Tarantola – Genus Aphonopelma

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Tarantola –  Genus Aphonopelma
   
Tarantola - Genus Aphonopelma

Habitat:

Inseriamo queste specie di  Tarantola, la Genus Aphonopelma non perché sia presente naturalmente  in Italia, ma perché, andando di moda allevarla in un terrario, fosse mai un giorno ve la trovate davanti libera e felice…

  •     Tutte le tarantole sono ragni terricoli, anche la tarantola italiana (ragno lupo Lycosa Tarantula).
  •     Come loro tana possono scegliersi sia una tana di roditore abbandonata, come costruirsela da se. Di solito in una collina al riparo da eventuali inondazioni, e la foderano tutta con la loro tela sericea.
  •     Rimangono nelle tane però solo cinque mesi all’anno, il resto del tempo le tarantole le passano a caccia nascondendosi sotto le rocce, radici, pezzi di corteccia.
  •     Le tarantole della specie Genus Aphonopelma ,si trovano in tutta l'Africa, gran parte dell'Asia e in tutta l'Australia, negli Stati uniti e America del sud.
  •      In Europa, ci sono alcune specie (Lycosa tarantula) in Spagna, Portogallo, Turchia, Italia e Cipro.
  •     Il morso delle tarantole, almeno della  maggior parte di esse, è innocuo per l'uomo, e alcune specie sono popolari nel commercio di animali domestici esotici.
  •     Tutte comunque sono velenose, e alcune pur provocando disagi estremi nell’uomo, non ne causano la morte.
  •     Uno degli eventi più spettacolari collegato alle tarantole avviene in Texas e dura un paio di settimane ogni estate: tutte le Tarantole maschio escono dalle tane apparentemente migrano in cerca di femmine.

Morfologia:

  •     Come altri ragni, le tarantole Genus Aphonopelma hanno "zanne" alla fine dei cheliceri da dove esce il veleno quando mordono la preda. iniettano veleno quando mordono la preda. Questo veleno serve principalmente per liquefare la preda visto che questi antropodi chelicherati ingeriscono solo liquidi.
  •     Come tutti gli artropodi, la tarantola è un invertebrato che si basa su un esoscheletro per il supporto muscolare. Il corpo di una tarantola si compone di due parti principali, il prosoma (cefalotorace) e l’opistosoma (addome). Il Prosoma e opistosoma sono collegati tra loro dal “peduncolo”.
  •     Le dimensioni delle 950 specie di Tarantole variano, da piccola come un'unghia alla più grande,  il solo corpo può essere lungo tra i 2,5 ai 10 centimetri , con 8-30 centimetri, comprendendo le zampe. In genere il loro corpo così come le loro zampe sono coperte da peluria.
  •     La più grande specie di tarantola può pesare più di 85 grammi. Il più grande di tutti, il Birdeater Golia (Theraphosa blondi) che vive in  Venezuela e Brasile, è stato segnalato per avere un peso di 150 grammi e una zampa fino a 30 centimetri.

Ciclo vitale:

  •     Le Tarantole sono cacciatrici notturne. Comunque non si allontanano mai molto dalla loro tana. Solo durante la stagione degli amori i maschi di tarantola sono spinti dall’istinto a vagare in cerca di una femmina.
  •     Le femmine adulte di Genus Aphonopelma  vivono fino a 10-12 anni, in cattività addirittura possono raggiungere i 25 anni, mentre i maschi raramente vivono più di due o tre mesi dopo aver raggiunto la maturità.
  •     Il corteggiamento tra le Tarantole avviene tra agosto e ottobre, anche nel caso di questa specie di ragni, se il corteggiamento da parte del maschio non è fatto a regola d’arte o la femmina della tarantola non è pronta all’accoppiamento, succede che il maschio può essere divorato.
  •     Un bozzolo contiene fino a 300 uova. Il periodo di incubazione va dalle sei settimane ai 60 giorni.
  •     Il bozzolo, che è costruito come un’amaca, viene poi  mantenuto e custodito nella tana della femmina. I piccoli di tarantole, una volta uscite dall’uovo, rimarranno quasi una settimana con la madre per poi, in seguito, disperdersi.
  •     Molti tra i piccoli di tarantole cadono preda di ragni (tutti i ragni sono cannibali) o di altri predatori proprio appena lasciata la madre nel momento della dispersione.

Abitudini:

  •     Durante i mesi invernali, le tarantole del genere Genus Aphonopelma  passano più tempo nelle loro tane alle volte, quando hanno una scorta di cibo ci si chiudono dentro sigillando il loro rifugio con terra e pietre tenute insieme da una filatura di seta.
  •     Il comportamento delle Tarantole non è ben definito, c’è chi sostiene che sia un ragno irritabile veloce e mordace, altri studiosi, invece, sottolineano il suo atteggiamento calmo e  sostengono che solo nel periodo degli amori il ragno si comporta in modo diverso, o comunque in presenza di una femmina di tarantola.
  •     I Ragni solitamente non sono artropodi infestanti. Essendo cannibali non mostrano generalmente comportamento gregario, tuttavia quando le condizioni climatiche e ambientali sono particolarmente favorevoli, in alcune zone è possibile rinvenire un alta densità di individui della stessa specie.

In caso di morso di una tarantola del genere Genus Aphonopelma, e di altre specie, è importante, soprattutto nel caso che ad essere morso sia un bambino rivolgersi al più presto ad un ospedale o ad un centro antiveleni. Ma non preoccupatevi troppo, non risultano morti accertate dovute al veleno della tarantola.

Sulla zona del morso della tarantola sono evidenti 2 fori; solo più tardi la cute diventa dolente, bluastra, e si ulcera.

Primo soccorso:

  1.     lavare con acqua e sapone;
  2.     applicate ghiaccio o impacchi freddi sulla zona morsa.

