate.
  •  Una volta che il prodotto è stato infestato, non è più commerciabile.

Esistono svariati sistemi per attuare una disinfestazione adeguata all’ambiente e all’alimento infestato; dalle fumigazioni a una disinfestazione ecologica, utilizzando un certo tipo di vespe che si nutrono delle larve di lepidotteri infestanti, e trappole a base di ferormoni.

Comunque è sempre bene consultare una ditta specializzata in disinfestazioni di prodotti alimentari e prevenzioni per lo stoccaggio di alimenti.

Punteruolo del grano – Sitophilus granarius

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Punteruolo del grano – Sitophilus granarius

Coleotteri Curculionidi

Habitat:

  •  Il Punteruolo del grano (Sitophilus granarius) è un coleottero infestante delle derrate alimentari, cosmopolita, che ama le zone di clima temperato e freddo.
  •  Questo coleottero infestante si trova facilmente all’interno dei depositi o magazzini di stoccaggio dei cereali.
  •  Il Punteruolo del grano è chiamato così anche perché causa gravi danni alle cariossidi (buccia del seme).
  •  Il Sitophilus granarius, si ciba dei cereali infestati, sia nella fase adulta che in quella di larva.
  •  Non volando, preferisce insinuarsi sotto la superficie degli alimenti infestati.
  •  Il Punteruolo del grano ama il buio e rifugge la luce.

Morfologia:

  •  I Punteruoli del grano hanno il corpo lungo circa 3-5 mm e di colore marrone castagno, più o meno scuro. Il loro corpo ha forma allungata, un poco incavata nella parte inferiore.
  •  I Coleotteri Curculionidi a differenza di altri coleotteri, non possiedono il secondo paio di ali e sono perciò inabili al volo:
  •  L’esoscheletro del loro corpo ha un aspetto simile ad un metallo punzonato, ricoperto di piccoli fori, e da ognuno di questi fori emerge un’unica spessa e corta setola gialla.
  •  Gli occhi del Sitophilus granarius sono abbastanza piccoli e separati da una specie di rostro che è poi la caratteristica più peculiare dei coleotteri curculionidi, detta clipeo.
  •  La larva del punteruolo del grano ha un aspetto vermiforme con tegumenti molli e di colore biancastro.

Ciclo Vitale:

  •  La stagione riproduttiva del Punteruolo del grano inizia in primavera.
  •  Ogni femmina di Sitophilus granarius depone in media 2-3 uova al giorno, arrivando ad un totale di 350 circa, durante un periodo di 7-9 mesi.
  •  La femmina di questo coleottero infestante dei cereali depone le sue uova all’interno dei cereali infestati attraverso un piccolo buco scavato usando il rostro (clipeo) .
  •  La schiusa delle uova del punteruolo del grano, avviene dopo 4-15 giorni. In una temperatura ideale di calore e umidità ovviamente il processo è molto rapido.
  •  La larva di Sitophilus granarius si sviluppa in 20-40 giorni, essa si ciba svuotando il cereale dall’interno piano piano, di modo che da fuori è difficile accorgersi del danno, infatti, lascia intera la cariosside delle granaglie infestate.
  •  La larva del Punteruolo del grano una volta matura, si rinchiude nella sua cella pupale e vi rimane per 5-20 giorni circa.
  •  Una volta formatosi l’adulto, questo si apre un varco con il rostro (clipeo) nella cariosside, ed esce.
  •  Il completamento dell’intero ciclo vitale del Punteruolo del grano avviene in circa 1 mese.

Abitudini:

  •  Questa specie di coleotteri curculionidi infestanti delle derrate alimentari, è particolarmente dannosa, sia perché, degli alimenti infestati si nutrono non solo le larve ma anche gli adulti, e sia per la lunga durata della vita degli adulti (12-14 mesi) e, di conseguenza, dei danni dovuti all’infestazione.
  •  Il Punteruolo del grano infesta preferibilmente tutti i tipi di cereali compreso il riso, ma può attaccare all’occorrenza anche manioca, castagne secche, paste alimentari o, in alcuni casi  anche le leguminose come piselli, ceci e fagioli.

Questo strano insetto con un rostro (detto clipeo) a forma di proboscide appartiene alla famiglia del punteruolo del riso, e del famigerato punteruolo della palma che tanti danni sta causando al paesaggio dei lungomari Italiani, emergenza così sentita che ormai è diventato obbligatorio per legge denunciare e iniziare una disinfestazione proattiva immediatamente sulle piante colpite.

Imparando a  distinguerli da altri insetti infestanti delle derrate, impareremo a difendersi da loro. Importante è rivolgersi subito a un’impresa specializzata in disinfestazioni di prodotti alimentari in stoccaggio o durante il processo di fabbricazione vero e proprio.

Coleottero Kaphra – Trogoderma granarium

INFESTANTE DELLE DERRATE

Coleottero Kaphra –  Trogoderma granarium

Coleotteri dermestidi

Habitat:

  •  Il Trogoderma granarium (erroneamente definito trigoderma) , teme il freddo.
  •  Il Coleottero Kaphra, dovuto allo scambio di mercanzie ormai globalizzato, dai primitivi paesi di origine si e’ diffuso in quasi tutte le zone caldo-temperate della terra.
  •  Ancora non si segnalano casi nell’America del Sud.
  •  In Italia,  il coleottero infestante Trogoderma  pur essendo stato incontrato per la prima volta nel 1953 in una partita di grano infestato proveniente dal Vicino Oriente, non sembra ancora  molto diffuso.

 

Morfologia:

  •  Coleottero Kaphra adulto varia da 1,5 a 3 mm. di lunghezza, in questa specie la femmina è decisamente più grande del maschio.
  •  Il corpo del Trogoderma granarium ( o Trigoderma) ha forma ovale e un poco convessa.
  •  Il Kaphra è coperto da fitti e corti peli dorati , e’ di colore bruno con leggere macchie sulle elitre.
  •  La larva  di questo infestante delle derrate alimentari,  quando è matura ha un colore rossastro macchiato  con bande trasversali piu’ scure.
  •  La larva del Trogoderma granarium è  molto pelosa e con ciuffo di peli  decisamente più lunghi all’estremità dell’addome
  •  Il corpo della larva del coleottero Kaphra è lungo 5- 6 mm. circa.

larva di Trogoderma granarium

Ciclo Vitale:

  •   La femmina di questo coleottero infestante depone circa 40-70 uova direttamente sopra il substrato che servirà alle future larve per alimentarsi (pabulum).
  •   Le larve di Trogoderma granarium  si sviluppano subendo da 4 a 10 mute fino alla maturazione, e quindi all’impupamento.
  •   Le larve del coleottero infestante Kaphra,  quando si trovano in condizioni ambientali sfavorevoli (freddo e eccessiva umidità), si riuniscono in gruppi  numerosi, nascondendosi all’interno delle screpolature e di qualsiasi rifugio esistente sulle pareti dei locali di stoccaggio delle derrate.

 

Abitudini:

  •  In realtà sono solo le larve del Trogoderma (Trigoderma) nelle loro fasi di maturazione che causano i maggiori danni ai prodotti alimentari infestati.
  •  Oltre ai cereali e loro derivati, il coleottera Kaphra  puo’ attaccare prodotti vegetali oleaginosi, i semi delle leguminose, latte in polvere e farina di pesce.
  •  I peli delle larve del Trogoderma granarium si incontrano in abbondanza sulle derrate alimentari attaccate dato che si staccano dal loro corpo facilmente.

Anche se sappiamo poco su questo coleottero infestante le derrate,  è sempre importante prestare attenzione a qualsiasi aspetto strano esse possano assumere, soprattutto nei locali di immagazzinamento.
Rivolgersi a ditte specializzate in disinfestazioni di prodotti alimentari in fase di stoccaggio, per avere un idea precisa di come difendersi ecologicamente e prevenire l’infestazione ancor prima che si manifesti.

Tribolio rosso – Tribolium castaneum

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Tribolio rosso (o castano, o delle farine) – Tribolium castaneum

Coleotteri  tenebrionidi

Habitat:

  •  Il Tribolio castano, anche chiamato Tribolio delle farine è cosmopolita.
  •  Non sopporta temperature superiori ai 40°C ne inferiori ai 7°C, anche se resiste bene agli ambienti secchi.
  •  Il Tribolio castaneum, coleottero infestante della farina, si trova sempre in posti associati con alimenti conservati, quindi  infesta magazzini di stoccaggio, mangimifici animali, e ancora più spesso troviamo il Tribolio rosso come infestante dei mulini.

Morfologia:

  •  Il Tribolio castano come il Tribolio confuso (tribolio nero), appartengono ai coleotteri tenebrionidi.
  •  Il corpo è del colore della ruggine e ha  dimensioni comprese tra i 3 ed i 4 mm.
  •  Il Tribolio delle farine presenta antenne costituite da 10 segmenti, dove gli ultimi 3 formano una clava ben distinta, particolare utile che lo distingue dal simile Tribolium confusum.
  •  Le larve del Tribolio rosso, sono di colore bianco sporco e hanno una lunghezza massima di 5 mm.

Ciclo vitale:

  •  L’accoppiamento del Tribolio castano avviene 2 giorni dopo l’uscita dell’adulto dalla camera pupale.
  •  Ciascuna femmina del Tribolio delle farine depone 200-500 uova separata dalle altre femmine, 2-10 al giorno, durante un lungo periodo di circa 200 giorni, e sono deposte direttamente sul substrato che farà da cibo alle future larve (pabulum).
  •  Le uova del Tribolio castaneum si schiudono dopo circa una settimana.
  •  Le larve del Tribolio rosso appena schiuse, cominciano a nutrirsi  del pabulum durante un mese circa, impupandosi in seguito all’interno della derrata infestata.
  •  Questo ciclo di sviluppo si svolge per lo più nell’arco di 40 giorni.

Abitudini:

  •  Il Tribolio rosso, insetto infestante delle derrate, è un buon volatore, che si sposta con facilità.
  •  Questo coleottero infestante delle derrate, colonizza preferibilmente derrate polverulente e ricche di amidi.
  •  Il Tribolio delle farine, è polifago ma predilige; farine, semole e crusche.
  •  Si nutre però delle più svariate sostanze di origine vegetale come: arachidi, ricino, sesamo, lino, leguminose, frutta secca, cacao, e cioccolato, e ai tropici anche di manioca.
  •  Le farine infestate dal Tribolio castaneum  assumono in breve tempo un colore rosa scuro, un odore sgradevole, rilasciato dalle secrezioni ormonali dello stesso insetto.
  •  È sufficiente il protrarsi di un infestazione da parte del Tribolio rosso per 2-3 mesi, per alterare irreparabilmente le farine e renderle inadatte alla panificazione.

Anche nel caso del Tribolio delle farine una disinfestazione ecologica studiata sulla base della temperatura di sopravvivenza dell’insetto infestante, una volta identificato con precisione, sembra la soluzione più consona.
Comunque ripetiamo, è sempre importante consultare una ditta specializzata in disinfestazioni alimentari su larga scala, che rispetti le leggi e la normativa in materia soprattutto trattandosi di derrate alimentari infestate, destinate all’uso del grande pubblico consumatore.

Struggigrano – Tenebroides mauritanicus

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Struggigrano- Tenebroides mauritanicus

Coleotteri Tenebrionidi

Habitat:

  •  Di origine africana, Il Tenebroides mauritanicus anche chiamato Struggigrano, è ora un insetto infestante delle derrate a tutti gli effetti cosmopolita.
  •  Lo Struggigrano si può trovare nei silos e nei mulini, tutti i magazzini insomma, dove vengono stoccati i cereali.
  •  Le larve di Tenebroides mauritanicus riescono facilmente a bucare anche il legno, vari tipi di confezioni come i sacchi di iuta e plastica , causando danni al deposito, oltre che al prodotto.
  •  Preferiscono le zone scarsamente illuminate con crepe e fessure per nascondersi dentro.
  •  Lo Struggigrano può anche essere un parassita nella dispensa della nostra casa, dove gli adulti e larve di questo infestante coleottero tenebroide, si nutrono di cereali, noci, frutta secca

Morfologia:

  •  L’adulto dello Struggigrano è un insetto nero lucido con un corpo allungato e leggermente schiacciato, può raggiungere anche i 11 mm di lunghezza.
  •  Tra il torace e la parte delle elitre questo coleottero infestante presenta un deciso “giro vita”.
  •  La loro corrazza lucente è diciamo testurizzata con tanti piccoli puntini, questo alle volte dà allo Struggigrano un effetto quasi argentato.
  •  Il Tenebroides mauritanicus è un Coleottero che presenta un pronoto ben sviluppato e ha due antenne segmentate ma non clavate, di media lunghezza.
  •  La larva di questo coleottero infestante degli alimenti và dal colore bianco al grigio pallido, con una testa nera, due paia di macchie nere sul dorso e due corna nere in punta dell’addome, possono raggiungere i 20 mm di lunghezza.

larva di struggigrano

Ciclo vitale:

  •  Le femmine di Struggigrano depongono le uova nella farina nel grano, cioè direttamente nel cibo di cui si dovranno nutrire le larve che nasceranno (pabulum).
  •  Le uova di Tenebroides mauritanicus vengono deposte a gruppi di alcune decine.
  •  Le larve che nasceranno si nutriranno dei semi; esse dapprima vi penetrano quindi, consumato l’interno, usciranno per nutrirsi della parte esterna.
  •  Quando le larve di Struggigrano sono completamente sviluppate, si impupano tra i detriti, queste “camere pupali” possono essere realizzate anche dentro il legno delle casse contenenti le derrate alimentari infestate.
  •  L’adulto di Tenebroides mauritanicus, può vivere anche due anni.
  •  Lo Struggigrano, coleottero infestante dei prodotti alimentari,  può compiere 1-2 generazioni all’anno.

Abitudini:

  •  Una preferenza di questo coleottero tenebroide infestante è importante da notare, essi preferiscono deporre le uova sotto le falde dei cartoni.
  •  Potendo mordere attraverso sacchi e pacchi di carta e legno, consentono purtroppo, l’accesso ad  altri insetti infestanti delle derrate alimentari.
  •  Lo Struggigrano è anche carnivoro e attacca anche le larve di altri insetti infestanti del grano, in particolare della Plodia Interpunctella (Tignola fasciata) e  del Oryzaephilus surinamensis ( Silvano dentellato), cibandosi anche dei resti di quelli morti.
  •  Il Tenebroides mauritanicus è considerato anche un grave parassita nelle fabbriche di tabacco. Qui, la sua infestazione si manifesta nelle balle di tabacco secco, dove questo coleottero infestante, si aggira in cerca di larve d’insetti.
  •  Come dicevamo sopra, questo parassita delle derrate, facilmente costruisce la sua camera pupale nel legno o in bidoni vuoti, potendovi rimanere per mesi indisturbato, per poi riemergere e reinfettare il grano fresco collocato in questi contenitori.

