Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

La Blatta orientalis è la comune Blatta o scarafaggio nero che dir si voglia, che infesta le nostre abitazioni, chiamata anche Blatta comune delle case.
INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

 scarafaggio nero foto hd

Habitat:

  •    Questa specie di scarafaggio è originario della Russia, da qui il nome “orientalis”, ed è cosmopolita  fatta eccezione per le zone con clima eccessivamente rigido e preferendo quindi zone dal clima temperato.
  •     Tra le blatte è comunque quella che più resiste agli ambienti freddi ma, è tra i Blattoidei, la più legata alla presenza dell’acqua.
  •    Lo scarafaggio nero comune deve spesso la sua presenza alla scarsa igiene degli ambienti umani, cibandosi come le altre specie di blatte, di materiale organico in decomposizione.
  •     Le abitazioni umane, meglio se riscaldate, sono l’habitat preferito della Blatta orientalis, dove non mancano nascondigli e cibo.
  •     Lo scarafaggio nero si aggrega spesso ai suoi simili, predilige scantinati, cantine, ambienti interrati e in genere quei luoghi dove ci sia una temperatura tra i 18° – 25°C.

Morfologia:

  •     Il colore del suo corpo è il nero, o quasi nero, forma oblunga anche se meno della Blattella germanica, è appiattita e misura tra i 20 e i 30 mm. quando adulta.
  •     Il maschio della Blatta orientalis ha  le ali sviluppate a differenza della femmina che invece ha ali anteriori brevi e ali posteriori atrofizzate. Sia il maschio che la femmina di questa specie di blatte non sono però in grado di volare.
  •     Le antenne dello scarafaggio nero comune sono lunghe e filiformi. Al contrario della Blattella germanica, la morfologia delle sue zampe non le permette di arrampicarsi sulle pareti e sui soffitti, priva di ventose è costretta a camminare strisciando.
  •     Come tutti gli insetti Blattoidei il suo corpo è composto da una testa, relativamente piccola e dal pronoto o addome, sei zampe e due antenne.

Ciclo vitale:

  •     Questo scarfaggio nero vive a lungo, considerando il suo ciclo vitale completo può vivere più di due anni condizioni esterne permettendo.
  •     Non c’`e un periodo preciso per l’accoppiamento, esso può essere attuato nell’arco di tutto l’anno. Il procedimento e la cova delle ovoteche è simile a quello delle altre blatte: dopo due o tre giorni di cova le ovoteche della blatta orientalis vengono lasciate cadere in qualche fessura protetta e vicino ad una fonte di cibo.
  •     Spesso nelle case di campagna vengono ritrovate la maggior parte di queste ovoteche nei depositi di legna sotto al caminetto.
  •     Nelle ovoteche dello scarfaggio comune troviamo tra le 14 e le 18 uova. Le ninfe che ne escono, attraverso varie mute , completano il loro ciclo vitale in 10-15 mesi  nell’arco di 1 a 3  mesi diventano ninfe , e come tali trascorrono un lungo periodo di tempo. Infine come adulti di blatta, sessualmente maturi vivranno solo dalle 5 alle 26 settimane.
  •     Gli Scarafaggi neri lasciano una puzzolente, caratteristica secrezione, che dà cattivo odore agli ambienti infestati.

Abitudini:

  •    Questa specie di scarafaggio è relativamente letargico, si muove in particolare durante le ore notturne ed evita fortemente ambienti luminosi:  quindi la sua comparsa durante il giorno è indicativa di una massiccia infestazione.
  •     La Blatta orientalis è più lenta e meno prudente rispetto alle altre specie di blatte. È molto vorace, praticamente onnivora. Quindi la sua disinfestazione attraverso le trappole è relativamente semplice.
  •     Le malattie portate dalla Blatta orientalis sono molteplici e pericolose: dalla salmonellosi al colera,  senza contare fenomeni di dissenteria, epatite A e poliomielite.
  •     Questo insetto infestante inoltre libera nell’aria sostanze che possono causare vari disturbi allergici.
  •    Possiamo accorgerci facilmente della presenza dello scarafaggio nero comune accendendo improvvisamente la luce la notte, essendo loro insetti lucifughi, fuggiranno rapidamente cercando un nascondiglio qualsiasi.

 

Veicoli di infestazione e portatori di malattie anche gravi raccomandiamo in caso di infestazione da Blatta orientalis l’uso immediato di trappole facilmente reperibili in commercio.

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Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

INFESTANTI DELL’ UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

Habitat:

  • L’Aedes albopictus, appartiene al sottogenere Stegomya ed è meglio conosciuta come Zanzara tigre.
  • Questa zanzara è sicuramente la più diffusa negli ambienti urbani, ed è considerata tra le 100 specie più dannose al mondo.
  • A differenza delle zanzare comuni (Culex pipiens), le quali preferiscono le acque dolci, ricche di materia organica tipiche delle nostre zone di campagna,  la femmina della Zanzara tigre asiatica depone le sue uova su terreno solido ma soggetto ad alluvioni stagionali.
  • Questo fatto spiega le periodiche esplosioni demografiche a seguito delle prime piogge primaverili o dei temporali estivi.
  • L’origine dell’Aedes albopictus è asiatica (sud-est) come sottolinea il suo nome comune, e ha cominciato a diffondersi nelle altre parti del mondo alla metà del XX secolo. In Italia è arrivata con un carico di pneumatici nel porto di Genova.
  • La Zanzara tigre si aggira in un raggio massimo di 200 m dal focolaio larvale, allontanandosi da esso di solito solo qualche decina di metri.  Spostamenti più ampi, possono essere favoriti dal vento o per trasporto passivo, ad esempio entrando accidentalmente nelle automobili o negli ascensori.

