Acaro rosso del pollo – Dermanyssus gallinae

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Acaro rosso del pollo- Dermanyssus gallinae

Acaro rosso del pollo - Dermanyssus gallinae

 

 

 

 

 

 

 

Habitat:

  •  Gli acari sono fra gli esseri viventi più antichi sulla terra.
  •  Questi aracnidi infestanti, vivono e crescono negli ambienti più disparati della terra come le piante, i fiori, gli animali, l’uomo, la terra, sui laghi e sull’acqua salata, nelle case e nei rifiuti organici, nei materassi, nei libri etc.
  •  Condizionati comunque dall’umidità e dalla temperatura gli acari in generale tendono a scomparire sopra i 1600 metri.
  •  Il Dermanyssus gallinae ,anche detto l’acaro rosso del pollo, può infestare molte specie di uccelli non solo le galline, ma i piccioni, gli uccelli in gabbia di una certa dimensione e quindi di conseguenza occasionalmente infesta anche l’uomo.
  •  Gli acari rossi non vivono fissi sui loro ospiti, al contrario dei pidocchi pollini, ma nell’habitat che li circonda : il pollaio. Di giorno si annidano nelle fessure delle pareti ,nei posatoi, sotto le mangiatoie.
  •  Sono infestanti dei pollai di giorno e di notte succhiano il sangue agli uccelli addormentati.
  •  L’infestazione di Dermanyssus gallinae causa agli uccelli un forte prurito e, di conseguenza, un forte stress che si ripercuote negativamente sulla produzione di carne e uova.

Morfologia:

  •  L’acaro rosso del pollo è tra i pochi acari visibili a occhio nudo, misura all’incirca 1 mm, con arti ben sviluppati; normalmente è di colore grigiastro, assumendo la colorazione rossa quando ha effettuato il pasto di sangue, da qui il suo nome.
  •  Gli Acari rossi adulti presentano un unico scudo dorsale, troncato nel suo margine posteriore, ed un caratteristico scudo anale di grandi dimensioni con l’estremità posteriore arrotondata.
  •  I cheliceri sono molto allungati ed hanno la forma di uno stiletto.
  •  Come tutti gli aracnidi hanno 8 zampe.
  •  Gli occhi sono assenti e nonostante non vi siano degli evidenti recettori luminosi, cercano comunque il buio.

Ciclo Vitale:

  •  Il  ciclo riproduttivo dell’Acaro rosso è velocissimo e può essere completato in soli 6-7 giorni. Possono diventare  letteralmente milioni di acari nel giro di una stagione, e viste le loro dimensioni minuscole si possono nascondere ovunque.
  •  La femmina dell’acaro rosso del pollo depone le sue uova in gruppi di 7 o più, dopo 1 o 2 giorni dopo aver compiuto il pasto di sangue.
  •  Le uova di Dermanyssus gallinae, vengono deposte in crepe o piccole fessure sempre vicino all’ospite prescelto.
  •  Alla temperatura di 27-28° C le uova schiudono in 1-2 giorni, lo stadio larvale ha la durata di 1 giorno, quello ninfale di 5-6 giorni.
  •  Lo sviluppo dell’acaro rosso da uovo ad adulto dura quindi 7-8 giorni.
  •  Altra loro caratteristica importante è la resistenza al digiuno, possono resistere anche per mesi, e anche le loro uova, che sembrano come una fine polvere grigia, sono molto resistenti.

Abitudini:

  •  Questi acari infestanti dei pollai, possono riuscire a provocare la morte dei polli e di altri uccelli. Comunque causano gravi anemie; soprattutto alle galline in cova ed ai pulcini.
  •  Per scoprire se il vostro pollaio, la gabbia, il solaio o il vostro allevamento è infestato da Dermanyssus, basta posare durante il giorno la mano sui posatoi o sulle pareti : gli acari vi saliranno sopra attratti dal calore corporeo, noterete il loro movimento e riuscirete a vederle  come minuscole bestiole puntiformi grigie o rosse.

In questo caso il primo accorgimento è una accurata disinfestazione dell’ambiente, nel caso di piccoli pollai possiamo consigliare dopo la disinfestazione, una pittura delle pareti con calce viva, date fuoco a tutte le suppellettili tipo; posatoi, attrezzi di pulizia, mangiatoie rimovibili.

Nel caso di grandi allevamenti  è sicuramente raccomandabile una disinfestazione professionale fatta da personale esperto. Così anche nel caso di solai o sottotetti  dove si annidano piccioni, perché gli acari rossi si comportano come le pulci dei volatili e potreste trovarvi la casa infestata dagli acari rossi in breve tempo.

Ricordatevi comunque che un accurata e costante pulizia tiene lontani molti tipi di acari e l’esposizione al sole forte degli oggetti che potrebbero risultare infestati è un ottimo metodo di bio-disinfestazione naturale.

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Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

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Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

Mosca delle stalle – Stomoxys calcitrans

Habitat:

  •  La Mosca delle stalle (Stomoxys calcitrans) anche chiamata mosca pungente, è simile alla mosca domestica ma i dolori del suo morso sembrano quelli del tafano.
  •  Anche lei come il tafano ama le zone rurali, gli allevamenti di bestiame, i luoghi caldi e assolati dove possa tranquillamente sopravvivere fino ai freddi di dicembre.
  •  La mosca delle stalle, vive spesso vicino a materiale in decomposizione visto che le sue uova vengono deposte nelle concimaie e persino nei mucchi di alghe. Per questo motivo la Stomoxys calcitrans viene incontrata spesso anche nelle zone litoranee.

Morfologia:

  •  Spesso confusa con la Mosca domestica, possiede però rispetto a questa delle dimensioni maggiori, è lunga circa 8mm ma può arrivare fino ai 10mm.
  •  La mosca pungente ha una macchia chiara nel mezzo del torace e bande longitudinali. Sul dorso presenta invece numerose macchie circolari.
  •  In questa famiglia di Ditteri sia i maschi che le femmine possiedono un apparato boccale pungente e succhiante, e lo “stiletto” perforante sporge in modo vistoso dal capo.
  •  La Mosca delle stalle si distingue dalla mosca domestica quando la vediamo in posizione di riposo, di solito tiene le ali più allargate e il corpo è mantenuto parallelo rispetto alla superficie d’appoggio.

