Afidi

Gli afidi

Gli afidi (o pidocchi), presenti con più di 800 specie in Europa centrale, sono l’incubo di moltissimi giardinieri. Misurano meno di 4 millimetri; sono non soltanto degli insetti succhiatori, che prelevano la linfa delle piante indebolendole con la melata che secernono, ma trasmettono anche molte malattie virali (ad esempio, l’arricciamento del geranio). Gli afidi si diffondono soprattutto in primavera, il periodo dell’anno in cui la circolazione di energia nelle piante è molto intensa.

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L’afide è il più noto tra i parassiti del giardino


Si riproducono per partogenesi, ovvero avviene un’unica riproduzione sessuata in autunno e in inverno. Nella prima “covata” nascono le “fondatrici”, che si riprodurranno senza maschi dando vita a molte generazioni ogni anno.

Citiamo qualche esempio:

  • L’afide verde del melo. Si sviluppa su moltissime specie, soprattutto le rosacee. Effettua il suo ciclo su un’unica pianta ospite.
  • L’afide nero della fava. Colonizza fino a 200 specie vegetali ed effettua il suo ciclo su due piante ospiti: la prima è la fusaggine, che il pidocchio abbandona per raggiungere la fava o la favetta. Le generazioni si succedono al ritmo impressionante di 6 ogni anno. L’afide nero provoca danni piuttosto gravi: succhia la linfa, le foglie si accartocciano, i germogli si deformano, la melata emessa dai cornicoli facilita lo sviluppo della fumaggine. I raccolti di ortaggi risultano ridotti a causa della presenza di questo ingombrante parassita.
  • L’afide galligeo. Attacca principalmente gli alberi come il larice, il frassino, l’olmo, il pioppo… Le sue punture provocano la comparsa di galle (galla ananas nella picea), aH’interno delle quali si sviluppano le larve.

Gli strumenti di lotta

  • Rimedi preventivi:
  • nebulizzate degli oli gialli durante l’inverno;
  • in primavera, utilizzate un insetticida biologico;
  • privilegiate i predatori naturali (vedi “Gli ausiliari“, pag. 61).
  • L’afide lanigero. La caratteristica principale di questo insetto è di secernere dei filamenti bianchi e oleosi che si intrecciano gli uni con gli altri. La sua puntura determina la formazione di galle, che favoriscono la comparsa di batteri e funghi. In inverno, nebulizzate oli di catrame solo sugli alberi a foglie caduche. Nel periodo della germogliazione, utilizzate oli minerali. Durante la vegetazione, nebulizzate degli insetticidi biologici, non pericolosi per le api.

Gli strumenti di lotta

  • Rimedi meccanici e colturali:
  • annaffiate le piante infestate con un potente getto d’acqua;
  • tagliate le parti colpite;
  • applicate alghe calcaree, polveri di roccia, cenere di legna;
  • annaffiate le piante con la canna.
  • Rimedi biologici:
  • utilizzate degli insetticidi vegetali a base di nicotina, di sapone solido al fango nero misto ad acqua o di rotenone, che non nuoce né aH’uomo né alle api;
  • favorite la presenza delle nostre amiche coccinelle, che ormai è possibile trovare in alcuni negozi di giardinaggio. Una coccinella può mangiare fino a 80 afidi al giorno!
  • oltre alle coccinelle, sempre di moda, favorite la presenza di sirfi, crisope, cimici predatrici.
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  • Rimedi chimici:
  • nebulizzate insetticidi di sintesi.