Derattizzazione

Derattizzazione e Disinfestazione Topi, Ratti e Roditori

La derattizzazione è oggi un’operazione fondamentale al fine di mantenere ottimali le condizioni igienico sanitarie dei luoghi pubblici così come di quelli privati.

L’importanza dell’informazione sul tema Derattizzazioni ci porta ad affrontare specifici argomenti che devono poi essere analizzati e approfonditi. Gli studiosi del settore sono concordi a definire gli anni passati come anni di proliferazione spropositata da parte di Topi, Ratti e altri roditori; questo è un avvenimento diciamo normale e ciclico all’interno della specie, che avviene approssimativamente ogni quattro anni.

Come molte altre cose, purtroppo, il sovrappopolamento dei Ratti e Topi questa volta ha assunto caratteristiche anomale, sia per la quantità, che per l’adattabilità all’ambiente e infine per la resistenza sempre più ampia,  agli anticoagulanti  di ultima generazione.

C’è da considerare che, se continua così, dato appunto la poca informazione della “popolazione umana” colpita dall’invasione dei Topi e di altri Roditori, l’ignoranza e la poca disponibilità economica da parte degli Enti Comunali preposti agli interventi di Derattizzazione, vista anche la totale assenza di predatori naturali, ci vorranno molto più dei normali quattro anni per rientrare nella norma popolazionale di Ratti , topi e topolini.

Ricordiamo, innanzi tutto che, si dice Derattizzazione, quando abbiamo bisogno di un intervento da parte di personale specializzato per l’allontanamento o eliminazione di roditori quali :

Seppure spesso chiamati con altri sinonimi più popolari; pantegana, ratto delle fogne, surmolotto etc. queste sono le tre specie di roditori, che vivono di preferenza nel nostro stesso habitat, sono loro che dobbiamo temere.

Malattie trasmesse dai topi

derattizzazioneIl topolino domestico, il ratto nero e il surmolotto o pantegana, sono veicoli inconsapevoli di pericolosissime malattie, inquinano e infettano con i loro escrementi i nostri cibi, rodono fili elettrici creando la possibilità di corto circuiti e susseguenti incendi e, quando attaccati e messi alle strette si difendono mordendo.

I topi sono veicolo di molteplici malattie, che possono essere trasmesse all’uomo sia in maniera diretta attraverso il morso o il contatto con il manto del roditore sia per mezzo dei parassiti ospitati dal topo.

Tra le malattie più comuni trasmesse dai ratti troviamo:

  • salmonellosi;
  • tifo murino;
  • leptospirosi

Purtroppo per molti anni, dalle prime invasioni di epoca industriale, i topi, ratti e pantegane sono stati contrastati in modo approssimativo e poco professionale, anche se, il campo dei rimedi possibili è andato allargandosi a settori come la chimica, lo studio della derattizzazione proattiva, l’invenzione di ingegnose nuove trappole ed esche, la maggior parte delle persone ha decisamente sottovalutato il problema, continuando, al solito, chiedendo  al ferramenta sotto casa il veleno più efficace al momento sul mercato.

Collocandolo nella propria abitazione o magazzino, in modo errato e in quantità sbagliata, i Topi, Ratti e affini, non solo si sono fatti più furbi, ma hanno anche sviluppato una resistenza alla sostanza  biocida, all’inizio partendo da piccole comunità di roditori sparse e apparse allo stesso momento in varie parti del mondo e poi, attraverso un processo genetico sorprendentemente rapido, diventando sempre più resistenti al nuovo veleno.

Derattizzazione normativa

Con la nuova Normativa sui Biocidi, la Comunità Europea ha voluto giustamente tentare di rimediare ad un evidente inquinamento dell’habitat umano, più dannoso per noi e per i predatori che per i topi e i ratti in questione.

Perciò, eccoci ancora una volta davanti ad una scelta : se continuare a far lavorare il proprio gatto (quando se ne ha uno) o richiedere ad una seria ditta di Derattizzazioni un preventivo onesto e accettabile che non solo garantisca il risultato finale, ma eviti il più possibile il dolore inutile ai roditori infestanti soggetti alla derattizzazione (come specificato nella normativa sui prodotti Biocidi) , e ci faccia dormire sogni tranquilli, pensando all’ambiente salubre che stiamo progettando per i nostri figli e nipoti.

Ricordiamoci inoltre che un ruolo importante nell’informazione, lo hanno le disinfestazioni topi proattive, ossia la derattizzazione preventiva, nel senso più ampio del termine, che passa dal progetto iniziale dell’edificio (quando possibile), all’adeguata sistemazione dell’area verde che lo circonda, dal collocare una semplice porta a chiusura automatica come accesso a locali d’intenso passaggio, alla pura e semplice pulizia accurata dei macchinari e magazzini di stoccaggio.

Compito di un’efficiente ditta di Derattizzazioni è fornire al cliente innanzi tutto quest’insieme d’informazioni preziose, a coronamento di un servizio completo e soddisfacente nel tempo, ed è così che noi lavoriamo, un team di esperti che ha fatto della collaborazione e coordinamento il suo motto.

Link utili:

Per servizi di derattizzazioni a Milano è possibile collegarsi al sito derattizzazioni.milano.it per entrare in contatto con i nostri partner.

Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

La Blatta orientalis è la comune Blatta o scarafaggio nero che dir si voglia, che infesta le nostre abitazioni, chiamata anche Blatta comune delle case.
INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

 scarafaggio nero foto hd

Habitat:

  •    Questa specie di scarafaggio è originario della Russia, da qui il nome “orientalis”, ed è cosmopolita  fatta eccezione per le zone con clima eccessivamente rigido e preferendo quindi zone dal clima temperato.
  •     Tra le blatte è comunque quella che più resiste agli ambienti freddi ma, è tra i Blattoidei, la più legata alla presenza dell’acqua.
  •    Lo scarafaggio nero comune deve spesso la sua presenza alla scarsa igiene degli ambienti umani, cibandosi come le altre specie di blatte, di materiale organico in decomposizione.
  •     Le abitazioni umane, meglio se riscaldate, sono l’habitat preferito della Blatta orientalis, dove non mancano nascondigli e cibo.
  •     Lo scarafaggio nero si aggrega spesso ai suoi simili, predilige scantinati, cantine, ambienti interrati e in genere quei luoghi dove ci sia una temperatura tra i 18° – 25°C.

Morfologia:

  •     Il colore del suo corpo è il nero, o quasi nero, forma oblunga anche se meno della Blattella germanica, è appiattita e misura tra i 20 e i 30 mm. quando adulta.
  •     Il maschio della Blatta orientalis ha  le ali sviluppate a differenza della femmina che invece ha ali anteriori brevi e ali posteriori atrofizzate. Sia il maschio che la femmina di questa specie di blatte non sono però in grado di volare.
  •     Le antenne dello scarafaggio nero comune sono lunghe e filiformi. Al contrario della Blattella germanica, la morfologia delle sue zampe non le permette di arrampicarsi sulle pareti e sui soffitti, priva di ventose è costretta a camminare strisciando.
  •     Come tutti gli insetti Blattoidei il suo corpo è composto da una testa, relativamente piccola e dal pronoto o addome, sei zampe e due antenne.

Ciclo vitale:

  •     Questo scarfaggio nero vive a lungo, considerando il suo ciclo vitale completo può vivere più di due anni condizioni esterne permettendo.
  •     Non c’`e un periodo preciso per l’accoppiamento, esso può essere attuato nell’arco di tutto l’anno. Il procedimento e la cova delle ovoteche è simile a quello delle altre blatte: dopo due o tre giorni di cova le ovoteche della blatta orientalis vengono lasciate cadere in qualche fessura protetta e vicino ad una fonte di cibo.
  •     Spesso nelle case di campagna vengono ritrovate la maggior parte di queste ovoteche nei depositi di legna sotto al caminetto.
  •     Nelle ovoteche dello scarfaggio comune troviamo tra le 14 e le 18 uova. Le ninfe che ne escono, attraverso varie mute , completano il loro ciclo vitale in 10-15 mesi  nell’arco di 1 a 3  mesi diventano ninfe , e come tali trascorrono un lungo periodo di tempo. Infine come adulti di blatta, sessualmente maturi vivranno solo dalle 5 alle 26 settimane.
  •     Gli Scarafaggi neri lasciano una puzzolente, caratteristica secrezione, che dà cattivo odore agli ambienti infestati.

Abitudini:

  •    Questa specie di scarafaggio è relativamente letargico, si muove in particolare durante le ore notturne ed evita fortemente ambienti luminosi:  quindi la sua comparsa durante il giorno è indicativa di una massiccia infestazione.
  •     La Blatta orientalis è più lenta e meno prudente rispetto alle altre specie di blatte. È molto vorace, praticamente onnivora. Quindi la sua disinfestazione attraverso le trappole è relativamente semplice.
  •     Le malattie portate dalla Blatta orientalis sono molteplici e pericolose: dalla salmonellosi al colera,  senza contare fenomeni di dissenteria, epatite A e poliomielite.
  •     Questo insetto infestante inoltre libera nell’aria sostanze che possono causare vari disturbi allergici.
  •    Possiamo accorgerci facilmente della presenza dello scarafaggio nero comune accendendo improvvisamente la luce la notte, essendo loro insetti lucifughi, fuggiranno rapidamente cercando un nascondiglio qualsiasi.

 

Veicoli di infestazione e portatori di malattie anche gravi raccomandiamo in caso di infestazione da Blatta orientalis l’uso immediato di trappole facilmente reperibili in commercio.

Per la disinfestazione scarafaggi costo richiedi un preventivo ai nostri partner.

Scarafaggio tedesco – Blattella germanica

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarafaggio tedesco – Blattella germanica

blattella germanica

Habitat:

  •     Lo Scarafaggio tedesco o Blattella germanica sono scarafaggi comuni associati al cibo organico in putrefazione e alle aree d’umidità all’interno degli edifici e strutture in generale. Sono distribuiti in tutto il mondo e vantano caratteristiche di resistenza ed adattabilità superiori a qualsiasi altra specie di insetto.
  •     Originario dell’Africa, questo insetto infestante sembra sia strettamente legato geneticamente agli scarafaggi asiatici. E`comunque molto comune in tutta Europa.
  •     L’infestazione di blattella germanica spesso è causa di focolai di malattie di origine alimentare o infezioni allergiche della pelle. La presenza di scarafaggi in casa può infatti dare origine ad infezioni e patologie di vario genere, trasmesse sia per contatto diretto con l’insetto o con gli escrementi di blatta sia per contatto indiretto con le superfici.
  •     Tutti gli scarafaggi amano le zone calde e umide, perciò li possiamo trovare più facilmente in certe zone della casa come la cucina, gli spogliatoi, i bagni. Non disdegnano però anche le camere da letto e gli androni degli edifici, specialmente nei luoghi dove si raccoglie la spazzatura.
  •     Le piccole blatte comuni in Europa salgono spesso ai piani alti degli edifici attraverso le fognature e le tubature dell’acqua calda, e si riparano come tutti gli scarafaggi, in luoghi stretti e nelle fessure delle case, dove sanno che possono passare inosservate, nei quadri elettrici, piastrelle rotte, dietro e sotto i lavandini, insomma in tutte le cavità in genere.

Morfologia:

  •     La Blattella germanica ha una forma oblunga tra i 13 e i 16mm di lunghezza quando adulta.
  •     E’uno scarafaggio di colore marrone scuro alle volte tendente al giallastro, con due strisce più scure longitudinali sottili e parallele che gli partono da dietro la testa e percorrono tutto il pronoto (addome).
  •     Questo tipo di blatta ha le ali, ma non è in grado di sostenere volo a lungo, le usa solo per piccoli spostamenti soprattutto quando viene disturbata. Ha due lunghe antenne leggermente incurvate che funzionano come organo tattile.
  •     E’ la più piccola delle blatte che troviamo nelle nostre case. La blatta germanica ha speciali ventose sulle sue zampe che le permettono agevoli arrampicate su pareti lisce e soffitti.
  •     Una colonia di scarafaggi è costituita in genere da molti individui giovani anche chiamati ninfe.