 

La disinfestazione chimica contro Il tenebroides mauritanicus viene effettuata di solito dalle ditte di disinfestazioni, utilizzando fumiganti o insetticidi ad azione residuale. Questo tipo di disinfestazione, può essere fatta sia con infestazioni in atto che, come disinfestazione preventiva con i locali vuoti.

Attualmente però la conservazione delle derrate alimentari si sta orientando sull’impiego di due nuove tecnologie di disinfestazione ecologica: l’atmosfera controllata e la refrigerazione.

  •  La prima si realizza per esempio, inserendo Anidride carbonica o Azoto nei locali di conservazione degli alimenti.
  • La refrigerazione controllata invece è un tipo di disinfestazione ecologica che presuppone una individuazione esatta dell’insetto da disinfestare, e un alto conoscimento del suo processo metabolico. Cosa questa che, una buona ditta specializzata in disinfestazioni alimentari, potrà senz’altro illustrarvi e ben preventivarvi.

Tenebrione mugnaio (verme della farina) – Tenebrio molitor

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Tenebrione mugnaio (verme della farina) – Tenebrio molitor

Coleotteri tenebrionidi

 

Habitat:

  •  il Tenebrione mugnaio o Verme della farina (Tenebrio molitor)è il più grande tra i coleotteri infestanti delle derrate alimentari.
  •  È diffuso in tutto il mondo, ossia cosmopolita.
  •  In Italia e in tutte le regioni temperate, il Tenebrio molitor normalmente completa una sola generazione all’anno.
  •  I coleotteri adulti di Tenebrione mugnaio, rifuggono la luce, comunemente costruiscono il loro nido all’interno dei magazzini e degli impianti di essiccazione dei cereali, vicino ai mulini e pastifici. Sono sintomatici della poca e rara pulizia dei locali infestati.
  •  Tuttavia, poiché le larve del Verme della Farina possono nutrirsi anche di guano ed altri tipi di deiezioni, questo insetto può risultare infestante anche negli allevamenti di pollami.

 

Morfologia:

  •  Il corpo del Tenebrione mugnaio adulto arriva a misurare 13-20 mm di lunghezza.
  •  Il Tenebrio molitor presenta inoltre una corporatura ovale allungata ed è di colore generalmente tendente al nero brillante.
  •  Le elitre presentano evidenti scanalature longitudinali, con antenne mediamente lunghe e non clavate.
  •  Le Larve del Verme della farina, si alimentano del cibo sopra le quali le uova sono state depositate, questo tipo di substrato viene detto “pabulum” e scelto dalla femmina di Tenebrione.
  •   Attraverso numerose mute le larve del Verme della farina, alimentandosi del pabulum, crescono di dimensione e  al termine del loro sviluppo, possono superare i 28 mm di lunghezza.
  •  Il periodo pupale del Tenebrio molitor  varia a seconda della temperatura, da un minimo di 8 giorni ad un massimo di 13.
  •  Gli adulti di Tenebrione mugnaio, sopravvivono in genere 2-3 mesi

 

larva del Verme della farina

Ciclo vitale:

  •   Le femmine di questo coleottero tenebrione infestante, nel corso della loro vita adulta,  arrivano a deporre da 85 a 520 uova sistemandole in piccoli gruppi all’interno del cibo infestato.
  •   Dopo 5-15 giorni di incubazione, dalle uova del Tenebrione mugnaio, fuoriescono piccole larve di colore giallo e dalla caratteristica forma di verme (dette appunto Vermi della farina).
  •  Questo Verme della farina in forma di larva è particolarmente apprezzato per il nutrimento di rettili e di uccelli domestici.
  •  Il susseguente periodo come pupa invece, varia in funzione della temperatura,  e può durare da un minimo di 8 giorni, ad un massimo di 13.

Abitudini:

  •  il Tenebrione mugnaio è un buon volatore, rifugge la luce e si sposta preferibilmente sul far della sera per raggiungere magazzini, sili, o mulini dove sono presenti le sostanze di cui si nutre
  •  Si nutre con piacere di sfarinati, crusche, paste alimentari, biscotti, spezie, pane secco.
  •  Il Tenebrio molitor, pur nutrendosi di uno svariato numero di sostanze alimentari, anche di origine animale (come carne essiccata, corna e cuoio), è considerato un insetto infestante principalmente delle farine e di tutti i  prodotti derivati dalla lavorazione dei cereali.

L’aspetto più grave di una infestastazione, da parte del Tenebrio molitor riguarda la contaminazione e le eiezioni dello stesso insetto infestante, più che la distruzione quantitativa del prodotto alimentare in se.
Se consideriamo che il ciclo vitale del Tenebrione mugnaio è diciamo relativamente “lungo” rispetto a quello di altri insetti infestanti dei prodotti alimentari, dobbiamo dedurne che la sua infestazione deriva da una prolungata assenza di pulizia e igiene nei locali infestati.

Tutto questo ovviamente può accadere, dipendere da una cattiva volontà da parte del personale addetto o semplicemente dall’ignoranza nei sistemi di prevenzione per una disinfestazione efficacemente continuativa nel tempo.
Procuriamo rapidamente una ditta specializzata in disinfestazioni alimentari, se possibile ancora prima di scegliere un posto adatto dove stoccare o dare l’avvio alla nostra attività alimentare.

Silvano dentellato e Silvano comune – Oryzaephilus surinamensis

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Silvano dentellato e Silvano comune – Oryzaephilus surinamensis

Coleotteri Silvanidi

Silvano dentellato

 

 Silvano comune

Habitat:

  •  Il Silvano dentellato (Oryzaephilus surinamensis) è un piccolo insetto cosmopolita originario delle regioni e temperature calde, dei climi tropicali.
  •  Il Silvano dentellato e il Silvano comune, sono tra le specie infestanti più comuni negli ambienti di immagazzinamento e lavorazione delle derrate, specialmente in quei luoghi dove vige scarsa igiene e accumulo di detriti.
  •  L’Oryzaephilus surinamensis è capace di entrare anche nei cibi confezionati grazie alle sue ridotte dimensioni, complicando così  la sua disinfestazione.

Morfologia:

  •  La larva dei coleotteri silvanidi infestanti delle derrate, è cilindrica, di aspetto vermiforme e di colore bianco-giallastro e presenta tre paia di zampe toraciche e il capo piccolo.
  •  Il Silvano dentellato ha un colore bruno ruggine scuro.
  •  Il colore del Silvano comune invece, tende  di più al rossastro.
  •  Ambedue sono di minuscole dimensioni , dai 2,5 ai 3 mm, la loro corporatura è stretta, piatta ed allungata.
  •  Il Silvano dentellato(Oryzaephilus surinamensis) presenta un pronoto ovale irto solo lateralmente di prominenze aguzze.
  •  Il Silvano comune invece ha un pronoto più trapezoidale, con scanalature longitudinali irte ovunque di prominenze appuntite.
  •  I due coleotteri silvanidi in questione hanno antenne clavate composte da 11 segmenti.

larva di Silvano

Ciclo vitale:

  •  Il Silvano dentellato come il Silvano comune sono specie molto sensibili alla temperatura specialmente durante il periodo riproduttivo che varia sensibilmente in funzione anche   dell’umidità.
  •  Ciascuna femmina di Oryzaephilus surinamensis fecondata, depone quindi da 150 a 300 uova, che sono deposte  direttamente sull’alimento del quale si nutriranno poi le larve, schiudono in 7-10 giorni.
  •  Le larve di Silvano, hanno una lunghezza compresa tra gli 0,9 ed i 3 mm, si alimentano per circa 6-10 settimane.
  •   Arrivate a maturazione si impupano in una celletta costituita di detriti e pezzetti di cibo cementati con la saliva.
  •  L’adulto di Silvano comune o dentellato, che fuoriesce dal bozzolo dopo circa 1-3 settimane, ha un’aspettativa di vita di circa 6-10 mesi.
  •   In Italia si presentano solitamente da 2 a 4 generazioni per anno di coleotteri silvanidi infestanti.

Abitudini:

  •  Gli adulti di Silvano dentellato, raramente volano, ma sono comunque molto attivi e ottimi camminatori.
  • I Coleotteri silvanidi infestanti, mangiano una grande varietà di alimenti, dal frumento al riso, orzo, mais, farine secche, resti di paste alimentari, frutta secca, legumi secchi, semi oleaginosi e derivati, caffè, e cacao, non disdegnano neanche il tabacco, i vegetali essiccati e le spezie.
  •  D’altra parte è accertato quasi sempre che le infestazioni di Silvano dentellato e di Silvano comune soprattutto nei cereali, avvengono dopo che questi sono già stati attaccati da altri insetti infestanti, in quanto i Silvanidi sono incapaci di perforare da soli le cariossidi dei cereali sani.

La disinfestazione preventiva, soprattutto per le aziende di produzione degli alimenti, raccomanda di adottare alcune tecniche specifiche affinché questo tipo di infestazioni non avvengano.

Queste tecniche di disinfestazione variano ovviamente da insetto a insetto, è quindi di fondamentale importanza consultare ditte specializzate in disinfestazioni alimentari e aziendali.

Anobio del pane – Stegobium paniceum

INFESTANTI DELLE DERRATE

Anobio del pane
Stegobium paniceum

Habitat:

  • L’Anobio del pane (Stegobium paniceum), è conosciuto anche con il nome di Tarlo dei biscotti.
  • Cosmopolita.
  • Tra le molte altre cose che mangia l’Anobio del pane ama molto gli amidi,  per questo che lo incontriamo spesso come insetto infestante dei pastifici.
  • Il Tarlo dei biscotti è considerato come uno dei più comuni infestanti dei prodotti farinacei secchi e compatti come pane, cracker, paste alimentari e biscotti.
Tarlo dei biscotti stegobium paniceum
Coleotteri Anobidi

Morfologia:

  • La larva dello Stegobium paniceum, quella che fa più danni alle derrate alimentari, ha  il corpo arcuato e di colore bianchiccio, presenta tre paia di piccole zampe toraciche.
  • Le larve dell’Anobio del pane hanno dimensioni ridottissime, da 0,15 a 0,5 mm, praticamente invisibili ad un occhio inesperto.
  • Gli insetti adulti del Tarlo dei biscotti, assomigliano a quelli di altri coleotteri anobidi, dai quali si differenziano per le dimensioni leggermente superiori ,fino a 4 mm.
  • Gli Insetti adulti dell’Anobio del pane, hanno le elitre attraversate longitudinalmente da numerosi piccoli solchi simili a quelli del Tarlo comune del legno.
  • Il colore dello Stegobium paniceum adulto varia sui toni del bruno-rossastro, ed è ricoperto da una corta e fitta peluria.

Ciclo Vitale:

  • Ciascuna femmina di Anobio del pane depone in genere da 20 a 100 uova direttamente sul cibo che dovranno consumare in seguito le larve, o comunque nelle sue immediate vicinanze,  in piccoli gruppi di 4-5 uova alla volta.
  • Una volta schiuse, le larve dell’insetto iniziano a procurare il cibo riuscendo a penetrare all’interno delle confezioni anche attraverso fessure microscopiche, dovuto appunto alle loro piccolissime dimensioni.
  • Le larve dell’Anobio del pane, sono inoltre molto resistenti, e riescono a sopravvivere senza nutrimento con una bassissima umidità ambientale, per diversi giorni , di solito fino ad 1 settimana.
  • La larva dello Stegobium paniceum continuano crescendo all’interno dell’alimento, per poi impuparvisi per un periodo che varia dai 12 ai 18 giorni , dentro una cella  pupale costruita dalla larva utilizzando  particelle di cibo cementate con la saliva.
  • L’intero ciclo vitale del cosiddetto Tarlo dei biscotti, si svolge in genere nell’arco di 3-5 mesi.
  • L’Anobio del pane  può sviluppare da 1 a 4 generazioni all’anno.

Abitudini:

  • l’Anobio del pane è anche un importante infestante della carta, pelli, legno, spezie, camomilla ma soprattutto di sostanze di origine vegetale ricche di amido.
  • Molto spesso lo Stegobium paniceum è anche un infestante delle dispense domestiche, che raggiunge nella sua fase di adulto volando.
    Sono quindi, mobili e attivi volatori, capaci di spostarsi  infestando locali diversi anche a discreta distanza dal focolaio larvale.
  • Gli adulti del tarlo dei biscotti, quando pronti, fuoriescono attraverso fori molto simili a quelli dei tarli del legno, pertanto, perfettamente rotondi e del diametro di circa 1,5 mm.
  • L’Anobio del pane adulto, smette di alimentarsi, sopravvivendo fino a 6-8 settimane.

Viste le sue peculiari caratteristiche perforatrici e divoratrici, lo Stegobium paniceum è un coleottero infestante delle derrate, che può causare gravi danni all’economia alimentare.

Essendo la larva dell’Anobio del pane, meno sensibile dell’Anobio del Tabacco ai cambi rapidi di temperature, si raccomanda,  in caso di dubbio, di procedere rapidamente ad una disinfestazione capillare e proattiva, consultando ditte specializzate in disinfestazione di derrate alimentari.

Anobio del tabacco – Lasioderma serricorne

INFESTANTI DELLE DERRATE


Anobio del tabacco – Lasioderma serricorne

Coleotteri Anobidi

Habitat:

  •  l’Anobio del tabacco (Lasioderma serricorne) è un  coleottero anobio di origine tropicale.
  •  Essendo ormai cosmopolita, dovuto agli scambi commerciali, è oggi uno tra i più frequenti e dannosi insetti infestanti delle derrate alimentari, dei magazzini e dei supermercati.
  •  L’Anobio del tabacco, ai tropici, dove trova  le condizioni ottimali di sviluppo, può completare le 5-6 generazioni all’anno, mentre nei  climi Europei,  più temperati,  le generazioni di Lasioderma serricone si riducono a tre.