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Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

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Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

Habitat:

  •     In questa pagina parleremo della vera tarantola Italiana, ossia il Ragno lupo o Lycosa Tarantula, ragno tra i più grandi che si trovano nel nostro paese. Quando gli emigranti arrivarono nelle Americhe, chiamarono Tarantola il primo ragno di grandi dimensioni che incontrarono ossia la Genus Aphonopelma, che oggi ormai è considerata la vera tarantola, solo che, mentre il morso del ragno lupo è praticamente innocuo quello della tarantola americana in alcuni casi può essere mortale.
  •     Come il suo lontano parente americano la Lycosa Tarantula è un ragno terraiolo cioè che vive quasi sempre nelle sue tane scavate nella terra possibilmente vicino a qualche ciuffo d’erba , le cui sottili radici danno la stabilità necessaria.
  •     L’entrata delle tane delle Tarantule è sempre ricoperta da un sottile strato di tela di ragno, quasi come fosse foderata.
  •     Per quanto riguarda la loro diffusione, i Ragni lupo sono presenti nelle regioni del centro, sud Italia, compresa la Sicilia e in Spagna. Quelle spagnole sono sensibilmente più grosse, di uno o due centimetri.

Morfologia:

  •     Il colore della parte dorsale della Lycosa Tarantula oscilla tra il grigio e il marrone con screziature nere e color crema, gli esemplari grigi sono rari. Ventralmente si presenta nera e crema; la faccia inferiore delle zampe è zebrata.
  •     Impressiona la grandezza di questi ragni, dove le femmine di ragno lupo possono raggiungere circa i 27 mm di lunghezza del corpo ed i maschi di circa 19 mm.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     L'apparato boccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.

Ciclo vitale:

  •     Gli accoppiamenti di questa specie avvengono tra maggio e giugno, preferibilmente di notte.
  •     Come al solito le femmine di Lycosa tarantula son ben più massicce di maschi della specie, e quindi il maschio per non essere scambiato a sua volta per  una preda, corteggia la femmina agitando i palpi, se lei è ricettiva rimane immobile lasciandolo avvicinare , caso contrario  assume una tipica postura di minaccia.
  •     Dopo qualche tempo, circa tre settimane, la femmina di ragno lupo depone le uova in modo singolare: stendendo un velo di tela sul terreno davanti alla sua tana, ci sale sopra e comincia a lavorarlo. Alla fine avrà una sacca per le sue uova, perfettamente rotonda attaccata al suo addome, che si porterà quasi sempre appresso durante tutto il mese seguente.
  •     Molti tipi di ragni, dopo che si schiudono le uova si portano sul dorso i piccoli ragnetti  fino a quando non siano sufficientemente maturi per sopravvivere da soli.
  •     Da ogni sacca ovigera usciranno un centinaio di neri e voracissimi piccoli ragnetti che dopo un mese già saranno in grado di catturare moscerini e altre cosette.
  •     Nelle loro due prime estati vivranno da nomadi, costruiranno la loro tana personale alla fine della seconda estate, quando misureranno circa 4-5 cm, per passarvi l'inverno.
  •     I maschi della Lycosa tarantula possono arrivare a vivere fino ai due anni di età, morendo poco dopo aver raggiunto la maturità sessuale. Le femmine dei ragni lupo invece. Arrivano sicuramente ai quattro anni di vita o anche di più.

Abitudini:

  •     Questo tipo di ragni, ha abitudini prettamente notturne, passa le ore calde della giornata nella  tana e nel tratto più vicino alla superficie, non disdegnando però qualche agguato agli insetti che passano nei paraggi.
  •     Il ragno lupo  esce al crepuscolo per andare a caccia o accoppiarsi, in ogni caso non si allontana mai molto dalla sua tana.
  •     La Lycosa tarantula ha una vista molto buona, riesce a sentire l’avvicinarsi di un animale grande, quindi è molto difficile che pizzichino un essere umano.
  •     Comunque siano velenosi, il loro veleno è pericoloso per un insetto, per un umano il suo morso non è più doloroso di una pizzicata d’ape.
  •     E` difficile riuscire a catturare un ragno lupo perché si muove e corre molto velocemente.

 

Tarantula, deriva dalla parola italiana Tarantola, grazie alla città di Taranto, addirittura la leggenda dice che fu il famoso re Pirro dell’Epiro che introdusse questo tipo di ragno, quasi come  guerra batteriologica contro i Romani.
L’effetto del morso della Lycosa tarantula darebbe origine ad un fenomeno definito tarantismo, ossia il veleno produrrebbe una sorta di agitazione  da cui si ricavò la danza della tarantella, che imita i movimenti di una persona affetta appunto da tarantismo.
Si dice inoltre che scuotere il corpo rapidamente aiuta a combattere gli effetti di un morso aumentando il flusso di sangue per pulire il veleno.

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Ragno crociato – Araneus diadematus

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Ragno crociato – Araneus diadematus

Ragno crociato - Araneus diadematus

 

Habitat:

  •     Il Ragno crociato (Araneus diadematus) è un ragno particolarmente comune nei prati Italiani, e in tutti i paesi dell’emisfero settentrionale.
  •     Gli Areneidi, sono ragni sedentari che cacciano usando delle grandi ragnatele formate da fili radiali e da una spirale adesiva.
  •     Amano collocare le loro ragnatele nei supporti ideali costituiti dai pali dei recinti.
  •     Come specifica il suo nome comune, ha un immancabile quanto bel disegno a forma di croce sull’addome posteriore.
  •     L’habitat naturale dell’Araneus diadematus sono i giardini, i parchi (anche molto frequentati), le zone incolte e i boschi. Entrano comunemente nelle case, dove usano gli angoli delle finestre per i loro nidi.