Ciclo vitale:

  •     Come la Periplaneta americana anche le  femmine di blattelle germaniche portano l’ovoteca (chiamata anche ooteca) attaccata al loro corpo per uno o due giorni covandola, per poi depositarla in un luogo protetto vicino a qualche fonte di nutrimento, la media è di 30-40 uova per ovoteca. In tutta la loro vita (100-200 giorni) in media, le femmine di scarafaggio si accoppiano tra le 4 e le 8 volte.
  •     Il Tempo di sviluppo da uovo ad adulto per la blatta germanica,  varia dai 54 giorni ai 215 giorni  dipendendo sempre dalla temperatura e dall’umidità.
  •     Le infestazioni da blattella germanica dipendono dalla grande quantità di ninfe prodotte e dal fatto che il periodo tra la nascita e la maturità sessuale è molto breve. Inoltre questi scarafaggi si nascondono molto bene ovunque a causa delle loro piccole dimensioni.
  •     Lo stesso fatto che la femmina di blatta porta con se il suo “portauova” (ovoteca) proteggendo così i suoi piccoli nel periodo più delicato, cioè quando facilmente potrebbero essere spazzati via da una buona pulizia, rende questa specie di blatte meno vulnerabile e le infestazioni più possibili.
  •     Le ninfe di blatta che escono dalle uova dell’ovoteca poco dopo che questa è stata deposta; sono simili agli adulti, solo più piccole. Si svilupperanno in seguito attraverso una serie continua di mute durante un periodo che alla temperatura ottimale di 30° C  durerà tra i 30 e i 60 giorni.

Abitudini:

  •     La Blattella germanica ha abitudini prevalentemente serali e notturne, quindi quando capita di vederla durante il giorno è sintomatico di una seria infestazione e dobbiamo correre ai ripari, il più presto possibile.
  •     Questo tipo di scarafaggio quando si eccita o si spaventa emette uno sgradevole odore caratteristico.
  •    Lo scarafaggio tedesco è molto robusto e resistente contro i tentativi di disinfestazione. Può però essere facilmente controllato con esche proprio per la sua abitudine a nascondersi in crepe e fessure, attraverso l’uso di trappole.

Blatta – Periplaneta americana

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Blatta – Periplaneta americana

Habitat:

  • La Blatta, Periplaneta americana, nonostante il suo nome faccia pensare ad un origine Nord Americana, sembra che fu introdotta, ormai in tutto il mondo, attraverso l’ Africa Settentrionale.
  • Appartenente all’ordine dei Blattoidei, la sua diffusione nel mondo è seconda solamente a quella della Blattella germanica.
  • Questi insetti infestanti dell’ habitat umano (la casa) e delle derrate alimentari, vivono sia all’aperto che al chiuso seppure preferiscono ambienti bui e umidi sia freschi che caldi, ove ci sia una temperatura tra i 25° e i 35° C.
  • Negli edifici possiamo trovare le blatte nei seminterrati, attorno ai tubi dei bagni, negli scarichi delle fognature, tra i buchi delle piastrelle,  nei ristoranti, nelle drogherie, nelle panetterie, nelle serre e, più in generale, ovunque si preparino o conservino delle derrate alimentari, nei contenitori di rifiuti vegetali e soprattutto nelle fogne.
  • La Periplaneta americana ama vivere insieme alle sue consimili, anche se, sempre più raramente le incontriamo qui in Italia nelle nostre case, però dopo forti piogge, le blatte americane sono portate ad infestare pure quelle.
  • E’ impressionante la quantità di blatte che si possono trovare concentrate in un singolo tombino, sono cifre da incubo quando parliamo di 5000 individui!
  • Le Blatte sono più frequenti nei climi tropicali e nelle città portuali.
  • All’aperto troviamo la Periplaneta americana nei luoghi umidi e ombreggiati dei giardini pubblici spesso trascurati dalle amministrazioni comunali dove non vengono svuotati i cestini pieni di rifiuti alimentari lasciati da improvvisati pic nic domenicali.

Morfologia:

  • Tra i Blattoidei è la blatta o scarafaggio di  più grandi dimensioni, dotata di ali, misura in genere tra 34 e i  53 mm. di lunghezza.
  • Gli scarafaggi adulti sono macchiati di un colore che va dal ruggine quasi nero al rossastro. La parte posteriore del pronoto è di colore più chiaro; dal marrone al giallo.
  • Le ali della femmina di blatta periplaneta raggiungono la punta del limite dell’addome mentre nei maschi sporge un poco al di fuori. Entrambi i sessi possono volare di notte e sono attratti dalle fonti di luce.
  • Le ovoteche delle blatte sono come un corpo estraneo che sporge dall’addome della femmina di blatta e possono contenere fino a 16 uova (in media 10), alcune volte la femmina dello scarafaggio la porta con se per un periodo che varia da qualche ora a 4 giorni, poi la deposita o la lascia cadere in qualche fessura vicino a fonti di nutrimento.
  • Il corpo della periplaneta americana ha una forma appiattita, una testa medio-piccola, torace piccolo e l’addome rappresenta circa la metà del suo corpo.
  • Questo insetto infestante ha antenne lunghe, filiformi ed estremamente mobili.

Ciclo vitale:

  • La sacca contenente le uova (ovoteca) della blatta ha lo stesso colore del corpo dell’insetto ossia marrone scuro ed è lunga circa 8 mm. Nell’ arco di un anno vengono prodotte da 15 a 90 ovoteche, e forse anche di più se non sopravviene il freddo invernale.
  • I futuri insetti rimangono nell’uovo dai 29 ai 58 giorni, in media due mesi.
  • Gli stadi di ninfa prima di arrivare ad essere una blatta adulta sono 13 e durano circa 6 mesi.
  • La blatta periplaneta americana, trascorre la sua vita adulta in media in un anno, anche se in laboratorio può raggiungere anche i 3 anni d’età. Nell’arco di un anno comunque arriva ad avere circa 800 discendenti.

Abitudini:

  • L’insetto infestante come molti scarafaggi è estremamente rapido, può sparire in qualsiasi buchetto presente in una stanza. La blatta è anche molto nota per la sua agilità e, non bisogna dimenticare che è anche una buona volatrice, anche se lo fa raramente.
  • La Blatta americana ha una straordinaria capacità di rinnovare le sue cellule, cosa questa nota recentemente agli scienziati e tenuta sotto osservazione. In caso di incidente non è raro veder tornare alla vita, come se niente fosse, una blatta che da giorni credevamo morta.
  • Questo infestante delle derrate alimentari è onnivoro nel vero senso della parola, ed è anche attratto particolarmente dai liquidi fermentati come la birra per esempio. Un mezzo casareccio per catturare la periplaneta americana e’ quello di utilizzare trappole con al centro del pane inzuppato di birra come attrattivo.
  • Questi scarafaggi si nutrono generalmente di materia organica in putrefazione, ma mangiano volentieri praticamente qualsiasi cosa. Tra i loro alimenti vi sono: carta, capelli, rilegature di libri, pesce, riso, sakè, pelle animale, stoffa e insetti morti.

Formica Faraone – Monomorium pharaonis

INFESTANTI DELLA CASA

Formica Faraone – Monomorium pharaonis

 Habitat:

  •  La formica faraone, Monomorium pharaonis, ha questo nome così particolare perché erroneamente la tradizione la introduce nella fantasia popolare come una delle 12 piaghe d’Egitto.
  •  L’origine di questa formica piccolissima è incerta, prevalentemente si crede provenire dall’Africa, anche se ormai è presente in tutto il mondo temperato.
  •  Le Formiche faraone sono una specie tropicale, ma prosperano in qualsiasi edificio ovunque, anche  nelle regioni non temperate, negli edifici forniti di riscaldamento centralizzato.
  •  La Monomorium pharaonis,è una delle formiche domestiche più comuni ed è la formica infestante della casa più difficile da controllare.
  •  La difficoltà di controllo dell’infestazione da formica faraone sta appunto nel fatto che è una formica piccolissima, che può realmente entrare ovunque e trasportare con se “meccanicamente” microbi e batteri pericolosi.
  •  Questa formica nidifica nei posti più strani, in scatole di CD, lattine di caffè, tra fogli di carta, dietro i battiscopa, sotto le pietre, dentro i muri etc etc., prediligono comunque ambienti scuri, e aree calde vicino alle tubature dell’acqua calda e del riscaldamento.
  •  Troviamo la Monomorium pharaonis incredibilmente persino nei reparti di terapia intensiva e sale operatorie.
  •  Pur essendo onnivore prediligono dolciumi o frutta.

Morfologia:

  •  La piccolissima formica faraone è quasi trasparente, va dal giallo al marrone chiaro, l’ultima parte è leggermente più scura e lucida (addome posteriore) e ha due nodi in vita.
  •  Le formiche faraone operaie misurano circa 1,5-2 mm di lunghezza, le loro antenne hanno 12 segmenti dove gli ultimi tre sono leggermente più lunghi, e i loro occhi sono relativamente piccoli.
  •   Ha peli eretti sparsi sul corpo, possiede anche un pungiglione ma raramente è sporgente.
  •  I maschi del Monomorium pharaonis, sono piccoli come le formiche operaie ma di colore nero e con le antenne dritte

 Ciclo Vitale:

  •  Come tutte le altre specie di formiche la colonia della formica faraone è composta da regine femmine, maschi, operaie sterili, e dai vari stadi immaturi in via di sviluppo (uova, larve, pre-pupe e pupe).
  •  La regina della formica faraona può deporre centinaia di uova durante la sua vita.
  •  Il periodo larvale dura dai 18 ai 19 giorni, periodo pre-pupa tre giorni, e periodo pupale nove giorni. Dall’uovo alla maturità dura circa 38 a 45 giorni a seconda della temperatura e umidità relativa.
  •  Le Monomorium pharaonis quando si annidano in edifici riscaldati si riproducono praticamente durante tutto l’anno.
  •  Colonie di formiche faraone mature possono contenere un gran numero di regine, maschi alati, operaie, le uova, larve, pupe e pre-pupe. Cosa notevole e interessante è che, anche in assenza di una regina, le operaie possono dar vita ad una nuova colonia, essendo in grado di sviluppare da una covata, trasportata a suo tempo dalla colonia madre, una nuova regina.
  •  Diversamente da altre specie di formiche l’accoppiamento avviene nel nido, e perciò non avviene nessun “volo nuziale” visibile.
  •  Le regine di Monomorium pharaonis possono vivere dai quattro ai 12 mesi, mentre i maschi muoiono entro 3-5 settimane ad accoppiamento avvenuto.

Abitudini:

  •  Le Formiche faraone seguono un modello comportamentale definito: “satelliting”, dove da una colonia madre nascono e si espandono le colonie satellite. Usando come mezzo di comunicazione i ferormoni rimangono molto “fedeli” tra loro aiutandosi e proteggendosi vicendevolmente.
  •  Purtroppo In alcune zone, questa formica deve essere considerata come insetto infestante di notevole pericolosità, non tanto per i danni agli alimenti, che comunque rimangono inutilizzabili, quanto per la sua capacità di entrare ovunque. Le infestazioni della formica faraone negli ospedali sono divenute un problema cronico in tutta Europa
  •  La Monomorium pharaonis è in grado di trasmettere più di una dozzina di agenti patogeni  come Salmonella spp. Staphylococcus spp., E Streptococcus spp. (Beatson 1977, Haack e Granovskij 1990, Smith e Whitman 1992), e addirittura alcune formiche faraone sono state osservate in cerca di umidità sulla bocca di bambini dormienti.
  •  Le Formiche faraone possono essere sterminate mettendo come esca, pezzi di fegato mescolati con acido borico, soprattutto sui loro cammini abituali. E’ necessario rinnovare l’esca una o due volte. Si raccomanda di non usare polveri o insetticidi spray perché questi le farebbero solo disperdere e trovare altri cammini. Certamente, la soluzione più risolutiva è quella di affidarsi ad esperti del pest control e richiedere un servizio di disinfestazione.