Morfologia:

  •  L’Anobio del tabacco è un coleottero anobio dal corpo di colore giallo-bruno tendente al rosso e dalle dimensioni comprese tra i 2,5 ed i 3 mm.
  •  Le elitre del Lasioderma serricone sono ricoperte da una leggera peluria e lisce.
  •  Le antenne del Tarlo del tabacco sono dentellate, e sono il carattere distintivo più evidente che può aiutare a riconoscere la specie.
  •  La larva dell’Anobio del tabacco si presenta come un piccolo verme bianco con corpo curvo coperto di setole.
  •  Ha tre paia di piccole zampe toraciche e sfumature, che vanno dal bianco al giallastro, con la testa marrone chiaro e mandibole nere.

Ciclo vitale:

  •  L’accoppiamento del Tarlo del tabacco avviene praticamente subito, appena due giorni dopo la nascita come adulto e già  48 ore dopo, la femmina depone le uova (da 45 a 120).
  •  La riproduzione di questo coleottero infestante delle derrate ha luogo nei mesi più caldi dell’anno.
  •  La femmina del Lasioderma serricone depone le uova direttamente sul substrato di alimento idoneo al nutrimento delle larve della specie.
  •  Le larve dell’Anobio del tabacco sono molto simili a quelle dei tarli del legno e, come loro, scavano numerose gallerie nel cibo di sezione perfettamente circolare.
  •  L’impupamento di questo insetto infestante ha luogo dentro di un fragile bozzolo costituito essenzialmente da rosura ed escrementi  che sono cementati attraverso la saliva.
  •  Questa camera di impupamento è incorporata nel materiale utilizzato come cibo, e una volta che lo sviluppo della larva è completato, ne esce un anobio adulto.

Abitudini:

  •  Il Tarlo del tabacco o Lasioderma serricone è un insetto infestante che mangia praticamente di tutto.
  •  Questo piccolo coleottero infestante attacca le derrate alimentari più disparate: frutta secca, tabacco,tessuti, farine, spezie, semi di varie piante, camomilla, pesce secco, fibre vegetali, pelo animale.
  •  L’Anobio del tabacco, affinché i suoi embrioni si sviluppino correttamente, abbisogna di temperature elevate e umidità.
  •  Le infestazioni di Anobio del tabacco sono comuni nei locali riscaldati e nei magazzini climatizzati per lo stoccaggio delle derrate alimentari.
  •  Tuttavia, temperature eccessivamente basse o troppo  elevate possono portare alla morte degli individui nell’arco di poche ore.
  •  Le larve dell’Anobio del tabacco, come dicevamo, sono in grado di perforare con facilità, grazie al robusto apparato boccale masticatore di cui sono dotate, quasi tutti i tipi di confezioni e involucri, penetrando in particolare in sigari, sigarette e nelle bustine in carta-filtro.

 

Viste le sue peculiari caratteristiche perforatrici e divoratrici, il Lasioderma serricone è un coleottero infestante delle derrate, che può causare gravi danni all’economia alimentare.

Sicuramente il metodo migliore di disinfestazione delle derrate alimentari contro l’Anobio del tabacco, è quello di variare rapidamente e drasticamente la temperatura del cibo, quando ovviamente sia possibile.

Molte volte però da questo procedimento, gli alimenti  possono risultarne irrimediabilmente alterati, nel sapore e nella qualità. Si raccomanda perciò di prendere contatto al primo manifestarsi dell’infestazione sulle derrate,  con una ditta specializzata in disinfestazioni alimentari.

Cappuccino dei cereali – Ryzopertha dominica

INFESTANTI DELLE DERRATE


Cappuccino dei cereali – Ryzopertha dominica

COLEOTTERI Bostrichidi

Habitat:

  •  La Rhyzopertha dominica volgarmente detta Cappuccino dei cereali, per la forma del pronoto,che ricorda il cappuccio di un frate, è una specie di origine tropicale, ormai cosmopolita.
  •  Si presuppone che l’origine geografica di molti Coleotteri Bostrichidi sia l’India o le sue immediate vicinanze.
  •  Purtroppo il Cappuccino dei cereali negli ultimi decenni, ha rappresentato uno degli insetti infestanti più dannosi per le derrate di grano immagazzinate.
  •  La capacità distruttiva della Rhyzopertha dominica è una delle più elevate tra quelle degli insetti infestanti i cereali.

Morfologia:

  •  La Rhyzopertha dominica ha una forma cilindrica, è un insetto lungo da 2,4 mm a 2,9 mm.
  •   Il colore del corpo del Cappuccino dei cereali è bruno tendente al rossastro scuro.
  •  Nella sua versione adulta, il capo è retratto nel protorace, ed ha la forma di cappuccio di frate.
  •  Le larve di Rhyzopertha dominica sono curve, arrotondate e con l’apparato boccale marrone.

Ciclo Vitale:

  •  La femmina depone tra le 300 e le 500 uova ad una velocità di 25 al giorno, ogni larva che nascerà starà poi sopra e dentro di un grano.
  •  Questo coleottero infestante dei cereali ha un ciclo vitale post-embrionale, che si svolge di norma, in quattro tipi di stadi larvali seguiti dagli stadi di prepupa e pupa.
  •  Il periodo di schiusa delle uova di Rhyzopertha dominica, può variare, in relazione alle condizioni ambientali e al periodo stagionale, da 5 a 20 giorni.
  •  Il primo stadio larvale, che insieme al secondo è quello più devastante per le derrate, muta dopo 21 giorni e varia entro un ampio intervallo che va da 8 a 47 giorni, in base alla disponibilità di nutrimento disponibile.
  •  Durante il secondo stadio larvale, come dicevamo sopra, la larva del Cappuccino dei cereali  pur essendo meno attiva e meno insaziabile che durante il primo stadio, ha comunque un notevole potere di locomozione e di conseguenza di espandere l’infestazione delle derrate.

Abitudini:

  •  Nei depositi di cereali, un ruolo rilevante viene svolto dal coleottero bostrichide Rhyzopertha dominica, molto diffuso nei centri di stoccaggio e tristemente noto come agente contaminante dei prodotti finiti.
  •  E` comunque difficile rendersi conto di un infestazione da Cappuccino dei cereali, l’unica cosa dal quale si può dedurre quando però è già molto tardi è un forte odore di miele nei depositi di stoccaggio.

 

E`importante raffreddare il grano dopo lo stoccaggio, perché una temperatura più bassa può evitare in anticipo un’infestazione da Rhyzopertha dominica.

Questo come altri preziosi consigli potrete ottenerli consultando una ditta specializzata in disinfestazioni abituata a disinfestare derrate alimentari di grandi e medie proporzioni.

Scarabeo ragno australiano – Pitnus tectus

 

INFESTANTI DELLE DERRATE


Scarabeo ragno australiano – Pitnus tectus

Coleotteri Pitnidi

Habitat:

  •  Il Pitnus tectus si insedia facilmente nei magazzini sporchi o dove le merci rimangono senza ricambio per troppo tempo. Lo troviamo spesso come infestante dei silos di farina, dove si lavora il latte in polvere, dove si producono derrate liofilizzate e nell’ industria del cioccolato.
  •  Lo scarabeo ragno australiano è un insetto che vive in gruppo e può essere ritrovato facilmente all’interno di crepe e fessure.
  •  Il Pitnus tectus ha abitudini notturne e ama i  luoghi umidi.
  •  La presenza di questo infestante delle derrate è spesso associata anche con nidi di volatili.
  •  E`un parassita infestante molto diffuso nel settore alimentare, le larve dello Scarabeo ragno hanno la capacità di bucare molti tipi di imballaggio.

Morfologia:

  •  Gli adulti di questi piccoli scarabei infestanti in realtà possono ricordare acari giganti o piccoli ragni.  Hanno il corpo ovale o cilindrico e sono dotati di lunghe zampe e antenne.
  •  I Pitnus tectus sono lunghi da 2,5 a 4 mm con lunghe antenne filamentose e segmentate.
  •  Le larve dello scarabeo ragno crescono sino a 5 –7 mm e sono giallastre con testa marrone-ocra.
  •  Gli adulti inoltre, hanno elitre marroni rivestite di piccoli peli dorati.. Le loro ali anteriori sono dure e coriacee, e si trovano lungo la linea mediana della superficie dorsale,mentre le ali  posteriori del Pitnus tectus invece hanno un aspetto più simile ad una membrana.

Ciclo vitale:

  •  Le femmine degli Scarabei ragni australiani depongono da 100 a 200 uova singolarmente in piccoli gruppi. Queste uova di scarabeo si schiudono a 25 °C in 7-10 giorni circa.
  •  Lo sviluppo della larva di Pitnus tecnus avviene attraverso tre mute in un periodo di 40-50 giorni.
  •  La fase di pupa occupa 20 – 25 giorni, lo scarabeo adulto ne emerge dopo 3 settimane.
  •  Tutto Il ciclo vitale di questo scarabeo infestante delle derrate avviene in 4 – 6mesi.
  •  Il ciclo comprende da  2 a 3 generazioni per anno. L’adulto di scarabeo ragno australiano può vivere sino a un anno.

Abitudini:

  •  Il Pitnus tecnus è un insetto coleottero infestante con abitudini notturne.
  •  I suoi cibi preferiti sono: legumi, semi, grano, latte in polvere,farina, cacao, noci, spezie, resti di insetti morti.
  •  Lo scarabeo ragno australiano si nutre spesso anche di frutta secca o di carne, lana, peli, piume, escrementi di topo e ratto, insetti e altri animali ancora, libri, funghi secchi, alimenti per animali e zucchero.
  •  E’ un insetto gregario e può essere ritrovato in gruppi all’interno di crepe e fessure.

 

Ultimamente lo scarabeo ragno  è presente anche in molte case cittadine italiane, specialmente dove c’è un giardino nelle vicinanze e soprattutto nel periodo primaverile, le sue pizzicate difensive sono acute e dolorose, anche se non pericolose, a volte li troviamo nei nostri letti o nei vestiti smessi dove si rifugiano durante il giorno.

Il morso dello scarabeo ragno si riconosce dal fatto che sono due o tre piccoli morsi uno vicino all’altro.

Comunque è considerato principalmente un coleottero infestante delle derrate, più che della casa. Per questi tipi di animali, la disinfestazione proattiva, è la più adatta, tanto più che la sua infestazione si sparge molto velocemente e causa notevoli danni economici alle derrate.

Consultiamo sempre  una ditta specializzata in disinfestazioni e un medico nel caso di sospetta allergia o schock anafilattico al morso dell’animale.

Ratto delle fogne – Rattus Norvegicus

INFESTANTI DELLE DERRATE E DELLA CASA

Ratto delle fogne – Rattus Norvegicus

Roditori

Habitat:

  • Il Rattus Norvegicus anche chiamato pantegana, è un antico abitante delle steppe asiatiche ormai sparsosi in tutto il mondo seguendo le migrazioni dell’uomo.
  • Il ratto grigio delle fogne è un roditore infestante prettamente terrestre. I suoi nidi li prepara amorevolmente in lunghe gallerie poco profonde, spesso sotto i pavimenti delle case, sempre provvisti comunque di molte vie di fuga.
  • La pantegana “frequenta” abitualmente le discariche, le fogne, ogni tipo di scarpata o di fosso, come quelli ferroviari e stradali, in prossimità dell’acqua, anche stagnante, possibilmente incrementata da rifiuti organici, parchi urbani e giardini. Nelle nostre case colonizza quasi esclusivamente le parti inferiori, legnaie, cantine e stalle.
  • Nelle zone rurali, il ratto grigio delle fogne, trova un abbondante disponibilità alimentare nei campi dove ancora non si è provveduto al raccolto, distruggendo e contaminando derrate attraverso lo spargimento delle sue feci e delle sue urine.

Morfologia:

  • La lunghezza del corpo del ratto grigio o surmolotto spazia tra i 18 e i 27 cm ma, incredibilmente, alle volte raggiunge persino i 40 cm. Ha una corporatura più robusta esteriormente di quella del rattus rattus.
  • La coda è più corta e spessa, rispetto agli altri due roditori infestanti, bicolore, sopra scura e più chiara inferiormente, con rada peluria, può raggiungere i 15-21 cm di lunghezza ma è sempre più corta del corpo.
  • Il pelo del Rattus Norvegicus è  apparentemente ispido e ruvido,  con un colore che va dal marroncino grigiastro, al grigio scuro con il ventre più chiaro.
  • Gli occhi del ratto grigio delle fogne sono più piccoli rispetto al muso. Sono scarsamente sensibili ai colori ma molto recettivi ai cambiamenti di luminosità.
  • Le orecchie della pantegana sono più piccole rispetto a quelle degli altri roditori infestanti e provviste di peli molto fini.
  • Sono dotati di lunghe vibrisse o baffi, molto sensibili, con i quali sopperiscono alla vista poco sviluppata.
  • Le feci del ratto delle chiaviche sono più grandi e senza punte rispetto a quelle dei ratti dei tetti anche se in alcuni casi possono essere anche con una sola punta.
  • Le urine del ratto grigio, come le feci, servono anche per marcare il territorio e i cammini soliti, e sono visibili con la lampada UV.

Fatte Norvegicus

fatte di Rattus norvegicus

Riproduzione:

  • Le femmine di rattus norvegicus sono pronte per l’accoppiamento all’eta di 8-12 settimane, la gestazione dura tra i 20 e 24 giorni, al termine della quale danno alla luce da 6-a 9 piccoli ratti.
  •  ella femmina del surmolotto è presente l’estro post partum , il che significa che sono in grado di accoppiarsi subito dopo aver partorito.

Abitudini:

  • Come le altre due specie di roditori infestanti, anche il ratto delle chiaviche è attivo soprattutto nelle ore notturne.
  • Durante la notte, nelle ore più sicure, hanno accesso al cibo i maschi e le femmine di ratto dominanti e gravide , mentre i maschi subordinati devono correre più rischi e quindi possono accedere al cibo solamente di giorno.
  • Anche Il ratto grigio delle fogne, come gli altri roditori infestanti comunicano tra loro attraverso una notevole varietà di suoni e ultrasuoni e posture comportamentali.
  • Il ratto delle chiaviche o pantegana è una specie onnivora in grado di adattarsi a tutte le condizioni alimentari, sia allo stato selvatico sia in associazione con l’uomo.

Questa specie di ratti accumulano il cibo in eccedenza, da qui l’importanza dell’uso di esche rodenticidi  fisse, dato che la sparizione di quelle mobili non necessariamente significa che sono state mangiate dal soggetto.

