Tarantola – Genus Aphonopelma

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Tarantola –  Genus Aphonopelma
   
Tarantola - Genus Aphonopelma

Habitat:

Inseriamo queste specie di  Tarantola, la Genus Aphonopelma non perché sia presente naturalmente  in Italia, ma perché, andando di moda allevarla in un terrario, fosse mai un giorno ve la trovate davanti libera e felice…

  •     Tutte le tarantole sono ragni terricoli, anche la tarantola italiana (ragno lupo Lycosa Tarantula).
  •     Come loro tana possono scegliersi sia una tana di roditore abbandonata, come costruirsela da se. Di solito in una collina al riparo da eventuali inondazioni, e la foderano tutta con la loro tela sericea.
  •     Rimangono nelle tane però solo cinque mesi all’anno, il resto del tempo le tarantole le passano a caccia nascondendosi sotto le rocce, radici, pezzi di corteccia.
  •     Le tarantole della specie Genus Aphonopelma ,si trovano in tutta l'Africa, gran parte dell'Asia e in tutta l'Australia, negli Stati uniti e America del sud.
  •      In Europa, ci sono alcune specie (Lycosa tarantula) in Spagna, Portogallo, Turchia, Italia e Cipro.
  •     Il morso delle tarantole, almeno della  maggior parte di esse, è innocuo per l'uomo, e alcune specie sono popolari nel commercio di animali domestici esotici.
  •     Tutte comunque sono velenose, e alcune pur provocando disagi estremi nell’uomo, non ne causano la morte.
  •     Uno degli eventi più spettacolari collegato alle tarantole avviene in Texas e dura un paio di settimane ogni estate: tutte le Tarantole maschio escono dalle tane apparentemente migrano in cerca di femmine.

Morfologia:

  •     Come altri ragni, le tarantole Genus Aphonopelma hanno "zanne" alla fine dei cheliceri da dove esce il veleno quando mordono la preda. iniettano veleno quando mordono la preda. Questo veleno serve principalmente per liquefare la preda visto che questi antropodi chelicherati ingeriscono solo liquidi.
  •     Come tutti gli artropodi, la tarantola è un invertebrato che si basa su un esoscheletro per il supporto muscolare. Il corpo di una tarantola si compone di due parti principali, il prosoma (cefalotorace) e l’opistosoma (addome). Il Prosoma e opistosoma sono collegati tra loro dal “peduncolo”.
  •     Le dimensioni delle 950 specie di Tarantole variano, da piccola come un'unghia alla più grande,  il solo corpo può essere lungo tra i 2,5 ai 10 centimetri , con 8-30 centimetri, comprendendo le zampe. In genere il loro corpo così come le loro zampe sono coperte da peluria.
  •     La più grande specie di tarantola può pesare più di 85 grammi. Il più grande di tutti, il Birdeater Golia (Theraphosa blondi) che vive in  Venezuela e Brasile, è stato segnalato per avere un peso di 150 grammi e una zampa fino a 30 centimetri.

Ciclo vitale:

  •     Le Tarantole sono cacciatrici notturne. Comunque non si allontanano mai molto dalla loro tana. Solo durante la stagione degli amori i maschi di tarantola sono spinti dall’istinto a vagare in cerca di una femmina.
  •     Le femmine adulte di Genus Aphonopelma  vivono fino a 10-12 anni, in cattività addirittura possono raggiungere i 25 anni, mentre i maschi raramente vivono più di due o tre mesi dopo aver raggiunto la maturità.
  •     Il corteggiamento tra le Tarantole avviene tra agosto e ottobre, anche nel caso di questa specie di ragni, se il corteggiamento da parte del maschio non è fatto a regola d’arte o la femmina della tarantola non è pronta all’accoppiamento, succede che il maschio può essere divorato.
  •     Un bozzolo contiene fino a 300 uova. Il periodo di incubazione va dalle sei settimane ai 60 giorni.
  •     Il bozzolo, che è costruito come un’amaca, viene poi  mantenuto e custodito nella tana della femmina. I piccoli di tarantole, una volta uscite dall’uovo, rimarranno quasi una settimana con la madre per poi, in seguito, disperdersi.
  •     Molti tra i piccoli di tarantole cadono preda di ragni (tutti i ragni sono cannibali) o di altri predatori proprio appena lasciata la madre nel momento della dispersione.