Ciclo vitale:

  •  Per produrre le uova di Stomoxys calcitrans la femmina della mosca pungente ha necessità di consumare prima almeno tre pasti di sangue.
  •  Le uova della mosca delle stalle vengono deposte singolarmente o in gruppi di 25-30 unità, durante un periodo di circa mezz’ora.
  •  L’incubazione ha una durata di 1-4 giorni ed è condizionata da temperatura e umidità.
  •  Le larve di Stomoxys calcitrans  sono coprofaghe (mangiano escrementi) e si nutrono delle sostanze nutritive presenti nel substrato di deposizione, normalmente appunto concimaie.
  •  Queste larve aumenteranno le proprie dimensioni attraverso 2 mute di crescita, durante un periodo di 11-30 giorni, al termine del quale si impupano.
  •  Lo sfarfallamento della Mosca delle stalle avviene dopo 6-20 giorni.
  •  Le Mosche pungenti adulte sopravvivono poco tempo: il maschio muore subito dopo l’accoppiamento, e la femmina poco dopo la deposizione delle uova.

Abitudini:

  •  Dopo aver lungamente infastidito il mammifero ospite,terminato il pasto, la Mosca delle stalle si allontana ma rimane nelle vicinanze, privilegia  siti caldi e soleggiati; muri, vegetazione bassa).
  •  La Mosca delle stalle, pur essendo diffusa maggiormente presso gli allevamenti e le aziende agricole, non ha preferenze particolari riguardo l’ospite e perciò può pungere qualsiasi mammifero compreso l’uomo, che attacca soprattutto alle caviglie, anche attraverso le calze.
  •  Questo fastidioso insetto parassita  è attivo solo di giorno e, una volta localizzata la sua vittima, atterra ed inizia a succhiare sangue perforandone la pelle di solito in corrispondenza delle ginocchia, del collo e delle parti inferiori delle zampe, dove trova i vasi sanguigni più esposti.

La mosca  Stomoxys calcitrans è un insetto infestante delle stalle, può ridurre il bestiame all’anemia, perdita di peso e riduzione della produzione di latte, oltre a favorire la diffusione di malattie (febbre equina, brucellosi, influenza suina) e parassitosi, con gravi danni economici per gli allevatori.

Attraverso i nostri specializzati biologi e programmi di disinfestazione proattiva abbiamo sempre la disinfestazione mosche più adatta alle vostre esigenze, siate un privato cittadino amante della campagna o un proprietario di allevamenti intensivi.

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Tafano – Tabanus bovinus

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Tafano – Tabanus bovinus
Tafano – Tabanus bovinus

 

 

 

 

 

 

 

Habitat

  •  La mosca cavallina detta anche tafano, ha più o meno lo stesso habitat della mosca domestica, in quanto i maschi della specie si nutrono di sostanze zuccherine, e allo stesso tempo quello della mosca delle stalle, in quanto le femmine invece si nutrono del sangue dei mammiferi.
  •  Il Tabanus bovinus si stabilisce ovunque ci siano siti caldi e soleggiati ma anche acqua,  Quindi stalle e letame, ma anche vigneti o resti di uve, vicino ai rifiuti e ad altre sostanze organiche marcescenti.
  •  Preferisce comunque senza ombra di dubbio la campagna alla città.
  •  Alle volte lo troviamo sulle spiagge dove all’interno ci sia una vegetazione bassa che si aggira alla ricerca di rifiuti di cibo lasciati dai bagnanti, o a volte in alta montagna nelle zone di pascolo, e vicino a specchi d’acqua.
  •  Il Tafano è comunque cosmopolita ed è considerato un cocciuto parassita infestante fin dai tempi più remoti.

Morfologia

  •  Insetto tozzo e robusto con corporatura larga e depressa (lungo circa 25 mm), la mosca cavallina (tabanus bovinus), ha una livrea giallognola a macchie con striature  grigio scuro.
  •   Il capo è grande, e come tutti i Ditteri possiede occhi composti assai ampi e sviluppati, di colore variabile dal verde-dorato al nero.
  •  Il dimorfismo sessuale tra i tafani si mostra evidente quando osserviamo la distanza presente tra gli occhi: questi sono molto più ravvicinati nel maschio del tafano che nella femmina della specie.
  •  L’apparato boccale della femmina di tafano è di tipo perforante-succhiante ed altamente specializzato per suggere il sangue dei mammiferi. Ed è in realtà molto simile a quello delle zanzare.
  • Il sangue serve come in altri casi in natura, alla femmina di tafano per produrre le uova.
  •  L’apparato boccale del tabanus bovinus, possiede in ambo i sessi però dei labelli molto sviluppati che invece servono a succhiare oltre al sangue gli umori corporei di cui si nutrono i maschi dei tafani (polline , nettare, e sieri emessi dalla piaghe degli animali), i quali non avendo mandibole funzionali sono incapaci di pungere.

Ciclo vitale

  •  La femmina della mosca cavallina depone le sue uova incollandole a gruppi su di una superficie verticale con una sostanza che le mantiene allo stesso tempo umide.
  •  Di solito è un filo d’erba vicino ad uno specchio d’acqua, in una zona ben illuminata.
  •  Il periodo d’incubazione delle uova di tafano è di circa 5-8 giorni.
  •  La larva che ne esce fuori è tozza e sottile, dal colorito lucido e con sottili strisce longitudinali.
  •  Le larve di tafano sono carnivore e predatrici; si nutrono delle uova o delle larve di altri insetti.
  •  Le larve di tabanus bovinus si sviluppano poi in molti tipi di ambienti: nel suolo umido, nel fango, sul fondo delle pozze di acqua dolce salata o salmastra indifferentemente, nella sabbia, nelle concimaie etc
  •  Le larve di mosca cavallina poi, si trasformano in pupe. Durante questo periodo subiscono molti mutamenti strutturali attraverso un intensa attività morfogenetica (chi non ha visto il film la mosca! n.d.a) .
  •  I Tafani, svernano come larve e si impupano tra la primavera e l’inizio dell’estate, infine diventano i terribili tafani adulti in piena estate.