Se vogliamo allontanare i ratti  e comunque i roditori infestanti consigliamo di optare per interventi di protezione immediata soprattutto delle derrate alimentari e di noi stessi, procurando personale specializzato in derattizzazioni e disinfestazioni  che in caso di sospetta infestazione possa agire tempestivamente e, disinfettandoci frequentemente le mani (anche se usiamo i guanti) quando entriamo in contatto con oggetti e/o ambienti specifici toccati dai ratti, eliminando qualsiasi cibo possa essere stato contaminato dalle nostre case e contattando al più presto personale qualificato e specializzato che possa indicarvi una corretta derattizzazione mirata e consona all’ambiente e alle persone che ci vivono.

Ratto nero dei tetti – Rattus rattus

INFESTANTI DELLE DERRATE E DELLA CASA

Ratto nero dei tetti – Rattus rattus

Roditori

Habitat:

  •  Originario della Mesopotamia. il Rattus rattus o ratto nero dei tetti, è arrivato sulle coste mediterranee durante i secoli attraversando il mare sulle navi degli uomini.
  •  Allo stato selvatico troviamo il ratto nero in tutte le isole del Mediterraneo nelle falesie rocciose, sugli alberi, mentre dove il clima si fà più freddo, vive nelle abitazioni a stretto contatto con l’uomo ed è considerato un grave infestante delle derrate alimentari.
  •  Nelle campagne ha un debole per i magazzini, specialmente dove si manipolano e si stoccano alimenti, per le stalle e gli allevamenti, essendo un abile arrampicatore entra praticamente ovunque.

Morfologia:

  •  Il corpo del Rattus rattus, esclusa la coda varia dai 15 ai 24 cm
  •  La sua coda invece da sola, raggiunge i 17-28 cm, è scagliosa, glabra e dello stesso colore delle zampe.
  •  Il ratto nero dei tetti presenta una corporatura più slanciata rispetto ad un altro roditore infestante: il rattus norvegicus, il suo cranio è più stretto, allungato e appuntito.
  •  Il colore del suo pelo va dal grigio scuro al nero totale , grigio ardesia sul ventre.
  •  La vista del Rattus rattus non è molto sviluppata, i suoi occhi perciò sono grandi e sporgenti.
  •  L’udito è invece altamente sviluppato. Il ratto nero dei tetti può riconoscere infinite variazioni di ultrasuoni e le sue orecchie sono sottili, senza peli e quasi trasparenti.
  •  L’olfatto del ratto è anche questo molto sviluppato, permette ai Ratti neri di riconoscere i cammini  percorsi abitualmente. Questi cammini vengono marcati con le loro stesse urine e feci e con una sostanza oleosa (betalanolina) che essuda dal corpo dei ratti.
  •  Le feci, anche dette “fatte”, caratteristiche del Rattus rattus spesso sono a forma di piccole banane, lunghe di solito 9-12 mm e larghe 2-4 mm.

fatte di Rattus rattus

Riproduzione:

  •  Il periodo riproduttivo del Rattus rattus ha dei picchi in estate e in autunno, ma in condizioni favorevoli si riproducono durante tutto l’anno.
  •  La maturità sessuale è raggiunta dalle femmine dei ratti intorno ai 3-5 mesi di vita, in genere si accoppiano con il maschio dominante, dando alla luce tra i 5 e i 10 piccoli topolini dopo una gestazione di più o meno 24 giorni.
  •  Il ratto nero delle navi vive in colonie miste più o meno numerose, in queste colonie la struttura gerarchica è rigida, oltre al ratto maschio dominante esiste anche la femmina di ratto dominante, e questa prevale anche sui maschi subordinati.

Abitudini:

  •  Il roditore infestante Rattus rattus essendo prevalentemente arboricolo, costruisce i suoi nidi grandi e di forma globulare sugli alberi, preferendo palme e pini.
  •  Ha abitudini prettamente notturne.
  •  Il ratto nero dei tetti è una specie infestante che può compiere anche lunghi tragitti a procura del cibo, preferisce prodotti di origine vegetale, ama ogni tipo di frutta sia fresca che secca, granaglie, semi di pini, frutti delle piante ornamentali come quelle delle palme da dattero, uova di uccelli, chiocciole, larve e adulti di insetti, alimenti destinati agli animali domestici.
  •  È importante sottolineare la marcata neofobia di questa specie, che lo rende animale difficile da derattizzare con esche chimiche topicide, specialmente quando infesta depositi alimentari o silos dove l’abbondanza di cibo conosciuto lo porta a non interessarsi a nuovi odori o sapori.

A parte i danni che possiamo rilevare nelle nostre dispense, difficilmente troveremo tracce di buchi di tane scavate in prossimità dei pavimenti o nel terreno, piuttosto cerchiamo le tracce del Rattus rattus nei solai e soffitte. Il ratto nero delle navi contamina con la propria urina e feci anche il cibo che mangia.
Portatore di gravi malattie endemiche costituisce un gravissimo danno economico alle industrie e depositi alimentari, i quali si dovrebbero innanzi tutto premunire attraverso i numerosi accorgimenti che una buona ditta di disinfestazioni e derattizzazioni saprà sicuramente consigliare.
Una efficace disinfestazione proattiva seguita da specialisti in derattizzazioni sarà poi il complemento ideale per farci dormire sogni tranquilli.

Topo domestico – Mus musculus

 

INFESTANTI DELLE DERRATE e DELLA CASA

Topo domestico – Mus musculus

Roditori

Habitat:

  • Allo stato selvatico il Mus domesticus (Mus musculus) o topo delle case vive in tutti i tipi di ambiente, dalle città, alle campagne, alle zone boschive.
  • Di solito vivono in stretto contatto con gli esseri umani, in qualsiasi habitat essi vivano.
  • Nelle campagne, il topo domestico frequenta i granai e i fienili ma anche i magazzini e i silos delle industrie alimentizie.

Morfologia:

  • Il corpo dei topi delle case (mus domesticus) escludendo la coda può arrivare a 6-12 cm, mentre la coda dei topi arriva ad un massimo di 10 cm ed è completamente glabra (senza peli).
  • Il Mus musculus ha un colore del pelo che varia dal bianco (albino) fino al grigio scuro o brunastro con ventre e fianchi normalmente più chiari.
  • La vista del topo domestico non è particolarmente sviluppata. Al contrario del loro sistema uditivo, cosí come dell’olfatto.
  • Il topo delle case ha orecchie grandi e sporgenti, e percepisce tra l’altro una vasta gamma di ultrasuoni.
  • Attraverso l’olfatto, il topo domestico sente a distanza i ferormoni utilizzati comunemente per la comunicazione tra la specie, presenti soprattutto dentro l’urina.
  • Questo infestante delle derrate e della casa, si può riconoscere dalle feci che sono: appuntite , piccole , e di colore marrone scuro.

fatte di topo domestico

Riproduzione:

  • Quando i topi domestici vivono principalmente all’aperto, il periodo riproduttivo spazia dalla primavera fino al tardo autunno, al contrario, dentro le case, nei magazzini, in posti chiusi e protetti, possono riprodursi durante tutto l’anno.
  • Le femmine di Mus domesticus raggiungono la maturità sessuale dopo circa 6 settimane, partoriscono fino a 10 nidiate all’anno, in ognuna delle quali nascono tra i 4 e i 7 piccoli topini glabri, che avranno bisogno di cure continue per circa due settimane.
  • I maschi dominanti di topo creano le loro proprie colonie all’interno del territorio, composte da numerose femmine con i loro piccoli topini.

Abitudini:

  • Tutti i roditori infestanti, tra i quali anche il topo domestico, marcano il territorio con la propria urina, sono quindi molto abitudinari per quanto riguarda i tracciati percorsi che memorizzano meticolosamente.
  • Costruiscono i propri nidi nei mobili, nelle imbottiture, nelle fessure dei muri e addirittura negli apparecchi elettronici, utilizzando un’infinita varietà di materiali quali carta, stracci, polistirolo, mentre nelle zone agresti, le tane dei topi sono scavate nel terreno.
  • Onnivoro, il mus domesticus ha come alimento preferito tutti i tipi di semi.
  • Quando però vengono a mancare le fibre vegetali, il topo mangia e rosicchia tutto quello che trova appetibile. Egli apprezza molto i resti e gli avanzi dell’alimentazione umana, ma anche fili elettrici, materie plastiche e tessuti.

Un infestazione da roditori nelle derrate alimentari  è decisamente una situazione economicamente e salutarmente pregiudiziale, così come l’infestazione delle nostre scorte di casa.
E’ di estrema importanza prevenire l’infestazione da roditori prima di arrivare al punto di dover disinfestare, anzi derattizzare e, letteralmente buttare via le derrate. La trasmissibilità delle più gravi malattie conosciute, dal topo all’uomo è risaputa, così come dal topo agli animali domestici attraverso altri vettori come pulci, acari etc.

Il topo tra l’altro ha nel tempo sviluppato una notevole resistenza fisiologica a molti tipi di topicidi comunemente in commercio, il che può creare non pochi problemi alla derattizzazione.

Ricordiamoci quindi di consultare esperti in disinfestazione ancora prima di costruire i nostri magazzini, nel caso di aziende alimentari, e ricorrere con fiducia a ditte di derattizzazione capaci per la nostra casa, sicuramente all’apparire dei primissimi sintomi d’infestazione da roditori.

Link utili:

Infestanti delle derrate

INFESTANTI DELLE DERRATE

Per  “derrate alimentari” si intende tutta l’ampia varietà di merci usate per l’alimentazione, sia umana che animale, lo stoccaggio delle quali può avvenire sia nei grandi magazzini, silos, celle frigorifiche, dell’industria alimentare che nella piccola media dispensa delle nostre case.

Oltre ai roditori infestanti che tutti ben conosciamo, altri generi animali infestanti delle derrate sono  gli insetti infestanti tra i quali come vedremo varie forme di coleotteri, lepidotteri, mosche, acari e ragni.

Questi, possono incidere modificando il prodotto con la loro infestazione, consumando il prodotto stesso, come inquinandolo e rendendolo inutilizzabile al consumo e di conseguenza alla vendita, attraverso il deposito di escrementi e rifiuti vari.

Ricordiamoci che, sia gli insetti che i roditori infestanti delle derrate, sono molto spesso veicoli di malattie anche gravi, oltre a costituire un danno economico e sociale rilevante.

Esistono molti metodi da mettere in pratica per  attuare una disinfestazione proattiva e preventiva sugli infestanti delle derrate alimentari, come impedire l’entrata dall’esterno degli insetti infestanti delle derrate attraverso vari accorgimenti e soprattutto come prima cosa, una volta scoperta l’infestazione, individuare l’origine e l’esatta specie dell’animale infestante.

E’necessario quindi provvedere a una immediata disinfestazione radicale e definitiva, rivolgendosi a ditte di disinfestazione specializzate, a personale preparato sia logisticamente che biologicamente, soprattutto per quanto riguarda l’industria alimentare.

Nel frattempo noi di disinfestazioni.info vi proponiamo delle interessanti e semplici schede etologiche che faciliteranno senz’altro un primo riconoscimento dell’animale infestante.

RODITORI INFESTANTI

INSETTI INFESTANTI BLATTOIDEI (Scarafaggi)

Vedere INFESTANTI DELLA CASA

INSETTI INFESTANTI COLEOTTERI (Scarabei)

COLEOTTERI Pitnidi
COLEOTTERI Bostrichidi
COLEOTTERI Anobidi
COLEOTTERI Silvanidi
COLEOTTERI Tenebrionidi
COLEOTTERI Dermestidi
COLEOTTERI Curculionidi

INSETTI INFESTANTI LEPIDOTTERI (Tarme – Tignole – Falene)

INSETTI INFESTANTI DITTERI (Mosche-Moscerini)

INFESTANTI ARACNIDI (Ragni – Acari)

Termiti – Reticulitermes lucifugus e Kalotermes flavicollis

INFESTANTI DEL LEGNO

Termiti – Reticulitermes lucifugus e Kalotermes flavicollis.

Isotteri

 

Termite alata

Termiti operaie

Habitat:

  •  In Italia e nelle regioni mediterranee sono presenti in particolar modo due specie di Termiti infestanti del legno: le Reticulitermes lucifugus e le Kalotermes flavicollis.
  •  La maggior parte degli Isotteri vive tra i due tropici, dovuto al clima più mite.
  •  Le Reticulitermes lucifugus sono termiti che hanno bisogno di un’elevata umidità per cui costruiscono il loro nido nel terreno, rifuggendo la luce e l’aria ( da qui il nome lucifugus)
  •  Le Kalotermes flavicollis  (o Calotermes) invece, fondano la colonia direttamente  all’interno del legno. Queste termiti sono anche chiamate: “termiti del legno secco”

Morfologia:

  •  Tutte le specie di termiti del legno vivono in colonie più o meno numerose con un organizzazione sociale in “caste”.
  •  All’interno di queste caste nel termitaio, esistono, oltre alle forme giovani (pupe) altre due categorie di individui:
  1.  Termiti alate, maschi e femmine, riproduttrici e responsabili per la fondazione di nuove colonie.
  2.  Forme aptere di ambo i sessi ma sterili ; le termiti soldato e le termiti operaie.
  •  Le termiti operaie sono bianche, senza occhi composti e ocelli, e sono la maggior parte degli individui di una colonia e hanno le più svariate funzioni meno quella riproduttiva.
  •  Le termiti soldato di solito completamente ceche, sono di colore ocra, con la testa più grande e mandibole più sviluppate. La loro funzione è la difesa della colonia.

Ciclo vitale:

  •  Da Agosto a Ottobre, generalmente nei giorni di pioggia, le termiti alate sciamano attraverso dei piccoli fori di sfarfallamento (nel caso delle Kalotermes flavicollis), fatti dalle termiti operaie per loro nel legno. Durante il volo perdono le ali.
  •  Le Termiti del legno si accoppiano solo, differentemente dalle api e dalle formiche carpentiere, dopo che hanno trovato un posto adatto alla fondazione di una nuovo termitaio.
  •  Il maschio non muore dopo l’accoppiamento e diventano insieme alla regina una coppia reale effettiva che si accoppierà saltuariamente.
  •  Le uova delle termiti sono collocate sciolte e le ninfe che nascono sono tutte uguali tra loro al primo stadio.
  •  Già al secondo stadio troviamo le ninfe dalla testa piccola che diventeranno individui alati e quelle di testa grande che daranno origine a loro volta alle termiti operaie e alle termiti soldato.
  •  La durata di una colonia di termiti varia dalla fecondità della regina, che raggiunge un apice e ha una curva discendente.