Abitudini:

  •     Durante i mesi invernali, le tarantole del genere Genus Aphonopelma  passano più tempo nelle loro tane alle volte, quando hanno una scorta di cibo ci si chiudono dentro sigillando il loro rifugio con terra e pietre tenute insieme da una filatura di seta.
  •     Il comportamento delle Tarantole non è ben definito, c’è chi sostiene che sia un ragno irritabile veloce e mordace, altri studiosi, invece, sottolineano il suo atteggiamento calmo e  sostengono che solo nel periodo degli amori il ragno si comporta in modo diverso, o comunque in presenza di una femmina di tarantola.
  •     I Ragni solitamente non sono artropodi infestanti. Essendo cannibali non mostrano generalmente comportamento gregario, tuttavia quando le condizioni climatiche e ambientali sono particolarmente favorevoli, in alcune zone è possibile rinvenire un alta densità di individui della stessa specie.

In caso di morso di una tarantola del genere Genus Aphonopelma, e di altre specie, è importante, soprattutto nel caso che ad essere morso sia un bambino rivolgersi al più presto ad un ospedale o ad un centro antiveleni. Ma non preoccupatevi troppo, non risultano morti accertate dovute al veleno della tarantola.

Sulla zona del morso della tarantola sono evidenti 2 fori; solo più tardi la cute diventa dolente, bluastra, e si ulcera.

Primo soccorso:

  1.     lavare con acqua e sapone;
  2.     applicate ghiaccio o impacchi freddi sulla zona morsa.

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Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

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Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

Habitat:

  •     In questa pagina parleremo della vera tarantola Italiana, ossia il Ragno lupo o Lycosa Tarantula, ragno tra i più grandi che si trovano nel nostro paese. Quando gli emigranti arrivarono nelle Americhe, chiamarono Tarantola il primo ragno di grandi dimensioni che incontrarono ossia la Genus Aphonopelma, che oggi ormai è considerata la vera tarantola, solo che, mentre il morso del ragno lupo è praticamente innocuo quello della tarantola americana in alcuni casi può essere mortale.
  •     Come il suo lontano parente americano la Lycosa Tarantula è un ragno terraiolo cioè che vive quasi sempre nelle sue tane scavate nella terra possibilmente vicino a qualche ciuffo d’erba , le cui sottili radici danno la stabilità necessaria.
  •     L’entrata delle tane delle Tarantule è sempre ricoperta da un sottile strato di tela di ragno, quasi come fosse foderata.
  •     Per quanto riguarda la loro diffusione, i Ragni lupo sono presenti nelle regioni del centro, sud Italia, compresa la Sicilia e in Spagna. Quelle spagnole sono sensibilmente più grosse, di uno o due centimetri.

Morfologia:

  •     Il colore della parte dorsale della Lycosa Tarantula oscilla tra il grigio e il marrone con screziature nere e color crema, gli esemplari grigi sono rari. Ventralmente si presenta nera e crema; la faccia inferiore delle zampe è zebrata.
  •     Impressiona la grandezza di questi ragni, dove le femmine di ragno lupo possono raggiungere circa i 27 mm di lunghezza del corpo ed i maschi di circa 19 mm.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     L'apparato boccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.