Formiche del fuoco – Solenopsis spp, invicta, Myrmica rubra

INFESTANTI DELLA CASA

Formiche del fuoco – Solenopsis spp, invicta, Myrmica rubra

      Solenopsis spp

     Solenopsis invicta

        Myrmica rubra

Habitat:

  •     Le formiche del fuoco, Solenopsis spp sono originarie del Sud America e molto diffuse anche  in Africa, Cina, Australia.
  •     Nel 1930,  colonie di Solenopsis spp  sono state accidentalmente introdotte negli Stati Uniti. E successivamente in Australia dove hanno dato origine alla formica rossa del fuoco importata (Solenopsis invicta), o  RIFA, che è ormai, una tra le più diffuse  280 specie del genere Solenopsis nel pianeta.
  •     La Myrmica rubra, nota anche come la formica del fuoco europea, o formica rossa  è invece una specie di formica del genere Myrmica, sempre fortemente aggressiva anche se il suo veleno è meno pericoloso. È presente in tutta Europa , Nord America e Asia.
  •     Tutte queste specie di formiche rosse sono particolarmente aggressive  e allontanano le specie di formiche autoctone perché non hanno predatori nei nuovi territori.
  •     I loro nidi vengono costruiti principalmente alla base di tronchi d’albero, oppure si possono notare nei prati aperti,  ai margini dei marciapiedi o aiuole come  montagnole di terra smossa.
  •     Occasionalmente infestano apparecchiature elettroniche e scatole di cavi elettrici, e possono causare facilmente corto circuiti.
  •     Tutte  le  formiche del fuoco, vivono spesso in prossimità di aree umide, come le sponde dei piccoli ruscelli amazzonici, o semplicemente sulle rive di uno stagno. In questi casi, il nido non sarà visibile, in quanto sarà costruito sotto oggetti come legname , tronchi , sassi , o mattoni . Negli spazi aperti invece, i cumuli di terra possono raggiungere i 40 cm di altezza e possono essere profondi più di 5 m.
  •     Tutte queste tre specie di formiche del fuoco sono dotate di pungiglione ma non della possibilità di spruzzare acido formico

Morfologia:

  •     La formica regina è generalmente l’insetto singolo più grande della colonia ; lunga circa 8mm , è marrone chiaro tendente al rossiccio e l’addome scuro quasi nero.
  •     Il maschio alato della Solenopsis spp è lungo 7mm ed è nero, le formiche operaie variano da 3 ai 5 mm, non esiste nessuna casta militare distinta.
  •     Tutte hanno un pungiglione ben visibile alla fine dell’addome ed è la stessa forma caratteristica del peduncolo addominale ad aiutare nell’identificazione della specie.
  •     Le Solenopsis invicta e spp hanno antenne composte da 10 segmenti , ed il corpo è diviso come al solito in  tre parti.
  •     Nella maggior parte delle specie di formiche, anche tra formiche rosse i maschi mantengono le ali per tutta la vita (che dura solo fin dopo il volo nuziale) e le femmine solo per accoppiarsi.
  •     Tra le Formiche del fuoco Solenopsis invicta  le formiche operaie sono tra il nero e il rossiccio, e la loro dimensione varia da 2mm a 6 mm. Queste dimensioni così diverse tra loro delle formiche possono coesistere nella stessa colonia.
  •     La funzione primaria della formica regina è la riproduzione, lei può vivere per sei – sette anni e produrre fino a 3.500 uova al giorno.
  •     Le formiche rosse europee , Myrmica  rubra ,sono anche loro prevalentemente di colore rosso, con pigmentazione leggermente più scure sulla testa.

Ciclo vitale:

  •     Come nella maggior parte delle specie di formiche le colonie sono formate da tre gruppi: regine, maschi e lavoratori. Le formiche operaie sono femmine sterili senz’ali.
  •     Dopo l’accoppiamento che avviene attraverso il “volo nuziale”, il maschio muore e la regina inizia una nuova colonia di formiche . La regina elimina le ali dopo il volo nuziale, di solito alla ricerca di un luogo per nidificare, scava un poco e produce la sua prima nidiata. Questa viene alimentata e curata dalla stessa formica regina e di solito è costituita da future formiche operaie.
  •     Il loro ciclo vitale come in tutte le formiche si compone di quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto.
  •     Una volta cresciute, queste formiche operaie s’incaricheranno di costruire e badare all’intera colonia, e la formica regina servirà solamente per deporre le uova.
  •     Nella specie Solenopsis e Myrmica rubra possono coesistere più di una regina nella stessa colonia.
  •     Le formiche possono nutrirsi anche dell’escrezione di altri individui e lo scambio di cibo tra gli individui è comune (trofalaxia).
  •    Le colonie della Myrmica rubra, possono avere fino a 100 regine per nido.  Queste regine si riuniscono insieme dopo il volo nuziale e formeranno un unico nido dove deporranno le uova. Le regine possono vivere fino a quindici anni.
  •     I “Voli nuziali” delle formiche hanno luogo normalmente alla fine di luglio a metà agosto in Europa.

Abitudini:

  •     Le formiche del fuoco originali e non ( solenopsis spp e solenopsis invicta) : diffuse in America, Africa, Cina, Australia. Hanno un robusto pungiglione con cui inoculano un veleno costituito da solenanina, un alcaloide con attività emolitica e citotossica.
  •     La puntura della formica del fuoco provoca un dolore bruciante (da qui il loro nome) che regredisce dopo 20 minuti, dopo i quali compare (entro 24 ore) una vescica contenente siero, circondata da un’area edematosa e molto calda. E’ ben visibile il punto di entrata dell’aculeo al centro della vescica. Dopo circa 48 ore si forma un’ulcera (con pericolo di infezione) che può permanere per diversi giorni. In seguito a multiple punture , si hanno sintomi gastroenterici, disturbi visivi, diaforesi, febbre.
  •     Le abitudini alimentari delle Solenopsis spp e Solenopsis invicta sono prettamente carnivore (insetti) ma possono nutrirsi anche di altre piante, funghi, linfa o nettare, diciamo quindi che sono onnivore e all’interno delle case sono attratte da oli, carne, burro e formaggi, frutta, pane e dolci. Ecco il motivo per il quale in alcuni casi occorre interventi con trattamenti di disinfestazione formiche in appartamento.
  •     In Sud America, anche nelle grandi città come San Paolo è stato dimostrato che costituiscono un pericolo per la salute pubblica , invadendo ospedali diventano portatrici meccaniche di microorganismi patogeni.
  •     La formica rossa comune in Europa, la Myrmica rubra, vive con una dieta di melata prodotta dagli afidi, che alleva e, essendo molto aggressiva attacca qualsiasi creatura che disturbi il  nido, ma la loro puntura non è così grave come quella della formica rossa del fuco importata (S. Invicta).

Formica nera – Lasius niger

INFESTANTI DELLA CASA

Formica nera – Lasius niger

 

Habitat:

  •     La comune formica nera dei nostri giardini, la Lasius niger , si trova facilmente in tutta l’Europa centrale, Asia Africa e Nord America.
  •    Nel suo habitat naturale ama gli spazi aperti e un clima non troppo secco, ma essendo la formica un insetto  molto adattabile , la troviamo ormai nei giardini delle città fino a penetrare tranquillamente e frequentemente nelle nostre case.
  •    Le Lasius niger spesso costruiscono le loro colonie negli strati isolanti delle case, penetrando poi all’interno attraverso le fessure formate nel calcestruzzo delle pareti.
  •     La formica comune nera può a volte causare anche danni alle parti in legno della casa.

Morfologia:

  •     La formica da giardino nera è attiva da marzo a ottobre.
  •     La struttura di una colonia di formiche nere è un complesso e affascinante sistema di organizzazione sociale, e così la morfologia vera e propria delle formiche appartenenti a questa colonia è altrettanto varia.
  •     Le Lasius Niger hanno il corpo diviso in : capo – torace – addome. Possiedono sei zampe, antenne e grandi mandibole.
  •     Le formiche cosiddette “operaie” misurano in lunghezza tra i 3 e i 5 mm. Il loro colore varia dal marrone scuro al nero.
  •     Le formiche regine, future fondatrici di nuove colonie, sono più grosse e misurano tra gli 8 e i 9 mm., i maschi alati 3,5 -4,5 mm.
  •    Le formiche operaie in certe specie possono essere destinate a più compiti; possono essere per esempio, operaie e soldati. In alcune specie di Formiche è conosciuto il fenomeno dello schiavismo, con specie di formiche diverse dalla propria catturate durante incursioni predatorie,  e l’allevamento del bestiame, in questo caso gli afidi, che le riforniscono di “melassa”e tanto danno causano alle nostre piante.
  •     La difesa delle formiche nere dai predatori viene spesso effettuata con l’emissione di acido formico, così come il riconoscimento di un cammino che viene marcato con ferormoni dalle formiche esploratrici.

Ciclo vitale:

  •     La fecondazione delle Formiche regine, le uniche che non sterili, avviene in volo, (volo nuziale delle formiche), dopo l’accoppiamento i maschi muoiono e le regine  fecondate perdono le ali.
  •     Le Lasius niger passano per  4 fasi di sviluppo: uovo, larva, bozzolo e adulti.
  •     Le piccole larve delle formiche nere Lasius niger, sono bianche a forma di rene e  una superficie liscia e appiccicosa che li aiuta a essere trasportate in gruppo invece di una per una.
  •     All’inizio della colonia, è la stessa formica regina che alimenta le larve, in seguito quando la colonia sarà più organizzata saranno le formiche operaie.
  •     Quando la larva della formica nera diventa abbastanza grande si fila un bozzolo intorno , dentro questo bozzolo avverrà la metamorfosi che la farà uscire quasi adulta ma completamente bianca, prenderà il suo colore nero nel giro di un ora circa.
  •     Tutto questo processo di sviluppo, prenderà più o meno 90 giorni di tempo.
  •     Una regina di Lasius niger può vivere circa 12 anni, la sua colonia potrà comprendere fino a 15.000 lavoratori, ma in media ne conterrà tra i 4.000 e i 7.000.
  •     Il volo nuziale delle formiche si verifica di solito intorno a Giugno – Settembre , ma il tutto varia notevolmente dipendendo dalla temperatura. In Europa i voli si svolgono durante i caldi mesi estivi, mentre in Nord America in autunno.
  •     Questi voli possono contenere migliaia di maschi e femmine alate.

Abitudini:

  •     La Lasius niger è un problema per alcuni giardinieri. Anche se si nutre di insetti e ragni , come dicevamo prima sono allevatrici di Afidi, che ogni notte radunano e riportano al nido, questi  in realtà sono il vero problema delle piante.
  •     Le formiche nere mangiano anche frutta matura dalla pelle poco spessa, come le fragole per esempio, possono poi nutrirsi di semi, derrate alimentari, ma non dimentichiamoci che alcune specie come quelle appartenenti al gruppo della Formica rufa, catturano le larve di vari Lepidotteri defogliatori come le Processonarie.
  •     Quando le formiche nere da giardino entrano in casa, visto che sono particolarmente attratte da sostanze dolci, come gocce di marmellata o avanzi di torta, in breve tempo possono originare una vera e propria invasione.  In questo caso  raccomandiamo di contattare una ditta di disinfestazione specializzata solamente lungo gli angoli e le fessure da dove entrano per non uccidere altri tipi di insetti incolpevoli e non intossicare per sbaglio prodotti che finiranno sulle vostre tavole in un modo o nell’altro.