Abitudini:

  •  Le Reculitermes lucifugus, costruiscono tunnel fatti di terra e residui di legno,  per raggiungere il legname di cui nutrirsi che si trova nelle  vicinanze, questi tunnel possono essere costruiti sulla superficie di qualsiasi materiale che possa incontrarsi tra il nido e la fonte di nutrimento.
  •  Le Kalotermes flavicollis attaccano direttamente il legno scavando gallerie che hanno la caratteristica di non essere tappezzate di terra, anzi sono sempre mantenute  sgombre e pulite, dato che queste termiti infestanti del legno, espellono gli escrementi attraverso piccoli fori appositamente fatti,  sulla superficie del legno.
  •  Gli escrementi delle termiti Kalotermes hanno una forma caratteristica, sembrano pellets;  cilindrici, con 4 – 6 scanalature longitudinali. Da questi particolari escrementi si può riconoscere e distinguere una infestazione da termiti da un infestazione di formiche carpentiere
  •  Durante un infestazione di termiti viene attaccato qualsiasi tipo di legno, sia nelle abitazioni urbane o rurali (travi, pavimenti, mobili, etc.) sia il legno usato all’aperto (pali telegrafici, traversine ferroviarie, paletti di sostegno, etc.). Inoltre si nutrono di numerosi prodotti che contengono cellulosa.

 

L’infestazione da termiti è una delle cose peggiori che possano capitare ad una casa, spesso ci accorgiamo dei danni quando è troppo tardi.
Quando vediamo sotto ai battiscopa una specie di segatura scura e  dall’aspetto bagnato staremo certi che la Reticulitermes lucifugus sta vivendo nel suo termitaio sotto o dentro le nostre mura e quando troviamo vicino al legno una marea di piccoli pellets duri e dalla forma regolare, la Calotermes flavicollis, la termite del legno secco, lo ha già quasi sicuramente svuotato della sua essenza.
Uno dei metodi, consigliati quando possibile, oltre che a consultare al più presto una ditta specializzata per la disinfestazione, è di combattere l’infestazione da termiti e eliminare gli insetti nel legno, usando una miscela di petrolio e olio di lino bruciato, rinchiudendo poi il più possibile con nastro isolante e teli di plastica da costruzione, l’oggetto di legno infestato dalle termiti, per alcuni giorni.

Lyctus brunneus e Lyctus linearis

INFESTANTI DEL LEGNO

Lyctus brunneus e  Lyctus linearis

Lictidi

 Lyctus brunneus

 

 

 

 

 

 

 

Lyctus linearis

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •  Il Lyctus linearis è una specie nativa europea, mentre il Lyctus brunneus è di origine tropicale, ma si è acclimatato in tutto il mondo tanto da diventare piú diffuso dello stesso Lyctus linearis.
  •  L’introduzione del Lyctus brunneus in Europa é quindi avvenuta accidentalmente attraverso l’importazione di legni tropicali.
  •  I Lictidi attaccano esclusivamente legno di latifoglia che abbia vasi di diametro superiore a 0,08 mm ed un tasso di umidità abbastanza elevata.
  •  I Lictidi infestano i legni dei pavimenti, rivestimenti, battiscopa, telai di porte o finestre, mobili e tutti  i tipi di oggetti  decorativi in legno.
  •  Sia il Lyctus Linearis, che il Lyctus brunneus sono insetti infestanti del legno che amano particolarmente le parti molli (alburno), del legno di latifoglie come la quercia, castagno, frassino, noce, olmo, il salice, il ciliegio e più raramente il faggio e pioppo.
  •  Il rosume di questi insetti infestanti del legno ha l’aspetto farinoso e sottilissimo, stipato nelle gallerie create dalle larve dei Lictidi.

Morfologia:

  •  Il colore del lyctus linearis è marrone giallastro e arriva fino al marrone rossastro.
  •  Il colore del lyctus brunneus è più uniforme e va dal marrone scuro al marrone rossastro.
  •  I Lictidi sono tarli di piccole dimensioni (3-8 mm), dal corpo allungato e leggermente appiattito, con il capo ben visibile, e le antenne con 11 articoli, abbastanza lunghe  e clavate.
  •  La longevità del maschio adulto è di circa due mesi, quello della femmina 4 mesi.
  •  Le larve si presentano come un piccolo verme bianco grigiastro arricciato, tranne la testa che è in parte rossiccia. Lunghe da 4 fino a 8,5 mm quando sono nel pieno della maturazione.
  •  Le uova dei Lictidi sono piccole ( 1 mm), hanno un aspetto bianco translucido, e sono molto flessibili per poter essere inserite senza danni, nei vasi del legno.

Ciclo Vitale:

  •  Il ciclo vitale dei lictidi,  varia da 80 a 300 giorni (o anche 2 anni) a seconda delle condizioni ambientali e del valore nutrizionale del substrato del legno infestato.
  •  Le femmine sia del Lyctus linearis che del Lyctus brunneus depongono le uova nelle fessure dei vasi del legno.
  •  La fertilità media è di circa una ventina di uova per il Lyctus linearis queste, vengono deposte in piccoli gruppi da 2 a 6. Per il Lyctus brunneus invece la femmina depone 50-70 uova rilasciandone 4-6 in ogni vaso del legno infestato.
  •  Dalle uova nascono le larve. Questa é la fase infestante piú dannosa per il legno, quando le larve di lyctus linearis e lyctus brunneus  cominciano a scavare le gallerie nel legno infestato di cui si nutrono.
  •  Una volta che la larva ha completato il suo sviluppo si impupa in una camera pupale da lei scavata appositamente nelle gallerie vicino alla superficie del legno. Lo stadio di pupa dura dalle 2 alle 3 settimane.
  •  Quando l’adulto è formato, rimane ancora nella camera pupale per circa 4 giorni per poi scavare un buco verso l’esterno per liberarsi e prendere il volo attraverso il foro di sfarfallamento.
  •  Il periodo di comparsa all’esterno d’individui adulti è tra aprile e settembre e hanno prevalentemente abitudini notturne.

Abitudini:

  •  Si noti che l’uscita del fori di sfarfallamento del Lyctus brunneus e del Lyctus linearis sono rotondi, come nei Coleotteri.
  •  Queste gallerie sono spesso intasate di rosume con un aspetto farinoso e molto volatile.
  •  Questo rosume essendo così fino, può cadere a terra, rendendo visibile l’infestazione del legno esternamente, e potendo facilmente permetterci di identificare la presenza di questo parassita formidabile. Potendo cosí procedere ad una efficace disinfestazione.
  •  Il Lyctus brunneus non attacca mai il legno tenero.

 

Purtroppo però, quando notiamo i fori di sfarfallamento degli insetti infestanti in superficie, di solito è troppo tardi per intervenire, perché il l’infestazione del legno é giá in atto e, il legno infestato, é spesso già compromesso nella sua meccanica.

E’quindi necessario prevenire attraverso la disinfestazione proattiva, ossia una disinfestazione attenta ai sintomi dell’infestazione, che affronta i problemi mano a mano che si presentano, con tecniche di disinfestazione sempre all’avanguardia. Per questo é bene affidarci a personale specializzato in disinfestazioni al primo apparire di leggeri rumori notturni provenienti dagli amati oggetti di legno della nostra casa.

Vespa del legno – Sirex gigas

INFESTANTI DEL LEGNO

Vespa del legno- Sirex gigas

Imenotteri Siricidi


Tarlo Vespa adulto

Habitat:

  •  Vive nei grandi boschi di conifere ed è cosmopolita, dove ovviamente le condizioni di temperatura e umidità lo permettono.
  •  Questi Imenotteri Siricidi; le Sirex gigas, simili a delle vespe, cominciano ad attaccare il legno sin dalla foresta e continuano il loro ciclo di vita anche quando il legname è ormai tagliato e lavorato.
  •  I Siricidi come le vespe del legno, attaccano di preferenza le Conifere (legni resinosi) ed in particolare l’Abete bianco, alcuni tipi anche i pioppi.
  •  Insetto infestante del legno, la Sirex gigas all’interno delle case si trova spesso nelle travature portanti anche se, il loro ciclo vitale, non presuppone gravi infestazioni da siricidi, semplicemente perchè non si sviluppano nuove generazioni all’interno del legno già lavorato.

Morfologia:

  •  Insetti di grande taglia molto simili alle vespe, ed è proprio per questo loro aspetto che la Sirex gigas è anche chiamata Vespa del legno.
  •  La lunghezza del loro corpo può raggiungere i 4,5 cm.
  •  La femmina è provvista di un lungo ovodepositore a forma di trivella per depositare le uova proprio all’interno del legno.
  •  Il suo colore è giallo e nero striato.

Ciclo vitale:

  •  La femmina adulta della vespa del legno depone le uova tra maggio e settembre, attraverso il suo particolare ovodepositore, queste impiegano circa 2 mesi di incubazione per schiudersi.
  •  La larva di Sirex gigas appena nata misura 3 cm circa e comincia da subito a scavare larghe gallerie in direzione longitudinale al legno.
  •  Il ciclo vitale completo del Tarlo Vespa del legno dura in media tra i 2 e i 4 anni.

 

Larva del tarlo vespa

Abitudini:

  •  La larva della Vespa del legno ha la caratteristica di comprimere fortemente il suo tipico rosume truciolato  all’interno delle gallerie.
  •  Lo comprime tanto che alle volte, specialmente se si taglia il legno con la sega meccanica, non si percepisce l’infestazione.
  •  La Sirex gigas si nutre sia dell’alburno che del durame del legno.
  •  I loro fori di sfarfallamento sono perfettamente circolari e grandi fino a 6 mm di diametro.

 

Pur non essendo considerate infestazioni particolarmente gravi per il legno lavorato delle nostre case, questo insetto infestante del legno può attaccare interi boschi di conifere da legno, ed è di difficile individuazione.

E’ possibile individuare il Tarlo vespa del legno attraverso i fori di sfarfallamento ed eventuale rosume truciolare.
Raccomandiamo proprio in questi casi l’intervento specialistico di ditte di disinfestazione o quantomeno di biologi specializzati in pest control.

Oligomerus ptilinoides

INFESTANTI DEL LEGNO

Oligomerus ptilinoides

Anobidi

Habitat:

  •  L’ Oligomerus ptilinoides è un anobide xilofago molto diffuso in tutto il bacino mediterraneo.
  •  Sono insetti antropofili ossia che vivono negli ambienti modificati dall’uomo e particolarmente nocivi.
  •  Tuttavia si nutre strettamente di legno al contrario di altri anobidi che attaccano libri, pelli, etc
  •  Preferisce tra l’altro il legno invecchiato e lavorato.

Morfologia:

  •  Oligomerus ptilinoides ha il pronoto, che copre quasi completamente la testa come un cappuccio.
  •  Il colore del corpo dell’adulto va dal bruno al bruno rossastro.
  •  Il corpo dell’Oligomerus ptilinoides, raggiunge una lunghezza quando adulto di 6-7 mm.
  •  È coperto da una fine peluria che le dona un aspetto setoso.
  •  La larva è biancastra a forma di C.

larva di Oligomerus ptilinoides

Ciclo vitale:

  •  Il periodo dell’attività degli adulti di quest’insetto infestante del legno inizia in primavera, con una notevole produzioni di insetti durante il periodo estivo, ed è sempre durante i mesi di Luglio e Agosto che possiamo notare il rosume fuoriuscire dal legno.
  •  La femmina di Oligomerus ptilinoides depone mucchietti di circa 30 uova, molto difficili da individuare perché molto piccole (0,5 mm).
  •  Le uova sono depositate nelle vecchie gallerie o tra le fenditure del legno, e il periodo di incubazione varia tra i 12 e i 15 giorni.
  •  Appena le uova si schiudono le piccole larve di Oligomerus ptilinoides cominciano a fare danni e a scavare altre gallerie.
  •  La loro vita come larva può durare, in condizioni ottimali (temperatura e umidità) tra gli 8 e i 36 mesi.
  •  La trasformazione in pupa di quest’insetto infestante del legno avviene nella cella pupale preparata dalla stessa larva.
  •  L’intero ciclo vitale dell’anobide Oligomerus ptilinoides è di circa 1 anno nel Mediterraneo e di 2 o 3 anni in condizioni sfavorevoli.

Abitudini:

  •  Il foro di sfarfallamento è circolare e con i bordi lisci.
  •  Parassita dei legni di latifoglie quali, faggio, noce, rovere, etc.

 

Esistono però due situazioni in cui l’infestazione di Oligomerus ptilinoides può essere contrastata con metodi naturali.
La prima riguarda la temperatura. Si sa che ad una temperatura inferiore ai 12 ° C la larva interrompe il suo sviluppo larvale fino a tre mesi. Mettere un oggetto, quando possibile, all’esterno durante tutto il periodo invernale potrebbe essere una buona soluzione, o lasciare senza riscaldamento una stanza della casa.
La seconda riguarda invece l’umidità:  quando l’umidità in un legno è superiore al 20% le larve vengono attaccate e uccise dalle muffe, che però a loro volta possono essere molto dannose.
Certo che queste due soluzioni raramente sono possibili, dovuto alla grandezza o alla delicatezza dell’oggetto di legno infestato. È sempre meglio comunque rivolgersi a biologi esperti in disinfestazioni.

Ptilinus pectilicornis

INFESTANTI DEL LEGNO

Ptilinus pectilicornis

Anobidi

maschio di Ptilinus pectilicornis

Habitat:

  •  Il Ptilinus pectilicornis è presente in Europa e soprattutto sui legni di acero, faggio, pioppo e ontano.

Morfologia:

  •  L’adulto di Ptilinus pectilicornis  ha il corpo di forma cilindrica, leggermente arrotondato all’estremità, e la sua lunghezza è di 4-5 mm.
  •  Il suo colore tende al marrone scuro con le elitre più chiare. Le ali anteriori e il dorso sono coperti da una fina e fitta peluria giallastra.
  •  Il maschio di quest’insetto infestante del legno, ha delle antenne cosiddette “pettinate” ossia a forma di pettine dai denti larghi, molto caratteristiche.
  •  Le femmine di Ptilinus pectilicornis invece le hanno a forma di sega dette “serrate”.