Ciclo vitale:

  •     Gli accoppiamenti di questa specie avvengono tra maggio e giugno, preferibilmente di notte.
  •     Come al solito le femmine di Lycosa tarantula son ben più massicce di maschi della specie, e quindi il maschio per non essere scambiato a sua volta per  una preda, corteggia la femmina agitando i palpi, se lei è ricettiva rimane immobile lasciandolo avvicinare , caso contrario  assume una tipica postura di minaccia.
  •     Dopo qualche tempo, circa tre settimane, la femmina di ragno lupo depone le uova in modo singolare: stendendo un velo di tela sul terreno davanti alla sua tana, ci sale sopra e comincia a lavorarlo. Alla fine avrà una sacca per le sue uova, perfettamente rotonda attaccata al suo addome, che si porterà quasi sempre appresso durante tutto il mese seguente.
  •     Molti tipi di ragni, dopo che si schiudono le uova si portano sul dorso i piccoli ragnetti  fino a quando non siano sufficientemente maturi per sopravvivere da soli.
  •     Da ogni sacca ovigera usciranno un centinaio di neri e voracissimi piccoli ragnetti che dopo un mese già saranno in grado di catturare moscerini e altre cosette.
  •     Nelle loro due prime estati vivranno da nomadi, costruiranno la loro tana personale alla fine della seconda estate, quando misureranno circa 4-5 cm, per passarvi l'inverno.
  •     I maschi della Lycosa tarantula possono arrivare a vivere fino ai due anni di età, morendo poco dopo aver raggiunto la maturità sessuale. Le femmine dei ragni lupo invece. Arrivano sicuramente ai quattro anni di vita o anche di più.

Abitudini:

  •     Questo tipo di ragni, ha abitudini prettamente notturne, passa le ore calde della giornata nella  tana e nel tratto più vicino alla superficie, non disdegnando però qualche agguato agli insetti che passano nei paraggi.
  •     Il ragno lupo  esce al crepuscolo per andare a caccia o accoppiarsi, in ogni caso non si allontana mai molto dalla sua tana.
  •     La Lycosa tarantula ha una vista molto buona, riesce a sentire l’avvicinarsi di un animale grande, quindi è molto difficile che pizzichino un essere umano.
  •     Comunque siano velenosi, il loro veleno è pericoloso per un insetto, per un umano il suo morso non è più doloroso di una pizzicata d’ape.
  •     E` difficile riuscire a catturare un ragno lupo perché si muove e corre molto velocemente.

 

Tarantula, deriva dalla parola italiana Tarantola, grazie alla città di Taranto, addirittura la leggenda dice che fu il famoso re Pirro dell’Epiro che introdusse questo tipo di ragno, quasi come  guerra batteriologica contro i Romani.
L’effetto del morso della Lycosa tarantula darebbe origine ad un fenomeno definito tarantismo, ossia il veleno produrrebbe una sorta di agitazione  da cui si ricavò la danza della tarantella, che imita i movimenti di una persona affetta appunto da tarantismo.
Si dice inoltre che scuotere il corpo rapidamente aiuta a combattere gli effetti di un morso aumentando il flusso di sangue per pulire il veleno.

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Ragno crociato – Araneus diadematus

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Ragno crociato – Araneus diadematus

Ragno crociato - Araneus diadematus

 

Habitat:

  •     Il Ragno crociato (Araneus diadematus) è un ragno particolarmente comune nei prati Italiani, e in tutti i paesi dell’emisfero settentrionale.
  •     Gli Areneidi, sono ragni sedentari che cacciano usando delle grandi ragnatele formate da fili radiali e da una spirale adesiva.
  •     Amano collocare le loro ragnatele nei supporti ideali costituiti dai pali dei recinti.
  •     Come specifica il suo nome comune, ha un immancabile quanto bel disegno a forma di croce sull’addome posteriore.
  •     L’habitat naturale dell’Araneus diadematus sono i giardini, i parchi (anche molto frequentati), le zone incolte e i boschi. Entrano comunemente nelle case, dove usano gli angoli delle finestre per i loro nidi.

