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Infestanti

Mosca domestica – Musca domestica

INFESTANTI DELLA CASA

Mosca domestica – Musca domestica

Habitat:

  • Mosca è un nome comune che indica in generale un insetto infestante delle case e delle campagne, appartenente all’ordine dei Ditteri. Nel linguaggio comune si associa questo nome alla Musca domestica o mosca domestica.
  • Questo insetto infestante è ubiquitario, ossia si trova ovunque, con eccezione dell’ estremo Nord ed estremo Sud del mondo. In tutti i posti frequentati dall’Uomo sia aperti che chiusi.
  • Gli ambienti che la Mosca infesta sono di vario tipo: aziende zootecniche, discariche, fogne, industrie e magazzini di stoccaggio, abitazioni. Ovunque ci siano sostanze organiche in decomposizione.
  • La Musca domestica si alimenta principalmente di carboidrati, i quali forniscono alle femmine della specie le proteine necessarie alla deposizione delle uova di mosca. Hanno anche necessità di assumere molta acqua.
  • I veri focolai di infestazione da Mosche sono le stalle, le cucine, gli scarichi industriali e ovunque si lavori carne o pesce, così come i cassonetti della nettezza urbana.

Morfologia:

  • La Mosca domestica adulta è lunga tra i 4 e gli 8 mm, ha un torace grigio con 4 bande nere e un addome di un grigio uniforme. Sotto i suoi piedi sono presenti piccoli rilievi ghiandolari che permettono a quest’insetto infestante di camminare su superfici lisce verticali o rimanere appese a testa in giù sul soffitto.
  • E`un insetto volatore, quindi ha due ali che porta all’indietro senza che si sovrappongano. Queste battono molto velocemente (200-300 battiti al secondo) e permettono alle mosche di sostenere una discreta velocità ; tra i 7 e i 10 km all’ora.
  • Ha un apparato buccale lambente succhiante, visto che nella sua forma adulta la mosca non può ingerire cibi solidi, questi vengono quindi cosparsi di saliva affinché si sciolgano e infine succhiati con una proboscide raspante che fa la funzione di bocca.
  • Il corpo è nettamente diviso in capo, torace e addome, le antenne servono invece da organi olfattivi e vengono particolarmente attratti dagli odori forti.
  • Le uova della Musca domestica misurano circa 1,2 mm. hanno una forma ellittica e sono bianche.
  • Le larve della Mosca domestica hanno forma conica, senza zampe, e raggiungono i 10-12 mm. L’apparato buccale delle larve di mosca invece è masticatore. L’alimentazione delle larve perciò consiste sempre di sostanze organiche, ma ancora in fase di decomposizione e fermentazione.
  • Le pupe delle Mosche hanno invece la forma di un barilotto e misurano circa 8mm (vedi grafico).
  • Gli occhi della Musca domestica sono composti, grandi, e comprendono circa 4000 sfaccettature, immaginiamoci quindi una capacità visiva acutissima, dove è molto difficile sorprenderla.
  • Le Mosche domestiche avendo la proboscide al posto della bocca non possiedono mandibole e quindi non pungono, al contrario di altri Ditteri come il Tafano.

Ciclo Vitale:

  • Il ciclo biologico delle mosche ha una durata che può variare da 8-10 a 45-50 gg. Raggiunge la completa maturità 24-48 ore dopo lo sfarfallamento. La femmina di mosca domestica feconda, depone le sue uova nel giro di 96 ore, e la vita della mosca adulta non dura oltre il mese.
  • La femmina di mosca depone oltre 100 uova biancastre sottili (0,8 a 1 mm di lunghezza) in un attimo,  e si considera una produzione vitale tra le 600 e le 1000 uova. Queste uova si schiudono in 12 a 24 ore dipendendo sempre dalla temperatura e dall’umidità dell’aria.
  • Dopo varie mute le larve delle Mosche in generale, si trasformano in pupe, da dove emergeranno come mosche adulte.
  • Le uova delle Mosche e dei Mosconi sono deposte sempre  vicino a sostanze organiche in decomposizione: depositi di immondizia e letamai, dove il microclima è caldo e umido.
  • Le femmine di mosca cercano e trovano il posto adatto attraverso una specie di radars olfattivi posti sulle antenne. Le uova delle mosche non vengono mai depositate in superficie, ma deposte in profondità, per poter resistere ad un eventuale essiccamento della materia nutritiva.
  • Il periodo di incubazione in generale, varia dalle 8 alle 48 ore, da una fenditura delle uova uscirà infine  la larva di mosca.
  • La larva di Musca domestica odia la luce e ama il caldo; si annida nella matrice organica e può sopportare temperature fino a 60° C.
  • La pupa di mosca racchiusa nel bozzolo possiede un corpo molto trasformato rispetto alla larva.
  • Appena emersa dal bozzolo ( pupario), sfarfalla, attende l’indurimento della cuticola, per poi spiccare il volo.

Abitudini:

  • La Musca domestica è uno dei maggiori vettori di malattie dell’uomo. Può essere responsabile per la salmonellosi, poliomelite, colera, tubercolosi, antrace e dissenterie varie.
  • La specie delle Mosche in generale non si allontana oltre i 2-3 Km dalla fonte del nutrimento: Il loro volo è tipico e particolare, oltre che veloce se comparata con i riflessi umani, volano ad angolature impossibili e compiono  virate improvvise.
  • Sono insetti infestanti diurni, e di notte riposano sui lampadari o sui tetti in generale.
  • In genere preferiscono l’appoggio su superfici ruvide, le Mosche domestiche sono  insetti curiosi guidate in continuazione da sensazioni visive ed olfattive, di fatto si posano ovunque, e sono attratte indistintamente da qualsiasi cibo solido o liquido, sano e in putrefazione.