Morfologia:

  •  Il suo corpo, sottile e allungato, misura in lunghezza dai 4 ai 10 mm e la sua morfologia è del tutto simile a quella delle comuni zanzare domestiche.
  •  Si distingue nettamente dalla Culex pipiens per la vistosa livrea bianco-nera simile appunto ad un manto di una tigre.
  •  La larva della Zanzara tigre asiatica è allungata, con ciuffi di peli  lungo i grossi segmenti toracici, ha ovviamente anche lei un sifone respiratorio e mantiene una posizione quasi verticale sotto il pelo dell’acqua.
  •  I maschi, come in tutti i tipi di zanzare, sono più piccoli delle femmine.
  •  Le antenne dei maschi sono molto più folte di peli di quelle delle femmine.
  •  I palpi mascellari dei maschi dell’Aedes albopictus, sono più lunghi delle loro proboscidi; invece i palpi mascellari delle femmine sono decisamente più corti.
  •  La suzione del sangue è preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  •  La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.

Ciclo Vitale:

  •  Il Ciclo vitale della Zanzara tigre avviene tra i mesi di Aprile ed Ottobre, raggiungendo la massima densità alla fine dell’estate.
  •  Le uova dell’Aedes albopictus sono deposte al contrario della zanzara comune, su di un terreno solido, soggetto però ad inondazioni stagionali e appena vengono sommerse dall’acqua si schiudono.
  •  Da queste si sviluppano le larve che, dopo quattro stadi di crescita, si trasformano in pupe.
  •  Una volta diventate pupe, passate 48 ore avviene lo sfarfallamento.
  •  Dopo un paio di giorni si accoppiano, e la femmina deve fare il suo primo pasto di sangue, necessario per portare a maturazione le uova fecondate.
  •  Il ciclo vitale della zanzara tigre asiatica non supera le tre settimane, la femmina depone alcune decine di uova (in media tra 40 e 80) dopo ogni pasto di sangue.

Abitudini:

  •  I copertoni delle macchine sono uno dei luoghi preferiti sia dall’ dell’Aedes albopictus  che dall’Aedes egypti la femmina di queste specie, infatti, è fortemente attirata dal colore nero.
  •  La Zanzara tigre come abbiamo già osservato per la specie Aedes, e in genere per tutte quelle del sottogenere Stegomya, è attiva soprattutto durante il giorno.
  •  Questa zanzara è molto più aggressiva delle altre zanzare domestiche, e può pungere più volte lo stesso soggetto e, decisamente, le sue punture sono più fastidiose e irritanti per l’uomo.
  •  Di solito la zanzara tigre asiatica vola a pochi centimetri da terra, colpendo per lo più gambe e caviglie.
  •  L’Aedes albopictus può trasmettere patogeni e virus come il virus della febbre del Nilo, della febbre gialla, dell’encefalite di St. Louis, della dengue, ed è l’agente patogeno della dirofilaria e chikungunya.

Come non ci stanchiamo mai di ricordare, al fine di evitare un infestazione massiva di zanzare è importante disinfestare prevenendo. Sia i privati che le aziende devono tenere sotto osservazione gli spazi a loro appartenenti, evitando di lasciare sottovasi senza sabbia, copertoni o secchi facilmente riempibili dalla pioggia.
Ovviamente una parte importante di questa disinfestazione proattiva spetta anche e soprattutto alle Amministrazioni Comunali, monitorando e disinfestando: porti, strade e stazioni ferroviarie.


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Moscerino dell’aceto – Drosophila melanogaster

INFESTANTI DELLE DERRATE

Moscerino dell’aceto – Drosophila melanogaster

Ditteri

Moscerino dell’aceto - Drosophila melanogaster

 Habitat:

  •  Il moscerino della frutta o moscerino dell’aceto (Drosophila melanogaster) è una specie cosmopolita, tuttavia è originario dell’Africa e dell’Asia.
  •  Vive dei parchi, nei giardini, nelle case , birrerie, mercati, vicino ai contenitori dei rifiuti organici, ed è chiamato moscerino dell’aceto per i danni economici che può causare proprio alle fabbricazioni di aceto, inoculando le sue uova nella cosiddetta “madre”dell’aceto, nutrendosi del lievito.
  •  Il moscerino della frutta causa anche gravissimi problemi quando la sua infestazione attacca ristoranti e bar.

