Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

Habitat:

  •  La Mosca delle stalle (Stomoxys calcitrans) anche chiamata mosca pungente, è simile alla mosca domestica ma i dolori del suo morso sembrano quelli del tafano.
  •  Anche lei come il tafano ama le zone rurali, gli allevamenti di bestiame, i luoghi caldi e assolati dove possa tranquillamente sopravvivere fino ai freddi di dicembre.
  •  La mosca delle stalle, vive spesso vicino a materiale in decomposizione visto che le sue uova vengono deposte nelle concimaie e persino nei mucchi di alghe. Per questo motivo la Stomoxys calcitrans viene incontrata spesso anche nelle zone litoranee.

Morfologia:

  •  Spesso confusa con la Mosca domestica, possiede però rispetto a questa delle dimensioni maggiori, è lunga circa 8mm ma può arrivare fino ai 10mm.
  •  La mosca pungente ha una macchia chiara nel mezzo del torace e bande longitudinali. Sul dorso presenta invece numerose macchie circolari.
  •  In questa famiglia di Ditteri sia i maschi che le femmine possiedono un apparato boccale pungente e succhiante, e lo “stiletto” perforante sporge in modo vistoso dal capo.
  •  La Mosca delle stalle si distingue dalla mosca domestica quando la vediamo in posizione di riposo, di solito tiene le ali più allargate e il corpo è mantenuto parallelo rispetto alla superficie d’appoggio.

Ciclo vitale:

  •  Per produrre le uova di Stomoxys calcitrans la femmina della mosca pungente ha necessità di consumare prima almeno tre pasti di sangue.
  •  Le uova della mosca delle stalle vengono deposte singolarmente o in gruppi di 25-30 unità, durante un periodo di circa mezz’ora.
  •  L’incubazione ha una durata di 1-4 giorni ed è condizionata da temperatura e umidità.
  •  Le larve di Stomoxys calcitrans  sono coprofaghe (mangiano escrementi) e si nutrono delle sostanze nutritive presenti nel substrato di deposizione, normalmente appunto concimaie.
  •  Queste larve aumenteranno le proprie dimensioni attraverso 2 mute di crescita, durante un periodo di 11-30 giorni, al termine del quale si impupano.
  •  Lo sfarfallamento della Mosca delle stalle avviene dopo 6-20 giorni.
  •  Le Mosche pungenti adulte sopravvivono poco tempo: il maschio muore subito dopo l’accoppiamento, e la femmina poco dopo la deposizione delle uova.

Abitudini:

  •  Dopo aver lungamente infastidito il mammifero ospite,terminato il pasto, la Mosca delle stalle si allontana ma rimane nelle vicinanze, privilegia  siti caldi e soleggiati; muri, vegetazione bassa).
  •  La Mosca delle stalle, pur essendo diffusa maggiormente presso gli allevamenti e le aziende agricole, non ha preferenze particolari riguardo l’ospite e perciò può pungere qualsiasi mammifero compreso l’uomo, che attacca soprattutto alle caviglie, anche attraverso le calze.
  •  Questo fastidioso insetto parassita  è attivo solo di giorno e, una volta localizzata la sua vittima, atterra ed inizia a succhiare sangue perforandone la pelle di solito in corrispondenza delle ginocchia, del collo e delle parti inferiori delle zampe, dove trova i vasi sanguigni più esposti.

La mosca  Stomoxys calcitrans è un insetto infestante delle stalle, può ridurre il bestiame all’anemia, perdita di peso e riduzione della produzione di latte, oltre a favorire la diffusione di malattie (febbre equina, brucellosi, influenza suina) e parassitosi, con gravi danni economici per gli allevatori.

Attraverso i nostri specializzati biologi e programmi di disinfestazione proattiva abbiamo sempre la disinfestazione mosche più adatta alle vostre esigenze, siate un privato cittadino amante della campagna o un proprietario di allevamenti intensivi.

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Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

INFESTANTI DELL’ UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

Habitat:

  • L’Aedes albopictus, appartiene al sottogenere Stegomya ed è meglio conosciuta come Zanzara tigre.
  • Questa zanzara è sicuramente la più diffusa negli ambienti urbani, ed è considerata tra le 100 specie più dannose al mondo.
  • A differenza delle zanzare comuni (Culex pipiens), le quali preferiscono le acque dolci, ricche di materia organica tipiche delle nostre zone di campagna,  la femmina della Zanzara tigre asiatica depone le sue uova su terreno solido ma soggetto ad alluvioni stagionali.
  • Questo fatto spiega le periodiche esplosioni demografiche a seguito delle prime piogge primaverili o dei temporali estivi.
  • L’origine dell’Aedes albopictus è asiatica (sud-est) come sottolinea il suo nome comune, e ha cominciato a diffondersi nelle altre parti del mondo alla metà del XX secolo. In Italia è arrivata con un carico di pneumatici nel porto di Genova.
  • La Zanzara tigre si aggira in un raggio massimo di 200 m dal focolaio larvale, allontanandosi da esso di solito solo qualche decina di metri.  Spostamenti più ampi, possono essere favoriti dal vento o per trasporto passivo, ad esempio entrando accidentalmente nelle automobili o negli ascensori.