Ciclo vitale:

  •  Il ciclo vitale del Ptilinus pectilicornis ha una durata media di 2-3 anni.
  •  L’adulto, agli inizi di giugno, prima di uscire dal foro di sfarfallamento si accoppia dentro le gallerie, e depone le uova al loro interno.
  •  Le larve come tutte quelle degli Anobidi sono biancastre e a forma di C, con un apparato masticatore più scuro in evidenza.

Abitudini:

  •  Le gallerie di questo insetto infestante del legno, sono sempre tortuose e riempite di rosume, intrecciate molto spesso tra loro, così che la resistenza strutturale e meccanica del legno infestato diminuisce notevolmente.
  •  Più esemplari possono uscire dalle stesso foro di sfarfallamento. In questo modo la reale gravità dell’infestazione da Ptilinus pectilicornis è difficile da quantificare.
  •  Il rosume da loro provocato è compattato in modo da ostruire le gallerie, che vengono poi riaperte dalle femmine adulte e dalle stesse larve di Ptilinus.

 

Molto spesso accade che ci si accorga della presenza dell’insetto soltanto quando l’attacco è già in uno stadio avanzato di infestazione e ci ritroviamo a toccare un legno che in realtà è completamente vuoto all’interno. È importante quindi, fare attenzione come al solito, alla presenza di fori di sfarfallamento, di rosume e, prevenire quanto risolvere al più presto l’infestazione da Ptilinus pectilicornis consultando ditte specializzate in disinfestazioni e utilizzando sistemi di disinfestazione proattiva.

Orologio della morte – Xestobium rufovillosum

INFESTANTI DEL LEGNO

Orologio della morte – Xestobium rufovillosum

Anobidi

Habitat:

  •  È una specie di insetto infestante del legno presente in quasi tutta Europa, in Nord America e Australia.
  •  Attacca di preferenza legno morto che ha subito un attacco fungino, dovuto all’azoto che i funghi producono. É comune nelle aree urbane ma preferisce edifici vecchi più umidi.
  •  Il Xestobium rufovillosum preferisce il legno abbattuto o già in opera e tra i legni in modo particolare le latifoglie quali la quercia, il castagno, l’olmo e il pioppo. L’importante è che il legno e l’ambiente abbiano un tasso di umidità elevato.
  •  L’Orologio della morte si trova spesso nelle biblioteche e nelle vecchie ceppaie.

Morfologia:

  •  Gli adulti degli insetti anobidi Xestobium rufovillosum sono di colore bruno-marrone.
  •  Sono gli anobidi più grandi della famiglia arrivando a misurare dai 5 agli 8 mm di lunghezza, mentre la sua larva all’ultimo stadio di maturazione arriva anche a 10-11 mm.
  •  Il corpo del tarlo anche chiamato Orologio della morte è tarchiato e con un ampio torace.
  •  L’ aspetto della superficie del suo corpo e delle elitre è granulare, con chiazze di ciuffi irregolari di peli corti dorati.
  •  Le antenne sono relativamente corte.
  •  Le larve di Xestobium rufovillosum sono bianco latte tendenti al rosa, e sembrano piccoli vermi bianchi molto incurvati, alle volte con un potente apparato boccale masticatore nero.

 

 

larva di Xestobium rufovillosum e rosura

Ciclo vitale:

  •  La femmina di Xestobium rufovillosum depone uova piccole, bianche, e lisce, in un numero che va dalle 40 alle 200 alla volta, con una media di 60 in piccoli sacchetti nelle fenditure del legno infestato.
  •  I fori di sfarfallamento dell’Orologio della morte sono larghi 2- 3 mm.
  •  Il ciclo vitale delle larve può durare tra i 2 e i 4 anni, molto tempo per causare molti danni.
  •  Il periodo di incubazione delle uova dura circa 15 giorni.
  •  L’adulto di Xestobium rufovillosum ha una durata della vita media di 8 -10 settimane.
  •  L’Orologio della morte compie diverse mute durante lo stadio larvale prima dell’impupamento vero e proprio.

Abitudini:

  •  L’insetto infestante Xestobium rufovillosum è detto popolarmente: Orologio della morte, dovuto al richiamo sessuale che i maschi fanno per attirare le femmine sbattendo la testa ritmicamente contro le pareti delle gallerie, specialmente durante la notte.
  •  Il Xestobium rufovillosum è un insetto xilofago che ama la luce, e non è raro trovarlo sfarfallando vicino alle finestre.

Tarli delle biblioteche – Nicobium castaneum e Nicobium hirtum

INFESTANTI LEGNO

Tarli delle biblioteche – Nicobium castaneum e Nicobium hirtum

Anobidi

Nicobium castaneum

Nicobium hirtum

Habitat:

  •  I Tarli delle biblioteche sono insetti infestanti del legno e della carta che infestano i legni di abete e le biblioteche.
  •  Essendo  insetti “termofili”, i Tarli delle biblioteche, vivono bene dove la temperatura è calda e umida come il Tarlo dei mobili.
  •  Si trova ovunque. Il Nicobium castaneum è presente sui vecchi mobili di legno tenero, nelle stanze troppo riscaldate e sui legni ammuffiti, nei tavolati dei tetti come appunto nelle biblioteche, dove attacca sia gli scaffali che le rilegature dei libri e la carta stessa, così il suo simile il Nicobium hirtum che alle volte incontriamo coabitante sullo stesso legno con l’Anobium punctatum.

Morfologia:

  •  L’adulto di Nicobium misura dai 4 ai 6 mm di lunghezza.
  •  Il Nicobium hirtum  differisce dal Nicobium castaneum perché ha le elitre ornate di bande trasversali di peli grigiastri.
  •  Il Tarlo delle biblioteche detto Nicobium castaneum ha il corpo di in colore bruno marrone.
  •  L’ovopositore delle femmine delle due specie di Nicobium permette la deposizione delle uova, tondeggianti e molli, soltanto tra le fenditure del legno dove, vengono deposte da 20 a 60 uova alla volta.

 

 

Uova di Nicobium

Ciclo vitale:

  •  Appena nate le larve del Nicobium  penetrano rapidamente all’interno del legno, scavando un fitto intreccio di gallerie, e nutrendosi dello stesso.
  •  Giungendo vicino alla maturità si costruiscono una cella pupale, dove si trasformano in insetti adulti.
  •  Gli adulti dei Tarli delle Biblioteche sfarfallano da maggio a settembre.
  •  La durata e le necessarie situazioni ambientali del ciclo vitale dei Nicobium sono simili a quella dell’ Anobium punctatum.

Abitudini:

  •  Il Nicobium castaneum è denominato tarlo delle biblioteche poiché preferisce la cellulosa dei libri.
  •  Il Nicobium hirtum è di difficile osservazione in quanto ha abitudini prettamente  notturne, e durante il giorno rimane immobile.
  •  Il Nicobium hirtum attacca oltre alla carta, di preferenza il legno di latifoglia (faggio, noce, ontano, pioppo) mentre il Nicobium castaneum preferisce le conifere.

Non è da sottovalutare a livello strutturale l’infestazione da Nicobium, soprattutto per i mobili antichi e di grande valore, dato che le loro gallerie sono molto fitte e ravvicinate, così come per le biblioteche, sia pubbliche che private, dove necessariamente deve essere disinfestato da personale specializzato in disinfestazioni.

Tarlo dei mobili – Anobium punctatum

INFESTANTI DEL LEGNO

Tarlo dei mobili – Anobium punctatum

Anobidi

Habitat:

  •  Cosmopolita, il Tarlo dei mobili si incontra ovunque.
  •  L’Anobium punctatum predilige gli ambienti caldi con una temperatura minima di 14°C (ideale 22°-23°C) e con un alto tasso di umidità.
  •  Insieme al Capricorno delle case e al Capricorno delle Latifoglie è tra i più dannosi insetti infestanti del legno.
  •  Privilegia il legno stagionato e duro, ma attacca anche legni teneri. Conifere e latifoglie sono tra i legni più colpiti.
  •  Alle volte lo si può trovare in coabitazione con il Nicobium hirtum, altro Anobide.

Morfologia:

  •  L’insetto adulto misura tra i 2,5 e i 5 mm di lunghezza.
  •  Il Tarlo dei mobili ha la forma del corpo cilindrica e elitre color marrone scuro.
  •  Il colore del corpo dell’adulto va dal bruno scuro al grigio.
  •  Le larve dell’Anobium punctatum sono di colore bianco e con il corpo molle, e hanno una forma simile a quella di uno scarabeo.

larva di Anobium punctatum

Ciclo vitale:

  •  Il ciclo vitale dell’Anobium punctatum dura in media 1-3 anni, ma in condizioni di temperatura e umidità ideali si accorcia permettendo addirittura due generazioni nello stesso anno.
  •  Le uova vengono deposte dalla femmina del Tarlo dei mobili nei vecchi fori di sfarfallamento o nelle intercapedini in numero di 50 – 60 alla volta e raggruppate in colonie.
  •  Le uova si schiudono dopo quattro o cinque settimane, le larve penetrano all’interno del legno cominciando a scavare gallerie il cui diametro varia da 1 a 2 millimetri.
  •  I fori di uscita dell’adulto, anche detti : fori di sfarfallamento sono larghi 1 mm e ben circolari.
  •  Lo sfarfallamento avviene di norma in primavera e in autunno (giugno-settembre).
  •  L’incubazione delle larve nel legno, in condizioni atmosferiche negative può durare fino ai 4 anni.

Abitudini:

  •  L’infestazione avviene di preferenza sul legname in opera, sia esso alburno o durame.
  •  Dai cesti in vimini alle travi dei tetti, ai mobili antichi, ai rivestimenti in legno, alle sculture lignee, niente può considerarsi al sicuro dall’infestazione del Tarlo dei mobili.
  •  Dato che l’Anobium punctatum ama molto anche il silenzio e il buio, solitamente la larva comincia a mangiare proprio la notte o quando non sente altri rumori esterni.
  •  I legni trattati con smalti o resine sintetiche non vengono di solito attaccati dall’Anobium punctatum.

fori di sfarfallamento del Tarlo dei mobili

Gli insetticidi di solito usati per questo insetto infestante del legno sono liquidi a base di Permethrin, che però agiscono solo sulle pupe o sugli insetti allo stadio adulto. Quindi devono essere preferibilmente usati tra i mesi di marzo e maggio.

Esistono anche stufe di varie dimensioni per la disinfestazione dai Tarli in generale, usate soprattutto per mobili antichi e di valore. In questo caso rivolgetevi a personale specializzato in disinfestazioni o restauro che sapranno indicarvi il metodo più idoneo.

Capricorno delle latifoglie – Hesperophanes cinereus

INFESTANTI LEGNO


Capricorno delle latifoglie – Hesperophanes cinereus o Trichoferus holosericeus

Cerambicidi

Habitat:

  •  Questa specie si trova in tutto il mediterraneo, praticamente ricopre gli spazi vitali lasciati liberi dal Capricorno delle case.
  •  Incontriamo l’ Hesperophanes cinereus nei boschi di latifoglie come il cerro, robinia, faggio, pioppo, noce e castagno.
  •  È anche chiamato con la denominazione scientifica di Trichoferus holosericeus.

Morfologia:

  •  L’ insetto adulto di Hesperophanes cinereus misura tra gli 1 e i 3 cm.
  •  Il suo colore è marrone bruno, e il suo corpo è protetto da una leggera peluria grigia.
  •  La femmina del Capricorno delle latifoglie è più lunga del maschio.
  •  Le larve dell’Hesperophanes cinereus sono molto simili a quelle del Capricorno delle case.

 

 

larva di Hesperophanes cinereus

Ciclo vitale:

  •  La femmina depone tra le 100 e le 200 uova, di forma oblunga, nelle intercapedini del legno, sempre all’ interno delle gallerie.
  •  Il loro ciclo vitale è lungo e in condizioni favorevoli può svolgersi in 1 o 2 anni, ma può durare anche fino a 16 anni.
  •  Lo stadio larvale dura dai 2 ai 3 anni, ed è il momento dove avvengono più danni.
  •  I fori di sfarfallamento dell’Capricorno delle latifoglie sono ovali, larghi da 6 a 10 mm con i bordi irregolari, come quelli del Capricorno delle case.
  •  Dallo stesso foro di sfarfallamento possono uscire più insetti adulti, quindi la quantità e lo stadio di avanzamento di un infestazione non è determinabile dal numero dei fori di uscita.

Abitudini:

  •  Il Capricorno delle latifoglie ama in modo particolare sistemarsi nelle travature dei tetti, mobili, pavimenti in legno ed ogni tipo di infissi in legno.
  •  È tra gli insetti infestanti del legno, più pericolosi perché attacca le strutture della casa indebolendole fino al crollo, annullando la resistenza meccanica del legno.
  •  l’ Hesperophanes cinereus infesta il legno stagionato o parzialmente stagionato, anche se difficilmente arriva al durame.

Dato il grande pericolo di crolli e gravi danni alle nostre abitazioni, oltre che al rumore insopportabile diurno e notturno, l’infestazione di Hesperophanes cinereus non deve assolutamente essere sottovalutata. È importante consultare al più presto personale specializzato in disinfestazioni.

Capricorno della casa – Hylotrupes bajulus

INFESTANTI DEL LEGNO


Capricorno della casa- Hylotrupes bajulus


Cerambicidi

Habitat:

  •  Cosmopolita, abita i boschi di conifere (abete rosso, abete bianco, pino etc. saltuariamente anche le latifoglie.
  •  Ama le temperature più calde (27°-30°), per questo si stabilisce volentieri all’interno delle case.

Morfologia:

  •  Gli adulti di Capricorno della casa, sono abbastanza grandi, rispetto agli altri cerambicidi (1-2,5 cm);
  •  Il corpo è di colore scuro, tendente al nero uniforme con lunghe antenne.
  •  Il capo è ben distinto dal corpo.
  •  Le larve di Hylotrupes bajulus sono grandi e di colore chiaro, ad esclusione della testa che è sclerificata e possiede mandibole fortissime.

larva di Hylotrupes bajulus

Ciclo vitale:

  •  Dopo l’accoppiamento degli adulti di Capricorno della casa in primavera all’interno delle gallerie, le femmine depongono dalle 100 alle 200 uova nelle fenditure o incollate al substrato.
  •  Il loro ciclo vitale è lungo e in condizioni favorevoli può svolgersi in 1 o 2 anni, ma può durare anche fino a 16 anni.
  •  I fori di sfarfallamento dell’Hylotrupes bajulus sono ovali, larghi da 6 a 10 mm con i bordi irregolari.