Forbicine – Forficula auricularia

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Forbicine – Forficula auricularia

Habitat:

  •     La Forficula auricularia è originaria dell’Europa, dove è molto diffusa, con l’intensificarsi degli scambi commerciali si trova al giorno d’oggi anche in America.
  •    L’epiteto specifico latino auricularia significa relativa all’orecchio (auricula) ed in lingua inglese il nome di questo insetto è earwig, ovvero creatura dell’orecchio. Questa terminologia ha origine in una leggenda che le forbicine entrassero nell’orecchio degli esseri umani e facessero in nido nel loro cervello.
  •     Le forbicine amano ambienti umidi e freddi, e sono molto legate alle previsioni metereologiche, anno dopo anno la loro diffusione dipende da fattori come la temperatura, la velocità e la provenienza del vento.
  •     Forficula auricularia è un insetto onnivoro e comune che per la sua polifagia è presente in varie coltivazioni. Tuttavia i danni sono solo occasionali e generalmente hanno una rilevanza economica poco significativa.
  •     L’insetto può essere alcune volte dannoso alle coltivazioni e alle derrate alimentari, può attaccare colture erbacee in pieno campo, ortive, ornamentali e arboree da frutto, ma le infestazioni da Forficula auricularia sono molto rare.

Morfologia:

  •     La forbicina, chiamata anche volgarmente forfecchia, ha forma allungata ed appiattita di colore brunastro, con un pronoto a forma di scudo, due paia di ali che si ripiegano ad N sul corpo e che in realtà usa molto poco, ed un paio di cerci (dette anche pinze), lunghi tra i 10 ed i 15 mm.
  •     L’antenna è costituita da un numero di segmenti che può variare tra 11 e 14. L’apparato boccale è apposito per la masticazione.
  •    Le pinze sessuali dei maschi di forficula sono molto robuste ed ampie alla base con denti crenulati. Le pinze femminili, invece, hanno una lunghezza media di circa 3 mm e sono meno robuste e diritte.
  •     I cerci hanno una tripla funzione: essi vengono, infatti, utilizzati sia durante l’accoppiamento, sia per scopi alimentari, sia per fini autodifensivi.
  •    Curioso è l’apparato riproduttivo dei maschi di forbicine, in realtà è stato scoperto che i maschi possiedono due peni, uno dei quali è di riserva, caso l’altro venisse strappato, cosa che sembra accada spesso durante l’accoppiamento.

Ciclo Vitale:

  •     In primavera maschi e femmine delle forfecchie insieme rimangono nascosti nei loro rifugi e verso il mese di agosto, avviene l’accoppiamento.
  •    Tra novembre e gennaio le femmine di forbicine depongono le loro uova. Le uova della Forficula auricularia sono molto resistenti sia alle temperature alte sia a quelle molto basse.
  •     Il periodo di incubazione delle uova di forficula dipende molto dalla temperatura, e può durare da una settimana ai 3 o 4 mesi.
  •    Le femmine di forbicine hanno un forte istinto materno che alle volte arriva fino all’estremo di consegnarsi alle piccole larve di forficula appena nate come loro primo pasto. Comunque passano tutto il tempo della “cova”leccando minuziosamente le uova una ad una per evitare un attacco fungino dovuto all’alta umidità.
  •     Tra marzo e aprile le piccole larve di forficula sono ormai giunte a maturazione pur rimanendo con la loro madre fino a luglio – ottobre.
  •     Nel frattempo i maschi adulti della vecchia generazione sono morti di freddo fuori dai rifugi dove le femmine nel frattempo hanno accudito alla procreazione.
  •     Le larve delle forbicine sono simili agli adulti ma di colore biancastro.

Abitudini:

  •     L’insetto Forficula auricularia ha abitudini notturne e crepuscolari, il giorno ricerca fessure strette  e umide per proteggersi , perciò la troviamo sotto i vasi da fiori, sotto le rocce etc…
  •     Nel caso in cui si sentono minacciate, le forbicine (forfecchie) secernono da un’appendice addominale dove sono situate delle particolari ghiandole una sostanza maleodorante.

 

Come dicevamo, è difficile una vera e propria infestazione da Forficula auricularia, negli orti e nei frutteti, comunque esiste un tipo di disinfestazione ecosostenibile attraverso l’introduzione di un tipo di mosca la Bigonicheta spinipennis, che è un parassita della forficula. Ricordiamoci però che anche la nostra cara forbicina ci libera da altri insetti nocivi delle derrate alimentari nutrendosi a sua volta.

Tarantola – Genus Aphonopelma

INFESTANTI DELLA CASA

Tarantola –  Genus Aphonopelma

Habitat:

Inseriamo queste specie di  Tarantola, la Genus Aphonopelma non perché sia presente naturalmente  in Italia, ma perché, andando di moda allevarla in un terrario, fosse mai un giorno ve la trovate davanti libera e felice…

  •     Tutte le tarantole sono ragni terricoli, anche la tarantola italiana (ragno lupo Lycosa Tarantula).
  •     Come loro tana possono scegliersi sia una tana di roditore abbandonata, come costruirsela da se. Di solito in una collina al riparo da eventuali inondazioni, e la foderano tutta con la loro tela sericea.
  •     Rimangono nelle tane però solo cinque mesi all’anno, il resto del tempo le tarantole le passano a caccia nascondendosi sotto le rocce, radici, pezzi di corteccia.
  •     Le tarantole della specie Genus Aphonopelma ,si trovano in tutta l’Africa, gran parte dell’Asia e in tutta l’Australia, negli Stati uniti e America del sud.
  •      In Europa, ci sono alcune specie (Lycosa tarantula) in Spagna, Portogallo, Turchia, Italia e Cipro.
  •     Il morso delle tarantole, almeno della  maggior parte di esse, è innocuo per l’uomo, e alcune specie sono popolari nel commercio di animali domestici esotici.
  •     Tutte comunque sono velenose, e alcune pur provocando disagi estremi nell’uomo, non ne causano la morte.
  •     Uno degli eventi più spettacolari collegato alle tarantole avviene in Texas e dura un paio di settimane ogni estate: tutte le Tarantole maschio escono dalle tane apparentemente migrano in cerca di femmine.

Morfologia:

  •     Come altri ragni, le tarantole Genus Aphonopelma hanno “zanne” alla fine dei cheliceri da dove esce il veleno quando mordono la preda. iniettano veleno quando mordono la preda. Questo veleno serve principalmente per liquefare la preda visto che questi antropodi chelicherati ingeriscono solo liquidi.
  •     Come tutti gli artropodi, la tarantola è un invertebrato che si basa su un esoscheletro per il supporto muscolare. Il corpo di una tarantola si compone di due parti principali, il prosoma (cefalotorace) e l’opistosoma (addome). Il Prosoma e opistosoma sono collegati tra loro dal “peduncolo”.
  •     Le dimensioni delle 950 specie di Tarantole variano, da piccola come un’unghia alla più grande,  il solo corpo può essere lungo tra i 2,5 ai 10 centimetri , con 8-30 centimetri, comprendendo le zampe. In genere il loro corpo così come le loro zampe sono coperte da peluria.
  •     La più grande specie di tarantola può pesare più di 85 grammi. Il più grande di tutti, il Birdeater Golia (Theraphosa blondi) che vive in  Venezuela e Brasile, è stato segnalato per avere un peso di 150 grammi e una zampa fino a 30 centimetri.

Ciclo vitale:

  •     Le Tarantole sono cacciatrici notturne. Comunque non si allontanano mai molto dalla loro tana. Solo durante la stagione degli amori i maschi di tarantola sono spinti dall’istinto a vagare in cerca di una femmina.
  •     Le femmine adulte di Genus Aphonopelma  vivono fino a 10-12 anni, in cattività addirittura possono raggiungere i 25 anni, mentre i maschi raramente vivono più di due o tre mesi dopo aver raggiunto la maturità.
  •     Il corteggiamento tra le Tarantole avviene tra agosto e ottobre, anche nel caso di questa specie di ragni, se il corteggiamento da parte del maschio non è fatto a regola d’arte o la femmina della tarantola non è pronta all’accoppiamento, succede che il maschio può essere divorato.
  •     Un bozzolo contiene fino a 300 uova. Il periodo di incubazione va dalle sei settimane ai 60 giorni.
  •     Il bozzolo, che è costruito come un’amaca, viene poi  mantenuto e custodito nella tana della femmina. I piccoli di tarantole, una volta uscite dall’uovo, rimarranno quasi una settimana con la madre per poi, in seguito, disperdersi.
  •     Molti tra i piccoli di tarantole cadono preda di ragni (tutti i ragni sono cannibali) o di altri predatori proprio appena lasciata la madre nel momento della dispersione.

Abitudini:

  •     Durante i mesi invernali, le tarantole del genere Genus Aphonopelma  passano più tempo nelle loro tane alle volte, quando hanno una scorta di cibo ci si chiudono dentro sigillando il loro rifugio con terra e pietre tenute insieme da una filatura di seta.
  •     Il comportamento delle Tarantole non è ben definito, c’è chi sostiene che sia un ragno irritabile veloce e mordace, altri studiosi, invece, sottolineano il suo atteggiamento calmo e  sostengono che solo nel periodo degli amori il ragno si comporta in modo diverso, o comunque in presenza di una femmina di tarantola.
  •     I Ragni solitamente non sono artropodi infestanti. Essendo cannibali non mostrano generalmente comportamento gregario, tuttavia quando le condizioni climatiche e ambientali sono particolarmente favorevoli, in alcune zone è possibile rinvenire un alta densità di individui della stessa specie.

In caso di morso di una tarantola del genere Genus Aphonopelma, e di altre specie, è importante, soprattutto nel caso che ad essere morso sia un bambino rivolgersi al più presto ad un ospedale o ad un centro antiveleni. Ma non preoccupatevi troppo, non risultano morti accertate dovute al veleno della tarantola.

Sulla zona del morso della tarantola sono evidenti 2 fori; solo più tardi la cute diventa dolente, bluastra, e si ulcera.

Primo soccorso:

  1.     lavare con acqua e sapone;
  2.     applicate ghiaccio o impacchi freddi sulla zona morsa.

Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

INFESTANTI DELLA CASA

Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

Habitat:

  •     In questa pagina parleremo della vera tarantola Italiana, ossia il Ragno lupo o Lycosa Tarantula, ragno tra i più grandi che si trovano nel nostro paese. Quando gli emigranti arrivarono nelle Americhe, chiamarono Tarantola il primo ragno di grandi dimensioni che incontrarono ossia la Genus Aphonopelma, che oggi ormai è considerata la vera tarantola, solo che, mentre il morso del ragno lupo è praticamente innocuo quello della tarantola americana in alcuni casi può essere mortale.
  •     Come il suo lontano parente americano la Lycosa Tarantula è un ragno terraiolo cioè che vive quasi sempre nelle sue tane scavate nella terra possibilmente vicino a qualche ciuffo d’erba , le cui sottili radici danno la stabilità necessaria.
  •     L’entrata delle tane delle Tarantule è sempre ricoperta da un sottile strato di tela di ragno, quasi come fosse foderata.
  •     Per quanto riguarda la loro diffusione, i Ragni lupo sono presenti nelle regioni del centro, sud Italia, compresa la Sicilia e in Spagna. Quelle spagnole sono sensibilmente più grosse, di uno o due centimetri.