Morfologia:

  •     Il colore del Ragno crociato può variare dal giallo pallido, al marrone fino al nero con la caratteristica croce.
  •     Il loro corpo è lungo in media dai 15mm fino ai 20mm, le zampe invece possono essere tra i 25 e i 30mm.
  •     Le femmine sono più grandi dei maschi, come in quasi tutti i tipi di ragni.
  •     I piccoli Ragnetti di Araneus diadematus appena nascono hanno l’addome giallo con una macchia scura.
  •     Come tutti gli Aracnidi hanno otto zampe, nel caso del ragno crociato, la prima coppia di zampe è più lunga e viene utilizzata principalmente per percepire le vibrazioni sulla tela.
  •     Sul davanti hanno un paio di “palpi” che servono ad inserire lo sperma nel corpo della femmina di ragno crociato.
  •     La seta utilizzata sia per la ragnatela che per avvolgere le uova, viene invece prodotta da tre coppie di “filiere”presenti sulla punta del ventre.

Ciclo vitale:

  •    Il tipico ragno dei giardini europei, il ragno crociato per l’appunto, si ciba di quasi tutti gli insetti volanti : farfalle, mosche,vespe, disdegna gli afidi verdi ma in generale è un ottimo aiuto ecologico anche all’interno delle case.
  •    Quando una femmina di ragno crociato è gravida si potrà notare dal suo addome particolarmente gonfio.
  •   Nell’approccio sessuale i maschi dell’Araneus diadematus, come nella maggior parte dei tipi di ragni, dovrà avere delle accortezze per non essere scambiato da preda e mangiato dalla femmina.
  •    Consumato l’accoppiamento, cioè trasferito lo sperma attraverso i “palpi”, la femmina del ragno dei giardini passerà alcuni giorni solitaria nella sua tana, cominciando a tessere dei sacchi di seta che conterranno le uova e, una volta depositate all’interno di questi bozzoli, la femmina dopo qualche giorno morirà.
  •    I piccoli ragnetti usciranno dal bozzolo in primavera e resteranno insieme fino alla prima muta, per poi disperdersi con un sistema chiamato a “mongolfiera”; lasciandosi portare dal vento attaccati ad un filo di seta.
  •    La vita del ragno crociato dura in media due anni.

Abitudini:

  •   I ragni della famiglia degli Areneidi se disturbati il più delle volte tendono a darsi alla fuga piuttosto che reagire in modo aggressivo, comunque il morso del ragno dei giardini (eccetto in caso di ipersensibilità) ha conseguenze davvero minime, le tossine del suo veleno sono poco attive sull’uomo e i cheliceri non si estendono a sufficienza per inoculare a fondo sotto la pelle. 
  •   Il ragno crociato avvolge le sue prede nella seta prima di consumarle. Quando si sente minacciato si scuote rapidamente  e scuote con forza la sua tela e normalmente fugge scendendo a terra su di un filo di seta.
  •    La sua tela può essere ricostruita ogni giorno.

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Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

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Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

 Ragno eremita marrone - Loxosceles reclusa

Habitat:

  •     Lo stesso nome “ragno eremita marrone” descrive il colore e le abitudini di questo pericoloso aracnide, conosciuto con il nome scientifico di Loxosceles Reclusa e volgarmente detto “ragno violino”.
  •     A causa della facilità degli spostamenti al giorno d’oggi possiamo trovare il Ragno eremita un pó ovunque, predilige comunque i luoghi caldi e asciutti.
  •     Questa sua peculiarità, ha portato purtroppo, il Loxosceles Reclusa ad adattarsi molto bene nelle case e nell’ambiente umano.
  •     In natura, il suo habitat originario sono le zone tropicali e comunque temperate.
  •     Sono ragni notturni, che per cacciare non usano la tela, e difficilmente escono durante il giorno, li possiamo incontrare fuori dal loro nascondiglio un ora o due dopo il tramonto.
  •     Originaria dell’Europa è la Loxosceles rufescens, il cui morso è leggermente meno dannoso del Ragno eremita marrone cileno.
  •    Durante il giorno si rifugiano in siti oscuri e indisturbati; nel nostro abbigliamento, scarpe comprese, nelle soffitte, in scatole e luoghi di stoccaggio, dietro i mobili e i quadri. All’aperto i Ragni violino possono rifugiarsi sotto tronchi, sassi, rocce e pile di legname.
  •     Negli habitat favorevoli sono un po’ meno eremiti e le loro popolazioni sono di solito dense.

Morfologia:

  •     Di difficile riconoscimento, perché a volte la forma scura del violino sul loro prosoma (testa)  non è molto visibile, possiamo però usare, per una sicura identificazione, il numero e la disposizione degli occhi.
  •     Il Ragno eremita marrone ha 6 occhi (invece di 8 come la maggior parte degli altri ragni) disposti a coppie con una coppia di mediani e due coppie laterali.
  •     Il colore del Loxosceles Reclusa cileno è di un marrone tendente allo scuro mentre la Loxosceles rufescens, è piú tendente al beige e al marrone chiaro.
  •     L’eremita cileno è una tra le più grosse specie di ragni, in generale sono lunghi dai 8 ai 30 mm, gli altri Loxosceles in media vanno dai 6 ai 12 mm escluse le zampe.
  •     Le zampe del Ragno violino sono sfumate verso il marrone scuro e ricoperte di piccoli peli scuri.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     Il veleno del Ragno eremita marrone è del tipo necrotizzante quindi lascia comunque brutte cicatrici difficili da curare.