Morfologia:

  •  Il 70% dei geni della Drosophila melanogaster sono uguali a quelli dell’uomo, viene perciò molto utilizzato nella ricerca scientifica e medica.
  •  Il moscerino della frutta quando adulto misura intorno ai 3 mm di lunghezza.
  •  Nella mosca della frutta, sono facilmente distinguibili i maschi dalle femmine, in quanto i maschi hanno l’addome scuro, tondeggiante e peloso.
  •  Nel maschio è pelosa anche una zampa posteriore per favorire la copulazione.
  •  Le larve del moscerino dell’aceto sono bianche, vermiformi, segmentate, con l’apparato boccale nero, e mangiano in continuazione.
  •  L’adulto del dittero Drosophila melanogaster,  ha due paia di ali come le mosche.

Ciclo vitale:

  •  Il ciclo vitale della mosca della frutta è breve, dura circa 10-12 giorni.
  •  La femmina di Drosophila melanogaster emette ferormoni che attirano i maschi della specie.
  •  Durante l’accoppiamento che avviene dopo una curiosa danza, il maschio del moscerino dell’aceto emette uno spermatozoo dieci volte più grande del suo corpo.
  •  Subito dopo la femmina del dittero comincia a deporre le uova (circa 20 al giorno) che si schiudono diventando larve in 24 ore circa, dando origine ad una rapida infestazione di moscerini della frutta.
  •  Lo stadio larvale dura circa 4 giorni, in quanto la pupa della mosca comincia a svilupparsi cambiando dall’interno la forma della larva.
  •  Solo quando le ali si stendono completamente la pupa del moscerino dell’aceto esce dalla camera pupale.

Abitudini:

  •  E`necessaria molta igiene per controllare le infestazioni della mosca della frutta, visto che le sue piccolissime larve si possono facilmente annidiare tra i mop e gli stracci umidi, con i quali appunto si puliscono pavimenti e superfici ed essere cosí trasportate ovunque.
  •  Oltre che nutrirsi di tutta la materia organica in decomposizione, il moscerino dell’aceto si nutre di lievito, questo è uno dei motivi dei danni causati dal moscerino alle fabbriche produttrici di aceto, egli si nutre del lievito necessario alla formazione della materia prima.

Pertanto il primo passo nella lotta al moscerino dell’aceto è l’igiene, in caso di infestazioni gravi alle derrate, data la rapidità dello svolgersi dell’infestazione è bene chiamare e consultare al più presto una ditta specializzata in disinfestazioni di derrate alimentari, che possa, attraverso il parere di un esperto biologo, consigliarvi una disinfestazione proattiva e risolvere di immediato il problema di infestazione della azienda.


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Tenebrione mugnaio (verme della farina) – Tenebrio molitor

 

INFESTANTI DELLE DERRATE

Tenebrione mugnaio (verme della farina) – Tenebrio molitor  

Coleotteri tenebrionidi
 

 Tenebrione mugnaio (verme della farina) - Tenebrio molitor
 

Habitat:
 

  •  il Tenebrione mugnaio o Verme della farina (Tenebrio molitor)è il più grande tra i coleotteri infestanti delle derrate alimentari.
  •  È diffuso in tutto il mondo, ossia cosmopolita.
  •  In Italia e in tutte le regioni temperate, il Tenebrio molitor normalmente completa una sola generazione all’anno.
  •  I coleotteri adulti di Tenebrione mugnaio, rifuggono la luce, comunemente costruiscono il loro nido all’interno dei magazzini e degli impianti di essiccazione dei cereali, vicino ai mulini e pastifici. Sono sintomatici della poca e rara pulizia dei locali infestati.
  •  Tuttavia, poiché le larve del Verme della Farina possono nutrirsi anche di guano ed altri tipi di deiezioni, questo insetto può risultare infestante anche negli allevamenti di pollami.

 

Morfologia:

  •  Il corpo del Tenebrione mugnaio adulto arriva a misurare 13-20 mm di lunghezza.
  •  Il Tenebrio molitor presenta inoltre una corporatura ovale allungata ed è di colore generalmente tendente al nero brillante. 
  •  Le elitre presentano evidenti scanalature longitudinali, con antenne mediamente lunghe e non clavate.
  •  Le Larve del Verme della farina, si alimentano del cibo sopra le quali le uova sono state depositate, questo tipo di substrato viene detto “pabulum” e scelto dalla femmina di Tenebrione.
  •   Attraverso numerose mute le larve del Verme della farina, alimentandosi del pabulum, crescono di dimensione e  al termine del loro sviluppo, possono superare i 28 mm di lunghezza.
  •  Il periodo pupale del Tenebrio molitor  varia a seconda della temperatura, da un minimo di 8 giorni ad un massimo di 13.
  •  Gli adulti di Tenebrione mugnaio, sopravvivono in genere 2-3 mesi

Tenebrione mugnaio (verme della farina) - Tenebrio molitor

 

larva del Verme della farina
 

Ciclo vitale:

  •   Le femmine di questo coleottero tenebrione infestante, nel corso della loro vita adulta,  arrivano a deporre da 85 a 520 uova sistemandole in piccoli gruppi all’interno del cibo infestato.
  •   Dopo 5-15 giorni di incubazione, dalle uova del Tenebrione mugnaio, fuoriescono piccole larve di colore giallo e dalla caratteristica forma di verme (dette appunto Vermi della farina).
  •  Questo Verme della farina in forma di larva è particolarmente apprezzato per il nutrimento di rettili e di uccelli domestici.
  •  Il susseguente periodo come pupa invece, varia in funzione della temperatura,  e può durare da un minimo di 8 giorni, ad un massimo di 13.