Morfologia:

  •     Il colore della parte dorsale della Lycosa Tarantula oscilla tra il grigio e il marrone con screziature nere e color crema, gli esemplari grigi sono rari. Ventralmente si presenta nera e crema; la faccia inferiore delle zampe è zebrata.
  •     Impressiona la grandezza di questi ragni, dove le femmine di ragno lupo possono raggiungere circa i 27 mm di lunghezza del corpo ed i maschi di circa 19 mm.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     L’apparato boccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.

Ciclo vitale:

  •     Gli accoppiamenti di questa specie avvengono tra maggio e giugno, preferibilmente di notte.
  •     Come al solito le femmine di Lycosa tarantula son ben più massicce di maschi della specie, e quindi il maschio per non essere scambiato a sua volta per  una preda, corteggia la femmina agitando i palpi, se lei è ricettiva rimane immobile lasciandolo avvicinare , caso contrario  assume una tipica postura di minaccia.
  •     Dopo qualche tempo, circa tre settimane, la femmina di ragno lupo depone le uova in modo singolare: stendendo un velo di tela sul terreno davanti alla sua tana, ci sale sopra e comincia a lavorarlo. Alla fine avrà una sacca per le sue uova, perfettamente rotonda attaccata al suo addome, che si porterà quasi sempre appresso durante tutto il mese seguente.
  •     Molti tipi di ragni, dopo che si schiudono le uova si portano sul dorso i piccoli ragnetti  fino a quando non siano sufficientemente maturi per sopravvivere da soli.
  •     Da ogni sacca ovigera usciranno un centinaio di neri e voracissimi piccoli ragnetti che dopo un mese già saranno in grado di catturare moscerini e altre cosette.
  •     Nelle loro due prime estati vivranno da nomadi, costruiranno la loro tana personale alla fine della seconda estate, quando misureranno circa 4-5 cm, per passarvi l’inverno.
  •     I maschi della Lycosa tarantula possono arrivare a vivere fino ai due anni di età, morendo poco dopo aver raggiunto la maturità sessuale. Le femmine dei ragni lupo invece. Arrivano sicuramente ai quattro anni di vita o anche di più.

Abitudini:

  •     Questo tipo di ragni, ha abitudini prettamente notturne, passa le ore calde della giornata nella  tana e nel tratto più vicino alla superficie, non disdegnando però qualche agguato agli insetti che passano nei paraggi.
  •     Il ragno lupo  esce al crepuscolo per andare a caccia o accoppiarsi, in ogni caso non si allontana mai molto dalla sua tana.
  •     La Lycosa tarantula ha una vista molto buona, riesce a sentire l’avvicinarsi di un animale grande, quindi è molto difficile che pizzichino un essere umano.
  •     Comunque siano velenosi, il loro veleno è pericoloso per un insetto, per un umano il suo morso non è più doloroso di una pizzicata d’ape.
  •     E` difficile riuscire a catturare un ragno lupo perché si muove e corre molto velocemente.

 

Tarantula, deriva dalla parola italiana Tarantola, grazie alla città di Taranto, addirittura la leggenda dice che fu il famoso re Pirro dell’Epiro che introdusse questo tipo di ragno, quasi come  guerra batteriologica contro i Romani.
L’effetto del morso della Lycosa tarantula darebbe origine ad un fenomeno definito tarantismo, ossia il veleno produrrebbe una sorta di agitazione  da cui si ricavò la danza della tarantella, che imita i movimenti di una persona affetta appunto da tarantismo.
Si dice inoltre che scuotere il corpo rapidamente aiuta a combattere gli effetti di un morso aumentando il flusso di sangue per pulire il veleno.

Ragno crociato – Araneus diadematus

INFESTANTI DELLA CASA e AIUTI NATURALI

Ragno crociato – Araneus diadematus

 

Habitat:

  •     Il Ragno crociato (Araneus diadematus) è un ragno particolarmente comune nei prati Italiani, e in tutti i paesi dell’emisfero settentrionale.
  •     Gli Areneidi, sono ragni sedentari che cacciano usando delle grandi ragnatele formate da fili radiali e da una spirale adesiva.
  •     Amano collocare le loro ragnatele nei supporti ideali costituiti dai pali dei recinti.
  •     Come specifica il suo nome comune, ha un immancabile quanto bel disegno a forma di croce sull’addome posteriore.
  •     L’habitat naturale dell’Araneus diadematus sono i giardini, i parchi (anche molto frequentati), le zone incolte e i boschi. Entrano comunemente nelle case, dove usano gli angoli delle finestre per i loro nidi.

Morfologia:

  •     Il colore del Ragno crociato può variare dal giallo pallido, al marrone fino al nero con la caratteristica croce.
  •     Il loro corpo è lungo in media dai 15mm fino ai 20mm, le zampe invece possono essere tra i 25 e i 30mm.
  •     Le femmine sono più grandi dei maschi, come in quasi tutti i tipi di ragni.
  •     I piccoli Ragnetti di Araneus diadematus appena nascono hanno l’addome giallo con una macchia scura.
  •     Come tutti gli Aracnidi hanno otto zampe, nel caso del ragno crociato, la prima coppia di zampe è più lunga e viene utilizzata principalmente per percepire le vibrazioni sulla tela.
  •     Sul davanti hanno un paio di “palpi” che servono ad inserire lo sperma nel corpo della femmina di ragno crociato.
  •     La seta utilizzata sia per la ragnatela che per avvolgere le uova, viene invece prodotta da tre coppie di “filiere”presenti sulla punta del ventre.

Ciclo vitale:

  •    Il tipico ragno dei giardini europei, il ragno crociato per l’appunto, si ciba di quasi tutti gli insetti volanti : farfalle, mosche,vespe, disdegna gli afidi verdi ma in generale è un ottimo aiuto ecologico anche all’interno delle case.
  •    Quando una femmina di ragno crociato è gravida si potrà notare dal suo addome particolarmente gonfio.
  •   Nell’approccio sessuale i maschi dell’Araneus diadematus, come nella maggior parte dei tipi di ragni, dovrà avere delle accortezze per non essere scambiato da preda e mangiato dalla femmina.
  •    Consumato l’accoppiamento, cioè trasferito lo sperma attraverso i “palpi”, la femmina del ragno dei giardini passerà alcuni giorni solitaria nella sua tana, cominciando a tessere dei sacchi di seta che conterranno le uova e, una volta depositate all’interno di questi bozzoli, la femmina dopo qualche giorno morirà.
  •    I piccoli ragnetti usciranno dal bozzolo in primavera e resteranno insieme fino alla prima muta, per poi disperdersi con un sistema chiamato a “mongolfiera”; lasciandosi portare dal vento attaccati ad un filo di seta.
  •    La vita del ragno crociato dura in media due anni.

Abitudini:

  •   I ragni della famiglia degli Areneidi se disturbati il più delle volte tendono a darsi alla fuga piuttosto che reagire in modo aggressivo, comunque il morso del ragno dei giardini (eccetto in caso di ipersensibilità) ha conseguenze davvero minime, le tossine del suo veleno sono poco attive sull’uomo e i cheliceri non si estendono a sufficienza per inoculare a fondo sotto la pelle.
  •   Il ragno crociato avvolge le sue prede nella seta prima di consumarle. Quando si sente minacciato si scuote rapidamente  e scuote con forza la sua tela e normalmente fugge scendendo a terra su di un filo di seta.
  •    La sua tela può essere ricostruita ogni giorno.

Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

INFESTANTI DELLA CASA

 

Ragno eremita marrone – Loxosceles reclusa

 

Habitat:

  •     Lo stesso nome “ragno eremita marrone” descrive il colore e le abitudini di questo pericoloso aracnide, conosciuto con il nome scientifico di Loxosceles Reclusa e volgarmente detto “ragno violino”.
  •     A causa della facilità degli spostamenti al giorno d’oggi possiamo trovare il Ragno eremita un pó ovunque, predilige comunque i luoghi caldi e asciutti.
  •     Questa sua peculiarità, ha portato purtroppo, il Loxosceles Reclusa ad adattarsi molto bene nelle case e nell’ambiente umano.
  •     In natura, il suo habitat originario sono le zone tropicali e comunque temperate.
  •     Sono ragni notturni, che per cacciare non usano la tela, e difficilmente escono durante il giorno, li possiamo incontrare fuori dal loro nascondiglio un ora o due dopo il tramonto.
  •     Originaria dell’Europa è la Loxosceles rufescens, il cui morso è leggermente meno dannoso del Ragno eremita marrone cileno.
  •    Durante il giorno si rifugiano in siti oscuri e indisturbati; nel nostro abbigliamento, scarpe comprese, nelle soffitte, in scatole e luoghi di stoccaggio, dietro i mobili e i quadri. All’aperto i Ragni violino possono rifugiarsi sotto tronchi, sassi, rocce e pile di legname.
  •     Negli habitat favorevoli sono un po’ meno eremiti e le loro popolazioni sono di solito dense.

Morfologia:

  •     Di difficile riconoscimento, perché a volte la forma scura del violino sul loro prosoma (testa)  non è molto visibile, possiamo però usare, per una sicura identificazione, il numero e la disposizione degli occhi.
  •     Il Ragno eremita marrone ha 6 occhi (invece di 8 come la maggior parte degli altri ragni) disposti a coppie con una coppia di mediani e due coppie laterali.
  •     Il colore del Loxosceles Reclusa cileno è di un marrone tendente allo scuro mentre la Loxosceles rufescens, è piú tendente al beige e al marrone chiaro.
  •     L’eremita cileno è una tra le più grosse specie di ragni, in generale sono lunghi dai 8 ai 30 mm, gli altri Loxosceles in media vanno dai 6 ai 12 mm escluse le zampe.
  •     Le zampe del Ragno violino sono sfumate verso il marrone scuro e ricoperte di piccoli peli scuri.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     Il veleno del Ragno eremita marrone è del tipo necrotizzante quindi lascia comunque brutte cicatrici difficili da curare.

Ciclo vitale:

  •     I Ragni violino (Brown Recluse in inglese) sono ragni molto resistenti e possono sopravvivere 6 a 12 mesi senza cibo né acqua e hanno una vita media di 2 a 4 anni.
  •     La femmina del ragno eremita marrone, si può riprodurre fino a cinque volte l’anno, depone circa 50 uova per sacchetto. Ci vogliono 9-12 mesi per completare la maturazione di un ragno, e può vivere fino a 7 anni.
  •     La deposizione delle uova avviene principalmente da maggio a luglio.
  •     Il corteggiamento di solito precede l’accoppiamento vero e proprio. Un maschio di ragno eremita si basa principalmente sulla peluria sensoriale che copre il suo corpo e sul movimento delle sue appendici per trovare una femmina che non lo scambi per una preda.
  •     Insieme al senso del tatto, un maschio di Loxosceles Reclusa ha anche la capacità di distinguere le sostanze chimiche diverse (ferormoni) per trovare la femmina pronta all’accoppiamento.

Abitudini:

  •     Il Ragno eremita marrone non è aggressivo e di solito morde solamente quando inavvertitamente viene premuto contro la pelle umana, per esempio: girandosi nel letto o infilandosi le scarpe.
  •     I Ragni Loxosceles sono abilissimi cacciatori e si nutrono, oltre che di scarafaggi e altri insetti anche di altri ragni e di formiche. Affondano i loro cheliceri nella parte più vulnerabile della vittima e il loro veleno paralizzante agisce rapidamente nel liquefare la preda.
  •     Il nido del Ragno eremita è costituito da una tela larga, irregolare e molto appiccicosa.

 

Il morso del Ragno violino o eremita marrone a seconda dell’intensità con cui viene inferto può causare una grave necrosi.

I sintomi iniziano tra le 2 e le 6 ore dopo il morso, spesso appaiono bolle di pus accompagnate da dolore intenso e un pronunciato gonfiore. Più comune è la formazione di una bolla rossa, circondata da una zona blu, con una delimitazione biancastra tra il rosso e il blu.