Morfologia:

  •     Il colore del Ragno crociato può variare dal giallo pallido, al marrone fino al nero con la caratteristica croce.
  •     Il loro corpo è lungo in media dai 15mm fino ai 20mm, le zampe invece possono essere tra i 25 e i 30mm.
  •     Le femmine sono più grandi dei maschi, come in quasi tutti i tipi di ragni.
  •     I piccoli Ragnetti di Araneus diadematus appena nascono hanno l’addome giallo con una macchia scura.
  •     Come tutti gli Aracnidi hanno otto zampe, nel caso del ragno crociato, la prima coppia di zampe è più lunga e viene utilizzata principalmente per percepire le vibrazioni sulla tela.
  •     Sul davanti hanno un paio di “palpi” che servono ad inserire lo sperma nel corpo della femmina di ragno crociato.
  •     La seta utilizzata sia per la ragnatela che per avvolgere le uova, viene invece prodotta da tre coppie di “filiere”presenti sulla punta del ventre.

Ciclo vitale:

  •    Il tipico ragno dei giardini europei, il ragno crociato per l’appunto, si ciba di quasi tutti gli insetti volanti : farfalle, mosche,vespe, disdegna gli afidi verdi ma in generale è un ottimo aiuto ecologico anche all’interno delle case.
  •    Quando una femmina di ragno crociato è gravida si potrà notare dal suo addome particolarmente gonfio.
  •   Nell’approccio sessuale i maschi dell’Araneus diadematus, come nella maggior parte dei tipi di ragni, dovrà avere delle accortezze per non essere scambiato da preda e mangiato dalla femmina.
  •    Consumato l’accoppiamento, cioè trasferito lo sperma attraverso i “palpi”, la femmina del ragno dei giardini passerà alcuni giorni solitaria nella sua tana, cominciando a tessere dei sacchi di seta che conterranno le uova e, una volta depositate all’interno di questi bozzoli, la femmina dopo qualche giorno morirà.
  •    I piccoli ragnetti usciranno dal bozzolo in primavera e resteranno insieme fino alla prima muta, per poi disperdersi con un sistema chiamato a “mongolfiera”; lasciandosi portare dal vento attaccati ad un filo di seta.
  •    La vita del ragno crociato dura in media due anni.

Abitudini:

  •   I ragni della famiglia degli Areneidi se disturbati il più delle volte tendono a darsi alla fuga piuttosto che reagire in modo aggressivo, comunque il morso del ragno dei giardini (eccetto in caso di ipersensibilità) ha conseguenze davvero minime, le tossine del suo veleno sono poco attive sull’uomo e i cheliceri non si estendono a sufficienza per inoculare a fondo sotto la pelle. 
  •   Il ragno crociato avvolge le sue prede nella seta prima di consumarle. Quando si sente minacciato si scuote rapidamente  e scuote con forza la sua tela e normalmente fugge scendendo a terra su di un filo di seta.
  •    La sua tela può essere ricostruita ogni giorno.

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Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

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Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

 Ragno eremita marrone - Loxosceles reclusa

Habitat:

  •     Lo stesso nome “ragno eremita marrone” descrive il colore e le abitudini di questo pericoloso aracnide, conosciuto con il nome scientifico di Loxosceles Reclusa e volgarmente detto “ragno violino”.
  •     A causa della facilità degli spostamenti al giorno d’oggi possiamo trovare il Ragno eremita un pó ovunque, predilige comunque i luoghi caldi e asciutti.
  •     Questa sua peculiarità, ha portato purtroppo, il Loxosceles Reclusa ad adattarsi molto bene nelle case e nell’ambiente umano.
  •     In natura, il suo habitat originario sono le zone tropicali e comunque temperate.
  •     Sono ragni notturni, che per cacciare non usano la tela, e difficilmente escono durante il giorno, li possiamo incontrare fuori dal loro nascondiglio un ora o due dopo il tramonto.
  •     Originaria dell’Europa è la Loxosceles rufescens, il cui morso è leggermente meno dannoso del Ragno eremita marrone cileno.
  •    Durante il giorno si rifugiano in siti oscuri e indisturbati; nel nostro abbigliamento, scarpe comprese, nelle soffitte, in scatole e luoghi di stoccaggio, dietro i mobili e i quadri. All’aperto i Ragni violino possono rifugiarsi sotto tronchi, sassi, rocce e pile di legname.
  •     Negli habitat favorevoli sono un po’ meno eremiti e le loro popolazioni sono di solito dense.