Abitudini:

  •  il Tenebrione mugnaio è un buon volatore, rifugge la luce e si sposta preferibilmente sul far della sera per raggiungere magazzini, sili, o mulini dove sono presenti le sostanze di cui si nutre
  •  Si nutre con piacere di sfarinati, crusche, paste alimentari, biscotti, spezie, pane secco.
  •  Il Tenebrio molitor, pur nutrendosi di uno svariato numero di sostanze alimentari, anche di origine animale (come carne essiccata, corna e cuoio), è considerato un insetto infestante principalmente delle farine e di tutti i  prodotti derivati dalla lavorazione dei cereali.

L’aspetto più grave di una infestastazione, da parte del Tenebrio molitor riguarda la contaminazione e le eiezioni dello stesso insetto infestante, più che la distruzione quantitativa del prodotto alimentare in se.
 

Se consideriamo che il ciclo vitale del Tenebrione mugnaio è diciamo relativamente “lungo” rispetto a quello di altri insetti infestanti dei prodotti alimentari, dobbiamo dedurne che la sua infestazione deriva da una prolungata assenza di pulizia e igiene nei locali infestati.

Tutto questo ovviamente può accadere, dipendere da una cattiva volontà da parte del personale addetto o semplicemente dall’ignoranza nei sistemi di prevenzione per una disinfestazione efficacemente continuativa nel tempo.
 

Procuriamo rapidamente una ditta specializzata in disinfestazioni alimentari, se possibile ancora prima di scegliere un posto adatto dove stoccare o dare l’avvio alla nostra attività alimentare.



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Scarabeo ragno australiano – Pitnus tectus

 

INFESTANTI DELLE DERRATE


Scarabeo ragno australiano – Pitnus tectus 

Coleotteri Pitnidi

Scarabeo ragno australiano - Pitnus tectus

Habitat:

  •  Il Pitnus tectus si insedia facilmente nei magazzini sporchi o dove le merci rimangono senza ricambio per troppo tempo. Lo troviamo spesso come infestante dei silos di farina, dove si lavora il latte in polvere, dove si producono derrate liofilizzate e nell’ industria del cioccolato.
  •  Lo scarabeo ragno australiano è un insetto che vive in gruppo e può essere ritrovato facilmente all’interno di crepe e fessure.
  •  Il Pitnus tectus ha abitudini notturne e ama i  luoghi umidi.
  •  La presenza di questo infestante delle derrate è spesso associata anche con nidi di volatili.
  •  E`un parassita infestante molto diffuso nel settore alimentare, le larve dello Scarabeo ragno hanno la capacità di bucare molti tipi di imballaggio.
     

Morfologia:

  •  Gli adulti di questi piccoli scarabei infestanti in realtà possono ricordare acari giganti o piccoli ragni.  Hanno il corpo ovale o cilindrico e sono dotati di lunghe zampe e antenne.
  •  I Pitnus tectus sono lunghi da 2,5 a 4 mm con lunghe antenne filamentose e segmentate.
  •  Le larve dello scarabeo ragno crescono sino a 5 –7 mm e sono giallastre con testa marrone-ocra.
  •  Gli adulti inoltre, hanno elitre marroni rivestite di piccoli peli dorati.. Le loro ali anteriori sono dure e coriacee, e si trovano lungo la linea mediana della superficie dorsale,mentre le ali  posteriori del Pitnus tectus invece hanno un aspetto più simile ad una membrana.

Ciclo vitale:

  •  Le femmine degli Scarabei ragni australiani depongono da 100 a 200 uova singolarmente in piccoli gruppi. Queste uova di scarabeo si schiudono a 25 °C in 7-10 giorni circa.
  •  Lo sviluppo della larva di Pitnus tecnus avviene attraverso tre mute in un periodo di 40-50 giorni. 
  •  La fase di pupa occupa 20 – 25 giorni, lo scarabeo adulto ne emerge dopo 3 settimane. 
  •  Tutto Il ciclo vitale di questo scarabeo infestante delle derrate avviene in 4 – 6mesi.
  •  Il ciclo comprende da  2 a 3 generazioni per anno. L’adulto di scarabeo ragno australiano può vivere sino a un anno.

Abitudini:

  •  Il Pitnus tecnus è un insetto coleottero infestante con abitudini notturne.
  •  I suoi cibi preferiti sono: legumi, semi, grano, latte in polvere,farina, cacao, noci, spezie, resti di insetti morti.
  •  Lo scarabeo ragno australiano si nutre spesso anche di frutta secca o di carne, lana, peli, piume, escrementi di topo e ratto, insetti e altri animali ancora, libri, funghi secchi, alimenti per animali e zucchero.
  •  E’ un insetto gregario e può essere ritrovato in gruppi all’interno di crepe e fessure.

 

Ultimamente lo scarabeo ragno  è presente anche in molte case cittadine italiane, specialmente dove c’è un giardino nelle vicinanze e soprattutto nel periodo primaverile, le sue pizzicate difensive sono acute e dolorose, anche se non pericolose, a volte li troviamo nei nostri letti o nei vestiti smessi dove si rifugiano durante il giorno.