Abitudini:

  •  Attacca legni teneri e asciutti, specialmente con la corteccia dove deposita più facilmente le uova.
  •  Le larve di Hylotrupes bajulus vivono all’interno del legno, rimanendo invisibili all’esterno ed è per questo che, a parte il caratteristico forte rumore, fino al momento dello sfarfallamento è difficile individuarle.
  •  Le larve di Capricorno della casa, cominciano a scavare le gallerie partendo dall’uovo, prima parallelamente al legno, poi con tortuosissimi percorsi.
  •  Le gallerie scavate dall’Hylotrupes bajulus, rimangono piene di una finissima rosura che non viene espulsa, lasciando il legni completamente ochi al tatto.
  •  Sono tra gli insetti infestanti del legno, tra i più pericolosi, perché attaccano principalmente alla giuntura della trave con il muro, dove si crea maggior condensa, indebolendone fortemente la struttura.
  •  Difficilmente attacca legni più vecchi di 80 anni.

Dato il grande pericolo di crolli e gravi danni alle nostre abitazioni, l’infestazione di Hylotrupes bajulus non deve essere sottovalutata, anche dovuto al fatto che è un infestazione rumorosa. È importante consultare al più presto specialisti in disinfestazioni.

 

Criocephalus rusticus

INFESTANTI DEL LEGNO

Criocephalus rusticus

Cerambicidi

 

Habitat:

  •  Europa centrale e ovunque ci siano grandi foreste di conifere.

Morfologia:

  •  L’insetto adulto, assomiglia al Capricorno della casa ( Hylotrupes bajulus) ma ha dimensioni maggiori (1,5 -3 cm);
  •  Le larve di Arhopalus rusticus, altro nome scientifico per il Criocephalus rusticus si distinguono da quelle degli altri cerambicidi, in quanto sono dotate di zampe e hanno due spine sull’ultimo segmento addominale. Hanno il capo largo diviso in due.
  •  L’insetto adulto di questa specie in particolare è color tabacco, mentre l’ Arhopalus ferus della stessa famiglia è di colore nero.

fori di sfarfallamento del Criocephalus rusticus

Ciclo vitale:

  •  Dopo una breve permanenza sotto la corteccia, le larve di Criocephalus rusticus, attaccano tutto il corpo legnoso, compreso il durame.
  •  I fori di sfarfallamento sono grandi, ovali e con i bordi lisci.
  •  Una volta che il Criocephalus rusticus abbandona il legno non è più necessario nessun intervento di disinfestazione.

Abitudini:

  •  Attacca solamente il legno fresco e di pino, arrecando gravi danni.
  •  Il fatto che non attacca mai il legno stagionato ne limita la pericolosità come infestante del legno, e lo priva delle condizioni più adatte ad una maggiore proliferazione.
  •  Ha abitudini notturne.

 

Scarabeo Vespa – Plagionotus Arcuatus

INFESTANTI DEL LEGNO

Scarabeo Vespa – Plagionotus Arcuatus

Cerambicidi

Habitat:

  •  Il Plagionotus arcuatus è diffuso in Europa, lo Troviamo anche nell’Asia minore e nel Nord del Mediterraneo. In Italia è comune nelle zone di montagna. Raro in Inghilterra.
  •  Lo Scarabeo vespa, ama soprattutto i legni tagliati di recente, dei quali attacca la corteccia e l’alburno.

Morfologia:

  •  Gli adulti misurano, 8-20 mm di lunghezza.
  •  Lo Scarabeo Vespa ha le antenne giallo marrone, e il corpo con i colori simili ad una vespa con la quale viene spesso scambiato a prima vista, colori che usa per mimetizzarsi.
  •  Le antenne dei maschi di Plagionotus arcuatus sono più lunghe di quelle della femmina.

Ciclo di vita:

  •  Le uova vengono deposte attraverso fessure, tra la corteccia interna e l’alburno.
  •  Le larve di Plagionotus arcuatus, quando mature, scavano gallerie in senso longitudinale (45-60 gradi) molto lunghe con una camera finale a forma di L. più o meno a 3-7 cm dalla corteccia.
  •  In questa “camera” finale, lo Scarabeo Vespa si impupa sul dorso, mantenendo la testa in direzione della corteccia.
  •  Queste gallerie misurano tra gli 8-10 mm di diametro.
  •  I fori di “sfarfallamento” degli adulti hanno forma ovale.
  •  Lo Scarabeo vespa o Plagionotus arcuatus non si riproduce molto perché durante il suo ciclo di vita rimane dipendente dal legno dove è nato, il quale si seccandosi con il tempo, non gli permetterebbe una numerosa progenie, dal punto di vista della possibilità alimentare.

Abitudini:

  •  Il Plagionotus arcuatus attacca soprattutto querce, castagni e faggi, più raramente il  salice e il carpino.
  •  Può attaccare anche piante vive indebolendole notevolmente e arreca danni gravi ai legni strutturali mal stagionati.

Coleotteri Longicorno

INFESTANTI DEL LEGNO

Coleotteri Longicorno : Callidium violaceum L. e Phymatodes  Testaceus.

Cerambicidi

fig.1 Callidium violaceum                   fig.2 Phymatodes testaceus

 

Habitat:

  •  Ovunque ci siano legni di conifere, latifoglie e querce.

Morfologia:

  •  Insetti di media grandezza caratterizzati da lunghe antenne.
  •  Il Longicorno misura tra gli 8 e i 15 mm;
  •  Il Callidium violaceum, ha un colore blu metallizzato vivo, mentre il Pymatodes testaceus è sui toni del coccio e ha un corpo più longilineo.

Ciclo vitale:

  •  Le uova sono depositate dalle femmine di Callidium violaceum e Pymatodes testaceus, in colonie, normalmente nelle fessure della corteccia.
  •  Le larve passano la loro esistenza nella corteccia e nella parte più morbida del legno, anche chiamato alburno, dove mangiano il legno e scavano gallerie larghe e curvilinee.
  •  Poi le larve dei due Longicorni scavano una galleria speciale più profonda delle altre, ma sempre nell’alburno, nella quale alla fine si impupano.
  •  In seguito, escono dai fori di sfarfallamento, ovali, per il Callidium violaceum e ellittici per il Pymatodes testaceus che misurano più o meno tra i 4 e i 7 mm di diametro.
  •  Il suo ciclo vitale risulta essere più o meno di un anno nei legni umidi, o 2-3 anni nei legni secchi.

Abitudini:

  •  Il Coleottero Longicorno o Callidium Violaceum come il  Pymatodes testaceus amano i rami secchi e meglio ancora il legno abbattuto di fresco, ancora trasudante di linfa.
  •  Attacca quindi dentro le case, i legni strutturali mal stagionati ,e i danni provocati sono gravi e molto simili.
  •  Le larve producono un abbondante rosura granulare di legno.

Infestanti del legno

INFESTANTI DEL LEGNO

Tra gli insetti che deteriorano il legno e di conseguenza lo infestano possiamo distinguerne tre tipi:

  1.  Quelli che infestano solo in legno vivo;
  2.  Quelli che infestano il legno fresco;
  3.  Quelli che infestano il legno stagionato;

Normalmente quelli che più ci preoccupano, sono gli appartenenti al terzo gruppo. I nostri mobili antichi, le nostre bellissime travi del tetto, una volta infestate perdono notevolmente di valore, oltre che di stabilità.
Purtroppo ai giorni nostri avendo a che fare sempre più spesso con la “fretta”, la stagionatura del legno è spesso approssimativa, perciò dobbiamo preoccuparci anche degli insetti che infestano il legno fresco.
E’ importante anche distinguere tra gli insetti che oltre a viverci (nel legno) se ne nutrono anche, i cosiddetti insetti “ xilofagi” da quelli che invece lo usano soltanto per abitarci, ma non per questo causano meno danni, dato che lo indeboliscono scavando lunghe gallerie al suo interno.

Come dicevamo, numerosissimi sono gli insetti infestanti del legno, in questa sezione affronteremo le schede etologiche informative, solamente dei più comuni e dannosi.

I Cerambicidi  (Coleotteri)

Anobidi (I Tarli)

Siricidae  (Vespe)

I Lictidi

Le Formiche

Le Termiti

Falena dalle spalle bianche – Endrosis sarcitrella

INFESTANTE TESSUTI

Falena dalle spalle bianche – Endrosis sarcitrella

Lepidotteri

Habitat:

  •  Come la Falena marrone della casa, la Falena dalle spalle bianche o Endrosis sarcitrella è cosmopolita.
  •  In alcuni paesi come la Gran Bretagna è considerata tra i più dannosi insetti infestanti delle derrate alimentari.

Morfologia:

  •  In media la femmina di Endrosis adulta misura 6,5 mm e il maschio arriva a 10 mm.
  •  Si possono riconoscere facilmente dal cappuccio e mantellina bianca e dal protorace, sempre bianco,  che contrasta nettamente con le ali macchiate di scuro.
  •  Le ali dell’Endrosis sarcitrella hanno le punte meno appuntite, quasi come quelle della Tignola del grano la Sitotroga cerealella.

Ciclo di vita:

  •  L’incubazione delle uova richiede tra i 10 e i 58 giorni.
  •  Le larve di Endrosis sarcitrella sono molto simili a quelle della falena marrone: bianche con la testa scura, misurano circa 12 mm.
  •  Il periodo larvale può durare fino a 130 giorni, dipendendo dal clima, dalla disponibilità di cibo, e dall’umidità.
  •  Passato il periodo larvale, nel quale causano più danni, si impupano (ossia formano il loro bozzolo) attaccato ai detriti alimentari, ai tappeti, agli indumenti di lana.
  •  In genere si sviluppa una generazione all’anno.

Abitudini:

  •  E’ doveroso parlare dell’enorme quantità e varietà di materiale che l’Endrosis sarcitrella mangia.
  •  Considerata infestante dei tessuti, e infestante delle derrate alimentari.
  •  In particolar modo; semi secchi, rifiuti di vegetali secchi, funghi, sughero (è particolarmente temuta nelle cantine), tappeti e lana in generale, grano e frumento, mangimi misti per l’allevamento, farina e derivati.

Specialmente se il vostro lavoro dipende dall’integrità e dalla conservazione di prodotti alimentari, raccomandiamo attenzione e una disinfestazione proattiva al primo sbattere d’ali che avete l’occasione di notare nei vostri magazzini.

Scarabeo ragno dorato-Niptus hololeucus

INFESTANTI DEI TESSUTI E DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarabeo ragno dorato- Niptus hololeucus

Coleotteri

Habitat:

  •  I nidi di api, vespe e uccelli forniscono il loro habitat naturale;
  •  Questo Scarabeo Ragno dorato ha abitudini notturne .
  •  Cosmopolita
  •  Come tutti gli scarabei vive in mezzo ai detriti animali e vegetali, capannoni, magazzini tenuti male, cantine e case vecchie.

Morfologia:

  •  Adulti, sono lunghi da 3 a 4,5 mm, hanno il corpo rivestito di una bellissima peluria dorata;
  •  Non hanno ali per il volo, ma sono estremamente rapidi.

Ciclo di vita:

  •  Vengono deposte tra le 20 e 40 uova, singolarmente, nell’arco di alcune settimane;
  •  Le uova di scarabeo ragno dorato si aprono in media dopo 11-20 giorni ad una temperatura di 18°-20° gradi C.
  •  Il periodo in forma di larva dura 150 giorni , ed è durante questo periodo che attacca anche i tessuti presenti in casa, e sopra i quali attacca le sue pupe.
  •  Dopo, il Niptus hololeucus si impupa nel suo bozzolo per 18 – 26 giorni.
  •  La sua vita da adulto, come Scarabeo Ragno dorato può durare fino a 250 giorni

uova ,larva e adulto dello Scarabeo Ragno dorato

Abitudini:

  •  Pur essendo onnivoro è considerato un infestante dei tessuti.
  •  Tra le altre cose, ama nutrirsi di : detriti vegetali e animali, semi, latte in polvere, oltre appunto a lana, lini, sete naturali.
  •  In particolar modo gli Scarabei ragno dorati,amano tutti i tessuti sporchi di grasso e residui di pelle.
  •  Gli adulti di Niptus hololeucus hanno bisogno d’acqua e si possono incontrare in comunità numerose.

Molto spesso esiste un focolaio originario dell’infestazione, che può essere un nido di uccelli, di vespe. In caso di grave infestazione di scarabei ragno è sempre meglio procurare la causa originaria, e contattare personale specializzato in disinfestazioni.

Pesciolino d’Argento – Lepisma saccharina

INFESTANTI DEI TESSUTI E DELLA CASA

Pesciolino d’Argento – Lepisma saccharina

Tisanuri

Habitat:

  •  Sopravvissuto ad una evoluzione di 300 milioni di anni, è cosmopolita.
  •  In Europa meridionale e in alcune parti dell’ Asia i Pesciolini d’argento, vivono all’aria aperta, ma nel resto del mondo li troviamo principalmente nelle case;
  •  Specialmente vivono in posti umidi, bagni e cucine dovuto alla loro necessità d’acqua.

Morfologia:

  •  Ricoperti di scaglie di colore argento (dopo la terza muta), il Pesciolino d’argento non vive le stesse metamorfosi delle farfalle, ma muta comunque la sua pelle e scaglie fino a 70 volte nella vita.
  •  Il corpo del Lepisma saccharina  è sottile e allungato  con due antenne e due cerci lunghi, posteriori, con funzioni tattili.
  •  Solo il corpo, misura circa 1 cm.
  •  Sono animali che vivono a lungo, fino a 5 anni, ma non molto prolifici;
  •  Nella loro vita le femmine di Lepisma depositano un massimo di 20 uova, nelle fessure e crepe dei muri, dalle quali nascono i piccoli del tutto simili all’adulto ma più piccoli.
  •  L’ apparato digerente del Pesciolino d’argento è capace di digerire cellulosa.
  •  La maturità sessuale delle femmine viene raggiunta dopo circa 6 mesi, la loro riproduzione è una “riproduzione indiretta” così chiamata perché non c’è contatto fisico diretto tra i due sessi.
  •  Il maschio di Lepisma saccharina rilascia una specie di bozzolo pieno di spermatozoi, e la femmina li feconda indirettamente.