Morfologia:

  •  Il suo corpo, sottile e allungato, misura in lunghezza dai 4 ai 10 mm e la sua morfologia è del tutto simile a quella delle comuni zanzare domestiche.
  •  Si distingue nettamente dalla Culex pipiens per la vistosa livrea bianco-nera simile appunto ad un manto di una tigre.
  •  La larva della Zanzara tigre asiatica è allungata, con ciuffi di peli  lungo i grossi segmenti toracici, ha ovviamente anche lei un sifone respiratorio e mantiene una posizione quasi verticale sotto il pelo dell’acqua.
  •  I maschi, come in tutti i tipi di zanzare, sono più piccoli delle femmine.
  •  Le antenne dei maschi sono molto più folte di peli di quelle delle femmine.
  •  I palpi mascellari dei maschi dell’Aedes albopictus, sono più lunghi delle loro proboscidi; invece i palpi mascellari delle femmine sono decisamente più corti.
  •  La suzione del sangue è preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  •  La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.

Ciclo Vitale:

  •  Il Ciclo vitale della Zanzara tigre avviene tra i mesi di Aprile ed Ottobre, raggiungendo la massima densità alla fine dell’estate.
  •  Le uova dell’Aedes albopictus sono deposte al contrario della zanzara comune, su di un terreno solido, soggetto però ad inondazioni stagionali e appena vengono sommerse dall’acqua si schiudono.
  •  Da queste si sviluppano le larve che, dopo quattro stadi di crescita, si trasformano in pupe.
  •  Una volta diventate pupe, passate 48 ore avviene lo sfarfallamento.
  •  Dopo un paio di giorni si accoppiano, e la femmina deve fare il suo primo pasto di sangue, necessario per portare a maturazione le uova fecondate.
  •  Il ciclo vitale della zanzara tigre asiatica non supera le tre settimane, la femmina depone alcune decine di uova (in media tra 40 e 80) dopo ogni pasto di sangue.

Abitudini:

  •  I copertoni delle macchine sono uno dei luoghi preferiti sia dall’ dell’Aedes albopictus  che dall’Aedes egypti la femmina di queste specie, infatti, è fortemente attirata dal colore nero.
  •  La Zanzara tigre come abbiamo già osservato per la specie Aedes, e in genere per tutte quelle del sottogenere Stegomya, è attiva soprattutto durante il giorno.
  •  Questa zanzara è molto più aggressiva delle altre zanzare domestiche, e può pungere più volte lo stesso soggetto e, decisamente, le sue punture sono più fastidiose e irritanti per l’uomo.
  •  Di solito la zanzara tigre asiatica vola a pochi centimetri da terra, colpendo per lo più gambe e caviglie.
  •  L’Aedes albopictus può trasmettere patogeni e virus come il virus della febbre del Nilo, della febbre gialla, dell’encefalite di St. Louis, della dengue, ed è l’agente patogeno della dirofilaria e chikungunya.

Come non ci stanchiamo mai di ricordare, al fine di evitare un infestazione massiva di zanzare è importante disinfestare prevenendo. Sia i privati che le aziende devono tenere sotto osservazione gli spazi a loro appartenenti, evitando di lasciare sottovasi senza sabbia, copertoni o secchi facilmente riempibili dalla pioggia.
Ovviamente una parte importante di questa disinfestazione proattiva spetta anche e soprattutto alle Amministrazioni Comunali, monitorando e disinfestando: porti, strade e stazioni ferroviarie.


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Infestanti dell’uomo e degli animali domestici

INFESTANTI DELL’UOMO E DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Un po’ di storia recente

Appartengo a una generazione che alla sola parola “pulci” la gente inorridiva stampandosi in faccia un’orribile aria schifata.

Immagino perché. Prima generazione dopo la guerra, quella del boom economico per intenderci, avevamo sentito raccontare in prima persona, storie terribili di scabbia, pidocchi, malattie terribili che uccidevano milioni di persone (pensate alla spagnola), ci avevano fatto vedere filmati e filmati fatti dal governo fin dalle scuole elementari che parlavano d’igiene, di come lavarsi i denti, di come pulire la casa (c’erano ancora le lezioni di “economia domestica”) e non erano “sovietici”, ma ben americani, dove le mamme erano perfette, le case a loro volta perfette e immacolate, e quanto poi agli insetti infestanti l’uomo, come le pulci e i pidocchi per dirne alcuni, non esistevano proprio o erano stati definitivamente debellati un po’ come il vaiolo per intenderci.

La mia generazione in compenso, devo dire che aveva un gran bel pregio, non credeva a nessuno ed era anche molto avventurosa. Partivamo con un sacco a pelo alla scoperta del mondo, peccato però che il sacco a pelo presto diventava il ricettacolo di ogni tipo di animale infestante.

Poi quando ebbi mia figlia, anni dopo, e il sistema di educazione igienica delle scuole ;andò sempre più deteriorandosi, non c’erano più i film ma solo carenza di personale, scoprii che lei, tutta la sua classe e chissà quanti altri bambini ancora, sparsi per le classi d’Italia avevano preso i pidocchi, e a tutt’oggi queste cose purtroppo succedono.