Morfologia:

  •     Di difficile riconoscimento, perché a volte la forma scura del violino sul loro prosoma (testa)  non è molto visibile, possiamo però usare, per una sicura identificazione, il numero e la disposizione degli occhi.
  •     Il Ragno eremita marrone ha 6 occhi (invece di 8 come la maggior parte degli altri ragni) disposti a coppie con una coppia di mediani e due coppie laterali.
  •     Il colore del Loxosceles Reclusa cileno è di un marrone tendente allo scuro mentre la Loxosceles rufescens, è piú tendente al beige e al marrone chiaro.
  •     L’eremita cileno è una tra le più grosse specie di ragni, in generale sono lunghi dai 8 ai 30 mm, gli altri Loxosceles in media vanno dai 6 ai 12 mm escluse le zampe.
  •     Le zampe del Ragno violino sono sfumate verso il marrone scuro e ricoperte di piccoli peli scuri.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     Il veleno del Ragno eremita marrone è del tipo necrotizzante quindi lascia comunque brutte cicatrici difficili da curare.

Ciclo vitale:

  •     I Ragni violino (Brown Recluse in inglese) sono ragni molto resistenti e possono sopravvivere 6 a 12 mesi senza cibo né acqua e hanno una vita media di 2 a 4 anni.
  •     La femmina del ragno eremita marrone, si può riprodurre fino a cinque volte l’anno, depone circa 50 uova per sacchetto. Ci vogliono 9-12 mesi per completare la maturazione di un ragno, e può vivere fino a 7 anni.
  •     La deposizione delle uova avviene principalmente da maggio a luglio.
  •     Il corteggiamento di solito precede l’accoppiamento vero e proprio. Un maschio di ragno eremita si basa principalmente sulla peluria sensoriale che copre il suo corpo e sul movimento delle sue appendici per trovare una femmina che non lo scambi per una preda.
  •     Insieme al senso del tatto, un maschio di Loxosceles Reclusa ha anche la capacità di distinguere le sostanze chimiche diverse (ferormoni) per trovare la femmina pronta all’accoppiamento.

Abitudini:

  •     Il Ragno eremita marrone non è aggressivo e di solito morde solamente quando inavvertitamente viene premuto contro la pelle umana, per esempio: girandosi nel letto o infilandosi le scarpe.
  •     I Ragni Loxosceles sono abilissimi cacciatori e si nutrono, oltre che di scarafaggi e altri insetti anche di altri ragni e di formiche. Affondano i loro cheliceri nella parte più vulnerabile della vittima e il loro veleno paralizzante agisce rapidamente nel liquefare la preda.
  •     Il nido del Ragno eremita è costituito da una tela larga, irregolare e molto appiccicosa.

 

Il morso del Ragno violino o eremita marrone a seconda dell’intensità con cui viene inferto può causare una grave necrosi.

I sintomi iniziano tra le 2 e le 6 ore dopo il morso, spesso appaiono bolle di pus accompagnate da dolore intenso e un pronunciato gonfiore. Più comune è la formazione di una bolla rossa, circondata da una zona blu, con una delimitazione biancastra tra il rosso e il blu.

Dopo 12-24 ore se è veramente un morso di Loxosceles, si necrotizza assumendo un colore viola  che in  seguito diventerà nero, questo vuol dire che le cellule muoiono. Alla fine la parte necrotica cadrà lasciando una profonda buca sulla pelle che gradualmente si riempirà con tessuto cicatriziale.