Il morso dello scarabeo ragno si riconosce dal fatto che sono due o tre piccoli morsi uno vicino all’altro.
 

Comunque è considerato principalmente un coleottero infestante delle derrate, più che della casa. Per questi tipi di animali, la disinfestazione proattiva, è la più adatta, tanto più che la sua infestazione si sparge molto velocemente e causa notevoli danni economici alle derrate.
 

Consultiamo sempre  una ditta specializzata in disinfestazioni e un medico nel caso di sospetta allergia o schock anafilattico al morso dell’animale.



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Topo domestico – Mus musculus

 

INFESTANTI DELLE DERRATE e DELLA CASA

Topo domestico – Mus musculus

Roditori

Topo domestico - Mus musculus

Habitat:

  • Allo stato selvatico il Mus domesticus (Mus musculus) o topo delle case vive in tutti i tipi di ambiente, dalle città, alle campagne, alle zone boschive.
  • Di solito vivono in stretto contatto con gli esseri umani, in qualsiasi habitat essi vivano.
  • Nelle campagne, il topo domestico frequenta i granai e i fienili ma anche i magazzini e i silos delle industrie alimentizie.

Morfologia:

  • Il corpo dei topi delle case (mus domesticus) escludendo la coda può arrivare a 6-12 cm, mentre la coda dei topi arriva ad un massimo di 10 cm ed è completamente glabra (senza peli).
  • Il Mus musculus ha un colore del pelo che varia dal bianco (albino) fino al grigio scuro o brunastro con ventre e fianchi normalmente più chiari.
  • La vista del topo domestico non è particolarmente sviluppata. Al contrario del loro sistema uditivo, cosí come dell’olfatto.
  • Il topo delle case ha orecchie grandi e sporgenti, e percepisce tra l’altro una vasta gamma di ultrasuoni.
  • Attraverso l’olfatto, il topo domestico sente a distanza i ferormoni utilizzati comunemente per la comunicazione tra la specie, presenti soprattutto dentro l’urina.
  • Questo infestante delle derrate e della casa, si può riconoscere dalle feci che sono: appuntite , piccole , e di colore marrone scuro.

Topo domestico - Mus musculus

fatte di topo domestico

Riproduzione:

  • Quando i topi domestici vivono principalmente all’aperto, il periodo riproduttivo spazia dalla primavera fino al tardo autunno, al contrario, dentro le case, nei magazzini, in posti chiusi e protetti, possono riprodursi durante tutto l’anno.
  • Le femmine di Mus domesticus raggiungono la maturità sessuale dopo circa 6 settimane, partoriscono fino a 10 nidiate all’anno, in ognuna delle quali nascono tra i 4 e i 7 piccoli topini glabri, che avranno bisogno di cure continue per circa due settimane.
  • I maschi dominanti di topo creano le loro proprie colonie all’interno del territorio, composte da numerose femmine con i loro piccoli topini.

Abitudini:

  • Tutti i roditori infestanti, tra i quali anche il topo domestico, marcano il territorio con la propria urina, sono quindi molto abitudinari per quanto riguarda i tracciati percorsi che memorizzano meticolosamente.
  • Costruiscono i propri nidi nei mobili, nelle imbottiture, nelle fessure dei muri e addirittura negli apparecchi elettronici, utilizzando un’infinita varietà di materiali quali carta, stracci, polistirolo, mentre nelle zone agresti, le tane dei topi sono scavate nel terreno.
  • Onnivoro, il mus domesticus ha come alimento preferito tutti i tipi di semi.
  • Quando però vengono a mancare le fibre vegetali, il topo mangia e rosicchia tutto quello che trova appetibile. Egli apprezza molto i resti e gli avanzi dell’alimentazione umana, ma anche fili elettrici, materie plastiche e tessuti.

Un infestazione da roditori nelle derrate alimentari  è decisamente una situazione economicamente e salutarmente pregiudiziale, così come l’infestazione delle nostre scorte di casa.
E’ di estrema importanza prevenire l’infestazione da roditori prima di arrivare al punto di dover disinfestare, anzi derattizzare e, letteralmente buttare via le derrate. La trasmissibilità delle più gravi malattie conosciute, dal topo all’uomo è risaputa, così come dal topo agli animali domestici attraverso altri vettori come pulci, acari etc.

Il topo tra l’altro ha nel tempo sviluppato una notevole resistenza fisiologica a molti tipi di topicidi comunemente in commercio, il che può creare non pochi problemi alla derattizzazione.

Ricordiamoci quindi di consultare esperti in disinfestazione ancora prima di costruire i nostri magazzini, nel caso di aziende alimentari, e ricorrere con fiducia a ditte di derattizzazione capaci per la nostra casa, sicuramente all’apparire dei primissimi sintomi d’infestazione da roditori.

Link utili:

Infestanti delle derrate

INFESTANTI DELLE DERRATE

Per  “derrate alimentari” si intende tutta l’ampia varietà di merci usate per l’alimentazione, sia umana che animale, lo stoccaggio delle quali può avvenire sia nei grandi magazzini, silos, celle frigorifiche, dell’industria alimentare che nella piccola media dispensa delle nostre case.