Dopo 12-24 ore se è veramente un morso di Loxosceles, si necrotizza assumendo un colore viola  che in  seguito diventerà nero, questo vuol dire che le cellule muoiono. Alla fine la parte necrotica cadrà lasciando una profonda buca sulla pelle che gradualmente si riempirà con tessuto cicatriziale.

Sai come riconoscere un morso di ragno?

Se venite morsi, mantenete la calma e immediatamente consultate un medico o un centro antiveleni. Applicate un impacco di ghiaccio direttamente sulla zona, questo allevierà il gonfiore e il dolore.

Possibilmente raccogliete il ragno senza toccarlo con le mani, per poter fare una diagnosi precisa, ci sono altri ragni meno pericolosi il cui morso ha effetto necrotizzante il ragno dal sacco giallo per dirne uno, quindi è importante essere certi che si tratti di un Loxosceles  e di che tipo esattamente. Per conservarlo usate l’alcool.

Malmignatta – Latrodectus tredecimguttatus

INFESTANTI DELLA CASA

 

Malmignatta – Latrodectus tredecimguttatus

Habitat:

  •     Appartenenti al genere Latrodectus questi Aracnidi anche chiamati Malmignatte o Vedove nere , sono relativamente comuni in tutto il mondo, questo tipo di Latrodectus è comune nell’Europa meridionale, nell’Italia centro meridionale e nelle isole. Legata alla sua diffusione geografica è, infatti, l’appellativo di vedova nera mediterranea.
    La specie è collocabile tra i ragni velenosi della Sardegna e il suo morso può essere letaale.
  •     I  Latrodectus tredecimguttatus sono ragni che discendono dalla ben più pericolosa vedova nera americana la Latrodectus mactans, e si chiamano tredecimguttatus perchè hanno sempre 13 macchie rosse sulla parte posteriore.
  •     Sono Ragni che cacciano usando una resistente ragnatela e spesso nei pressi di questa si costruiscono un rifugio conico di seta dove rimangono nascosti durante la maggior parte del giorno.
  •     In natura le vedove nere o Malmignatte si nascondono sotto rocce e tronchi, ma si adattano facilmente all’ambiente umano e comunemente le troviamo in luoghi poco usati come stalle, fienili, scatole di contatori, griglie di barbecue, scivoli, vasche di sabbia.

Morfologia:

  •     Sia i Ragni che gli Scorpioni appartengono al gruppo dei Aracnidi chelicherati ,ma mentre per gli scorpioni i cheliceri sono un mero aiuto per accostare il cibo alla bocca,  per i Ragni sono vere e proprie zanne velenose, queste vengono poi ripiegate sotto l’addome in fase di riposo.
  •     Il corpo delle femmine delle Vedove nere è lungo tra gli 8 e i 15 mm, i maschi sono più piccoli, a volte molto piccoli (2 mm) e possono essere tutti neri.
  •     La parte posteriore ha l’aspetto di un globo, prevalentemente nero con macchie rosse, anche se alcuni Latrodectus tredecimguttatus possono essere meno lucidi, con strisce laterali e macchie più pallide.
  •     La Malmignatta ha gambe sottili, nere anch’esse, e moderatamente lunghe.
  •     L’odorato dei  Latrodectus tredecimguttatus in particolare e, dei ragni in generale, è molto usato per identificare  la specie ed il sesso dei soggetti che hanno fabbricato le tele, i nidi incontrati sul loro cammino.
  •     La vedova nera del sud degli Stati uniti la mactans è riconoscibile perché è tutta nera lucida con eccezione di una macchia rosso vivo a forma di clessidra sulla parte inferiore dell’addome.
  •     Esistono altri tipi di vedove nere con altre caratteristiche di colori, ma non sono presenti in Italia.

Ciclo vitale:

  •     Nei Ragni l’80% della riproduzione si verifica in maggio, giugno o luglio, ma possono verificarsi già nel mese di febbraio.
  •     Le Vedove nere, come dice il loro nome, spesso si cibano del proprio compagno una volta raggiunto l’accoppiamento, egli è in realtà molto più piccolo della femmina proprio al fine di sembrargli una preda insignificante che non vale la pena di essere cacciata. Comunque potrà salvarsi dall’essere mangiato se svolgerà bene e rapidamente il suo tipico rituale di corteggiamento.
  •     Le Malmignatte si riproducono sessualmente e la fertilizzazione è interna ma indiretta.
  •     Durante l’amplesso il maschio inserisce nel poro genitale della femmina i palpi, il primo paio di corte appendici di cui è dotato, caricati con il suo sperma.
  •     Le femmine di Latrodectus depositano le  loro uova, color bianco sporco in sacchi di seta filata dalla forma rotonda.
  •     Ogni sacco contiene una media di 40 uova e le femmine fanno spesso più di un sacco di uova. In tutta la sua vita la femmina di vedova nera può deporre più o meno 400 uova.
  •     I sacchi con le uova vengono poi trasportati dalla femmina, e depositati in una rete o attaccati ad un vegetale.
  •    I piccoli ragnetti giovani emergono in 3 – 6 settimane e la piena maturità viene raggiunta circa un anno dopo, sempre che le temperature siano miti e il cibo a disposizione sufficiente.
  •    I giovani ragnetti di Latrodectus tredecimguttatus sono nutriti e protetti dalla madre durante le prime settimane, e nella zona del nido si noterà uno spessore e una tessitura irregolare.

Abitudini:

  •     I Ragni vedova nera sono generalmente molto timidi e mordono solo per legittima difesa quando  accidentalmente vengono a contatto gli esseri umani.
  •     Nel caso dovesse subire mutilazioni, il ragno è in grado di ricostruire l’arto mancante, una muta dopo l’altra ritornerà alle dimensioni normali.
  •    Il veleno della Malmignatta anche chiamato Ragno volterrano, prodotto dalle ghiandole chelicerali, contiene sostanze neurotossiche e può avere effetti sensibili anche sull’uomo. Il suo morso, seppur pericoloso, rarissimamente provoca la morte.

 

I Sintomi del morso del  Latrodectus tredecimguttatus sono difficili da individuare sul momento, in quanto i segni sono leggerissimi cosí come gli effetti locali del morso.

La vera diffusione del veleno avviene attraverso il sistema linfatico, i primi sintomi si percepiscono dopo appena 15 minuti : nausea, febbre mal di testa e oppressione, eventuali complicanze cardiache possono apparire a distanza di 1-3 ore dopo il morso. I sintomi più comuni sono dolore intenso, rigidità dei muscoli addominali, crampi muscolari, malessere generale, sudorazione locale, nausea, vomito e ipertensione. Se non trattati, i sintomi del morso della vedova nera Latrodectus di solito durano 3-5 giorni. Gluconato di calcio e antidoto possono essere somministrati per alleviare o attenuare i sintomi.

 Comunque vista la gravità dei sintomi questi avvelenamenti dovrebbero essere sempre trattati in ospedale, dal momento che complicazioni anche gravi possono insorgere nel giro di pochi minuti. Le prime 24-36 sono senz’altro le più dure per il paziente, poi i sintomi si attenuano rapidamente ma il recupero completo può richiedere spesso più di una settimana. In Italia da più di 20 anni non si registrano segni di morte per il morso del ragno volterrano.

Ragno Arlecchino – Salticus scenicus

INFESTANTI DELLA CASA e AIUTI NATURALI

Ragno Arlecchino – Salticus scenicus

Habitat:

  •     Il Ragno Arlecchino (Salticus scenicus) anche chiamato Ragno zebra, prende il suo secondo nome dal latino scenicus che vuol dire “attore”proprio perchè questo simpatico ragnetto possiede la strana consapevolezza di essere osservato e in base a questo cambiare il comportamento.
  •     Questi ragni sono presenti in tutto l’emisfero Nord del mondo e anche molto comuni.
  •     Spesso il ragno arlecchino vive negli insediamenti umani o comunque molto vicino ad essi.
  •     Il Salticus scenicus ama il sole, lo troviamo nei giardini, sulle rocce, sopra le pietre dei giardini tra le foglie e i fiori. Dentro casa viene spesso incontrato sulle superfici verticali ; muri e porte.
  •     Durante le piogge e la notte si rifugia in luoghi asciutti.

Morfologia:

  •     Le femmine  dei Ragni zebra sono  lunghe tra i 5 e i 7 mm e i maschi di poco più piccoli.
  •     Caratteristico è il colore inconfondibile del ragno arlecchino, a strisce bianche e nere (nei più adulti tendente al marrone).
  •     Tipico dei ragni saltatori sono anche i loro due occhi frontali molto grandi, che forniscono al  Salticus scenicus la visione binoculare, in tutto comunque hanno otto occhi semplici.
  •     Gli occhi del Ragno arlecchino sono disposti in modo da dargli una visione a 360 gradi e possono distinguere una preda da un predatore a circa 40 m di distanza, e non solo , gli occhi del ragno zebra possono muoversi anche dentro e fuori permettendogli una messa a fuoco perfetta, e anche la possibilità di “zoomare” rapidamente riducendo l’angolo visuale da 60 a 10 gradi.
  •     Deduciamo quindi che per questo tipo di aracnide la vista è il senso più importante.
  •     La caratteristica più saliente di questo ragno sono gli enormi pedipalpi del maschio e i chelicheri molto grandi.
  •     Per quanto riguarda la sua capacità di saltare, non possedendo muscoli estensori sembra sia dovuta alla pressione sanguigna, quindi per causa idraulica. Il Ragno arlecchino raddrizza improvvisamente il quarto paio di zampe, lasciando dietro di se una “corda di sicurezza” di un filo di rete, infine sembra che, anche questa eserciti una qualche forza di controllo sul salto del ragno.
  •   Tutti i Ragni in generale, presentano sessi separati talvolta con vistoso dimorfismo sessuale. Il maschio è quasi sempre più piccolo della femmina. E spesso dopo l’accoppiamento viene divorato dalla propria compagna.
  •     L’apparato buccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.

Ciclo vitale:

  •     Quando  il maschio e la femmina del Salticus scenicus si incontrano, il maschio effettua una danza di corteggiamento per evitare di essere scambiato per preda, migliore è la danza più è probabile che la femmina gradirà il compagno.
  •     Le femmine del Ragno Arlecchino rimangono con le loro sacche di uova che custodiranno fino alla nascita dei piccoli ragnetti  che lascerà andare via solamente dopo la loro seconda muta.
  •     Subito dopo l’accoppiamento La femmina del ragno arlecchino da ricettiva che era, assume un atteggiamento di fastidio nei confronti del maschio che si allontana rapidamente.
  •     Le femmine depongono le uova in piccoli sacchetti di seta, per lo più in primavera e in estate al fine di essere in grado di proteggere i piccoli ragnetti dai predatori. I giovani del Salticus scenicus di solito maturano in tarda primavera e in estate. Loro ciclo di vita è di circa un anno.

Abitudini:

  •     Come dicevamo i Ragni zebra o arlecchino sono ragni che cacciano la loro preda (insetti o altri ragni) non usando la tela. Sono stati osservati nutrendosi di zanzare che sono quasi due volte la loro lunghezza o addirittura falene 3 volte più grandi di loro.
  •     Ignorano insetti poco appetitosi come le formiche.
  •     Come tutti i ragni anche il colorato Salticus scenicus è velenoso, ma il suo veleno è sufficiente al massimo a immobilizzare una zanzara. Il loro morso è ardito ma avviene solo quando si trova in situazioni estreme.

Si dice che siano ragni intelligenti e curiosi, addomesticabili con molta pazienza, sicuramente utili per limitare il numero ormai incontrollato di zanzare che ci perseguitano. Lasciamoli vivere tranquillamente nelle nostre case, il contatto con loro viene spesso usato anche per curare le persone dall’aracnofobia.