Ciclo vitale:

  •     I Ragni violino (Brown Recluse in inglese) sono ragni molto resistenti e possono sopravvivere 6 a 12 mesi senza cibo né acqua e hanno una vita media di 2 a 4 anni.
  •     La femmina del ragno eremita marrone, si può riprodurre fino a cinque volte l’anno, depone circa 50 uova per sacchetto. Ci vogliono 9-12 mesi per completare la maturazione di un ragno, e può vivere fino a 7 anni.
  •     La deposizione delle uova avviene principalmente da maggio a luglio.
  •     Il corteggiamento di solito precede l’accoppiamento vero e proprio. Un maschio di ragno eremita si basa principalmente sulla peluria sensoriale che copre il suo corpo e sul movimento delle sue appendici per trovare una femmina che non lo scambi per una preda.
  •     Insieme al senso del tatto, un maschio di Loxosceles Reclusa ha anche la capacità di distinguere le sostanze chimiche diverse (ferormoni) per trovare la femmina pronta all’accoppiamento.

Abitudini:

  •     Il Ragno eremita marrone non è aggressivo e di solito morde solamente quando inavvertitamente viene premuto contro la pelle umana, per esempio: girandosi nel letto o infilandosi le scarpe.
  •     I Ragni Loxosceles sono abilissimi cacciatori e si nutrono, oltre che di scarafaggi e altri insetti anche di altri ragni e di formiche. Affondano i loro cheliceri nella parte più vulnerabile della vittima e il loro veleno paralizzante agisce rapidamente nel liquefare la preda.
  •     Il nido del Ragno eremita è costituito da una tela larga, irregolare e molto appiccicosa.

 

Il morso del Ragno violino o eremita marrone a seconda dell’intensità con cui viene inferto può causare una grave necrosi.

I sintomi iniziano tra le 2 e le 6 ore dopo il morso, spesso appaiono bolle di pus accompagnate da dolore intenso e un pronunciato gonfiore. Più comune è la formazione di una bolla rossa, circondata da una zona blu, con una delimitazione biancastra tra il rosso e il blu.

Dopo 12-24 ore se è veramente un morso di Loxosceles, si necrotizza assumendo un colore viola  che in  seguito diventerà nero, questo vuol dire che le cellule muoiono. Alla fine la parte necrotica cadrà lasciando una profonda buca sulla pelle che gradualmente si riempirà con tessuto cicatriziale.

Sai come riconoscere un morso di ragno?

Se venite morsi, mantenete la calma e immediatamente consultate un medico o un centro antiveleni. Applicate un impacco di ghiaccio direttamente sulla zona, questo allevierà il gonfiore e il dolore.

Possibilmente raccogliete il ragno senza toccarlo con le mani, per poter fare una diagnosi precisa, ci sono altri ragni meno pericolosi il cui morso ha effetto necrotizzante il ragno dal sacco giallo per dirne uno, quindi è importante essere certi che si tratti di un Loxosceles  e di che tipo esattamente. Per conservarlo usate l’alcool.

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Ragno del sacco giallo – Cheiracanthium punctorum

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Ragno del sacco giallo – Cheiracanthium punctorum

Ragno del sacco giallo – Cheiracanthium punctorum

Habitat:

  • Il Ragno del sacco giallo si chiama così, perché costruisce la sua tana tipo un sacco, tra i fiori, nell’uva; negli angoli delle pareti con i soffitti e persino dentro le scarpe, seppure raramente entra in casa.
  • Questo ragno, della specie Cheiracanthium, ama vivere nei prati umidi e erbosi, dato che spesso piega gli steli d’erba per costruirsi la tana, lo troviamo anche negli orti e giardini e entra in casa a volte alla ricerca di una femmina o a seguito di un bel grappolo d’uva comprato al supermercato.
  • Il Cheiracanthium punctorum o ragno del sacco giallo è tipico Europeo, può essere incontrato anche per tutta l’Asia centrale, il cui morso è considerato terzo in pericolosità  tra i ragni europei, perché neurotossico e citotossico anche se non mortale.
  • I ragni di questa specie hanno gambe lunghe e sono piuttosto aggressivi e veloci , le loro abitudini sono notturne. Sono importanti nel controllare parassiti agricoli.
  • Questi ragni non costruiscono la tela per cacciare, ma con la loro seta costruiscono rifugi tubolari lunghi 3-4 cm  chiusi ad una delle estremità (a volte tutte e due) dove si nascondono durante le ore diurne, sotto le rocce o attaccati alla parte inferiore delle foglie.

Morfologia:

  • Come tutti gli Aracnidii Ragni possiedono otto zampe, carattere questo che li distingue subito, ad una prima occhiata dagli Insetti, che invece ne hanno sei.
  • Il  Ragno del sacco giallo ha un aspetto appariscente, le sue dimensioni medie si aggirano attorno ai 2cm di corpo.
  • I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri ( per questo vengono chiamati anche chelicherati), che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  • La parte posteriore del Cheiracanthium punctorum  presenta una livrea verde pallida o giallo paglierino con una  banda longitudinale mediana di tonalità più scura (spesso tendente al bruno-rossastro) che lo percorre interamente. La testa e l’apparato buccale anteriore invece, tende all'arancione fino al rosso del segmento basale dei cheliceri.
  • Caratteristica distintiva del Cheiracanthium punctorum  è la presenza di cheliceri sviluppati e ben evidenti, pronti a divaricarsi in atteggiamento difensivo.
  • L'apparato buccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.
  • Gli occhi del Ragno del sacco giallo sono otto e disposti in due file di quattro; hanno tutti le medesime dimensioni.