Oltre ai roditori infestanti che tutti ben conosciamo, altri generi animali infestanti delle derrate sono  gli insetti infestanti tra i quali come vedremo varie forme di coleotteri, lepidotteri, mosche, acari e ragni.

Questi, possono incidere modificando il prodotto con la loro infestazione, consumando il prodotto stesso, come inquinandolo e rendendolo inutilizzabile al consumo e di conseguenza alla vendita, attraverso il deposito di escrementi e rifiuti vari.

Ricordiamoci che, sia gli insetti che i roditori infestanti delle derrate, sono molto spesso veicoli di malattie anche gravi, oltre a costituire un danno economico e sociale rilevante.

Esistono molti metodi da mettere in pratica per  attuare una disinfestazione proattiva e preventiva sugli infestanti delle derrate alimentari, come impedire l’entrata dall’esterno degli insetti infestanti delle derrate attraverso vari accorgimenti e soprattutto come prima cosa, una volta scoperta l’infestazione, individuare l’origine e l’esatta specie dell’animale infestante.

E’necessario quindi provvedere a una immediata disinfestazione radicale e definitiva, rivolgendosi a ditte di disinfestazione specializzate, a personale preparato sia logisticamente che biologicamente, soprattutto per quanto riguarda l’industria alimentare.

Nel frattempo noi di disinfestazioni.info vi proponiamo delle interessanti e semplici schede etologiche che faciliteranno senz’altro un primo riconoscimento dell’animale infestante.

RODITORI INFESTANTI

INSETTI INFESTANTI BLATTOIDEI (Scarafaggi)

Vedere INFESTANTI DELLA CASA

INSETTI INFESTANTI COLEOTTERI (Scarabei)

COLEOTTERI Pitnidi
COLEOTTERI Bostrichidi
COLEOTTERI Anobidi
COLEOTTERI Silvanidi
COLEOTTERI Tenebrionidi
COLEOTTERI Dermestidi
COLEOTTERI Curculionidi

INSETTI INFESTANTI LEPIDOTTERI (Tarme – Tignole – Falene)

INSETTI INFESTANTI DITTERI (Mosche-Moscerini)

INFESTANTI ARACNIDI (Ragni – Acari)

Formiche carpentiere – Camponotus Ligniperda e Camponotus herculeanus

INSETTI INFESTANTI DEL LEGNO E DELLE PIANTE

Camponotus Ligniperda e Camponotus herculeanus
Formiche carpentiere o Formica Ercole

Imenotteri Formicoidei

Formiche carpentiere - Camponotus Ligniperda e Camponotus herculeanus

Camponotus ligniperda, formica operaia 

Formiche carpentiere - Camponotus Ligniperda e Camponotus herculeanus

 

Camponotus ligniperda, maschio alato

 

Habitat:

  •  Queste due specie di formiche carpentiere, La Camponotus Ligniperda e la Camponotus herculeanus, molto simili tra loro, sono tra le specie più grandi tra le formiche Europee, vivono nei boschi e nidificano  nelle radici e nei tronchi di specie resinose, scavano gallerie e celle nelle conifere, nelle querce e nei lecci.
  •  La sottospecie C.Ligniperda  preferisce fare i nidi in prossimità del terreno (dovuto ad una maggiore umiditá) mentre la C.Herculeanus direttamente nel legno degli alberi.
  •  La Camponotus Ligniperda si può trovare a tutte le altitudini.
  •  All’interno delle case, i siti tipici di nidificazioni di queste formiche infestanti spesso includono le travi di legno strutturale, gli spazi vuoti nei muri, certi tipi di materiali isolanti come il polistirolo espanso e la fibra di vetro, le porte vuote, i mobili del bagno, le travi decorative che coprono tubature.
  •  Le formiche carpentiere e le formiche ercole, preferiscono il legno con un contenuto di umidità del 15% o superiore, quindi il problema è spesso associato con l’umidità dell’ambiente
  •  Ambedue le formiche del genere Camponotus hanno una distribuizione europea e mediterranea (ad esclusione della Gran Bretagna) ma sono presenti anche negli Stati uniti.

Morfologia:

  •  Lunghezza: 10-17 mm, ovviamente le lunghezze maggiori sono raggiunte dalle formiche regine, mentre le formiche operaie sono più piccole.
  •  Per la Camponotus Ligniperda  il colore va dal nero al marrone chiaro con il ventre rosso, la Camponotus Herculeanus può essere invece anche tutta nera.
  •  Le larve delle formiche carpentiere e delle formiche ercole, sono di colore bianco, senza gambe.
  •  Queste rimangono nel nido e sono nutrite dalle formiche operaie addette, attraverso un sistema di rigurgito di cibo.
  •  Le formiche operaie hanno un capo grosso e robusto, mandibole forti ma meno sviluppate di quelle dei soldati e gli occhi piccoli.
  •  Una formica soldato del genere Camponotus può tranquillamente staccare con un morso la testa ad una formica comune.

