Tossicita Verso Le Api

Tossicità verso le api

Risultati di prove sperimentali effettuate presso il Dipartimento di Entomologia e Zoologia applicate all’Ambiente dell’Università degli Studi di Torino, da A. Arzone e Altri.

La tossicità dei fitofarmaci saggiati viene definita leggera, moderata, notevole, alta, quando le percentuali di mortalità rilevate entro 12 ore dall’inizio delle prove sono comprese, rispettivamente, fra 1 e 25, fra 26 e 50, fra 51 e 75, fra 76 e 100.

Acephate: la sua tossicità è risultata alta sia per ingestione sia per contatto alla dose suggerita per trattamenti alle coltivazioni (0,6375%©); essa è apparsa alta, nelle prove per ingestione, perfino a 1/128 di tale dose e, in quelle per contatto, anche con foglie trattate 52 ore prima delle prove (A. Arzone e C. Vidano, 1980).

Alghe marine: nelle prove di laboratorio sono risultate non tossiche per le api (A. Arzone e A. Patetta, 1981).

Alphacypermethrin: risulta altamente tossico per ingestione e per contatto: per ingestione fino a concentrazione di 0,0475%©, dose 2 volte inferiore a quella normale d’impiego; per contatto fino a distanza di 316 ore (13 giorni) dal trattamento alla dose normale (0,095%©) e ancora a dose dimezzata. Rispetto al Cypermethrin è apparso meno tossico per ingestione e più tossico per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1988).

Amitraz: è apparso moderatamente tossico per ingestione e leggermente tossico per contatto. Provoca mortalità lenta ma progressiva, che appare alta solamente dopo 24 ore (A. Arzone e C. Vidano, 1980).

Atrazine: nelle prove per ingestione e per contatto indiretto è apparso non tossico (A. Arzone e A. Patetta, 1988).

Azinphos-methyl: risulta altamente tossico per ingestione e per contatto indiretto: per ingestione fino a concentrazione di 0,0157%©, dose 32 volte inferiore a quella normale d’impiego; per contatto fino a concentrazione di 0,0078%©, dose 64 volte inferiore a quella normale d’impiego, e fino a distanza di 11 giorni dal trattamento (A. Arzone e A. Patetta, 1989).

Bacillus thuringiensis: la mortalità delle operaie di A. mellifera ligustica alimentate con Bacillus thuringiensis dendrolimus non si è mai dimostrata superiore in modo significativo a quella dei testimoni e comunque tale da far desumere una tossicità del microrganismo degna di rilievo (Olga I. Ozino Marletto, A. Arzone e F. Marletto, 1973).

Benomyl: per ingestione e per contatto non ha rivelato tossicità degna di rilievo (A. Arzone e C. Vidano, 1980).

Butocarboxim: altamente tossico sia per ingestione sia per contatto (A. Arzone e C. Vidano, 1977).

Captan: nelle prove per ingestione e per contatto è risultato non tossico (A. Arzone e A. Patetta, 1988).

Carbaryl: risulta altamente tossico per ingestione anche se fortemente diluito e per contatto, anche a distanza dal trattamento (A. Arzone e C. Vidano, 1977).

Cartap hydrochloride: risulta moderatamente tossico per contatto, alla dose normale d’impiego nonché a quella dimezzata, ma altamente tossico per ingestione alla dose suggerita per trattamenti alle coltivazioni (0,9%©) e fino a dose 32 volte inferiore (A. Arzone e A. Patetta, 1984).

Chlorpyrifos-methyl: risulta altamente tossico per ingestione e per contatto non soltanto alla dose suggerita per trattamenti alle coltivazioni (0,422%©), ma fino a dose 4 volte inferiore se usato per contatto e fino a dose 64 volte inferiore se usato per ingestione (A. Arzone e A. Patetta, 1982).

Clofentezine: nelle prove effettuate è risultato non tossico per ingestione e per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1991).

Cyfluthrin: per ingestione ha mostrato azione piuttosto lenta ma inesorabile alla dose suggerita per i trattamenti in campo; per contatto è risultato altamente tossico alla dose suggerita per i trattamenti alle coltivazioni ed anche a dose dimezzata; è apparso tossico perfino a distanza di 15 giorni dal trattamento e a dose 16 volte inferiore a quella normale d’impiego (A. Arzone e A. Patetta, 1991).

Cypermethrin: altamente tossico per ingestione e per contatto: per ingestione fino a concentrazione di 0,0031%©, dose 64 volte inferiore a quella d’impiego in campo; per contatto fino a 988 ore (cioè 42 giorni) dal trattamento alla dose normale (0,2%o) e fino a 172 ore dal trattamento alla dose dimezzata (A. Arzone e A. Patetta, 1986).