Sai come riconoscere un morso di ragno?

Se venite morsi, mantenete la calma e immediatamente consultate un medico o un centro antiveleni. Applicate un impacco di ghiaccio direttamente sulla zona, questo allevierà il gonfiore e il dolore.

Possibilmente raccogliete il ragno senza toccarlo con le mani, per poter fare una diagnosi precisa, ci sono altri ragni meno pericolosi il cui morso ha effetto necrotizzante il ragno dal sacco giallo per dirne uno, quindi è importante essere certi che si tratti di un Loxosceles  e di che tipo esattamente. Per conservarlo usate l’alcool.

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Malmignatta – Latrodectus tredecimguttatus

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Malmignatta – Latrodectus tredecimguttatus

Malmignatta - Latrodectus tredecimguttatus

Habitat:

  •     Appartenenti al genere Latrodectus questi Aracnidi anche chiamati Malmignatte o Vedove nere , sono relativamente comuni in tutto il mondo, questo tipo di Latrodectus è comune nell’Europa meridionale, nell’Italia centro meridionale e nelle isole. Legata alla sua diffusione geografica è, infatti, l’appellativo di vedova nera mediterranea.
    La specie è collocabile tra i ragni velenosi della Sardegna e il suo morso può essere letaale.
  •     I  Latrodectus tredecimguttatus sono ragni che discendono dalla ben più pericolosa vedova nera americana la Latrodectus mactans, e si chiamano tredecimguttatus perchè hanno sempre 13 macchie rosse sulla parte posteriore.
  •     Sono Ragni che cacciano usando una resistente ragnatela e spesso nei pressi di questa si costruiscono un rifugio conico di seta dove rimangono nascosti durante la maggior parte del giorno.
  •     In natura le vedove nere o Malmignatte si nascondono sotto rocce e tronchi, ma si adattano facilmente all’ambiente umano e comunemente le troviamo in luoghi poco usati come stalle, fienili, scatole di contatori, griglie di barbecue, scivoli, vasche di sabbia.

Morfologia:

  •     Sia i Ragni che gli Scorpioni appartengono al gruppo dei Aracnidi chelicherati ,ma mentre per gli scorpioni i cheliceri sono un mero aiuto per accostare il cibo alla bocca,  per i Ragni sono vere e proprie zanne velenose, queste vengono poi ripiegate sotto l’addome in fase di riposo.
  •     Il corpo delle femmine delle Vedove nere è lungo tra gli 8 e i 15 mm, i maschi sono più piccoli, a volte molto piccoli (2 mm) e possono essere tutti neri.
  •     La parte posteriore ha l’aspetto di un globo, prevalentemente nero con macchie rosse, anche se alcuni Latrodectus tredecimguttatus possono essere meno lucidi, con strisce laterali e macchie più pallide.
  •     La Malmignatta ha gambe sottili, nere anch’esse, e moderatamente lunghe.
  •     L’odorato dei  Latrodectus tredecimguttatus in particolare e, dei ragni in generale, è molto usato per identificare  la specie ed il sesso dei soggetti che hanno fabbricato le tele, i nidi incontrati sul loro cammino.
  •     La vedova nera del sud degli Stati uniti la mactans è riconoscibile perché è tutta nera lucida con eccezione di una macchia rosso vivo a forma di clessidra sulla parte inferiore dell’addome.
  •     Esistono altri tipi di vedove nere con altre caratteristiche di colori, ma non sono presenti in Italia.