Abitudini

  •  La Mosca cavallina o Tafano è un abilissimo e temibile volatore che non produce alcun fastidioso rumore, ed è perciò in grado di avvicinarsi alla vittima predestinata senza essere percepito.
  •  Solitamente le femmine iniziano la ricerca di un ospite solo dopo l’accoppiamento, succhiando da quest’ultimo fino a 700 mg circa di sangue, il che significa che dovrebbe impiegare quasi 5 minuti.
  •  Il morso del tafano però, è molto doloroso quindi difficilmente la femmina di tafano riuscirà a succhiare in una volta sola tutto il sangue necessario, questo spiega la cocciutaggine dei tafani una volta trovata la vittima.
  •   Le abitudini  del tabanus bovinus sono diurne e in genere si nutre nelle ore più calde della giornata. I maschi sono territoriali, anche se non sempre rimangono stazionari nello stesso posto.

Non vivendo in sciami ed essendo territoriali, non si può parlare di una vera e propria disinfestazione attraverso l’individuazione del focolaio tipico di infestazione, ma comunque il progetto disinfestante segue le linee generali dell’infestazione da ditteri (mosche in genere) ed è di fondamentale importanza quando si vive in vicinanza di una stalla sia per gli uomini che per gli animali domestici, per esempio molti cavalli,e in modo particolare i purosangue inglesi, sviluppano una vera e propria allergia ai morsi delle mosche cavalline, con grave danno economico per l’allevatore.
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Le Zecche molli – Argas reflexus

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Le Zecche molli – Argas reflexus

Le Zecche molli – Argas reflexus

  •  La zecca molle più nota in Italia come zecca del piccione è l’Argas reflexus;
  •  Argas reflexus è nota per le infestazioni riscontrate nei centri storici cittadini e ovunque ci siano piccioni che  nidificano in sottotetti, torri, edifici abbandonati, campanili, soffitte finestrate, decorazioni delle facciate.
  •  La zecca del piccione non risiede stabilmente sull’ospite ma durante il giorno si nasconde, oltre che nei nidi degli uccelli, in qualsiasi tipo di fessura, possibilmente in luoghi bui, sono state trovate zecche molli persino dietro i quadri delle chiese.
  •  Le popolazioni di zecche molli diventano più aggressive quando vengono allontanati i volatili, e non avendo più disponibilità di ospiti si spostano dai loro luoghi abituali ed entrano all’interno delle abitazioni sottostanti e arrivano a pungere l’uomo.

Morfologia

  •  La zecca del piccione o “zecca molle“, assomiglia vagamente ad un seme di girasole appiattito ed è di colore scuro: grigio o bruno.
  •  La differenza morfologica fondamentale con le zecche dure è che queste hanno degli scudi chitinizzati e quindi rigidi, mentre gli Argasidi presentano esternamente un aspetto simile al cuoio.
  •  L’apparato boccale della zecca è strutturato per poter forare l’epidermide ed agganciare il corpo della zecca alla pelle dell’ospite. Il rostro è dotato di uncini rivolti all’indietro.
  •  E`importante per questo, una volta individuata, non strappare a forza la zecca dall’ospite per non causare la rottura del rostro sotto l’epidermide ed evitare così il diffondersi di possibili infezioni.
  •  L’Argas reflexus si alimenta sull’ospite per brevi periodi di tempo che possono variare dai 4 ai 10 min. Per alcuni aspetti il loro modo di alimentarsi è più simile a quello delle pulci e delle cimici del letto che delle zecche dure.
  •  Il morso delle zecche è generalmente indolore perché emettono una sostanza contenente principi anestetici. Ma il morso della zecca molle causa in molte persone forti allergie.

 Ciclo vitale

  •  Le zecche dei piccioni ( Argasidi) si sviluppano attraverso numerosi stadi ninfali;
  •  Ad ogni stadio si avvicinano sempre di più alla forma dell’adulto. Durante ciascuno stadio di sviluppo le zecche molli assumono più volte il loro pasto di sangue e le femmine di zecca mature, possono deporre le uova più volte durante la loro vita.
  •  Il ciclo vitale delle zecche molli è  più lungo di quello delle zecche dure e può durare svariati anni. Non è stato ancora compreso il meccanismo tramite cui le zecche molli possono sopravvivere svariati anni senza assumere il pasto di sangue.
  •  Le zecche dei piccioni hanno in genere 4 stadi intermedi di ninfa, in corrispondenza del passaggio dall’uno all’altro effettuano pasti di sangue, che si aggiungono a quelli della larva e dell’adulto.

Abitudini

  •  La zecca del piccione o zecca molle è una solitaria, in genere effettua il pasto durante le ore notturne quando gli ospiti, compreso l’uomo, dormono. Durante il giorno si rifugiano in anfratti e fessure.
  •  L’Argas reflexus può trasmettere attraverso il suo morso parassiti, ma oltretutto le sue glandole salivari secernono tossine pericolose per l’uomo, da qui le numerose forme allergiche anche pericolose.
  •  Ultimamente per monitorare la presenza delle zecche molli possono essere utilizzate le trappole a ghiaccio secco che emettono anidride carbonica posizionate vicino al luogo ove gli animali ospiti sono soliti sostare.

Un errore importantissimo da evitare, quando parliamo di zecche Argasidi è il pensare che eliminando il problema piccioni, ossia chiudendo gli accessi delle nostre soffitte o attraverso altri sistemi di allontanamento volatili, abbiamo così risolto anche il problema dell’infestazione da zecche.
É fondamentale preparare un accuratissima disinfestazione specifica dei luoghi, oltre che un accurata pulizia del guano ( le zecche coperte di guano sono quasi immuni ai disinfettanti) prodotto nel tempo.
Le zecche molli possono resistere fino a due anni senza nutrirsi e poi improvvisamente… le vediamo calare dalla canna fumaria!