Cosa fare

Dovere di un genitore è informarsi, non di provare vergogna, perciò risolto il problema, la cosa migliore è senz’altro l’informazione.

Impariamo a riconoscere gli infestanti dell’uomo, ce ne sono di molto pericolosi come le zecche, per le malattie che portano con se, e anche di molto dolorosi come i tafani; ogni loro putura può rappresentare un trauma per il bambino, poi ce ne sono di invisibili come gli acari che troviamo ovunque e infine di tremendamente fastidiosi come le mosche. Dopo di ciò impariamo a difenderci, a proteggere i nostri cari e, anche e soprattutto i nostri animali domestici, molto spesso inconsapevoli focolai di infestazioni.

Anche le aziende d’allevamento sono e devono essere interessate all’argomento. Cosí come le scuole, gli hotel, gli organismi pubblici e via dicendo. Infatti, gli insetti infestanti dell’uomo sono spesso gli stessi infestanti degli animali d’allevamento e, dove esiste grande possibilità di contatto, si propagano felicemente i parassiti dell’uomo.

La Bio Disinfestazione srl studia e prova da anni, attraverso il suo personale specializzato in disinfestazioni, le nuove tecniche di disinfestazione eco-compatibile. Inoltre, la disinfestazione proattiva apre in continuazione nuove strade interessanti per una prevenzione continuata nel tempo, realmente efficace e sicura.
L’individuazione del focolaio d’infestazione è di fondamentale importanza, e solo una ditta specializzata in disinfestazioni, la vostra personale conoscenza della situazione e il riconoscimento dell’animale infestante, in questo caso molto a proposito definito come “parassita”, può risolvere il problema.
Bio disinfestazione srl è la risposta concreta e una consulta gratuita e senza impegno.

Approfondiamo insieme gli infestanti dell’uomo attraverso le nostre schede etologiche:

LE PULCI
I PIDOCCHI
LE CIMICI
LE MOSCHE PUNGENTI
GLI ACARI
LA ZECCHE
LE ZANZARE


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Moscerino dell’aceto – Drosophila melanogaster

INFESTANTI DELLE DERRATE

Moscerino dell’aceto – Drosophila melanogaster

Ditteri

Moscerino dell’aceto - Drosophila melanogaster

 Habitat:

  •  Il moscerino della frutta o moscerino dell’aceto (Drosophila melanogaster) è una specie cosmopolita, tuttavia è originario dell’Africa e dell’Asia.
  •  Vive dei parchi, nei giardini, nelle case , birrerie, mercati, vicino ai contenitori dei rifiuti organici, ed è chiamato moscerino dell’aceto per i danni economici che può causare proprio alle fabbricazioni di aceto, inoculando le sue uova nella cosiddetta “madre”dell’aceto, nutrendosi del lievito.
  •  Il moscerino della frutta causa anche gravissimi problemi quando la sua infestazione attacca ristoranti e bar.

Morfologia:

  •  Il 70% dei geni della Drosophila melanogaster sono uguali a quelli dell’uomo, viene perciò molto utilizzato nella ricerca scientifica e medica.
  •  Il moscerino della frutta quando adulto misura intorno ai 3 mm di lunghezza.
  •  Nella mosca della frutta, sono facilmente distinguibili i maschi dalle femmine, in quanto i maschi hanno l’addome scuro, tondeggiante e peloso.
  •  Nel maschio è pelosa anche una zampa posteriore per favorire la copulazione.
  •  Le larve del moscerino dell’aceto sono bianche, vermiformi, segmentate, con l’apparato boccale nero, e mangiano in continuazione.
  •  L’adulto del dittero Drosophila melanogaster,  ha due paia di ali come le mosche.

Ciclo vitale:

  •  Il ciclo vitale della mosca della frutta è breve, dura circa 10-12 giorni.
  •  La femmina di Drosophila melanogaster emette ferormoni che attirano i maschi della specie.
  •  Durante l’accoppiamento che avviene dopo una curiosa danza, il maschio del moscerino dell’aceto emette uno spermatozoo dieci volte più grande del suo corpo.
  •  Subito dopo la femmina del dittero comincia a deporre le uova (circa 20 al giorno) che si schiudono diventando larve in 24 ore circa, dando origine ad una rapida infestazione di moscerini della frutta.
  •  Lo stadio larvale dura circa 4 giorni, in quanto la pupa della mosca comincia a svilupparsi cambiando dall’interno la forma della larva.
  •  Solo quando le ali si stendono completamente la pupa del moscerino dell’aceto esce dalla camera pupale.

Abitudini:

  •  E`necessaria molta igiene per controllare le infestazioni della mosca della frutta, visto che le sue piccolissime larve si possono facilmente annidiare tra i mop e gli stracci umidi, con i quali appunto si puliscono pavimenti e superfici ed essere cosí trasportate ovunque.
  •  Oltre che nutrirsi di tutta la materia organica in decomposizione, il moscerino dell’aceto si nutre di lievito, questo è uno dei motivi dei danni causati dal moscerino alle fabbriche produttrici di aceto, egli si nutre del lievito necessario alla formazione della materia prima.