Ragno del sacco giallo – Cheiracanthium punctorum

INFESTANTI DELLA CASA  e AIUTI NATURALI

Ragno del sacco giallo – Cheiracanthium punctorum

Habitat:

  • Il Ragno del sacco giallo si chiama così, perché costruisce la sua tana tipo un sacco, tra i fiori, nell’uva; negli angoli delle pareti con i soffitti e persino dentro le scarpe, seppure raramente entra in casa.
  • Questo ragno, della specie Cheiracanthium, ama vivere nei prati umidi e erbosi, dato che spesso piega gli steli d’erba per costruirsi la tana, lo troviamo anche negli orti e giardini e entra in casa a volte alla ricerca di una femmina o a seguito di un bel grappolo d’uva comprato al supermercato.
  • Il Cheiracanthium punctorum o ragno del sacco giallo è tipico Europeo, può essere incontrato anche per tutta l’Asia centrale, il cui morso è considerato terzo in pericolosità  tra i ragni europei, perché neurotossico e citotossico anche se non mortale.
  • I ragni di questa specie hanno gambe lunghe e sono piuttosto aggressivi e veloci , le loro abitudini sono notturne. Sono importanti nel controllare parassiti agricoli.
  • Questi ragni non costruiscono la tela per cacciare, ma con la loro seta costruiscono rifugi tubolari lunghi 3-4 cm  chiusi ad una delle estremità (a volte tutte e due) dove si nascondono durante le ore diurne, sotto le rocce o attaccati alla parte inferiore delle foglie.

Morfologia:

  • Come tutti gli Aracnidii Ragni possiedono otto zampe, carattere questo che li distingue subito, ad una prima occhiata dagli Insetti, che invece ne hanno sei.
  • Il  Ragno del sacco giallo ha un aspetto appariscente, le sue dimensioni medie si aggirano attorno ai 2cm di corpo.
  • I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri ( per questo vengono chiamati anche chelicherati), che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  • La parte posteriore del Cheiracanthium punctorum  presenta una livrea verde pallida o giallo paglierino con una  banda longitudinale mediana di tonalità più scura (spesso tendente al bruno-rossastro) che lo percorre interamente. La testa e l’apparato buccale anteriore invece, tende all’arancione fino al rosso del segmento basale dei cheliceri.
  • Caratteristica distintiva del Cheiracanthium punctorum  è la presenza di cheliceri sviluppati e ben evidenti, pronti a divaricarsi in atteggiamento difensivo.
  • L’apparato buccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.
  • Gli occhi del Ragno del sacco giallo sono otto e disposti in due file di quattro; hanno tutti le medesime dimensioni.

Ciclo Vitale:

  • Tutti i Ragni in generale, presentano sessi separati talvolta con vistoso dimorfismo sessuale. Il maschio è quasi sempre più piccolo della femmina. E spesso dopo l’accoppiamento viene divorato dalla propria compagna.
  • Le femmine del ragno in generale, rispetto ai maschi, subiscono un maggior numero di mute ed arrivano all’età matura più lentamente, sopravvivendo tuttavia più a lungo dopo la stagione riproduttiva.
  • Nell’avvicinarsi alla femmina, il maschio corre il rischio di essere considerato come una preda e pertanto esistono forme di corteggiamento, anche molto complesse, che facilitano il riconoscimento e diminuiscono il rischio di predazione.
  • Dopo l’accoppiamento moltissimi ragni maschi muoiono o vengono divorati dalla femmina.
  • Tra gli esemplari del Ragno del sacco giallo o Cheiracanthium punctorum questo accade nel 30% dei casi  ma, quando il maschio sopravvive, lo troviamo spesso insieme alla femmina nella stessa tana.
  • I Ragni  del sacco giallo depositano le loro uova in giugno o luglio. Queste uova sono depositate all’interno di un rifugio di seta, e la femmina rimane vicina a proteggerle.
  • Le femmine del ragno possono produrre fino a cinque sacche di uova, ognuna contenente circa 40 uova, e si accoppiano una sola volta nella vita.
  • Il giovani Cheiracanthium spesso rimangono all’interno del rifugio di seta per un breve periodo e, cominciano piano piano ad uscirne,  avventurandosi  la notte in cerca di cibo.

Abitudini:

  •     La tela dei Ragni ha una grande resistenza ed elasticità e ciascun ragno può produrre diversi tipi di tela (più o meno viscosa) a seconda dell’utilizzo che ne deve fare.
  •     I morsi del ragno si verificano più spesso durante la notte, quando il Ragno dal sacco giallo è più attivo ed esce dalla sua tana,  e dato che le zanne del Cheiracanthium sono di grandi dimensioni  sono anche in grado di penetrare tessuti leggeri.
  •     I morsi dei Ragni del sacco giallo sono i più numerosi nel mondo in assoluto, ma spesso vengono confusi con quelli del Ragno eremita ben più pericolosi.

“Il morso è solitamente molto doloroso all’inizio, con lo sviluppo di eritema, edema e prurito. La sensazione di bruciore associati al morso durerà per un massimo di un’ora, con eruzioni cutanee e vesciche che si verificano durante le prossime ore 1-10. Alcuni pazienti possono presentare reazioni sistemiche con febbre, malessere, crampi muscolari e nausea. Questi sintomi sono simili ai sintomi morso della vedova nera, ma sono molto meno gravi. Una lesione necrotica e ulcerazione può verificarsi ma di solito non dà luogo a cicatrici. “

Nel complesso i Ragni del sacco giallo non sono da considerarsi una minaccia ma bensì dei validi alleati nella lotta contro gli insetti nocivi e parassiti soprattutto nell’agricoltura ma anche dentro casa, e le problematiche che questi animali possono portare all’uomo sono di carattere puramente estetico. La presenza dei ragni all’interno delle abitazioni porta inevitabilmente alla formazione di tele sui muri che sporcano e degradano l’ambiente domestico.

Se facciamo attenzione a dove mettiamo le mani ed insegniamo ad i nostri figli a non toccare senza chiedere cose che non conoscono, vivremo sicuramente meglio. Più pericoloso è quando abbiamo neonati in casa e un numero di ragni fuori dalla media, in questo caso è più sicuro chiedere consiglio a personale specializzato.

Richiedere un intervento professionale di pest control è la soluzione adatta per combattere le infestazioni in maniera efficace e rapida. Contattaci per richiedere un preventivo da parte dei nostri partner attivi in ogni zona d’Italia!
Esempio: Ti segnaliamo i nostri collaboratori di Disinfestazioni Gorizia!

Acaro della polvere – Dermatophagoides pteronyssinus

INFESTANTI DELLA CASA

Acaro della polvere – Dermatophagoides pteronyssinus

 

Habitat:

  •   Gli Acari costituiscono il gruppo più numeroso e vario degli Aracnidi e uno dei gruppi più diffusi dell’intero mondo animale. Considerando come sola eccezione l’ambiente marino, gli acari si trovano ovunque.
  •    L’unico grande limite alla loro sopravvivenza e diffusione, sono le loro ridottissime dimensioni  che, per ovvi motivi, rendono gli Acari in generale, sensibilissimi alla disidratazione. Pertanto questi animali evitano i luoghi con esposizione diretta al sole e all’aria asciutta.
  •    Gli acari della polvere (Dermatophagoides pteronyssinus) si sviluppano nei luoghi della casa che forniscono loro una sorgente di cibo e riparo, come i tappeti, materassi, tende, copriletti,  e i dermatofagoidi in modo particolare, approfittano dell’umidità e dei residui rilasciati dal corpo umano durante la notte.
  •      Lo sviluppo numerico dei Dermatofagoidi nelle polveri domestiche risente notevolmente dei fattori igienico-ambientali e climatici. La loro concentrazione per ciascun grammo di polvere può quindi variare dalle 10 alle 2000 unità.

Morfologia:

  •     Le dimensioni degli Acari della polvere sono di circa 200-300 micron, cioè all’incirca 1/4 di millimetro perciò non visibili a occhio nudo.
  •     Hanno una dura pelle chitinosa, translucida, che dà ai Dermatophagoides pteronyssinus un aspetto complessivamente bianco-cremoso al corpo, con qualche chiazza isolata giallo pallido. Quando sono completamente adulti, le zampe e la testa assumono un colore rosso-bruno che spicca sul resto del corpo.
  •     L’aspetto più curioso della pelle degli acari della polvere dermatofagi, è la presenza di un disegno scolpito che assomiglia in modo impressionante a delle impronte digitali umane.
  •     L’acaro della polvere è privo di una vera testa; la parte anteriore del corpo funziona  da apparato buccale, oltre ad avere funzioni di presa e sensoriali.
  •     Gli occhi sono assenti, ma nonostante la mancanza di possibili ricettori di luce, gli acari della polvere sono estremamente fotofobi e quando vengono esposti alla luce  cercano disperatamente di sfuggirle, nascondendosi nei recessi più bui.

Ciclo vitale:

  •     Gli acari in generale hanno sessi separati,  e nonostante alcune rare eccezioni, la riproduzione degli acari avviene per via sessuale.
  •     Il maschio, attratto da ferormoni prodotti dalla femmina, durante l’accoppiamento depone lo sperma nel vestibolo della femmina, questo poi raggiunge il ricettacolo seminale della femmina  e da qui le ovaie, dove infine feconda le uova.
  •      Le uova  degli acari della polvere (Dermatophagoides pteronyssinus) vengono deposte una alla volta, e una volta giunte a maturazione si schiudono, lasciando uscire delle larve con sei zampe. Passeranno poi altre 3 mute fino a che come tutti i aracnidi che si rispettano avranno da adulti  otto zampe (ottopodi).
  •     L’intero ciclo da uovo ad adulto si compie in 2-3 settimane. Gli acari adulti vivono in media tra i 2 e i 4 mesi (circa 80 giorni per i maschi e 160 giorni per le femmine di dermatofagoidi); durante questo periodo di vita hanno uno o due accoppiamenti, dopo i quali la femmina depone complessivamente 20-50 uova.

Abitudini:

  •     Per quanto riguarda la resistenza degli acari della polvere dermatofagi, l’umidità ambientale è più importante della temperatura, e c’è una ridotta tolleranza alle variazioni, perciò al contrario di quanto si pensa, nelle nostre case se uniformemente riscaldate, d’inverno, troviamo spesso un umidità insufficiente al loro sviluppo.
  •     L’allergenicità prodotta dagli acari è dovuta soprattutto alle loro feci, infinitesimali sferule di materiale derivante dalle desquamazioni della pelle di uomini e animali di cui si nutrono che vengono inalate dalle persone, provocando i caratteristici sintomi; respirazione difficoltosa, tosse, sibili, che compaiono, in genere, di notte.
  •     Gli acari in camera da letto, presenti su lenzuola, materassi, cuscini, coperte e trapunte, sono le principali cause di allergia.
  •     Altri animali come cani, gatti, uccelli che possono essere fonte indiretta di allergie all’acaro dermatofago dato che anche la loro pelle desquama.
  •     Altre specie di acari si possono nutrire inoltre della lana dei materassi, coperte e piume dei cuscini, gli stessi residui corporei di acari morti a loro volta possono essere causa di allergie.

 

Penso sia scontato sottolineare quanto sia importante la pulizia e l’esposizione al sole della nostra casa, nella lotta agli acari della polvere.

Per far ciò esistono trucchi, sistemi, prodotti e quant’altro potrete trovare persino nelle pagine del web, perciò non scoraggiatevi e se non avete tempo e fantasia di fare le pulizie di Pasqua ogni settimana, evitate nell’arredare la vostra casa, tende e tessuti alle pareti, moquette e tappeti sostituendoli con materiali meno impolverabili e meno accoglienti per i nostri acari accompagnatori, e soprattutto consultate un allergologo.

Ricordatevi che…non sarete mai soli!