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Le Zecche dure – Rhipicephalus sanguineus e Ixodes Ricinus

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Le Zecche dure – Rhipicephalus sanguineus e Ixodes Ricinus
Le Zecche dure - Rhipicephalus sanguineus e Ixodes Ricinus
Le Zecche dure - Rhipicephalus sanguineus e Ixodes Ricinus

Ripicephalus sanguineus                                       Ixodes ricinus

Habitat:

  •  In Italia troviamo per lo più due tipi di Zecche: quelle appartenenti alla famiglia delle Ixodidae (Zecche dure) e quella delle Argasidae (Zecche molli).
  •  Il loro habitat preferito sono i luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, dove il microclima è preferibilmente fresco e umido, ma nel periodo estivo le zecche sopravvivono tranquillamente anche in zone a clima caldo e asciutto, dove la vegetazione è più rada e secca.
  •  Alla famiglia delle Ixodidae appartengono tra le specie più comuni:
  1.  La Ripicephalus sanguineus, anche detta zecca del cane, perché soprattutto nelle fasi immature (larva e ninfa) è tipica degli ambienti circoscritti e chiusi nei quali i cani domestici vivono e meno comune nei randagi.
  2.   E la  Ixodes ricinus, anche chiamata zecca del capriolo o zecca dei boschi, visto che è più facile incontrarla in luoghi più incolti e selvaggi. Questa zecca è vettore della Malattia di Lyme. I primi sintomi di questa patologia, che in Italia sembra in aumento, sono a livello della cute, ma poi nel corso dei mesi provoca artriti, problemi cardiaci e neurologici.
  •  Le Zecche dure non sono molto selettive nella scelta dell’organismo da parassitare, e scelgono indifferentemente diverse specie animali, dai cani ai cervi, agli scoiattoli fino all’uomo.
  •  Preferiscono quindi luoghi come stalle, cucce di animali e pascoli, questi ultimi sono tra i loro habitat preferiti.
  •  L’attività delle Zecche è massima, nei Paesi a clima temperato, e nel periodo da  maggio-ottobre. Nel periodo invernale entrano invece in una specie di letargo.
  •  Le Zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo.

Morfologia:

  •  Le Zecche sono parassiti esterni delle dimensioni di qualche millimetro, che per il loro sviluppo necessitano del sangue dell’ospite. Quando gonfie dopo il pasto, possono arrivare quasi alla lunghezza di 1 cm e cambiano colore.
  •  Le Zecche sono artropodi adattati alla vita parassitaria. Si comportano pertanto da parassiti esterni di mammiferi, uccelli e rettili e da questi ricavano pungendo e succhiando, il sangue necessario.
  •  L’apparato boccale della zecca è strutturato per poter forare l’epidermide ed agganciare il corpo della zecca alla pelle dell’ospite. Il rostro è dotato di uncini rivolti all’indietro.
  • E`importante per questo, una volta individuata, non strappare a forza la zecca dall’ospite per non causare la rottura del rostro sotto l’epidermide ed evitare così il diffondersi di possibili infezioni.
  •  A differenza degli Argasidi (zecche molli)  la differenza tra i sessi tra gli Ixodidi è evidente grazie allo scudo dorsale che nei maschi copre tutto il corpo mentre nella femmina solo una piccola parte anteriormente.

Ciclo Vitale:

  •  Il loro ciclo vitale si sviluppa in tre fasi successive (larva-ninfa-adulto) che si possono svolgere tutte su uno stesso ospite oppure su due o tre ospiti diversi.
  •  Le femmine degli Ixodidi, variando di poco a seconda della specie, depongono alcune migliaia di uova, fino a casi eccezionale di 12.000.
  •  Uscita dall’uovo, la zecca attraversa tre fasi: larva neonata, dotata di tre paia di zampe, ninfa dotata di quattro paia di zampe, adulto dotato di quattro paia di zampe.
  •  Per passare da un ciclo al successivo, la zecca assume un solo pasto di sangue che peró le è strettamente necessario. Le uova sono deposte, un’unica volta, dalla femmina matura. Dopo la deposizione delle uova la femmina adulta di zecca muore.
  •  Le zecche compiono il proprio ciclo in un periodo di tempo variabile da meno di un anno nelle aree tropicali a oltre tre anni nei climi freddi.

Abitudini:

  •  Le malattie trasmesse da Zecche sono, nell’ambito delle malattie da vettore, seconde per rilevanza epidemiologica solamente al gruppo di patologie trasmesse dalle Zanzare.
  •  Il morso delle zecche è generalmente indolore perché emettono una sostanza contenente principi anestetici. Generalmente rimangono come parassiti nell’organismo dell’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente.
  •  Una caratteristica particolare delle zecche è la capacità di sopravvivere per alcuni mesi senza alimentarsi quando si trova in un ambiente e nelle condizioni favorevoli, e ovviamente durante il periodo di letargo.
  •  Per rimuovere le zecche:
  1.  Munirsi di un paio di pinzette da sopracciglia.
  2.  Prendere la zecca il più possibile vicino alla pelle dell’ospite, esercitando una lieve trazione e un piccolo movimento rotatorio.
  3.  Non schiacciare il corpo della zecca per evitarne il rigurgito, aumentando di conseguenza la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.
  4.  Durante la rimozione della zecca è bene evitare l’utilizzo di alcool, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, in quanto la possibile sofferenza causata alla zecca può aumentare la possibilità di rigurgito di materiale infetto.
  5.  Avvisare il proprio medico curante, se nei 30 giorni a seguire notate qualsiasi sintomo di infezione, sia nella pelle (aloni arrossati), che febbre, dolori articolari etc.


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Zanzara Anofele della malaria – Anopheles

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Zanzara Anofele della malaria – Anopheles

Zanzara Anofele della malaria – Anopheles

Habitat:

  •  Le Zanzare anofele del tipo gambiae sono sei specie tra i più importanti vettori della malaria presenti in Africa, comunque tutte le zanzare della specie anopheles, a parte alcune caratteristiche macchie, dell’una o dell’altra specie, sono quasi indistinguibili tra loro.
  •  La zanzara della malaria è presente in Europa, nell’Asia meridionale, negli Stati uniti occidentali fino alla Florida e in Africa.
  •  La zanzara anofele vive esclusivamente nelle zone con acque stagnanti, pantani e paludi, ed era molto diffusa anche in Italia, prima delle campagne di bonifica realizzate durante la prima metà del Novecento.
  •  L’intero genere Anopheles, che vanta centinaia di specie diffuse in tutto il mondo, oltre alla malaria è il vettore principale del nematode parassita del cane Dirofilaria  immitis e del virus della febbre O’nyong’nyong.