 

Fig 2 : Le appariscenti scaglie d’argento del lepisma saccharina dopo la sua terza muta.

Abitudini:

  •  In particolare, le abitudini alimentari del Lepisma sono onnivore, possono digerire cellulosa e amano la colla, quindi i libri e le loro rilegature sono tra i più affettati da quest’infestante dei tessuti e della casa, tappezzerie, capelli, forfora, materiali da imballaggio, cotone, lino e seta.
  •  I Pesciolini d’argento possono comunque rimanere mesi senza nutrirsi, e mangiare i resti di pelle della loro stessa muta.
  •  Hanno abitudini notturne, spesso quando li troviamo nei lavandini o nelle vasche da bagno, è sbagliato pensare che escano dai tubi di scarico, semplicemente, attratti dall’acqua, non ne riescono a scalare le pareti in ceramica smaltata per uscirne.

 

I Pesciolini d’argento o Lepisma saccharina, difficilmente sono considerati molto infestanti, e non comportano alcun pericolo per la nostra salute.
Per allontanarli dai libri molto spesso è sufficiente inserire tra le pagine qualche foglia di alloro.
I fiori di lavanda sono un ulteriore deterrente per questi preistorici animaletti. Parlando invece in disinfestazione proattiva è bene eliminare dagli edifici, fessure e eccessiva umidità.

Antreno – Anthrenus verbasci

INFESTANTE DEI TESSUTI

Antreno- Lo Scarabeo variegato dei tappeti

Coleotteri

Habitat:

  •  Cosmopolita
  •  Vive e infesta spesso i nidi di vespe ed è spesso associato alla loro presenza.
  •  Lo scarabeo adulto si nutre solo di polline e nettare dei fiori, quindi ha bisogno di un giardino nelle vicinanze.

Morfologia:

  •  Anche chiamato scarabeo del tappeto variegato, ne esistono molte varietà, differenti per colore e posizionamento di ali, e più o meno lunghi.
  •  Gli adulti di Anthrenus verbasci misurano in media, 2-3 mm di lunghezza;
  •  La larva di Antreno adulta misura 4-5 mm ed è attraversata da righe trasversali marrone scuro;
  •  Quando allarmata, la larva di Antreno alza due o tre ciuffi di setole nella parte posteriore del corpo.

Ciclo di vita:

  •  La femmina adulta di scarabeo del tappeto depone circa 40 uova, dopo di ciò può vivere come adulta ancora una media di giorni che va dai 14 ai 44.
  •  L’uovo di Antreno si apre dopo 17-18 giorni, nella sua forma larvale passa poi da 220 a 233 giorni prima di impuparsi.
  •  Può rimanere allo stadio pupale fino ad un mese prima di uscire nuovamente come adulto.


Abitudini:

  •  La larva di Scarabeo del tappeto è come tutte le larve di insetti infestanti dei tessuti la più vorace, e sicuramente la più distruttiva.
  •  Le uova di Antreno vengono deposte in vecchi nidi di uccelli, feltro, stoffa o lanugine di polvere.
  •  L’ Anthrenus verbasci, o Antreno, nella sua forma di larva, mangia e infesta: cotoni, lini, fibre sintetiche (ad eccezione dell’acetato di rayon) , fibre di lana, tappeti, seta, pelli, pellicce, piume, capelli, cereali, farina di pesce, alimenti animali e vegetali trasformati.
  •  Altro cibo preferito dalla larva sono insetti morti e ragni.

Essendo così onnivoro e cosmopolita, possiamo percepire i problemi di un infestazione da Anthrenus verbasci, Per lui come per gli altri infestanti dei tessuti le raccomandazioni riguardo la pulizia e la possibilità di una disinfestazione proattiva sono le stesse.

Tarma dei tappeti o Trichophaga tapetzella

INFESTANTE DEI TESSUTI

Tarma dei tappeti   Trichophaga tapetzella

Lepidotteri

Habitat

  •  Cosmopolita
  •  Preferisce tessuti più pesanti come i tappeti, e di minor qualità, da qui il suo nome comune: tarma o tignola dei tappeti
  •  Come la Hofmannophila pseudospretella prospera in condizioni di umidità, quindi particolarmente nei bagni, scuderie, cucce di animali domestici.

Morfologia

  •  È la più grande tra le tarme, l’apertura alare della Trichophaga tapetzella  adulta arriva ai 19 mm.
  •  Ha la testa e un pezzetto delle ali anteriori nere (marrone scuro), le ali posteriori grigio chiaro uniforme.


Ciclo vitale

  •  Gli adulti sfarfallano tra aprile e giugno e si accoppiano subito usciti dal bozzolo
  •  La femmina della tarma dei tappeti depone tra le 6 e le 10 uova;
  •  Lo stadio larvale dura tutta l’estate ed è il periodo quando avvengono i maggiori danni.
  •  La larva di Trichophaga tapetzella  fila il proprio bozzolo per impuparsi  tra le fibre dei tessuti
  •  La tarma dei tappeti può completare una o due generazioni all’anno.

Abitudini

  •  Le larve della Tarma dei tappeti costruiscono gallerie e tane in mezzo ai tappeti per spostarsi.
  •  Le loro preferenze alimentari sono: tappeti, arazzi, feltri, pelli, pellicce e crini di cavallo.

 

 

larve di Trichophaga tapetzella

Consigli:


Come per le altre specie di tarme infestanti dei tessuti, è importante:

  •  non riporre vestiti usati senza lavarli, e stirarli con ferro caldo
  •  Passare spesso l’aspirapolvere, anche negli angoli, utilizzando la spazzolina apposita
  •  Attenzione agli arazzi collocati su pareti umide.

In caso di infestazione da Tarme, reputata superiore alla norma, contattare una ditta specializzata in disinfestazioni, affinché possa intervenire in sicurezza e soprattutto individuare il focolaio dell’ infestazione.

Un nostro disinfestatore esperto provvederà a scegliere, caso per caso, la tecnica di disinfestazione migliore ma solo dopo aver avviato un attenta ispezione alla vostra casa. Il primo passo da fare è, infatti, avviare una scrupolosa analisi di tutti i tappeti nella vostra casa per evidenziare uova o larve.

Tarma delle pellicce – Tinea pellionella

 Tarma delle pelliccie o Tinea Pellionella

Habitat

  •  Cosmopolita ma preferisce temperature più calde
  •  È la prima tarma per presenza in Italia
  •  Ovunque ci siano tessuti, piume, pellicce

Morfologia

  •  Apertura alare dell’adulto fino ad 1 cm e ½.
  •  L’ adulto è leggermente più piccolo e più scuro della Tarma dei tessuti.
  •  I maschi sono a loro volta più piccoli e di colore più tenue delle femmine.
  •  Le larve sono marroni nel primo segmento, poi diventano nere con una riga longitudinale.
  •  Le larve si muovono sempre portandosi dietro il bozzolo, dentro del quale si possono girare tranquillamente e pertanto mangiare da ambo i lati.

 Cicli di vita

  •  Le femmine adulte (farfalle) vivono all’incirca 30 giorni e depositano dalle 100 alle 300 uova.
  •  Lo stadio di larva dura 50 giorni o più, dipendendo dalle condizioni climatiche, ed è in questa fase che, mangiando in continuazione causa il maggior numero di danni.
  •  Se alla larva di tinea pellionella viene rimosso il bozzolo molto spesso muore, a meno che non riesca ad imbozzolarsi nuovamente tra la trama dei tessuti.
  •  Si impupa chiudendo il suo bozzolo da ambedue le estremità.
  •  In casi ottimali ci possono essere anche 3 o 4 generazioni all’anno.

Abitudini

  •  Le femmine della tarma delle pellicce sono più pigre e volano decisamente meno dei maschi.
  •  Le larve della tarma delle pellicce mangiano: lana pregiata, seta, pelli, piume, tessuti di cotone, semi, imbottiture di animali impagliati e molte altre cose.

In caso di una infestazione grave dovuta alla Tinea pellionella , oltre ad essere necessario chiamare una ditta specializzata in disinfestazioni, è importante prendere qualche accorgimento come: tenere sempre pulite le cucce degli animali domestici, usare molto l’aspirapolvere e svuotare spesso il sacchetto, evitare di portare in casa fiori recisi, usare olio di cedro come deterrente e disinfestare attraverso la  fumigazione  fatta da personale autorizzato, mobili imbottiti, tessuti alle pareti ecc.


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Falena Marrone della Casa

INFESTANTE DEI TESSUTI E DELLE DERRATE ALIMENTARI

Falena marrone della casa- Hofmannophila pseudopretella

 Lepidotteri

Habitat:

• Cosmopolita
• Molto sensibile alle variazioni di temperatura

Morfologia

• La falena adulta di Hofmannophila pseudopretella é di color bronzo marrone
• Macchie marroni scure sulle ali anteriori;
• L’apertura alare della farfalla adulta é di 8,5 -14 mm;
• La larva dell’Hofmannophila pseudopretella completamente cresciuta è bianca trasparente con la testa marrone scuro, misura circa 6 mm.
• Le sue feci sono oblunghe e più grandi di una tarma normale.

Ciclo di vita:

• La femmina adulta, al termine della sua vita può deporre 500-600 uova;
• Il periodo d’incubazione delle uova, varia da 8 a 110 giorni;
• La larva della Falena marrone ha la particolarità che può entrare, prima di impuparsi in una fase di disseccamento, e rimanere così anche per molti mesi, fino a che le condizioni di umidità non superano l’80% .
• Normalmente la sua fase larvale dura tra i 71 e i 155 giorni.
• In realtà, in condizioni ottimali il suo ciclo di vita non supera gli 11-13 mesi.

Abitudini:

• Onnivora, estremamente vorace quando larva, l’Hofmannophila pseudopretella può causare gravi infestazioni.
• Mangia cereali tra i quali frutta secca, farina, grano, piante secche e animali: pelli, pellicce, tappezzerie, tappeti, nidi d’uccelli, rilegature in cuoio.
• E’anche considerata un animale infestante delle derrate alimentari.

 

Per contrastare le infestazioni di Hofmannophila pseudopretella esistono dei ferormoni specifici, oltre i normali accorgimenti di pulizia. Comunque soprattutto in caso di derrate alimentari è bene contattare una ditta specializzata in disinfestazioni di vostra fiducia.

Tarma dei Tessuti-Tineola Bisseliella

INFESTANTE DEI TESSUTI

Tarma dei tessuti oTineola Bisselliella

Lepidotteri

Habitat:

  • Questa Tarma infestante dei tessuti è molto comune ovunque, cosmopolita.
  • Abita preferibilmente in luoghi scuri.
  • Armadi poco arieggiati
  • Sotto i tappeti
  • Nei mobili imbottiti

Morfologia:

  • Apertura alare da adulti 14/18 mm, il corpo fino a 2 cm, il maschio è leggermente più piccolo
  • In posizione orizzontale è di colore giallo oro con riflessi satinati
  • In posizione verticale è di colore rosso oro
  • Le uova sono ovali, oblunghe e di color avorio, normalmente depositate sotto i colletti e polsini.
  • Le larve della tineola bisselliella sono lucide, bianco crema, con la testa marrone.
  • Queste larve possono costruire gallerie setose.

Ciclo di vita:

  • Le tarme sono molto sensibili a temperatura e umidità, quindi i vari cicli di vita hanno una durata molto variabile a seconda dell’una o dell’altra.
  • le uova, attaccate ai fili dei tessuti infestati come un tappeto di seta, si schiudono in estate in un periodo di tempo che va tra i 4 e i 10 giorni e, in inverno invece, la schiusa può impiegare fino a 4 settimane.
  • Le larve di Tineola Bisseliella che escono dalle uova sono lunghe 1 mm di lunghezza e difficilmente visibili.
  • Alcune di loro girano semi avvolte da un fragile tubo di seta, altre completamente nude.
  • La loro vita di tarma come larva può durare tra le varie mute, tra i 30 gg e i 2,5 anni, ed è il periodo più distruttivo perché mangia in continuazione, tanto che alla fine della loro maturazione arriva a misurare 12 mm di lunghezza.
  • Poi si filano attorno un bozzolo di seta, escrementi fibre tessili, e si impupano.
  • Come pupa la Tarma dei Tessuti passa tra i 50 e i 90 gg, ma in condizioni sfavorevoli fino a 4 anni.
  • Quindi in seguito nasce l’adulto in forma di farfalla, che si accoppia e deposita nuovamente le uova.
  • La femmina adulta di Tineola Bisseliella muore dopo aver depositato tra le 40 e le 50 uova.
  • Le tarme adulte vivono come farfalle per 2/3 settimane.
  • Ci sono circa 2 generazioni all’anno in condizioni favorevoli.

Abitudini:

  • Sorprende l’abilità  della Tarma dei tessuti nell’entrare anche attraverso le fessure più sottili;
  • Le femmine volano poco, al contrario dei maschi.
  • Non sono le tarme adulte che sono dannose ma bensì le larve della tineola bisselliella;
  • Mangiano: abiti conservati, tappeti, mobili imbottiti, animali impagliati, pellicce, lana, piume, feltri di pianoforte, setole di spazzole ( è anche chiamata la Tarma dei crini).

Curiosità: Molte persone in tutto il mondo, compresi molti bambini, si sono intossicati con il naftalene e paradiclorobenzene (PPB) attenzione a quello che usate per difendervi. Oltretutto la naftalina può causare scolorimento sui tessuti, quando ne viene a diretto contatto.

E’ sempre meglio rivolgersi con fiducia a personale specializzato in disinfestazioni nel caso si possegga un azienda che lavori nel ramo dell’abbigliamento e dello stoccaggio di tessuti, e si desideri affrontare una disinfestazione proattiva.


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Infestanti dei Tessuti

INFESTANTI DEI TESSUTI

Tarme e Tignole le conosciamo bene, ogni donna in famiglia ha la sua ricetta tramandata per evitare, all’inizio dell’ inverno che verrà, di ritrovare pellicce e maglioni sfaldarsi tra le mani come per magia.

Forse non conosciamo però l’aspetto delle loro larve, il tempo della loro riproduzione, la specie esatta di quelle farfalline o piccoli scarabei che ci causano tanti problemi.
Vediamoli insieme uno per uno, attraverso le nostre schede etologiche, potremo così riconoscerli facilmente e altrettanto semplicemente imparare a prevenire le infestazioni.