Ciclo vitale:

  •  Come tutte le altre specie di formicoidei anche le formiche del genere Camponotus vivono in colonie disposte in varie “caste”.
  •  Poco dopo il primo ed unico accoppiamento, la formica regina perde le sue ali e ricerca il posto per il suo nuovo nido nel legno o nel suolo, dove depositerà le sue prime 15-20 uova.
  •  Per la schiusa delle uova ci vogliono circa 24 giorni, nello stadio larvale le formiche passano 21 giorni, ed altrettanti giorni come pupe, per un totale di 66 giorni quando la temperatura è mite, sembra che con il freddo questo tempo si può allungare fino a 10 mesi.
  •  Le larve delle formiche carpentiere (Camponotus Ligniperda e Camponotus Herculeanus)poi si sviluppano in pupe e tra i nuovi adulti che escono in primavera (dopo 3 anni dalla nascita della colonia) ci sono alcuni maschi alati che sciamano all’esterno e il cui unico scopo è riprodursi, dopo di che muoiono.
  •  Dopo 3-6 anni, la colonia di formiche conterrà 2.000-3.000 lavoratori.

Formiche carpentiere - Camponotus Ligniperda e Camponotus herculeanus

Camponotus herculeanus, spostamento di una pupa

Abitudini:

  •  Le formiche carpentiere e le formiche ercole, non attaccano l’uomo se non quando viene attaccata la loro colonia di formiche.
  •  Quanto al legno esse non lo usano per nutrirsi ma per abitarci, possono arrivare a un’altezza di 8-10 m all’interno del tronco, distruggendo tutte le vene tenere.
  •  La rosura o rosume del legno asportato per la costruzione delle gallerie, mischiato anche a pezzi di insetti morti e escrementi, di solito si ritrova in mucchi proprio sotto i legni infestati dalle formiche.
  •  Le formiche Camponotus Ligniperda e Camponotus Herculeanus sono attive sia di giorno che di notte.
  •  Quando all’interno delle nostre case cominciano ad apparire le formiche adulte alate (maschi), uscendo dai battiscopa, dagli infissi, dai camini, questo é un forte indizio della presenza di una colonia di formiche all’interno della stessa casa.
  •  Quando nelle vicinanze c’è una colonia “matura” alle volte possiamo sentire rumori come fruscii o rosicchiamento.
  •  Le gallerie provocate dall’espandersi delle colonie di formiche carpentiere di solito seguono le venature del legno, le loro pareti sono abbastanza lisce, simili alle gallerie provocate dalle termiti.
  •  Il modo più semplice per sapere se stiamo subendo un’infestazione di formiche del genere Camponotus o una ben più temibile di termiti è di analizzare il rosume che fuoriesce dalle gallerie:
  •  Il rosume delle formiche assomiglia a della fibra di legno mentre quello delle termiti a del piccolo pellet duro.
  •  Il cibo primario delle formiche carpentiere è la melata, le secrezioni zuccherine di alcuni insetti che si nutrono di vegetali, come gli afidi.

A questo punto vorremmo dare qualche consiglio spassionato, anche se l’infestazione di questo genere di formiche non é drammatica come quella provocata dalle termiti, consigliamo di non correre immediatamente a spruzzare insetticida come se fosse profumo, alla vista di una qualsiasi formica operaia; è importante invece scoprire l’ubicazione della colonia e dato che le colonie delle formiche Camponotus ligniperda e Camponotus herculeanus possono trovarsi fino a 300 m di distanza dal punto di foraggiamento, consigliamo vivamente di chiedere il parere di una ditta di disinfestazioni specializzata in controllo dei parassiti che, oltre a trovarvi la soluzione più adatta vi fornirà consigli preventivi del tipo: mai stoccare legna sotto il portico o a ridosso della casa, e tenere i rami degli alberi lontani dalle mura.


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Oligomerus ptilinoides

INFESTANTI DEL LEGNO

Oligomerus ptilinoides

Anobidi

Oligomerus ptilinoides

Habitat:

  •  L’ Oligomerus ptilinoides è un anobide xilofago molto diffuso in tutto il bacino mediterraneo.
  •  Sono insetti antropofili ossia che vivono negli ambienti modificati dall’uomo e particolarmente nocivi.
  •  Tuttavia si nutre strettamente di legno al contrario di altri anobidi che attaccano libri, pelli, etc
  •  Preferisce tra l’altro il legno invecchiato e lavorato.

Morfologia:

  •  Oligomerus ptilinoides ha il pronoto, che copre quasi completamente la testa come un cappuccio.
  •  Il colore del corpo dell’adulto va dal bruno al bruno rossastro.
  •  Il corpo dell’Oligomerus ptilinoides, raggiunge una lunghezza quando adulto di 6-7 mm.
  •  È coperto da una fine peluria che le dona un aspetto setoso.
  •  La larva è biancastra a forma di C.

Oligomerus ptilinoides

larva di Oligomerus ptilinoides

Ciclo vitale:

  •  Il periodo dell’attività degli adulti di quest’insetto infestante del legno inizia in primavera, con una notevole produzioni di insetti durante il periodo estivo, ed è sempre durante i mesi di Luglio e Agosto che possiamo notare il rosume fuoriuscire dal legno.
  •  La femmina di Oligomerus ptilinoides depone mucchietti di circa 30 uova, molto difficili da individuare perché molto piccole (0,5 mm).
  •  Le uova sono depositate nelle vecchie gallerie o tra le fenditure del legno, e il periodo di incubazione varia tra i 12 e i 15 giorni.
  •  Appena le uova si schiudono le piccole larve di Oligomerus ptilinoides cominciano a fare danni e a scavare altre gallerie.
  •  La loro vita come larva può durare, in condizioni ottimali (temperatura e umidità) tra gli 8 e i 36 mesi.
  •  La trasformazione in pupa di quest’insetto infestante del legno avviene nella cella pupale preparata dalla stessa larva.
  •  L’intero ciclo vitale dell’anobide Oligomerus ptilinoides è di circa 1 anno nel Mediterraneo e di 2 o 3 anni in condizioni sfavorevoli.