Morfologia:

  •  A differenza del genere Culex e Aedes, le larve della zanzara della malaria (Anopheles) non possiedono il sifone respiratorio quindi  si posizionano con l’intero corpo orizzontalmente rispetto all’acqua.
  •  La Zanzara anofele può essere distinta dalle altre zanzare a causa dei palpi, che sono lunghi quanto la proboscide, e dalla presenza di macchie di scaglie bianche e nere sulle ali.
  •  Il loro corpo è coperto di pelo che va dal marrone scuro al nero.
  •  Altro modo per poter distinguere una zanzara adulta anofele da una zanzara comune è osservare come si posa. Maschi e femmine mantengono i loro addomi  verso l’alto, piuttosto che in parallelo alla superficie su cui posano.

Ciclo vitale:

  •  Gli adulti dell’Anopheles ritornano in attività in primavera, dopo una fase di ibernazione invernale.
  •  Le femmine anofele, già fecondate nell’autunno precedente, al risveglio come prima cosa si nutrono abbondantemente di sangue per far maturare le uova.
  •  I siti di deposizione delle uova preferiti dalle zanzare della malaria sono corsi d’acqua dolce, vicino alle rive, stagni e laghi con abbondante vegetazione acquatica.
  •  Quando le femmine dell’anofele sono pronte alla deposizione, volando sulla superficie dell’acqua stagnante e depongono fino a 170 uova.
  •  Queste uova sono provviste, uniche tra le altre uova di zanzare, di tipiche sacche d’aria, grazie alle quali sono in grado di galleggiare tranquillamente.
  •   Le uova delle zanzare Anopheles possono sopravvivere fino a 28 giorni senza acqua, quando la temperatura è favorevole.
  •  Come tutte le zanzare, anche quelle della specie anopheles, passano attraverso quattro fasi nel loro ciclo di vita: uovo , larva , pupa , e adulto . I primi tre stadi sono vissuti nell’acqua e l’ultimo nell’aria.
  •  Le femmine anofele adulte possono vivere fino a un mese, ma probabilmente non più di 1-2 settimane in natura.

Abitudini:

  •  La malaria è responsabile della morte di più di un milione di persone ogni anno. Questo perchè le zanzare della specie anopheles amano mordere soprattutto gli esseri umani e i bovini. Si dice che vengano attratte dall’odore dei piedi visto che attaccano in preferenza dalle caviglie in giù.
  •  La maggior parte delle zanzare Anofele sono attive al crepuscolo, all’alba e durante la notte, durante il giorno riposano e si nascondono dal forte calore che le disidraterebbe.
  •  Dopo il pasto di sangue, alcune zanzare Anopheles preferiscono riposare al coperto mentre altre preferiscono riposare all’aperto.

Link utili:

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Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

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Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

Zanzara Tigre asiatica – Aedes albopictus

Habitat:

  • L’Aedes albopictus, appartiene al sottogenere Stegomya ed è meglio conosciuta come Zanzara tigre.
  • Questa zanzara è sicuramente la più diffusa negli ambienti urbani, ed è considerata tra le 100 specie più dannose al mondo.
  • A differenza delle zanzare comuni (Culex pipiens), le quali preferiscono le acque dolci, ricche di materia organica tipiche delle nostre zone di campagna,  la femmina della Zanzara tigre asiatica depone le sue uova su terreno solido ma soggetto ad alluvioni stagionali.
  • Questo fatto spiega le periodiche esplosioni demografiche a seguito delle prime piogge primaverili o dei temporali estivi.
  • L’origine dell’Aedes albopictus è asiatica (sud-est) come sottolinea il suo nome comune, e ha cominciato a diffondersi nelle altre parti del mondo alla metà del XX secolo. In Italia è arrivata con un carico di pneumatici nel porto di Genova.
  • La Zanzara tigre si aggira in un raggio massimo di 200 m dal focolaio larvale, allontanandosi da esso di solito solo qualche decina di metri.  Spostamenti più ampi, possono essere favoriti dal vento o per trasporto passivo, ad esempio entrando accidentalmente nelle automobili o negli ascensori.

Morfologia:

  •  Il suo corpo, sottile e allungato, misura in lunghezza dai 4 ai 10 mm e la sua morfologia è del tutto simile a quella delle comuni zanzare domestiche.
  •  Si distingue nettamente dalla Culex pipiens per la vistosa livrea bianco-nera simile appunto ad un manto di una tigre.
  •  La larva della Zanzara tigre asiatica è allungata, con ciuffi di peli  lungo i grossi segmenti toracici, ha ovviamente anche lei un sifone respiratorio e mantiene una posizione quasi verticale sotto il pelo dell’acqua.
  •  I maschi, come in tutti i tipi di zanzare, sono più piccoli delle femmine.
  •  Le antenne dei maschi sono molto più folte di peli di quelle delle femmine.
  •  I palpi mascellari dei maschi dell’Aedes albopictus, sono più lunghi delle loro proboscidi; invece i palpi mascellari delle femmine sono decisamente più corti.
  •  La suzione del sangue è preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  •  La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.

Ciclo Vitale:

  •  Il Ciclo vitale della Zanzara tigre avviene tra i mesi di Aprile ed Ottobre, raggiungendo la massima densità alla fine dell’estate.
  •  Le uova dell’Aedes albopictus sono deposte al contrario della zanzara comune, su di un terreno solido, soggetto però ad inondazioni stagionali e appena vengono sommerse dall’acqua si schiudono.
  •  Da queste si sviluppano le larve che, dopo quattro stadi di crescita, si trasformano in pupe.
  •  Una volta diventate pupe, passate 48 ore avviene lo sfarfallamento.
  •  Dopo un paio di giorni si accoppiano, e la femmina deve fare il suo primo pasto di sangue, necessario per portare a maturazione le uova fecondate.
  •  Il ciclo vitale della zanzara tigre asiatica non supera le tre settimane, la femmina depone alcune decine di uova (in media tra 40 e 80) dopo ogni pasto di sangue.

