Il vischio, uno strano parassita…_

Nessun parassita è stato così benaugurante nella storia dell’uomo! Di volta in volta porta-fortuna sotto il quale cantare Felice anno nuovo, pianta tagliata dai druidi con una roncola d’oro e gettata in panni bianchi, a lungo simbolo di fecondità.

Eppure si tratta di un emiparassita, in grado di realizzare la propria fotosintesi (produce clorofilla), che danneggia gravemente gli alberi. Il vischio bianco ( Viscum album) era tipico del mondo celtico e cresce sui meli, sui pioppi, sui tigli e sugli aceri… Stranamente, non cresce mai sul faggio. Il vischio fruttifica in inverno sotto forma di bacche bianche che gli uccelli – soprattutto i tordi – trasportano su altri alberi. Una volta posato sul ramo, il seme germoglia e si fissa all’albero formando un piccolo piede ricurvo. Le prime foglie spuntano dopo un anno. Il vischio succhia la linfa e indebolisce l’albero. Per eliminare questo parassita tenace, bisogna non solo staccarlo dai rami, ma anche raschiare il punto in cui si è fissato il piede e ricoprire con mastice fungicida.

Fate attenzione, i frutti del vischio sono estremamente tossici.

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