Pertanto il primo passo nella lotta al moscerino dell’aceto è l’igiene, in caso di infestazioni gravi alle derrate, data la rapidità dello svolgersi dell’infestazione è bene chiamare e consultare al più presto una ditta specializzata in disinfestazioni di derrate alimentari, che possa, attraverso il parere di un esperto biologo, consigliarvi una disinfestazione proattiva e risolvere di immediato il problema di infestazione della azienda.


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Tignola fasciata della farina – Plodia Interpunctella

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Tignola fasciata della farina – Plodia Interpunctella

Lepidotteri

Tignola fasciata della farina - Plodia Interpunctella

Habitat:

  •  Il lepidottero infestante delle derrate chiamato popolarmente: Tignola fasciata della farina (Plodia interpunctella) è cosmopolita, anche se in inglese è definita come “indiana” molto probabilmente si fa riferimento al bel motivo disegnato sulle sue ali, che ricorda l’arte di quel paese.
  •  La causa del diffondersi di questa infestazione alimentare è da ricondursi  ad una sorta di “passaggio” che la tignola fasciata prende all’interno di merci imballate in giro per il mondo, soprattutto nei mesi estivi.
  •  La Plodia Interpunctella infesta non solo le nostre case, ma ristoranti, negozi di alimentari, magazzini, negozi di animali, aziende produttrici di sementi, mulini.
     

Morfologia: 

  •  Con le ali chiuse, a riposo, la Falena fasciata della farina misura tra gli 8 e i 10mm di lunghezza con un'apertura alare di 14-20mm. 
  •  I bordi esterni delle ali superiori di questo insetto lepidottero infestante sono color bruno-rossastro, così come le “fasce”, mentre l'area interna è di colore giallo chiaro.
  •  Le ali inferiori sono  biancastre e, ambedue, brevemente frangiate, come per molte altre falene.
  •  Le larve o "bruchi" della Plodia Interpunctella sono lunghi circa 12 mm al raggiungimento della maturità.
  •  La  larva  della Tignola fasciata ha l’apparato masticatore scuro e il corpo bianco sporco.
  •  Le uova di questo insetto infestante delle derrate sono color grigio chiaro quasi bianco, e lunghe da 0,3 a 0,5 mm

Tignola fasciata della farina - Plodia Interpunctella

larva della Tignola fasciata della farina

Ciclo vitale:

  •  La falena femmina della Tignola fasciata depone tra 60 e 300 uova, sul più  vicino prodotto alimentare che trova.
  •  Le uova si schiudono in 2-8 giorni, considerando come temperatura ideale; 14 ° C.
  •  Ci vogliono tra le 4 e le 7 mute affinché le larve della Plodia interpunctella raggiungano la maturità
  •  La pupa di quest’insetto infestante delle derrate è normalmente in un bozzolo sciolto, di colore marrone giallastro che, alle volte, viene addirittura riusato da altre larve.
  •  La Plodia interpunctella sverna, generalmente, allo stadio di larva.
  •  Le larve pronte a impuparsi, alle volte “migrano” a notevoli distanze dalla loro primitiva  fonte di cibo, ampliando in modo grave l’infestazione degli alimenti.
  •  Spesso la larva della Tignola fasciata della farina trova il suo sito d’impupamento in crepe e fessure, altre invece, i bruchi strisciano sui muri  dove, tra la parete e il soffitto filano il loro bozzolo dal quale emergeranno poi, come nuove falene adulte.
     

Abitudini:

  •  Questa falena infestante dei prodotti alimentari la vediamo spesso svolazzare a zigzag  nelle nostre cucine e dispense
  •  La Tignola fasciata della farina vola per lo più di notte ed è attratta dalle luci.
  •  Il danno agli alimenti, che questo lepidottero infestante causa, è provocato dalla filatura dei fili di seta, che quasi invisibili legano in un’immensa rete, un grano all’altro.
  •  I cibi preferiti della Plodia Interpunctella, parassita delle derrate sono: frutta secca, cioccolato, prodotti cerealicoli, semi per uccelli, cibo per cani, cibo per pesci, cracker e pasta. 
  •  Nei silos e magazzini di stoccaggio delle derrate, l'alimentazione e di conseguenza l’infestazione della falena fasciata della farina avviene per fortuna nella parte superficiale.

Nella lotta alla Plodia interpunctella si utilizzano spesso le trappole a base di ferormoni, che nel caso d’infestazione dovuta alla falena fasciata su larga scala si usano soprattutto per il monitoraggio della popolazione e, per stabilire il tipo giusto di trattamento di disinfestazione e l’entità del trattamento stesso.
 

Consultare sempre una ditta di disinfestazioni alimentari, e insistere quando possibile per una disinfestazione proattiva.