Abitudini:

  •  I copertoni delle macchine sono uno dei luoghi preferiti sia dall’ dell’Aedes albopictus  che dall’Aedes egypti la femmina di queste specie, infatti, è fortemente attirata dal colore nero.
  •  La Zanzara tigre come abbiamo già osservato per la specie Aedes, e in genere per tutte quelle del sottogenere Stegomya, è attiva soprattutto durante il giorno.
  •  Questa zanzara è molto più aggressiva delle altre zanzare domestiche, e può pungere più volte lo stesso soggetto e, decisamente, le sue punture sono più fastidiose e irritanti per l’uomo.
  •  Di solito la zanzara tigre asiatica vola a pochi centimetri da terra, colpendo per lo più gambe e caviglie.
  •  L’Aedes albopictus può trasmettere patogeni e virus come il virus della febbre del Nilo, della febbre gialla, dell’encefalite di St. Louis, della dengue, ed è l’agente patogeno della dirofilaria e chikungunya.

Come non ci stanchiamo mai di ricordare, al fine di evitare un infestazione massiva di zanzare è importante disinfestare prevenendo. Sia i privati che le aziende devono tenere sotto osservazione gli spazi a loro appartenenti, evitando di lasciare sottovasi senza sabbia, copertoni o secchi facilmente riempibili dalla pioggia.
Ovviamente una parte importante di questa disinfestazione proattiva spetta anche e soprattutto alle Amministrazioni Comunali, monitorando e disinfestando: porti, strade e stazioni ferroviarie.


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Culicidi – Zanzara comune – Culex pipiens

INFESTANTI DELL’UOMO e DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Culicidi – Zanzara comune – Culex pipiens

Culicidi – Zanzara comune – Culex pipiens

Habitat:

  •  La cosiddetta zanzara comune (Culex pipiens) appartiene alla famiglia dei Culicidi, costituita da 2500 specie diverse, delle quali 65 sono presenti in italia.
  •  L’habitat preferito dalle zanzare del tipo Culex, sono le acque stagnanti, dalle piccole pozze alle risaie, dai giardini umani alle zone paludose.
  •  La zanzara comune colonizza sia le acque dolci che salmastre.
  •  La varietà Culex pipiens molestus distinguendosi dalla comune Culex pipiens pipiens  ha assunto abitudini urbane, e punge quasi esclusivamente l’uomo.
  •  Questa varietà di zanzara, può riprodursi in acque sporche e molto inquinate, ma non in quelle salmastre. Le sue larve sono presenti in tombini, cisterne, depuratori, fognature,  liquami, sifoni, canalizzazioni di scolo.
  •  La Culex pipiens è cosmopolita.

Morfologia:

  •  La Zanzara domestica è un piccolo Dittero attivo nei mesi da marzo a novembre. Ha il corpo stretto e filiforme, di colore marrone scuro quasi nero, è provvisto come tutte le zanzare, di un apparato boccale pungente-succhiante, ali strette e lunghe e grandi occhi composti molto sviluppati.
  •  La suzione del sangue viene preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  •  La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.
  •  Proprio per la conformazione del loro corpo, queste zanzare, sono molto soggette alla disidratazione, ed è per questo motivo che l’attività della Culex pipiens si concentra nelle ore più fresche come le notturne.
  •  Nei Culicidi la differenza tra i sessi è spesso molto visibile,  nella zanzara comune si evidenzia soprattutto nelle antenne, le quali sono grandi e piumate nei maschi, più corte e con peli pochi e dritti nelle femmine.
  •  Le larve delle zanzare, si sviluppano sotto il pelo dell’acqua, sono provviste di sifone respiratorio e si dispongono più o meno verticali rispetto alla superficie dell’acqua.

Culicidi – Zanzara comune – Culex pipiens

larva di zanzara sotto il pelo dell’acqua

Ciclo vitale:

  •   Le uova della Culex pipiens, al contrario di quelle dell’Aedis aegypti, vengono deposte non solo in acque pulite ma anche in quelle torbide.  Sono in genere ammassate in gruppi che sembrano zattere (250-400 insieme). Questi insiemi di uova hanno la forma di barchette e la loro deposizione avviene solitamente di notte.
  •  Il loro ciclo di sviluppo da embrione ad adulto si compone di quattro fasi come larva, e una fase come pupa. Tutti gli stadi di sviluppo si svolgono nell’acqua.
  •  Il generale la Zanzara comune (Culex pipiens) riesce a completare 15 generazioni all’anno.
  •  Lo sfarfallamento dei maschi precede di 24 ore quello delle femmine; lo scopo biologico è quello di preparare il maschio all’accoppiamento. Dopo lo sfarfallamento, possono allontanarsi fino a 5-6 chilometri.
  •  La durata di vita delle zanzare comuni adulte può variare molto, ma comunque è  caratterizzata da una maggiore longevità delle femmine, e va dai 10-15 giorni del maschio a un mese per le femmine delle generazioni estive.

Abitudini:

  •  Le femmine di zanzara vengono attirate prevalentemente dagli odori e dalla anidride carbonica emessa durante la respirazione dell’animale a sangue caldo, esistono nuove trappole efficienti, che si basano su questi fattori.
  • Le Zanzare comuni non amano il vento.
  •  Durante il giorno, a causa del calore e della possibile disidratazione la Culex pipiens si rifugia in luoghi ombrosi e freschi, fra la vegetazione fitta, spesso in cavità naturali, nel caso delle varietà meno urbanizzate.
  •  Nei Culicidi ( zanzare in generale) sono le femmine che hanno bisogno di sangue,  in quanto necessitano delle proteine in esso contenute per portare a maturazione le uova. I maschi, al contrario, sono glicifaghi e si nutrono di essenze che succhiano dai vegetali, preferibilmente zuccherine.

Anche in questo caso è importantissima la disinfestazione preventiva stagionale, in realtà è molto più facile uccidere le larve che le zanzare adulte.