Ciclo vitale:

  •     Nei Ragni l’80% della riproduzione si verifica in maggio, giugno o luglio, ma possono verificarsi già nel mese di febbraio.
  •     Le Vedove nere, come dice il loro nome, spesso si cibano del proprio compagno una volta raggiunto l’accoppiamento, egli è in realtà molto più piccolo della femmina proprio al fine di sembrargli una preda insignificante che non vale la pena di essere cacciata. Comunque potrà salvarsi dall’essere mangiato se svolgerà bene e rapidamente il suo tipico rituale di corteggiamento.
  •     Le Malmignatte si riproducono sessualmente e la fertilizzazione è interna ma indiretta.
  •     Durante l’amplesso il maschio inserisce nel poro genitale della femmina i palpi, il primo paio di corte appendici di cui è dotato, caricati con il suo sperma.
  •     Le femmine di Latrodectus depositano le  loro uova, color bianco sporco in sacchi di seta filata dalla forma rotonda.
  •     Ogni sacco contiene una media di 40 uova e le femmine fanno spesso più di un sacco di uova. In tutta la sua vita la femmina di vedova nera può deporre più o meno 400 uova.
  •     I sacchi con le uova vengono poi trasportati dalla femmina, e depositati in una rete o attaccati ad un vegetale.
  •    I piccoli ragnetti giovani emergono in 3 – 6 settimane e la piena maturità viene raggiunta circa un anno dopo, sempre che le temperature siano miti e il cibo a disposizione sufficiente.
  •    I giovani ragnetti di Latrodectus tredecimguttatus sono nutriti e protetti dalla madre durante le prime settimane, e nella zona del nido si noterà uno spessore e una tessitura irregolare.

Abitudini:

  •     I Ragni vedova nera sono generalmente molto timidi e mordono solo per legittima difesa quando  accidentalmente vengono a contatto gli esseri umani.
  •     Nel caso dovesse subire mutilazioni, il ragno è in grado di ricostruire l’arto mancante, una muta dopo l’altra ritornerà alle dimensioni normali.
  •    Il veleno della Malmignatta anche chiamato Ragno volterrano, prodotto dalle ghiandole chelicerali, contiene sostanze neurotossiche e può avere effetti sensibili anche sull’uomo. Il suo morso, seppur pericoloso, rarissimamente provoca la morte.

 

I Sintomi del morso del  Latrodectus tredecimguttatus sono difficili da individuare sul momento, in quanto i segni sono leggerissimi cosí come gli effetti locali del morso.

La vera diffusione del veleno avviene attraverso il sistema linfatico, i primi sintomi si percepiscono dopo appena 15 minuti : nausea, febbre mal di testa e oppressione, eventuali complicanze cardiache possono apparire a distanza di 1-3 ore dopo il morso. I sintomi più comuni sono dolore intenso, rigidità dei muscoli addominali, crampi muscolari, malessere generale, sudorazione locale, nausea, vomito e ipertensione. Se non trattati, i sintomi del morso della vedova nera Latrodectus di solito durano 3-5 giorni. Gluconato di calcio e antidoto possono essere somministrati per alleviare o attenuare i sintomi.

 Comunque vista la gravità dei sintomi questi avvelenamenti dovrebbero essere sempre trattati in ospedale, dal momento che complicazioni anche gravi possono insorgere nel giro di pochi minuti. Le prime 24-36 sono senz’altro le più dure per il paziente, poi i sintomi si attenuano rapidamente ma il recupero completo può richiedere spesso più di una settimana. In Italia da più di 20 anni non si registrano segni di morte per il morso del ragno volterrano.

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Ragno Arlecchino – Salticus scenicus

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Ragno Arlecchino – Salticus scenicus

Ragno Arlecchino – Salticus scenicus

Habitat:

  •     Il Ragno Arlecchino (Salticus scenicus) anche chiamato Ragno zebra, prende il suo secondo nome dal latino scenicus che vuol dire “attore”proprio perchè questo simpatico ragnetto possiede la strana consapevolezza di essere osservato e in base a questo cambiare il comportamento.
  •     Questi ragni sono presenti in tutto l’emisfero Nord del mondo e anche molto comuni.
  •     Spesso il ragno arlecchino vive negli insediamenti umani o comunque molto vicino ad essi.
  •     Il Salticus scenicus ama il sole, lo troviamo nei giardini, sulle rocce, sopra le pietre dei giardini tra le foglie e i fiori. Dentro casa viene spesso incontrato sulle superfici verticali ; muri e porte.
  •     Durante le piogge e la notte si rifugia in luoghi asciutti.