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Punteruolo del grano – Sitophilus granarius

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Punteruolo del grano – Sitophilus granarius

Coleotteri Curculionidi

Punteruolo del grano - Sitophilus granarius

Habitat:

  •  Il Punteruolo del grano (Sitophilus granarius) è un coleottero infestante delle derrate alimentari, cosmopolita, che ama le zone di clima temperato e freddo.  
  •  Questo coleottero infestante si trova facilmente all’interno dei depositi o magazzini di stoccaggio dei cereali.
  •  Il Punteruolo del grano è chiamato così anche perché causa gravi danni alle cariossidi (buccia del seme).
  •  Il Sitophilus granarius, si ciba dei cereali infestati, sia nella fase adulta che in quella di larva.
  •  Non volando, preferisce insinuarsi sotto la superficie degli alimenti infestati.
  •  Il Punteruolo del grano ama il buio e rifugge la luce.

Morfologia: 

  •  I Punteruoli del grano hanno il corpo lungo circa 3-5 mm e di colore marrone castagno, più o meno scuro. Il loro corpo ha forma allungata, un poco incavata nella parte inferiore. 
  •  I Coleotteri Curculionidi a differenza di altri coleotteri, non possiedono il secondo paio di ali e sono perciò inabili al volo:
  •  L'esoscheletro del loro corpo ha un aspetto simile ad un metallo punzonato, ricoperto di piccoli fori, e da ognuno di questi fori emerge un'unica spessa e corta setola gialla. 
  •  Gli occhi del Sitophilus granarius sono abbastanza piccoli e separati da una specie di rostro che è poi la caratteristica più peculiare dei coleotteri curculionidi, detta clipeo.
  •  La larva del punteruolo del grano ha un aspetto vermiforme con tegumenti molli e di colore biancastro.

Ciclo Vitale: 

  •  La stagione riproduttiva del Punteruolo del grano inizia in primavera.
  •  Ogni femmina di Sitophilus granarius depone in media 2-3 uova al giorno, arrivando ad un totale di 350 circa, durante un periodo di 7-9 mesi.
  •  La femmina di questo coleottero infestante dei cereali depone le sue uova all’interno dei cereali infestati attraverso un piccolo buco scavato usando il rostro (clipeo) .
  •  La schiusa delle uova del punteruolo del grano, avviene dopo 4-15 giorni. In una temperatura ideale di calore e umidità ovviamente il processo è molto rapido.
  •  La larva di Sitophilus granarius si sviluppa in 20-40 giorni, essa si ciba svuotando il cereale dall’interno piano piano, di modo che da fuori è difficile accorgersi del danno, infatti, lascia intera la cariosside delle granaglie infestate
  •  La larva del Punteruolo del grano una volta matura, si rinchiude nella sua cella pupale e vi rimane per 5-20 giorni circa.
  •  Una volta formatosi l’adulto, questo si apre un varco con il rostro (clipeo) nella cariosside, ed esce.
  •  Il completamento dell'intero ciclo vitale del Punteruolo del grano avviene in circa 1 mese.

Abitudini: 

  •  Questa specie di coleotteri curculionidi infestanti delle derrate alimentari, è particolarmente dannosa, sia perché, degli alimenti infestati si nutrono non solo le larve ma anche gli adulti, e sia per la lunga durata della vita degli adulti (12-14 mesi) e, di conseguenza, dei danni dovuti all’infestazione.
  •  Il Punteruolo del grano infesta preferibilmente tutti i tipi di cereali compreso il riso, ma può attaccare all'occorrenza anche manioca, castagne secche, paste alimentari o, in alcuni casi  anche le leguminose come piselli, ceci e fagioli.

Questo strano insetto con un rostro (detto clipeo) a forma di proboscide appartiene alla famiglia del punteruolo del riso, e del famigerato punteruolo della palma che tanti danni sta causando al paesaggio dei lungomari Italiani, emergenza così sentita che ormai è diventato obbligatorio per legge denunciare e iniziare una disinfestazione proattiva immediatamente sulle piante colpite. 
 

Imparando a  distinguerli da altri insetti infestanti delle derrate, impareremo a difendersi da loro. Importante è rivolgersi subito a un’impresa specializzata in disinfestazioni di prodotti alimentari in stoccaggio o durante il processo di fabbricazione vero e proprio.



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Scarabeo ragno australiano – Pitnus tectus

 

INFESTANTI DELLE DERRATE


Scarabeo ragno australiano – Pitnus tectus 

Coleotteri Pitnidi

Scarabeo ragno australiano - Pitnus tectus

Habitat:

  •  Il Pitnus tectus si insedia facilmente nei magazzini sporchi o dove le merci rimangono senza ricambio per troppo tempo. Lo troviamo spesso come infestante dei silos di farina, dove si lavora il latte in polvere, dove si producono derrate liofilizzate e nell’ industria del cioccolato.
  •  Lo scarabeo ragno australiano è un insetto che vive in gruppo e può essere ritrovato facilmente all’interno di crepe e fessure.
  •  Il Pitnus tectus ha abitudini notturne e ama i  luoghi umidi.
  •  La presenza di questo infestante delle derrate è spesso associata anche con nidi di volatili.
  •  E`un parassita infestante molto diffuso nel settore alimentare, le larve dello Scarabeo ragno hanno la capacità di bucare molti tipi di imballaggio.
     