Ciclo Vitale:

  • Tutti i Ragni in generale, presentano sessi separati talvolta con vistoso dimorfismo sessuale. Il maschio è quasi sempre più piccolo della femmina. E spesso dopo l’accoppiamento viene divorato dalla propria compagna.
  • Le femmine del ragno in generale, rispetto ai maschi, subiscono un maggior numero di mute ed arrivano all'età matura più lentamente, sopravvivendo tuttavia più a lungo dopo la stagione riproduttiva.
  • Nell'avvicinarsi alla femmina, il maschio corre il rischio di essere considerato come una preda e pertanto esistono forme di corteggiamento, anche molto complesse, che facilitano il riconoscimento e diminuiscono il rischio di predazione.
  • Dopo l'accoppiamento moltissimi ragni maschi muoiono o vengono divorati dalla femmina.
  • Tra gli esemplari del Ragno del sacco giallo o Cheiracanthium punctorum questo accade nel 30% dei casi  ma, quando il maschio sopravvive, lo troviamo spesso insieme alla femmina nella stessa tana.
  • I Ragni  del sacco giallo depositano le loro uova in giugno o luglio. Queste uova sono depositate all'interno di un rifugio di seta, e la femmina rimane vicina a proteggerle.
  • Le femmine del ragno possono produrre fino a cinque sacche di uova, ognuna contenente circa 40 uova, e si accoppiano una sola volta nella vita.
  • Il giovani Cheiracanthium spesso rimangono all'interno del rifugio di seta per un breve periodo e, cominciano piano piano ad uscirne,  avventurandosi  la notte in cerca di cibo.

Abitudini:

  •     La tela dei Ragni ha una grande resistenza ed elasticità e ciascun ragno può produrre diversi tipi di tela (più o meno viscosa) a seconda dell'utilizzo che ne deve fare.
  •     I morsi del ragno si verificano più spesso durante la notte, quando il Ragno dal sacco giallo è più attivo ed esce dalla sua tana,  e dato che le zanne del Cheiracanthium sono di grandi dimensioni  sono anche in grado di penetrare tessuti leggeri.
  •     I morsi dei Ragni del sacco giallo sono i più numerosi nel mondo in assoluto, ma spesso vengono confusi con quelli del Ragno eremita ben più pericolosi.

“Il morso è solitamente molto doloroso all'inizio, con lo sviluppo di eritema, edema e prurito. La sensazione di bruciore associati al morso durerà per un massimo di un'ora, con eruzioni cutanee e vesciche che si verificano durante le prossime ore 1-10. Alcuni pazienti possono presentare reazioni sistemiche con febbre, malessere, crampi muscolari e nausea. Questi sintomi sono simili ai sintomi morso della vedova nera, ma sono molto meno gravi. Una lesione necrotica e ulcerazione può verificarsi ma di solito non dà luogo a cicatrici. “

Nel complesso i Ragni del sacco giallo non sono da considerarsi una minaccia ma bensì dei validi alleati nella lotta contro gli insetti nocivi e parassiti soprattutto nell’agricoltura ma anche dentro casa, e le problematiche che questi animali possono portare all'uomo sono di carattere puramente estetico. La presenza dei ragni all'interno delle abitazioni porta inevitabilmente alla formazione di tele sui muri che sporcano e degradano l'ambiente domestico.

Se facciamo attenzione a dove mettiamo le mani ed insegniamo ad i nostri figli a non toccare senza chiedere cose che non conoscono, vivremo sicuramente meglio. Più pericoloso è quando abbiamo neonati in casa e un numero di ragni fuori dalla media, in questo caso è più sicuro chiedere consiglio a personale specializzato.

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Acaro della polvere – Dermatophagoides pteronyssinus

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Acaro della polvere – Dermatophagoides pteronyssinus

Acaro della polvere - Dermatophagoides pteronyssinus

 

Habitat:

  •   Gli Acari costituiscono il gruppo più numeroso e vario degli Aracnidi e uno dei gruppi più diffusi dell'intero mondo animale. Considerando come sola eccezione l’ambiente marino, gli acari si trovano ovunque.
  •    L’unico grande limite alla loro sopravvivenza e diffusione, sono le loro ridottissime dimensioni  che, per ovvi motivi, rendono gli Acari in generale, sensibilissimi alla disidratazione. Pertanto questi animali evitano i luoghi con esposizione diretta al sole e all'aria asciutta.
  •    Gli acari della polvere (Dermatophagoides pteronyssinus) si sviluppano nei luoghi della casa che forniscono loro una sorgente di cibo e riparo, come i tappeti, materassi, tende, copriletti,  e i dermatofagoidi in modo particolare, approfittano dell’umidità e dei residui rilasciati dal corpo umano durante la notte.
  •      Lo sviluppo numerico dei Dermatofagoidi nelle polveri domestiche risente notevolmente dei fattori igienico-ambientali e climatici. La loro concentrazione per ciascun grammo di polvere può quindi variare dalle 10 alle 2000 unità.

Morfologia:

  •     Le dimensioni degli Acari della polvere sono di circa 200-300 micron, cioè all'incirca 1/4 di millimetro perciò non visibili a occhio nudo.
  •     Hanno una dura pelle chitinosa, translucida, che dà ai Dermatophagoides pteronyssinus un aspetto complessivamente bianco-cremoso al corpo, con qualche chiazza isolata giallo pallido. Quando sono completamente adulti, le zampe e la testa assumono un colore rosso-bruno che spicca sul resto del corpo.
  •     L'aspetto più curioso della pelle degli acari della polvere dermatofagi, è la presenza di un disegno scolpito che assomiglia in modo impressionante a delle impronte digitali umane.
  •     L'acaro della polvere è privo di una vera testa; la parte anteriore del corpo funziona  da apparato buccale, oltre ad avere funzioni di presa e sensoriali.
  •     Gli occhi sono assenti, ma nonostante la mancanza di possibili ricettori di luce, gli acari della polvere sono estremamente fotofobi e quando vengono esposti alla luce  cercano disperatamente di sfuggirle, nascondendosi nei recessi più bui.