Scutigera coleoptrata

INFESTANTI DELLA CASA o AIUTO NATURALE?

Scutigera coleoptrata

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •     La Scutigera coleoptrata è un artropode chilopode, dal colore grigio-giallastro con 15 paia di zampe.
  •    E` originario della regione mediterranea, ma oggi nella sua varietà di specie si è diffuso in quasi tutto il mondo. L’habitat della cosiddetta  “scolopedra italiana”corrisponde  spesso e volentieri con quello umano.
  •     Spesso questo velocissimo chilopode vive all’esterno delle nostre case, sotto pietre, cataste di legna e cumuli di composti.
  •    All’interno delle case troviamo la scutigera coleoptrata  ovunque ci sia umidità; principalmente in cantine, bagni, lavanderie e cucine, ma anche in luoghi generalmente più secchi come dietro un quadro, in camera da letto e soggiorno.
  •     Questo agile predatore è di grande aiuto in una presupposta disinfestazione biologica, in quanto ripulisce le abitazioni da numerosi insetti problematici quali zanzare, cimici dei letti, formiche, termiti, blatte o pesciolini d’argento.

Morfologia:

  •     La Scutigera coleoptrata, detta comunemente centopiedi o scolopendra italiana, rientra nelle dimensioni medie dei chilopodi che troviamo nel nostro paese, i quali variano dai 3mm a 200-300mm,
  •     Nella femmina di coleoptrata, l’ultimo paio di zampe è più del doppio della lunghezza del corpo. Il grigio-giallo del corpo ha 3 strisce longitudinali dorsale e le gambe sono a bande bianche.
  •     La testa dei centopiedi (chilopodi) è abbastanza piatta e coperta con uno scudo tondo o ovale.
  •     Il nostro agile predatore ha anche  un lungo paio di antenne di spicco, che sono i loro principali organi di senso, queste gli permettono di odorare e sentire ciò che li circonda.
  •     In particolar modo la Scutigera, ha un paio di robuste mandibole e due robuste mascelle in più che le permettono di contenere il cibo masticato sulla parte inferiore della testa.
  •     Intorno ai lati della testa, hanno un paio di robuste chele dalla forma ricurva, pronte a inoculare veleno, con cui il centopiedi cattura e uccide la preda.
  •     Tra le grandi scolopendre tropicali questo veleno è molto forte, e quando morde un uomo, può essere molto doloroso e talvolta pericoloso. Il morso della scutigera coleoptrata italiana invece assomiglia di più a una pizzicata di vespa e, a parte rari casi di allergie, non è pericoloso. Tra l’altro si è pizzicati solo se viene presa tra le mani.
  •    Questo velocissimo chilopode riesce ad essere così agile e rapido grazie a 7 tergiti o placche che ha sulla superficie superiore del corpo che le forniscono la rigidità necessaria per il suo movimento ad alta velocità .
  •     La Scutigera coleoptrata ha inoltre una vista molto buona e questo, insieme con la sua velocità la rendono un agile predatore.

Ciclo vitale:

  •     La Scutigera depone le sue uova in primavera (con una media di 63 uova alla volta).
  •     Quando le uova si schiudono, le larve di scutigera coleoptrata hanno solo quattro paia di zampe.
  •     Poi attraverso altri 5 stadi larvali, sempre in numero dispari, aumenterà questo numero fino ad arrivare a  13 zampe.
  •     Questo centopiedi  passerà poi per 4 fasi adolescenziali  fino ad ottenere le definitive 15 paia.

Abitudini:

  •     È un insettivoro molto utile in casa, uccide e mangia insetti ad una velocità sorprendente.
  •     La scutigera è un animale inoffensivo per gli umani; può mordere un essere umano, ma accade molto raramente, e soltanto quando aggredita, come ultima via d’uscita.
  •     In genere la scutigera coleoptrata si trova più spesso in primavera, in quanto il caldo le fa uscire dalla propria “tana”, mentre il freddo le spinge a trovare un riparo nelle nostre case.

 

Abbiamo inserito questo chilopode italiano tra gli animali infestanti della casa, perché molta gente le teme soprattutto a causa della loro rapidità, ma lo inseriremo anche nella nostra sezione di aiuti naturali per una disinfestazione biologica, a voi la scelta.

Scorpioni – Euscorpius flavicaudis, italicus

INFESTANTI DELLA CASA

Scorpioni – Euscorpius flavicaudis, italicus

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •  Tra gli scorpioni presenti in Italia incontriamo più spesso il genere Euscorpius, le due specie più frequenti e poco distinguibili tra loro sono l’ Euscorpius italicus e Euscorpius flavicaudis, lunghi tra i 3 e i 5 cm .
  •  La forma appiattita del loro corpo si adatta perfettamente a spostamenti sotto le pietre, le cortecce, e fessure di vario tipo, dove, nonostante il loro corpo possieda dei sistemi atti a diminuire la disidratazione, amano rifugiarsi, soprattutto nelle ore più calde.
  •  Vivono tra montagne aride e aree desertiche, sotto i ruderi, e i vecchi muri, ma lo Scorpione flavicaudis più dell’Euscorpius italicus si trova circolante anche nei prati ed è più amante delle zone umide come delle falde acquifere dei boschi montani.
  •  Alle volte li possiamo trovare nelle abitazioni di campagna, dove cercano umidità e calore e soprattutto nelle docce e nei bagni, è bene quindi, quando non in uso chiudere sempre il tappo.

Morfologia:

  •  Questi aracnidi, seppur antichissimi (conosciuti dal Siluriano), non hanno tuttavia subito variazioni significative nella loro struttura rappresentando per gli studiosi degli autentici “fossili viventi”.
  •  Lo Scorpione flavicaudis, presenta un colore scuro, bruno fino al nero, con spesso il telson e le zampe più chiare, tendenti al giallo-rossastro.
  •  Il corpo degli Euscorpius è composto da più segmenti: capo-torace, addome, post addome.
  •  Hanno sei occhi e otto zampe, come tutti gli aracnidi, due chele all’estremità del post-addome che vengono usate per cacciare, sono cannibali tra loro e con altre specie.
  •  Le ghiandole velenifere degli scorpioni si trovano in un aculeo ad uncino sulla coda. Il loro veleno viene usato per difendersi e alcune volte per immobilizzare grosse prede.

Ciclo Vitale:

  •  Tra gli aracnidi, la maggior parte delle specie è ovovivipara, ma quelle appartenenti agli scorpionidi sono vivipare:  cioè, dalle uova, si sviluppa un embrione che viene nutrito attraverso un cordone ombelicale che si prolunga fino all’intestino materno.
  •  I piccoli scorpioncini  rimangono poi con la madre per qualche tempo.
  •  La maggior parte degli scorpioni sono a sessi separati. Durante una danza in cui tiene la sua compagna allacciata mediante i pedipalpi, il maschio depone sul terreno una spermatofora che vien quindi raccolta dalla femmina.

Abitudini:

  •  Gli Euscorpius flavicaudis  sono predatori carnivori d’insetti e si imbattono nelle loro prede quasi casualmente individuandole per urto.
  •  Gli scorpioni sono in grado di sopportare lunghi periodi di digiuno anche di un anno.
  •  Hanno abitudini per lo più notturne e elusive. Gli scorpioni sono immuni verso il proprio veleno.
  •  Le specie di scorpioni presenti in Italia posseggono un veleno molto blando la cui puntura non rappresenta una particolare minaccia.

È sempre bene però, una volta punti da uno scorpione, assicurarsi che si tratti di una specie “italiana” specialmente se si abita o si lavora nei pressi di falegnamerie che importano legni da altri paesi, o cassette di frutta importate, e questo si può fare purtroppo solo uccidendolo senza però schiacciarlo (con un insetticida per ragni), per poi portarlo in caso di dubbi in ospedale.

Buthus occitanus, di recente introdotto in Italia , il cui veleno può causare seri problemi

Di solito la puntura di uno scorpione causa un poco più di danni di una puntura di vespa: arrossamento, gonfiore, qualche linea di febbre, nella maggior parte dei casi quando riguardano solo la zona colpita si possono somministrare degli antidolorifici o antiedematosi, se appaiono sintomi non locali è bene andare in ospedale, soprattutto quando si tratta di bambini.

Non applicare nessun laccio che stringa la circolazione dell’arto, ma spremere la pelle (non succhiare) per far uscire il veleno e applicare del ghiaccio sul luogo della puntura di scorpione.

La disinfestazione è necessaria solamente quando in una casa appaiono decine di scorpioni.

Insetti della casa

INFESTANTI DELLA CASA

Tra gli insetti infestanti delle case, oltre quelli già presi in considerazione per le altre categorie (tipo i Ratti, le Cimici, i vari Tarli etc.) Troviamo una specie onnipresente, causa di moltissime allergie, impossibili da vedere ad occhio nudo ma in un certo qual modo facili da disinfestare e da prevenire: Gli Acari.

Parleremo poi di animali la cui presenza è più rara in appartamento, come gli Scorpioni, ma facili da incontrare in un faccia a faccia pericolosissimo, soprattutto per dei bambini ( che mettono le mani dappertutto) nelle case di campagna o di paese.

Altri, al contrario sono innocui; come il Pesciolino d’argento ma la loro presenza può attirare altri insetti, loro predatori, e quindi in questo caso non si può parlare di disinfestazione ma di semplice allontanamento, come nel caso dei piccioni.

Alcune formiche poi possono trasformarsi in veri e propri incubi per gli abitanti di una casa con giardino. Ricordo che in casa di mio fratello, nei pressi di Los Angeles, le ho trovate persino in frigorifero. Caso estremo d’accordo, anche perché in molti casi possono “quasi” definirsi utili, delle ottime spazzine ecologiche, che soprattutto, ci segnalano la presenza di qualche nostra dimenticanza in fatto di pulizia.

Certo è che quando parliamo di aziende alimentari, di Hotels, Servizi Comunitari e tanto altro, la situazione richiede un intervento di disinfestazione esperto e non può passare inosservata ai responsabili.

Bio-disinfestazioni oltre a offrirvi un panorama ampio e completo, su usi, abitudini, morfologia degli animali infestanti, vi propone servizi efficienti e prodotti disinfestanti di ultima generazione, un preventivo chiaro e diluito nel tempo nel maggior rispetto della normativa vigente.

Consultateci! Siamo a Vostra disposizione!

RODITORI
TISANURI
  • Pesciolino della casa  (Thermobia domestica)
SCORPIONIDI
CHILOPODI
ARACNIDI
COLEOTTERI
PSOCOTTERI
  • Pidocchio del libro  (Liposcelis bostrychophila)
ISOPTERITERMITI
EMITTERICIMICI
FORMICHE
BLATTODEI
FORFICULIDI
DITTERIMOSCHE
  • Moscone blu della carne  (Calliphora vomitoria)
  • Moscone grigio della carne  (Sarcophaga carnaria)
  • Moschino dei bagni  (Clogmia albipunctata)
VESPIDI E VESPE
  • Vespa comune  (Vespula vulgaris)
  • Calabrone  (Vespa cabro)
  • Calabrone asiatico  (Vespa velutina nigrithorax)
  • Calabrone nero  (Trypoxylon figulus)
VOLATILI INFESTANTI
  • Piccione  (Columba domestica)
  • Gabbiano  (Larus)
  • Corvo  (Corvus)
  • Cornacchia  (Corvus corone)
  • Storno  (Sturnus vulgaris)
SERPENTI IN ITALIA
  • Vipera  (Vipera aspis)
  • Marasso  (Vipera berus)
  • Biacco  (Columber viridiflavus)
  • Biscia dal collare  (Natrix natrix)
  • Cervone  (Elaphe quatuorlineata)
  • Columbri  (Coronella)
  • Orbettino  (Anguis fragilis)