Punture di vespe: ecco cosa fare in caso di puntura

Con il sopraggiungere della bella stagione, la natura si risveglia e il rischio di essere punti da insetti aculeati aumenta. Le punture di vespe possono provocare un dolore bruciante a causa del veleno inoculato capace di scatenare una serie di reazioni che vanno da un lieve gonfiore e rossore nella sede della puntura, fino ad arrivare, nei soggetti allergici, a sintomi più gravi, come lo shock anafilattico. In caso di anafilassi, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso, dove verrà iniettata l’adrenalina, mentre per placare i fastidi locali sarà sufficiente ricorrere a pomate e rimedi naturali. Facendosi assistere da professionisti esperti nella lotta contro le vespe, si può inoltre eliminare il rischio di sgradevoli punture rimuovendo eventuali nidi situati nelle vicinanze della propria casa.

Sintomi delle punture di vespe

La risposta dell’organismo alle punture di vespe può essere di due tipi: locale o sistemica. Nel primo caso, i sintomi si manifestano nella sede della puntura e includono: bruciore, dolore simile ad una scottatura, rossore, rigonfiamento pruriginoso. Il gonfiore può durare anche 24 ore, dopodiché tende a regredire, mentre il prurito rimane per alcuni giorni.
Nei soggetti predisposti (circa il 3% della popolazione), il contatto con il veleno della vespa può stimolare una grave reazione allergica con sintomi generalizzati a tutto l’organismo che, se non trattati tempestivamente, possono anche portare alla morte. Una tumescenza lunga più di 10 cm o una reazione distante dalla sede della puntura dovrebbero mettere subito in allerta.
La paura maggiore in caso di punture di vespe è lo shock anafilattico, che si manifesta con:

  • aumento repentino della temperatura corporea accompagnato da brividi e linfonodi ingrossati;
  • vasodilatazione;
  • calo della pressione;
  • capogiri, sudorazione fredda e svenimento;
  • mancanza di respiro, senso di oppressione al torace;
  • nausea talvolta accompagnata da vomito;
  • diarrea e crampi addominali;
  • orticaria;
  • prurito e gonfiore alla gola, viso e labbra gonfie, difficoltà a deglutire.
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Cosa fare se si viene punti da una vespa

punture di vespeQuando si viene punti da una vespa, è indispensabile mantenere la calma e spostarsi in un punto più sicuro, lontano dall’insetto. Le vespe sono insetti particolarmente aggressivi e possono pungere anche se non vengono apertamente provocate. Diversamente da quello delle api, il pungiglione di questi imenotteri è liscio e non rimane nella ferita, caratteristica che permette loro di pungere la vittima ripetutamente. È comunque sempre opportuno verificare che l’aculeo non sia presente per evitare, qualora lo fosse, un ulteriore rilascio di veleno. Per asportarlo, è preferibile utilizzare una pinzetta precedentemente disinfettata. Dopo aver lavato la zona interessata con acqua e sapone, si consiglia di applicare del ghiaccio che, con la sua azione vasocostrittrice, favorirà la riduzione del gonfiore.

I sintomi locali possono essere trattati con rimedi naturali o, qualora non dovessero essere sufficienti, con i farmaci. Tra i rimedi casalinghi più noti per trattare le punture di vespe troviamo:

  • aceto: applicato con un batuffolo di cotone aiuta a neutralizzare il veleno;
  • limone: strofinato sulla puntura, non solo neutralizza il veleno, ma esercita un’azione antibatterica, antisettica e antinfiammatoria;
  • bicarbonato: sciolto in un po’ d’acqua e spalmato sulla puntura, ha proprietà lenitive e disinfettanti;
  • sciacqui con acqua calda e sale: l’acqua calda facilita la coagulazione del veleno mentre il sale disinfetta.

Altri rimedi alternativi ai farmaci sono la cipolla e l’aglio, dall’effetto antinfiammatorio e antibatterico, la patata, lenitiva e calmante, e il gel d’aloe.
Per quanto riguarda i farmaci in grado di alleviare i sintomi infiammatori e ridurre il gonfiore, l’arrossamento e il prurito, si può applicare sulla zona interessata una pomata a base di cortisone o di calamina, oppure, qualora il dolore fosse molto forte, assumere per via orale corticosteroidi o farmaci antistaminici per combattere il prurito.

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Cosa fare in caso di shock anafilattico

Se si presenta uno qualsiasi dei sintomi di shock anafilattico, bisogna immediatamente recarsi al pronto soccorso dove provvederanno a somministrare farmaci anti-shock come l’adrenalina.
Chi ha un’allergia accertata al veleno di vespe dovrebbe sempre avere con sé il kit d’emergenza per l’anafilassi che consiste in un preparato a base di adrenalina da somministrare autonomamente in caso di necessità.

L’adrenalina auto-iniettabile permette di ridurre il rischio di morte in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Tuttavia, l’unica soluzione definitiva al problema è l’immunoterapia specifica, ovvero la somministrazione di quantità crescenti di estratti purificati di veleno che permettono di desensibilizzare il paziente alle nuove punture di vespe, offrendo una copertura completa ed efficace ne 95-98% dei casi.

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