Ciclo vitale:

  •     Gli acari in generale hanno sessi separati,  e nonostante alcune rare eccezioni, la riproduzione degli acari avviene per via sessuale.
  •     Il maschio, attratto da ferormoni prodotti dalla femmina, durante l'accoppiamento depone lo sperma nel vestibolo della femmina, questo poi raggiunge il ricettacolo seminale della femmina  e da qui le ovaie, dove infine feconda le uova.
  •      Le uova  degli acari della polvere (Dermatophagoides pteronyssinus) vengono deposte una alla volta, e una volta giunte a maturazione si schiudono, lasciando uscire delle larve con sei zampe. Passeranno poi altre 3 mute fino a che come tutti i aracnidi che si rispettano avranno da adulti  otto zampe (ottopodi).
  •     L'intero ciclo da uovo ad adulto si compie in 2-3 settimane. Gli acari adulti vivono in media tra i 2 e i 4 mesi (circa 80 giorni per i maschi e 160 giorni per le femmine di dermatofagoidi); durante questo periodo di vita hanno uno o due accoppiamenti, dopo i quali la femmina depone complessivamente 20-50 uova.

Abitudini:

  •     Per quanto riguarda la resistenza degli acari della polvere dermatofagi, l’umidità ambientale è più importante della temperatura, e c'è una ridotta tolleranza alle variazioni, perciò al contrario di quanto si pensa, nelle nostre case se uniformemente riscaldate, d’inverno, troviamo spesso un umidità insufficiente al loro sviluppo.
  •     L'allergenicità prodotta dagli acari è dovuta soprattutto alle loro feci, infinitesimali sferule di materiale derivante dalle desquamazioni della pelle di uomini e animali di cui si nutrono che vengono inalate dalle persone, provocando i caratteristici sintomi; respirazione difficoltosa, tosse, sibili, che compaiono, in genere, di notte.
  •     Gli acari in camera da letto, presenti su lenzuola, materassi, cuscini, coperte e trapunte, sono le principali cause di allergia.
  •     Altri animali come cani, gatti, uccelli che possono essere fonte indiretta di allergie all’acaro dermatofago dato che anche la loro pelle desquama.
  •     Altre specie di acari si possono nutrire inoltre della lana dei materassi, coperte e piume dei cuscini, gli stessi residui corporei di acari morti a loro volta possono essere causa di allergie.

 

Penso sia scontato sottolineare quanto sia importante la pulizia e l’esposizione al sole della nostra casa, nella lotta agli acari della polvere.

Per far ciò esistono trucchi, sistemi, prodotti e quant’altro potrete trovare persino nelle pagine del web, perciò non scoraggiatevi e se non avete tempo e fantasia di fare le pulizie di Pasqua ogni settimana, evitate nell’arredare la vostra casa, tende e tessuti alle pareti, moquette e tappeti sostituendoli con materiali meno impolverabili e meno accoglienti per i nostri acari accompagnatori, e soprattutto consultate un allergologo.

Ricordatevi che…non sarete mai soli!

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Scorpioni – Euscorpius flavicaudis, italicus

INFESTANTI DELLA CASA

Scorpioni – Euscorpius flavicaudis, italicus

Scorpioni - Euscorpius flavicaudis, italicus

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Habitat: 

  •  Tra gli scorpioni presenti in Italia incontriamo più spesso il genere Euscorpius, le due specie più frequenti e poco distinguibili tra loro sono l’ Euscorpius italicus e Euscorpius flavicaudis, lunghi tra i 3 e i 5 cm .
  •  La forma appiattita del loro corpo si adatta perfettamente a spostamenti sotto le pietre, le cortecce, e fessure di vario tipo, dove, nonostante il loro corpo possieda dei sistemi atti a diminuire la disidratazione, amano rifugiarsi, soprattutto nelle ore più calde.
  •  Vivono tra montagne aride e aree desertiche, sotto i ruderi, e i vecchi muri, ma lo Scorpione flavicaudis più dell’Euscorpius italicus si trova circolante anche nei prati ed è più amante delle zone umide come delle falde acquifere dei boschi montani. 
  •  Alle volte li possiamo trovare nelle abitazioni di campagna, dove cercano umidità e calore e soprattutto nelle docce e nei bagni, è bene quindi, quando non in uso chiudere sempre il tappo. 

Morfologia: 

  •  Questi aracnidi, seppur antichissimi (conosciuti dal Siluriano), non hanno tuttavia subito variazioni significative nella loro struttura rappresentando per gli studiosi degli autentici "fossili viventi".
  •  Lo Scorpione flavicaudis, presenta un colore scuro, bruno fino al nero, con spesso il telson e le zampe più chiare, tendenti al giallo-rossastro.
  •  Il corpo degli Euscorpius è composto da più segmenti: capo-torace, addome, post addome.
  •  Hanno sei occhi e otto zampe, come tutti gli aracnidi, due chele all’estremità del post-addome che vengono usate per cacciare, sono cannibali tra loro e con altre specie.
  •  Le ghiandole velenifere degli scorpioni si trovano in un aculeo ad uncino sulla coda. Il loro veleno viene usato per difendersi e alcune volte per immobilizzare grosse prede.

Ciclo Vitale:

  •  Tra gli aracnidi, la maggior parte delle specie è ovovivipara, ma quelle appartenenti agli scorpionidi sono vivipare:  cioè, dalle uova, si sviluppa un embrione che viene nutrito attraverso un cordone ombelicale che si prolunga fino all'intestino materno.
  •  I piccoli scorpioncini  rimangono poi con la madre per qualche tempo.
  •  La maggior parte degli scorpioni sono a sessi separati. Durante una danza in cui tiene la sua compagna allacciata mediante i pedipalpi, il maschio depone sul terreno una spermatofora che vien quindi raccolta dalla femmina.

Abitudini:

  •  Gli Euscorpius flavicaudis  sono predatori carnivori d'insetti e si imbattono nelle loro prede quasi casualmente individuandole per urto.
  •  Gli scorpioni sono in grado di sopportare lunghi periodi di digiuno anche di un anno.
  •  Hanno abitudini per lo più notturne e elusive. Gli scorpioni sono immuni verso il proprio veleno.
  •  Le specie di scorpioni presenti in Italia posseggono un veleno molto blando la cui puntura non rappresenta una particolare minaccia.