Deltamethrin: la sua tossicità risulta alta per ingestione e notevole per contatto (A. Arzone e C. Vidano, 1978).

Dialifos: altamente tossico per ingestione e leggermente tossico per contatto alla dose suggerita per trattamenti antiparassitari (0,9%o); nelle prove per ingestione esso è apparso altamente tossico anche a dose 4 volte inferiore e notevolmente tossico a dose 8 volte inferiore; in quelle per contatto ha provocato mortalità piuttosto lenta, ma progressiva, che è apparsa elevata solamente dopo 24 ore (A. Arzone e C. Vidano, 1980).

Diazinon: nella sperimentazione è apparso altamente tossico per ingestione fino a dose 16 volte inferiore a quella normale d’impiego e per contatto indiretto anche a dose dimezzata (A. Arzone e A. Patetta, 1989).

Dicofol: notevolmente tossico per ingestione e leggermente tossico per contatto; esso provoca intossicazione acuta per ingestione, intossicazione lenta per contatto (A. Arzone e C. Vidano, 1974).

Dimefhoate: altamente tossico per ingestione e per contatto oltre che alla dose suggerita per trattamenti alle coltivazioni (0,57%o) anche fino a 4 volte inferiore nelle prove per contatto e fino a dose 256 volte inferiore in quelle per ingestione (A. Arzone e A. Patetta, 1982).

Dinocap: leggermente tossico per ingestione e notevolmente tossico per contatto, esso provoca intossicazione lenta e poco significativa per ingestione e intossicazione acuta per contatto (A. Arzone e C. Vidano, 1974).

Ditalimfos: nelle presenti prove è apparso non tossico per le api (A. Arzone e A. Patetta, 1982).

Dithianon: nelle prove effettuate ha causato mortalità non significativa per ingestione, mortalità alta alla dose normale d’impiego e notevole a dose dimezzata per contatto indiretto (A. Arzone e A. Patetta, 1989).

Dodine: nelle prove per ingestione e per contatto indiretto è risultato non tossico (A. Arzone e A. Patetta, 1988).

Endosulfan: moderatamente tossico per ingestione e notevolmente tossico per contatto indiretto (A. Arzone, 1980).

Ethiofencarb: altamente tòssico per ingestione e leggermente tossico per contatto (A. Arzone e C. Vidano, 1978).

Fenbutatin oxide: non tossico per ingestione e leggermente tossico per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1983).

Fenitrothion: altamente tossico sia per ingestione sia per contatto (A. Arzone e A. Patetta).

Fenoxycarb: alveari di Apis mellifera sono stati trattati in epoche diverse con dosi di Fenoxycarb e metodi differenti. Individui anomali sono stati espulsi da tutte le colonie trattate. Le espulsioni sono iniziate 1-2 settimane dopo i trattamenti e sono continuate per 2-3 mesi. Questo prodotto ha mostrato azione lenta e prolungata nel tempo e ha predisposto le colonie agli attacchi di peste europea e covata a sacco (F. Marletto, A. Arzone e M. Dolci, 1992).

Fenpropathrin: altamente tossico sia per ingestione, fino alla dose di 0,0020%o, dose 128 volte inferiore a quella normale d’impiego, sia per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1986).

Fentin acetate: i risultati della sperimentazione effettuata lo indicano non tossico per ingestione e dotato di tossicità molto lenta ma inesorabile per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1991).

Fenvalerate: altamente tossico per ingestione e leggermente tossico per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1982).

Flucythrinate: risulta moderatamente tossico per ingestione e per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1987).

Hexythiazox: nella sperimentazione effettuata è risultato non tossico per ingestione e per contatto indiretto (A. Arzone e A. Patetta, 1989).

Isofenphos: altamente tossico sia per ingestione sia per contatto alle normali dosi d’impiego; nelle prove per ingestione è risultato altamente tossico anche a dosi 2 volte inferiori e notevolmente tossico a dosi 4 volte inferiori (A. Arzone e C. Vidano, 1980).

Malathion: altamente tossico perfino a dosi di 0,0117%o per ingestione e di 0,1875%o per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1983).

Mancozeb: nelle prove è apparso non tossico per l’ape (A. Arzone e A. Patetta, 1984).

Methamidophos: nella sperimentazione effettuata è risultato altamente tossico per ingestione anche a dose 256 volte inferiore a quella suggerita per i trattamenti alle coltivazioni e per contatto anche a dose 16 volte inferiore a quella normale (A. Arzone e A. Patetta, 1991).