Attraverso un programma stagionale di disinfestazione mirata e usando estrema attenzione alle nostre aree verdi; collocando sabbia nei sottovasi, alcune gocce di candeggina nelle più piccole pozze di acque stagnanti, girando a testa in giù, secchi, bacinelle e quant’altro possa contenere acqua, evitando di abbandonare copertoni di macchina in luoghi non appropriati, possiamo aiutare molto i programmi di disinfestazione delle Amministrazioni Comunali, ed evitare pericolosissime epidemie.


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Zanzara tigre egiziana – Aedes aegyptis

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Zanzara tigre egiziana – Aedes aegyptis

Zanzara tigre egiziana - Aedes aegyptis

aedis aegyptis

Habitat:

  • L’Aedis aegyptis appartiene alla famiglia dei Ditteri come anche le Mosche e tutte le altre specie di Zanzare.
  • La zanzara tigre egiziana è originaria dall’Africa e diffusa ormai in quasi tutto il mondo, specialmente nelle zone tropicali.
  • In Italia la troviamo solo in alcuni periodi dell’anno in focolai temporanei.
  • Per deporre le sue uova l’Aedis aegyptis ha bisogno di acque stagnanti ma pulite. Nell’ambiente umano trova facilmente sottovasi, cisterne di raccolta, interno di pneumatici abbandonati, addirittura nelle vaschette del WC. O nei serbatoi d’acqua delle macchinette espresso dei caffé.
  • La Zanzara tigre egiziana ha sviluppato con il tempo una specifica preferenza per gli ambienti umani, e l’uomo di conseguenza si è trovato ad essere la sua preda obbligata.

 Morfologia:

  • Le Zanzare della specie Aedes, ossia le zanzare tigri (egiziana, asiatica), hanno dimensioni molto simili tra loro, differenziandosi solamente per la forma delle striature bianche, meno vistose nella zanzara tigre egiziana.
  • Anche nella specie aedes  si presenta un vistoso dimorfismo sessuale: il maschio è più piccolo della femmina, ed  è dotato di un paio di grandi antenne piumose e di lunghissimi palpi mascellari.
  • In generale il loro corpo misura dai 2 ai 10 mm. e  i palpi mascellari dei maschi sono più lunghi delle loro proboscidi; mentre i palpi mascellari delle femmine sono di gran lunga più corti.
  • La suzione del sangue viene preceduta dall’immissione della saliva della zanzara, attraverso un canale salivare.
  • La saliva delle zanzare in generale , stimola un aumento del flusso sanguigno oltre ad essere un potente anticoagulante e anestetizzante. In questo modo riduce i tempi della suzione vera e propria e può completare il pasto prima che la vittima se ne accorga.

Ciclo vitale:

  • La Zanzara tigre egiziana sverna come uovo in diapausa embrionale.
  • L’accoppiamento delle zanzare si svolge in volo e dura pochi secondi.
  • Una sola femmina può accoppiarsi con più maschi, ma solamente il primo accoppiamento sarà fertile.  La quantità di seme  che la femmina acquisirà  in questo primo accoppiamento garantirà la sua fertilità per tutto l’arco della sua  vita, ossia per diversi mesi.
  • Lo sviluppo della Zanzara tigre avviene nel periodo compreso tra i mesi di Aprile ed Ottobre, raggiungendo la massima densità sul finire dell’estate.
  • Dalle uova dell’ l’Aedis aegyptis  si svilupperanno le larve che, dopo quattro stadi di crescita, si trasformeranno in pupe.
  • La zanzara adulta sfarfalla dopo circa 48 ore. Alle nostre latitudini l’intero ciclo di sviluppo può durare qualche settimana anche se in genere non supera i 10 giorni nel periodo estivo (con una temperatura media di 25 °C).
  • Gli adulti sono in grado di accoppiarsi già un paio di giorni dopo lo sfarfallamento: le femmine di zanzara tigre egiziana devono effettuare il loro primo pasto di sangue, che porterà a maturazione le uova .
  • Il maschio della zanzara invece, esaurita la propria funzione riproduttiva, vivrà ancora solo per pochi giorni.

Abitudini:

  • In genere le femmine adulte pungono, stazionano e digeriscono i pasti all’interno delle abitazioni dell’uomo e sono attive soprattutto di giorno e nelle prime ore serali, ma la zanzara tigre è tristemente nota per la sua aggressività ed è attiva anche nelle ore del giorno e della notte.
  • Seppure presente solo saltuariamente in Italia e sempre per brevi periodi, la Zanzara tigre egiziana costituisce il vettore primario della febbre gialla e può trasmettere numerosi alpha-virus ed arbo-virus quali, ad esempio, il virus dengue ed il virus chikungunya.
  • Si riscontra inoltre una sua forte resistenza a veleni comuni ed una straordinaria capacità di adattamento all’ambiente.

Zanzara tigre egiziana - Aedes aegyptis

aedes berlandi

Anche in questo caso è importantissima la disinfestazione preventiva stagionale, in realtà è molto più facile uccidere le larve che le zanzare adulte.

Attraverso un programma stagionale di disinfestazione zanzare e usando estrema attenzione alle nostre aree verdi; collocando sabbia nei sottovasi, alcune gocce di candeggina nelle più piccole pozze di acque stagnanti, girando a testa in giù, secchi, bacinelle e quant’altro possa contenere acqua, evitando di abbandonare copertoni di macchina in luoghi non appropriati, possiamo aiutare molto i programmi di disinfestazione delle Amministrazioni Comunali, ed evitare pericolosissime epidemie.


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La Cimice dei letti – Cimex lectularius

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La Cimice dei letti – Cimex lectularius

La Cimice dei letti - Cimex lectularius

  Habitat:

  •  La Cimice dei letti (Cimex lectularius) é un Emittero dalla probabile origine asiatica che purtroppo è ormai cosmopolita dei climi caldo-temperati. I tipi di cimici conosciute sono molte, ma la cimice dei letti è sicuramente la più conosciuta come parassita dell’uomo, il cui sangue costituisce il suo nutrimento principale.
  •   Queste specie di cimici, in epoca preistorica vivevano nelle grotte ed erano parassiti dei pipistrelli, praticamente nei secoli ci hanno preferiti, trasferendosi anche loro nelle nostre più comode case.
  •  La Cimex lectularius è stata ritrovata nelle tombe egizie di 3500 anni fa, e addirittura viene descritta da Plinio nella sua Naturalis Historia.
  •  Le Cimici dei letti non vivono in permanenza sull’uomo ma si insediano nelle stanze più tiepide della casa, dato che il freddo intenso interrompe il loro ciclo vitale, si annidano in fessure, spaccature, nelle cuciture dei materassi, in posti più difficili da raggiungere anche con disinfestazioni che usano sostanze chimiche gassose.