 

 

È sempre bene però, una volta punti da uno scorpione, assicurarsi che si tratti di una specie “italiana” specialmente se si abita o si lavora nei pressi di falegnamerie che importano legni da altri paesi, o cassette di frutta importate, e questo si può fare purtroppo solo uccidendolo senza però schiacciarlo (con un insetticida per ragni), per poi portarlo in caso di dubbi in ospedale.
 

Scorpioni - Euscorpius flavicaudis, italicus

Buthus occitanus, di recente introdotto in Italia , il cui veleno può causare seri problemi

Di solito la puntura di uno scorpione causa un poco più di danni di una puntura di vespa: arrossamento, gonfiore, qualche linea di febbre, nella maggior parte dei casi quando riguardano solo la zona colpita si possono somministrare degli antidolorifici o antiedematosi, se appaiono sintomi non locali è bene andare in ospedale, soprattutto quando si tratta di bambini.
 

Non applicare nessun laccio che stringa la circolazione dell’arto, ma spremere la pelle (non succhiare) per far uscire il veleno e applicare del ghiaccio sul luogo della puntura di scorpione.
 

La disinfestazione è necessaria solamente quando in una casa appaiono decine di scorpioni.

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Acaro rosso del pollo – Dermanyssus gallinae

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Acaro rosso del pollo- Dermanyssus gallinae

Acaro rosso del pollo - Dermanyssus gallinae

 

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •  Gli acari sono fra gli esseri viventi più antichi sulla terra.
  •  Questi aracnidi infestanti, vivono e crescono negli ambienti più disparati della terra come le piante, i fiori, gli animali, l’uomo, la terra, sui laghi e sull’acqua salata, nelle case e nei rifiuti organici, nei materassi, nei libri etc.
  •  Condizionati comunque dall’umidità e dalla temperatura gli acari in generale tendono a scomparire sopra i 1600 metri.
  •  Il Dermanyssus gallinae ,anche detto l’acaro rosso del pollo, può infestare molte specie di uccelli non solo le galline, ma i piccioni, gli uccelli in gabbia di una certa dimensione e quindi di conseguenza occasionalmente infesta anche l’uomo.
  •  Gli acari rossi non vivono fissi sui loro ospiti, al contrario dei pidocchi pollini, ma nell’habitat che li circonda : il pollaio. Di giorno si annidano nelle fessure delle pareti ,nei posatoi, sotto le mangiatoie.
  •  Sono infestanti dei pollai di giorno e di notte succhiano il sangue agli uccelli addormentati.
  •  L’infestazione di Dermanyssus gallinae causa agli uccelli un forte prurito e, di conseguenza, un forte stress che si ripercuote negativamente sulla produzione di carne e uova.

Morfologia:

  •  L’acaro rosso del pollo è tra i pochi acari visibili a occhio nudo, misura all’incirca 1 mm, con arti ben sviluppati; normalmente è di colore grigiastro, assumendo la colorazione rossa quando ha effettuato il pasto di sangue, da qui il suo nome.
  •  Gli Acari rossi adulti presentano un unico scudo dorsale, troncato nel suo margine posteriore, ed un caratteristico scudo anale di grandi dimensioni con l’estremità posteriore arrotondata.
  •  I cheliceri sono molto allungati ed hanno la forma di uno stiletto.
  •  Come tutti gli aracnidi hanno 8 zampe.
  •  Gli occhi sono assenti e nonostante non vi siano degli evidenti recettori luminosi, cercano comunque il buio.

Ciclo Vitale:

  •  Il  ciclo riproduttivo dell’Acaro rosso è velocissimo e può essere completato in soli 6-7 giorni. Possono diventare  letteralmente milioni di acari nel giro di una stagione, e viste le loro dimensioni minuscole si possono nascondere ovunque.
  •  La femmina dell’acaro rosso del pollo depone le sue uova in gruppi di 7 o più, dopo 1 o 2 giorni dopo aver compiuto il pasto di sangue.
  •  Le uova di Dermanyssus gallinae, vengono deposte in crepe o piccole fessure sempre vicino all’ospite prescelto.
  •  Alla temperatura di 27-28° C le uova schiudono in 1-2 giorni, lo stadio larvale ha la durata di 1 giorno, quello ninfale di 5-6 giorni.
  •  Lo sviluppo dell’acaro rosso da uovo ad adulto dura quindi 7-8 giorni.
  •  Altra loro caratteristica importante è la resistenza al digiuno, possono resistere anche per mesi, e anche le loro uova, che sembrano come una fine polvere grigia, sono molto resistenti.

Abitudini:

  •  Questi acari infestanti dei pollai, possono riuscire a provocare la morte dei polli e di altri uccelli. Comunque causano gravi anemie; soprattutto alle galline in cova ed ai pulcini.
  •  Per scoprire se il vostro pollaio, la gabbia, il solaio o il vostro allevamento è infestato da Dermanyssus, basta posare durante il giorno la mano sui posatoi o sulle pareti : gli acari vi saliranno sopra attratti dal calore corporeo, noterete il loro movimento e riuscirete a vederle  come minuscole bestiole puntiformi grigie o rosse.

In questo caso il primo accorgimento è una accurata disinfestazione dell’ambiente, nel caso di piccoli pollai possiamo consigliare dopo la disinfestazione, una pittura delle pareti con calce viva, date fuoco a tutte le suppellettili tipo; posatoi, attrezzi di pulizia, mangiatoie rimovibili.

Nel caso di grandi allevamenti  è sicuramente raccomandabile una disinfestazione professionale fatta da personale esperto. Così anche nel caso di solai o sottotetti  dove si annidano piccioni, perché gli acari rossi si comportano come le pulci dei volatili e potreste trovarvi la casa infestata dagli acari rossi in breve tempo.