Abitudini:

  •  Il foro di sfarfallamento è circolare e con i bordi lisci.
  •  Parassita dei legni di latifoglie quali, faggio, noce, rovere, etc.

 

Esistono però due situazioni in cui l’infestazione di Oligomerus ptilinoides può essere contrastata con metodi naturali.
La prima riguarda la temperatura. Si sa che ad una temperatura inferiore ai 12 ° C la larva interrompe il suo sviluppo larvale fino a tre mesi. Mettere un oggetto, quando possibile, all’esterno durante tutto il periodo invernale potrebbe essere una buona soluzione, o lasciare senza riscaldamento una stanza della casa.
La seconda riguarda invece l’umidità:  quando l’umidità in un legno è superiore al 20% le larve vengono attaccate e uccise dalle muffe, che però a loro volta possono essere molto dannose.
Certo che queste due soluzioni raramente sono possibili, dovuto alla grandezza o alla delicatezza dell’oggetto di legno infestato. È sempre meglio comunque rivolgersi a biologi esperti in disinfestazioni.

Tarlo dei mobili – Anobium punctatum

INFESTANTI DEL LEGNO

Tarlo dei mobili – Anobium punctatum

Anobidi

Tarlo dei mobili - Anobium punctatum

Habitat:

  •  Cosmopolita, il Tarlo dei mobili si incontra ovunque.
  •  L’Anobium punctatum predilige gli ambienti caldi con una temperatura minima di 14°C (ideale 22°-23°C) e con un alto tasso di umidità.
  •  Insieme al Capricorno delle case e al Capricorno delle Latifoglie è tra i più dannosi insetti infestanti del legno.
  •  Privilegia il legno stagionato e duro, ma attacca anche legni teneri. Conifere e latifoglie sono tra i legni più colpiti.
  •  Alle volte lo si può trovare in coabitazione con il Nicobium hirtum, altro Anobide.

Morfologia:

  •  L’insetto adulto misura tra i 2,5 e i 5 mm di lunghezza.
  •  Il Tarlo dei mobili ha la forma del corpo cilindrica e elitre color marrone scuro.
  •  Il colore del corpo dell’adulto va dal bruno scuro al grigio.
  •  Le larve dell’Anobium punctatum sono di colore bianco e con il corpo molle, e hanno una forma simile a quella di uno scarabeo.

Tarlo dei mobili - Anobium punctatum

larva di Anobium punctatum

Ciclo vitale:

  •  Il ciclo vitale dell’Anobium punctatum dura in media 1-3 anni, ma in condizioni di temperatura e umidità ideali si accorcia permettendo addirittura due generazioni nello stesso anno.
  •  Le uova vengono deposte dalla femmina del Tarlo dei mobili nei vecchi fori di sfarfallamento o nelle intercapedini in numero di 50 – 60 alla volta e raggruppate in colonie.
  •  Le uova si schiudono dopo quattro o cinque settimane, le larve penetrano all’interno del legno cominciando a scavare gallerie il cui diametro varia da 1 a 2 millimetri.
  •  I fori di uscita dell’adulto, anche detti : fori di sfarfallamento sono larghi 1 mm e ben circolari.
  •  Lo sfarfallamento avviene di norma in primavera e in autunno (giugno-settembre).
  •  L’incubazione delle larve nel legno, in condizioni atmosferiche negative può durare fino ai 4 anni.

Abitudini:

  •  L’infestazione avviene di preferenza sul legname in opera, sia esso alburno o durame.
  •  Dai cesti in vimini alle travi dei tetti, ai mobili antichi, ai rivestimenti in legno, alle sculture lignee, niente può considerarsi al sicuro dall’infestazione del Tarlo dei mobili.
  •  Dato che l’Anobium punctatum ama molto anche il silenzio e il buio, solitamente la larva comincia a mangiare proprio la notte o quando non sente altri rumori esterni.
  •  I legni trattati con smalti o resine sintetiche non vengono di solito attaccati dall’Anobium punctatum.

Tarlo dei mobili - Anobium punctatum

fori di sfarfallamento del Tarlo dei mobili

Gli insetticidi di solito usati per questo insetto infestante del legno sono liquidi a base di Permethrin, che però agiscono solo sulle pupe o sugli insetti allo stadio adulto. Quindi devono essere preferibilmente usati tra i mesi di marzo e maggio.

Esistono anche stufe di varie dimensioni per la disinfestazione dai Tarli in generale, usate soprattutto per mobili antichi e di valore. In questo caso rivolgetevi a personale specializzato in disinfestazioni o restauro che sapranno indicarvi il metodo più idoneo.


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