Morfologia:

  •  Gli adulti di questi piccoli scarabei infestanti in realtà possono ricordare acari giganti o piccoli ragni.  Hanno il corpo ovale o cilindrico e sono dotati di lunghe zampe e antenne.
  •  I Pitnus tectus sono lunghi da 2,5 a 4 mm con lunghe antenne filamentose e segmentate.
  •  Le larve dello scarabeo ragno crescono sino a 5 –7 mm e sono giallastre con testa marrone-ocra.
  •  Gli adulti inoltre, hanno elitre marroni rivestite di piccoli peli dorati.. Le loro ali anteriori sono dure e coriacee, e si trovano lungo la linea mediana della superficie dorsale,mentre le ali  posteriori del Pitnus tectus invece hanno un aspetto più simile ad una membrana.

Ciclo vitale:

  •  Le femmine degli Scarabei ragni australiani depongono da 100 a 200 uova singolarmente in piccoli gruppi. Queste uova di scarabeo si schiudono a 25 °C in 7-10 giorni circa.
  •  Lo sviluppo della larva di Pitnus tecnus avviene attraverso tre mute in un periodo di 40-50 giorni. 
  •  La fase di pupa occupa 20 – 25 giorni, lo scarabeo adulto ne emerge dopo 3 settimane. 
  •  Tutto Il ciclo vitale di questo scarabeo infestante delle derrate avviene in 4 – 6mesi.
  •  Il ciclo comprende da  2 a 3 generazioni per anno. L’adulto di scarabeo ragno australiano può vivere sino a un anno.

Abitudini:

  •  Il Pitnus tecnus è un insetto coleottero infestante con abitudini notturne.
  •  I suoi cibi preferiti sono: legumi, semi, grano, latte in polvere,farina, cacao, noci, spezie, resti di insetti morti.
  •  Lo scarabeo ragno australiano si nutre spesso anche di frutta secca o di carne, lana, peli, piume, escrementi di topo e ratto, insetti e altri animali ancora, libri, funghi secchi, alimenti per animali e zucchero.
  •  E’ un insetto gregario e può essere ritrovato in gruppi all’interno di crepe e fessure.

 

Ultimamente lo scarabeo ragno  è presente anche in molte case cittadine italiane, specialmente dove c’è un giardino nelle vicinanze e soprattutto nel periodo primaverile, le sue pizzicate difensive sono acute e dolorose, anche se non pericolose, a volte li troviamo nei nostri letti o nei vestiti smessi dove si rifugiano durante il giorno.

Il morso dello scarabeo ragno si riconosce dal fatto che sono due o tre piccoli morsi uno vicino all’altro.
 

Comunque è considerato principalmente un coleottero infestante delle derrate, più che della casa. Per questi tipi di animali, la disinfestazione proattiva, è la più adatta, tanto più che la sua infestazione si sparge molto velocemente e causa notevoli danni economici alle derrate.
 

Consultiamo sempre  una ditta specializzata in disinfestazioni e un medico nel caso di sospetta allergia o schock anafilattico al morso dell’animale.



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Ratto nero dei tetti – Rattus rattus

INFESTANTI DELLE DERRATE E DELLA CASA

Ratto nero dei tetti – Rattus rattus

Roditori

Ratto nero dei tetti – Rattus rattus

Habitat:

  •  Originario della Mesopotamia. il Rattus rattus o ratto nero dei tetti, è arrivato sulle coste mediterranee durante i secoli attraversando il mare sulle navi degli uomini.
  •  Allo stato selvatico troviamo il ratto nero in tutte le isole del Mediterraneo nelle falesie rocciose, sugli alberi, mentre dove il clima si fà più freddo, vive nelle abitazioni a stretto contatto con l’uomo ed è considerato un grave infestante delle derrate alimentari.
  •  Nelle campagne ha un debole per i magazzini, specialmente dove si manipolano e si stoccano alimenti, per le stalle e gli allevamenti, essendo un abile arrampicatore entra praticamente ovunque.

Morfologia:

  •  Il corpo del Rattus rattus, esclusa la coda varia dai 15 ai 24 cm
  •  La sua coda invece da sola, raggiunge i 17-28 cm, è scagliosa, glabra e dello stesso colore delle zampe.
  •  Il ratto nero dei tetti presenta una corporatura più slanciata rispetto ad un altro roditore infestante: il rattus norvegicus, il suo cranio è più stretto, allungato e appuntito.
  •  Il colore del suo pelo va dal grigio scuro al nero totale , grigio ardesia sul ventre.
  •  La vista del Rattus rattus non è molto sviluppata, i suoi occhi perciò sono grandi e sporgenti.
  •  L’udito è invece altamente sviluppato. Il ratto nero dei tetti può riconoscere infinite variazioni di ultrasuoni e le sue orecchie sono sottili, senza peli e quasi trasparenti.
  •  L’olfatto del ratto è anche questo molto sviluppato, permette ai Ratti neri di riconoscere i cammini  percorsi abitualmente. Questi cammini vengono marcati con le loro stesse urine e feci e con una sostanza oleosa (betalanolina) che essuda dal corpo dei ratti.
  •  Le feci, anche dette “fatte”, caratteristiche del Rattus rattus spesso sono a forma di piccole banane, lunghe di solito 9-12 mm e larghe 2-4 mm.