Ricordatevi comunque che un accurata e costante pulizia tiene lontani molti tipi di acari e l’esposizione al sole forte degli oggetti che potrebbero risultare infestati è un ottimo metodo di bio-disinfestazione naturale.

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Gli Acari delle derrate

INFESTANTI DELLE DERRATE
 

Gli Acari delle derrate: 

Acarus sirio (acaro delle farine) – Lepidoglyphus destructor – Tyrophagus putrescentiae – Glycyphagus domesticus 

ARACNIDI

Gli Acari delle derrate

Gli Acari delle derrate

 

Foto 1: Acarus sirio                                                            Foto 2:  Tyrophagus putrescentiae

 

 

Essendo il gruppo degli acari il più numeroso per differenza di specie all’interno degli aracnidi tratteremo in questa pagina solo gli acari infestanti delle derrate alimentari.
 

Habitat: 

  • Gli Acari in generale sono sparsi su tutta la terra, meno nell’ambiente marino. 
  • La loro diffusione però è strettamente dipendente dall’umidità dell’ambiente, essendo piccolissimi si disidratano molto facilmente. 
  • Gli acari infestanti perciò evitano l’esposizione diretta al sole e l’aria secca.
  • Questi aracnidi infestanti sono fra gli esseri viventi più antichi sulla terra; vivono e crescono in habitat completamente differenti tra loro come le piante, gli animali, l'uomo, la terra,  sull’acqua, nelle case e nei rifiuti organici, nei nostri letti, nei libri etc.
  • L’Acarus sirio (acaro delle farine), è un tipico acaro infestante le derrate alimentari,che si ritrova di solito nei cereali in stoccaggio, ma anche in altre derrate alimentari, come formaggio, frutta secca, prosciutti, ecc.  l’acarus sirio si nutre di funghi microscopici (muffe) che crescono sugli alimenti e, di grano.
  • L’Acaro Lepidoglyphus destructor è simile al Glycyphagus, anche questo acaro delle derrate si nutre di funghi ma prospera in un habitat più “rustico”, sui prodotti farinacei grezzi nei magazzini di stoccaggio e  nel legname da camino che inconsapevolmente introduciamo dentro la nostra casa.
  • Il Tyrophagus putrescentiae, spesso lo si trova nei prosciutti, per cui viene anche chiamato "acaro del prosciutto crudo", e quindi nei posti dove si stagiona il prosciutto, ma anche nei caseifici (ama anche in modo particolare il formaggio), nei piccoli negozi di alimentari, nei silos ( è anche un acaro infestante dei cereali), nelle coltivazioni di funghi, etc.
  • Il Glycyphagus domesticus è un acaro infestante gli alimenti che preferisce le sostanze zuccherine, facilmente infesta i prodotti dolciari, ma anche i formaggi, il grano e le farine, spesso è sgradito compagno nelle cucine delle nostre case.
     

Morfologia:

  • Il corpo degli acari infestanti le derrate in generale misura circa 200-300 micron, cioè 1/4 di millimetro, più o meno, e non possono essere visti ad occhio nudo, ma soltanto al microscopio.
  • Il maschio è leggermente più piccolo della femmina.
  • L’acaro Lepidoglyphus destructor è simile al Glycyphagus, e raggiunge dimensioni di 350-500 micron.
  • Negli acari il dimorfismo sessuale è spesso accentuato ed anche se vi sono alcune eccezioni, la loro riproduzione avviene per via sessuale.
  • Gli acari si distinguono dagli insetti perché gli adulti possiedono otto zampe invece di sei.
  • La dura pelle chitinosa degli acari è translucida e gli organi interni le conferiscono un color bianco crema con qualche chiazza isolata di giallo.
  • Gli acari spesso secernono ed espellono  sostanze cosiddette “Leganti” attraverso la deposizione di uova; attraverso le ghiandole della muta e  quelle genitali; enzimi digestivi e guanina contenuti nelle feci.

Ciclo vitale:

  • L’acaro maschio viene attratto da ferormoni prodotti dall’acaro femmina. Lo sperma, deposto nella femmina, feconda le uova, che giunte a maturazione vengono deposte in un numero che varia da specie a specie.
  • Dalle uova, dopo alcuni giorni escono le larve con sei zampe , che attraverso varie mute si trasformano in ninfe con otto zampe.
  • Lo sviluppo postembrionale prevede tipicamente quattro stadi: larva, proto-ninfa, deuto-ninfa, trito-ninfa, acaro adulto.
  • La durata della vita degli acari è molto varia, da pochi giorni a qualche anno.
     

Abitudini:

  • Tutti i prodotti alimentari infestati da Acarus sirio assumono un cattivo sapore ed il loro consumo può portare a disordini gastrici.
  • Maneggiare degli alimenti infestati dall Acarus sirio può determinare una patologia cutanea nota con il nome di  “falsa scabbia “ o “scabbia dei droghieri”. 
  • Respirare in presenza di  substrati attaccati dall’acaro delle farine può determinare l’insorgenza di respirazioni asmatiche, e anche di tosse e lacrimazione. Senza dubbio l’Acarus sirio si può considerare, insieme a Glycyphagus domesticus e Lepidoglyphus destructor, tra le principali cause di forme allergiche nell’uomo, di sensibilizzazione e fenomeni patologici di carattere dermatologico e respiratorio.
  • Gli acari infestanti sono molto resistenti anche in condizioni terribili, e sono stati ritrovati anche in alta montagna (fino a quote di 4500 metri), soprattutto in condizioni di temperatura e di umidità relativamente elevate)

 

 

Molte specie di acari sono legate ai vegetali o ad altri animali comportandosi da parassiti interni ed esterni, da commensali, da predatori, ma se siete interessati ad approfondire l’argomento : “acari” consultate pure le nostre schede etologiche presenti nelle categorie:
 

  • INFESTANTI DELLA CASA
     
  • INFESTANTI DELL’UOMO



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