Morfologia:

  •     Le femmine  dei Ragni zebra sono  lunghe tra i 5 e i 7 mm e i maschi di poco più piccoli.
  •     Caratteristico è il colore inconfondibile del ragno arlecchino, a strisce bianche e nere (nei più adulti tendente al marrone).
  •     Tipico dei ragni saltatori sono anche i loro due occhi frontali molto grandi, che forniscono al  Salticus scenicus la visione binoculare, in tutto comunque hanno otto occhi semplici.
  •     Gli occhi del Ragno arlecchino sono disposti in modo da dargli una visione a 360 gradi e possono distinguere una preda da un predatore a circa 40 m di distanza, e non solo , gli occhi del ragno zebra possono muoversi anche dentro e fuori permettendogli una messa a fuoco perfetta, e anche la possibilità di “zoomare” rapidamente riducendo l’angolo visuale da 60 a 10 gradi.
  •     Deduciamo quindi che per questo tipo di aracnide la vista è il senso più importante.
  •     La caratteristica più saliente di questo ragno sono gli enormi pedipalpi del maschio e i chelicheri molto grandi.
  •     Per quanto riguarda la sua capacità di saltare, non possedendo muscoli estensori sembra sia dovuta alla pressione sanguigna, quindi per causa idraulica. Il Ragno arlecchino raddrizza improvvisamente il quarto paio di zampe, lasciando dietro di se una “corda di sicurezza” di un filo di rete, infine sembra che, anche questa eserciti una qualche forza di controllo sul salto del ragno.
  •   Tutti i Ragni in generale, presentano sessi separati talvolta con vistoso dimorfismo sessuale. Il maschio è quasi sempre più piccolo della femmina. E spesso dopo l’accoppiamento viene divorato dalla propria compagna.
  •     L'apparato buccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.
     

Ciclo vitale:

  •     Quando  il maschio e la femmina del Salticus scenicus si incontrano, il maschio effettua una danza di corteggiamento per evitare di essere scambiato per preda, migliore è la danza più è probabile che la femmina gradirà il compagno.
  •     Le femmine del Ragno Arlecchino rimangono con le loro sacche di uova che custodiranno fino alla nascita dei piccoli ragnetti  che lascerà andare via solamente dopo la loro seconda muta.
  •     Subito dopo l’accoppiamento La femmina del ragno arlecchino da ricettiva che era, assume un atteggiamento di fastidio nei confronti del maschio che si allontana rapidamente.
  •     Le femmine depongono le uova in piccoli sacchetti di seta, per lo più in primavera e in estate al fine di essere in grado di proteggere i piccoli ragnetti dai predatori. I giovani del Salticus scenicus di solito maturano in tarda primavera e in estate. Loro ciclo di vita è di circa un anno.

Abitudini:

  •     Come dicevamo i Ragni zebra o arlecchino sono ragni che cacciano la loro preda (insetti o altri ragni) non usando la tela. Sono stati osservati nutrendosi di zanzare che sono quasi due volte la loro lunghezza o addirittura falene 3 volte più grandi di loro.
  •     Ignorano insetti poco appetitosi come le formiche.
  •     Come tutti i ragni anche il colorato Salticus scenicus è velenoso, ma il suo veleno è sufficiente al massimo a immobilizzare una zanzara. Il loro morso è ardito ma avviene solo quando si trova in situazioni estreme.

 

Si dice che siano ragni intelligenti e curiosi, addomesticabili con molta pazienza, sicuramente utili per limitare il numero ormai incontrollato di zanzare che ci perseguitano. Lasciamoli vivere tranquillamente nelle nostre case, il contatto con loro viene spesso usato anche per curare le persone dall’aracnofobia.

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