Methomyl: appare altamente tossico per ingestione fino a concentrazione di 0,0040%©, dose 128 volte inferiore a quella normale d’impiego, e per contatto anche a dose dimezzata (0,255%o) (A. Arzone e A. Patetta, 1988).

Omethoate: i risultati della sperimentazione lo indicano altamente tossico per ingestione e per contatto indiretto: per ingestione fino a concentrazione di 0,0039%©, dose 128 volte inferiore a quella normale d’impiego; per contatto fino a 10 giorni dal trattamento (A. Arzone e A. Patetta, 1989).

Paraquat: tossicità moderata alla dose normale d’impiego e leggera alle diluizioni decrescenti nelle prove per ingestione, leggera nelle prove per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1981).

Penconazole: nella sperimentazione effettuata è risultato non tossico per ingestione e per contatto indiretto (A. Arzone e A. Patetta, 1991).

Permethrin: altamente tossico per ingestione perfino a dosi di 0,0066%o e per contatto perfino a distanza di 17 giorni dal trattamento (A. Arzone e A. Patetta, 1983).

Phosalone: altamente tossico per ingestione fino a 1/8 della dose normale suggerita per i trattamenti, leggermente tossico per contatto indiretto (A. Arzone, 1980).

Pirimicarb: notevolmente tossico per ingestione e leggermente tossico per contatto; esso provoca intossicazione acuta per ingestione, intossicazione lenta per contatto (A. Arzone e C. Vidano, 1974).

Propargite: nella sperimentazione effettuata è risultato non tossico per ingestione e per contatto indiretto (A. Arzone e A. Patetta, 1989).

Propiconazole: risulta moderatamente tossico per ingestione e non tossico per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1987).

Pyrazophos: altamente tossico per ingestione e per contatto alla dose suggerita per trattamenti alle coltivazioni (0,3%©). Nelle prove per ingestione è apparso altamente tossico fino a dose 64 volte inferiore, moderatamente tossico a dose 128 volte inferiore, leggermente tossico perfino a dose 256 volte inferiore; in quelle per contatto ha mostrato tossicità alta anche a dose 2 volte inferiore a quella normale e fino a 52 ore dopo il trattamento (A. Arzone e A. Patetta, 1981).

Pyridafenthion: risulta altamente tossico per ingestione e per contatto: per ingestione fino a concentrazione di 0,0012%o, dose 1024 volte inferiore a quella d’impiego in campo; per contatto fino a 6 giorni dal trattamento alla dose normale (1,2%o) (A. Arzone e A. Patetta, 1987).

Quinalphos: risulta altamente tossico per ingestione e per contatto: per ingestione fino a concentrazione di 0,0039%o, dose 128 volte inferiore a quella d’impiego in campo, per contatto fino a 3 dosi geometricamente decrescenti (A. Arzone e A. Patetta, 1987).

Simazine: risulta leggermente tossico per ingestione; per contatto ha mostrato tossicità lenta, ma progressiva ed elevata al 3° giorno delle prove (A. Arzone e A. Patetta, 1986).

Tetradifon: altamente tossico per ingestione, perfino a concentrazioni pari a 1/2 e a 1/4 della dose normalmente impiegata nella lotta antiparassitaria e leggermente tossico per contatto; esso provoca intossicazione acuta per ingestione, intossicazione lenta per contatto (A. Arzone e C. Vidano, 1974).

Triazophos: risulta altamente tossico per ingestione fino a dose di 0,0010%©, dose 1024 volte inferiore a quella normale d’impiego, e per contatto fino a 12 giorni dal trattamento alla dose normale e anche a dose 16 volte inferiore (0,0625%o) (A. Arzone e A. Patetta, 1986).

Thrichlorfon: altamente tossico per ingestione e per contatto alla dose suggerita per trattamenti alle coltivazioni. Nelle prove per ingestione è apparso altamente tossico fino a dose 256 volte inferiore e moderatamente tossico perfino a dose 1024 volte inferiore; in quelle per contatto ha mostrato tossicità alta anche a dose dimezzata e tossicità notevole anche 28 ore dopo il trattamento (A. Arzone e A. Patetta, 1981).

Trioforine: non tossico per ingestione e leggermente tossico per contatto (A. Arzone e A. Patetta, 1983).

Zineb: tossicità non significativa per ingestione e per contatto indiretto (A. Arzone, 1980).

Ziram: leggermente tossico nelle prove per ingestione e in quelle per contatto; per contatto ha causato mortalità lenta e progressiva che è apparsa elevata dopo il 2° giorno (A. Arzone e C. Vidano, 1980).

Zolfo: tossicità non significativa per ingestione e per contatto indiretto (A. Arzone, 1980).

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