Morfologia:

  •  La Cimice dei letti, è un’insetto di colore rosso ruggine tendente al marrone scuro che, se femmina (le femmine sono più grandi dei maschi) può misurare tra i 6 e gli 8 mm. in lunghezza.
  •  Il corpo delle Cimici è fortemente appiattito, al contrario delle pulci, nel senso ventro-dorsale.
  •   La sua testa è breve, dilatata trasversalmente, i suoi occhi sono piccoli ma assai sporgenti, con antenne di media lunghezza.
  •   L’ apparato buccale della Cimice dei letti, durante il riposo rimane adagiato e quasi invisibile in un’apposita scanalatura. Può proteggere la sua testa nascondendola fino all’altezza degli occhi dentro il corpo dato che il suo pronoto è largo, espanso lateralmente e profondamente incavato sul margine anteriore.
  •  Le zampe hanno media lunghezza e sono articolate in tre punti. Alla base del terzo paio di zampe si aprono due orifici, da questi esce quel disgustoso odore che impregna gli ambienti e tutto quello che questi insetti toccano.
  •  L’apparato buccale delle cimici, come quello di tutti gli emitteri, e’ altamente specializzato in modo da avere uno stiletto con cui pungere.

Ciclo vitale:

  •  L’accoppiamento e la fecondazione delle Cimex lectularius è decisamente peculiare, il maschi delle Cimici dei letti sono dei veri maniaci violenti. Per cominciare si accoppiano con qualsiasi cosa o oggetto (addirittura tappi di sughero dalla vaga forma di cimice), cimici morte, cimici di altre specie sia maschi che femmine e, utilizzano un sistema chiamato “inseminazione traumatica” ossia, pugnalano l’addome della femmina con il loro pene a forma di stiletto, il liquido seminale infine raggiunge da solo le uova da fecondare.
  •  Complessivamente ogni femmina deposita da 200 a quasi 300 uova di cimice. La durata dell’incubazione dipende dalle condizioni dell’ambiente, dal cibo a disposizione  e soprattutto  dalle condizioni termiche.
  •  Le uova vengono deposte negli stessi ambienti dove le cimici si rifugiano tra un pasto e l’altro.
  •  Le uova della cimice dei letti sono mucchietti dal colore grigio perlaceo, sono lunghe poco più di 1 mm. e larghe mezzo mm. questi sono sufficientemente grandi da essere visibili a occhio nudo.
  •  Dopo che l’uovo si schiude, il parassita passa attraversa cinque stadi come ninfa: ad ogni passaggio di stadio deve nutrirsi almeno una volta con il sangue e fare la muta dell’esoscheletro. Anche gli adulti inoltre, hanno bisogno di un pasto di sangue affinché possa avvenire l’accoppiamento.
  •  Le larve di Cimex lectularius possono trascorrere lunghissimi periodi di digiuno senza soffrirne, nel caso invece di una condizione termica e ambientale ottimale di sviluppo, le cimici impiegano soltanto 7 settimane a diventare “immagine”, ossia una piccola cimice uguale in tutto e per tutto ad un adulto.

Abitudini:

  •  È difficile che le cimici dei letti pungano l’uomo quando egli è sveglio e tiene le luci accese. Questi insetti parassiti amano il buio e lo stato di sonno  dell’ospite.
  •  Per scoprire un infestazione da cimici, un segnale importante e’ il ritrovamento delle deiezioni, che sono puntini neri o grigiastri con l’aspetto di sangue coagulato, nel letto.  Come quelle delle Pulci, se posti su un foglio bianco e inumiditi dovrebbero lasciare una traccia tipica color sangue.
  •  Un altro segnale è il ritrovamento delle exuvie, la vecchia cuticola esterna che rimane dopo la muta, o piccole macchie di sangue tra le lenzuola.
  •  Le cimici emettono oltretutto un odore particolare, molto penetrante, tanto che negli Stati Uniti, le ditte di disinfestazione stanno addestrando “cani da cimici”.
  •  Non c’è da meravigliarsi se alle volte nello stesso letto una persona viene morsa ed un’altra no, le cimici hanno un odorato finissimo e non gradiscono l’odore emanato di tutte le persone allo stesso modo.

 

Abbiamo visto insieme che non è facile eliminare le cimici dei letti, oltretutto questo insetto parassita dell’uomo dopo l’uso massiccio di DDT fatto negli anni ’60, si considerava debellato, soprattutto negli USA. Purtroppo abbiamo una notevole recrudescenza di queste infestazioni, soprattutto negli alberghi, dovuto alla globalizzazione e all’aumento dei viaggi.

Per risolvere momentaneamente il problema in realtà è sufficiente un esposizione di una mezz’ora al sole in una bella giornata calda, degli indumenti e lenzuola infestate , o ad un freddo intenso per 45 minuti, ma questa sarebbe solo una battaglia vinta, per vincere la guerra, sono necessari gli strumenti e la professionalità di una ditta di Disinfestazioni, che ovviamente proponga una disinfestazione eco-compatibile e diretta, scoprendo i focolai primari e secondari, e soprattutto nel caso di aziende alberghiere o comunitarie agisca attraverso la disinfestazione proattiva ossia preventiva e continuata nel tempo.

Il nostro team vi indicherà il piano di lotta migliore, caso per caso. Resta comunque fondamentale una scrupolosa ispezione a tutti i materassi e ai luoghi facilmente presi di mira per nidificare dalle cimici. Ad esempio, l’esame di tutti i materassi in un albergo a Roma, sarebbe il primo passo da aspettarsi da una ditta seria nel settore delle disinfestazioni.


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