Ratto nero dei tetti – Rattus rattus

fatte di Rattus rattus

Riproduzione:

  •  Il periodo riproduttivo del Rattus rattus ha dei picchi in estate e in autunno, ma in condizioni favorevoli si riproducono durante tutto l’anno.
  •  La maturità sessuale è raggiunta dalle femmine dei ratti intorno ai 3-5 mesi di vita, in genere si accoppiano con il maschio dominante, dando alla luce tra i 5 e i 10 piccoli topolini dopo una gestazione di più o meno 24 giorni.
  •  Il ratto nero delle navi vive in colonie miste più o meno numerose, in queste colonie la struttura gerarchica è rigida, oltre al ratto maschio dominante esiste anche la femmina di ratto dominante, e questa prevale anche sui maschi subordinati.

Abitudini:

  •  Il roditore infestante Rattus rattus essendo prevalentemente arboricolo, costruisce i suoi nidi grandi e di forma globulare sugli alberi, preferendo palme e pini.
  •  Ha abitudini prettamente notturne.
  •  Il ratto nero dei tetti è una specie infestante che può compiere anche lunghi tragitti a procura del cibo, preferisce prodotti di origine vegetale, ama ogni tipo di frutta sia fresca che secca, granaglie, semi di pini, frutti delle piante ornamentali come quelle delle palme da dattero, uova di uccelli, chiocciole, larve e adulti di insetti, alimenti destinati agli animali domestici.
  •  È importante sottolineare la marcata neofobia di questa specie, che lo rende animale difficile da derattizzare con esche chimiche topicide, specialmente quando infesta depositi alimentari o silos dove l’abbondanza di cibo conosciuto lo porta a non interessarsi a nuovi odori o sapori.

A parte i danni che possiamo rilevare nelle nostre dispense, difficilmente troveremo tracce di buchi di tane scavate in prossimità dei pavimenti o nel terreno, piuttosto cerchiamo le tracce del Rattus rattus nei solai e soffitte. Il ratto nero delle navi contamina con la propria urina e feci anche il cibo che mangia.
Portatore di gravi malattie endemiche costituisce un gravissimo danno economico alle industrie e depositi alimentari, i quali si dovrebbero innanzi tutto premunire attraverso i numerosi accorgimenti che una buona ditta di disinfestazioni e derattizzazioni saprà sicuramente consigliare.
Una efficace disinfestazione proattiva seguita da specialisti in derattizzazioni sarà poi il complemento ideale per farci dormire sogni tranquilli.

Lyctus brunneus e Lyctus linearis

INFESTANTI DEL LEGNO

Lyctus brunneus e  Lyctus linearis
 

Lictidi
 

Lyctus brunneus e Lyctus linearis Lyctus brunneus

 

 

 

 

 

 

 

Lyctus brunneus e Lyctus linearisLyctus linearis

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •  Il Lyctus linearis è una specie nativa europea, mentre il Lyctus brunneus è di origine tropicale, ma si è acclimatato in tutto il mondo tanto da diventare piú diffuso dello stesso Lyctus linearis.
  •  L’introduzione del Lyctus brunneus in Europa é quindi avvenuta accidentalmente attraverso l’importazione di legni tropicali. 
  •  I Lictidi attaccano esclusivamente legno di latifoglia che abbia vasi di diametro superiore a 0,08 mm ed un tasso di umidità abbastanza elevata.
  •  I Lictidi infestano i legni dei pavimenti, rivestimenti, battiscopa, telai di porte o finestre, mobili e tutti  i tipi di oggetti  decorativi in legno.
  •  Sia il Lyctus Linearis, che il Lyctus brunneus sono insetti infestanti del legno che amano particolarmente le parti molli (alburno), del legno di latifoglie come la quercia, castagno, frassino, noce, olmo, il salice, il ciliegio e più raramente il faggio e pioppo.
  •  Il rosume di questi insetti infestanti del legno ha l’aspetto farinoso e sottilissimo, stipato nelle gallerie create dalle larve dei Lictidi.

Morfologia:

  •  Il colore del lyctus linearis è marrone giallastro e arriva fino al marrone rossastro.
  •  Il colore del lyctus brunneus è più uniforme e va dal marrone scuro al marrone rossastro.
  •  I Lictidi sono tarli di piccole dimensioni (3-8 mm), dal corpo allungato e leggermente appiattito, con il capo ben visibile, e le antenne con 11 articoli, abbastanza lunghe  e clavate.
  •  La longevità del maschio adulto è di circa due mesi, quello della femmina 4 mesi. 
  •  Le larve si presentano come un piccolo verme bianco grigiastro arricciato, tranne la testa che è in parte rossiccia. Lunghe da 4 fino a 8,5 mm quando sono nel pieno della maturazione.
  •  Le uova dei Lictidi sono piccole ( 1 mm), hanno un aspetto bianco translucido, e sono molto flessibili per poter essere inserite senza danni, nei vasi del legno.

Ciclo Vitale:

  •  Il ciclo vitale dei lictidi,  varia da 80 a 300 giorni (o anche 2 anni) a seconda delle condizioni ambientali e del valore nutrizionale del substrato del legno infestato.
  •  Le femmine sia del Lyctus linearis che del Lyctus brunneus depongono le uova nelle fessure dei vasi del legno. 
  •  La fertilità media è di circa una ventina di uova per il Lyctus linearis queste, vengono deposte in piccoli gruppi da 2 a 6. Per il Lyctus brunneus invece la femmina depone 50-70 uova rilasciandone 4-6 in ogni vaso del legno infestato.   
  •  Dalle uova nascono le larve. Questa é la fase infestante piú dannosa per il legno, quando le larve di lyctus linearis e lyctus brunneus  cominciano a scavare le gallerie nel legno infestato di cui si nutrono.
  •  Una volta che la larva ha completato il suo sviluppo si impupa in una camera pupale da lei scavata appositamente nelle gallerie vicino alla superficie del legno. Lo stadio di pupa dura dalle 2 alle 3 settimane.
  •  Quando l'adulto è formato, rimane ancora nella camera pupale per circa 4 giorni per poi scavare un buco verso l'esterno per liberarsi e prendere il volo attraverso il foro di sfarfallamento.
  •  Il periodo di comparsa all’esterno d’individui adulti è tra aprile e settembre e hanno prevalentemente abitudini notturne.
     

Abitudini:

  •  Si noti che l'uscita del fori di sfarfallamento del Lyctus brunneus e del Lyctus linearis sono rotondi, come nei Coleotteri.
  •  Queste gallerie sono spesso intasate di rosume con un aspetto farinoso e molto volatile. 
  •  Questo rosume essendo così fino, può cadere a terra, rendendo visibile l’infestazione del legno esternamente, e potendo facilmente permetterci di identificare la presenza di questo parassita formidabile. Potendo cosí procedere ad una efficace disinfestazione.
  •  Il Lyctus brunneus non attacca mai il legno tenero.

 

Purtroppo però, quando notiamo i fori di sfarfallamento degli insetti infestanti in superficie, di solito è troppo tardi per intervenire, perché il l’infestazione del legno é giá in atto e, il legno infestato, é spesso già compromesso nella sua meccanica.

E’quindi necessario prevenire attraverso la disinfestazione proattiva, ossia una disinfestazione attenta ai sintomi dell’infestazione, che affronta i problemi mano a mano che si presentano, con tecniche di disinfestazione sempre all’avanguardia. Per questo é bene affidarci a personale specializzato in disinfestazioni al primo apparire di leggeri rumori notturni provenienti dagli amati oggetti di legno della nostra casa.



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Ptilinus pectilicornis

INFESTANTI DEL LEGNO

Ptilinus pectilicornis

Anobidi

Ptilinus pectilicornis

maschio di Ptilinus pectilicornis

Habitat:

  •  Il Ptilinus pectilicornis è presente in Europa e soprattutto sui legni di acero, faggio, pioppo e ontano.

Morfologia:

  •  L’adulto di Ptilinus pectilicornis  ha il corpo di forma cilindrica, leggermente arrotondato all’estremità, e la sua lunghezza è di 4-5 mm.
  •  Il suo colore tende al marrone scuro con le elitre più chiare. Le ali anteriori e il dorso sono coperti da una fina e fitta peluria giallastra.
  •  Il maschio di quest’insetto infestante del legno, ha delle antenne cosiddette “pettinate” ossia a forma di pettine dai denti larghi, molto caratteristiche.
  •  Le femmine di Ptilinus pectilicornis invece le hanno a forma di sega dette “serrate”.

Ciclo vitale:

  •  Il ciclo vitale del Ptilinus pectilicornis ha una durata media di 2-3 anni.
  •  L’adulto, agli inizi di giugno, prima di uscire dal foro di sfarfallamento si accoppia dentro le gallerie, e depone le uova al loro interno.
  •  Le larve come tutte quelle degli Anobidi sono biancastre e a forma di C, con un apparato masticatore più scuro in evidenza.

Abitudini:

  •  Le gallerie di questo insetto infestante del legno, sono sempre tortuose e riempite di rosume, intrecciate molto spesso tra loro, così che la resistenza strutturale e meccanica del legno infestato diminuisce notevolmente.
  •  Più esemplari possono uscire dalle stesso foro di sfarfallamento. In questo modo la reale gravità dell’infestazione da Ptilinus pectilicornis è difficile da quantificare.
  •  Il rosume da loro provocato è compattato in modo da ostruire le gallerie, che vengono poi riaperte dalle femmine adulte e dalle stesse larve di Ptilinus.

 

Molto spesso accade che ci si accorga della presenza dell’insetto soltanto quando l’attacco è già in uno stadio avanzato di infestazione e ci ritroviamo a toccare un legno che in realtà è completamente vuoto all’interno. È importante quindi, fare attenzione come al solito, alla presenza di fori di sfarfallamento, di rosume e, prevenire quanto risolvere al più presto l’infestazione da Ptilinus pectilicornis consultando ditte specializzate in disinfestazioni e utilizzando sistemi di disinfestazione proattiva.