Ciclo biologico delle mosche e mosconi

Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

La Blatta orientalis è la comune Blatta o scarafaggio nero che dir si voglia, che infesta le nostre abitazioni, chiamata anche Blatta comune delle case.
INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarafaggio nero comune – Blatta orientalis

 scarafaggio nero foto hd

Habitat:

  •    Questa specie di scarafaggio è originario della Russia, da qui il nome “orientalis”, ed è cosmopolita  fatta eccezione per le zone con clima eccessivamente rigido e preferendo quindi zone dal clima temperato.
  •     Tra le blatte è comunque quella che più resiste agli ambienti freddi ma, è tra i Blattoidei, la più legata alla presenza dell’acqua.
  •    Lo scarafaggio nero comune deve spesso la sua presenza alla scarsa igiene degli ambienti umani, cibandosi come le altre specie di blatte, di materiale organico in decomposizione.
  •     Le abitazioni umane, meglio se riscaldate, sono l’habitat preferito della Blatta orientalis, dove non mancano nascondigli e cibo.
  •     Lo scarafaggio nero si aggrega spesso ai suoi simili, predilige scantinati, cantine, ambienti interrati e in genere quei luoghi dove ci sia una temperatura tra i 18° – 25°C.

Morfologia:

  •     Il colore del suo corpo è il nero, o quasi nero, forma oblunga anche se meno della Blattella germanica, è appiattita e misura tra i 20 e i 30 mm. quando adulta.
  •     Il maschio della Blatta orientalis ha  le ali sviluppate a differenza della femmina che invece ha ali anteriori brevi e ali posteriori atrofizzate. Sia il maschio che la femmina di questa specie di blatte non sono però in grado di volare.
  •     Le antenne dello scarafaggio nero comune sono lunghe e filiformi. Al contrario della Blattella germanica, la morfologia delle sue zampe non le permette di arrampicarsi sulle pareti e sui soffitti, priva di ventose è costretta a camminare strisciando.
  •     Come tutti gli insetti Blattoidei il suo corpo è composto da una testa, relativamente piccola e dal pronoto o addome, sei zampe e due antenne.

Ciclo vitale:

  •     Questo scarfaggio nero vive a lungo, considerando il suo ciclo vitale completo può vivere più di due anni condizioni esterne permettendo.
  •     Non c’`e un periodo preciso per l’accoppiamento, esso può essere attuato nell’arco di tutto l’anno. Il procedimento e la cova delle ovoteche è simile a quello delle altre blatte: dopo due o tre giorni di cova le ovoteche della blatta orientalis vengono lasciate cadere in qualche fessura protetta e vicino ad una fonte di cibo.
  •     Spesso nelle case di campagna vengono ritrovate la maggior parte di queste ovoteche nei depositi di legna sotto al caminetto.
  •     Nelle ovoteche dello scarfaggio comune troviamo tra le 14 e le 18 uova. Le ninfe che ne escono, attraverso varie mute , completano il loro ciclo vitale in 10-15 mesi  nell’arco di 1 a 3  mesi diventano ninfe , e come tali trascorrono un lungo periodo di tempo. Infine come adulti di blatta, sessualmente maturi vivranno solo dalle 5 alle 26 settimane.
  •     Gli Scarafaggi neri lasciano una puzzolente, caratteristica secrezione, che dà cattivo odore agli ambienti infestati.

Abitudini:

  •    Questa specie di scarafaggio è relativamente letargico, si muove in particolare durante le ore notturne ed evita fortemente ambienti luminosi:  quindi la sua comparsa durante il giorno è indicativa di una massiccia infestazione.
  •     La Blatta orientalis è più lenta e meno prudente rispetto alle altre specie di blatte. È molto vorace, praticamente onnivora. Quindi la sua disinfestazione attraverso le trappole è relativamente semplice.
  •     Le malattie portate dalla Blatta orientalis sono molteplici e pericolose: dalla salmonellosi al colera,  senza contare fenomeni di dissenteria, epatite A e poliomielite.
  •     Questo insetto infestante inoltre libera nell’aria sostanze che possono causare vari disturbi allergici.
  •    Possiamo accorgerci facilmente della presenza dello scarafaggio nero comune accendendo improvvisamente la luce la notte, essendo loro insetti lucifughi, fuggiranno rapidamente cercando un nascondiglio qualsiasi.

 

Veicoli di infestazione e portatori di malattie anche gravi raccomandiamo in caso di infestazione da Blatta orientalis l’uso immediato di trappole facilmente reperibili in commercio.

Scarafaggio tedesco – Blattella germanica

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Scarafaggio tedesco – Blattella germanica

Habitat:

  •     Lo Scarafaggio tedesco o Blattella germanica sono scarafaggi comuni associati al cibo organico in putrefazione e alle aree d’umidità all'interno degli edifici e strutture in generale. Sono distribuiti in tutto il mondo.
  •     Originario dell'Africa, questo insetto infestante sembra sia strettamente legato geneticamente agli scarafaggi asiatici. E`comunque molto comune in tutta Europa.
  •     L’infestazione di blattella germanica spesso è causa di focolai di malattie di origine alimentare o infezioni allergiche della pelle.
  •     Tutti gli scarafaggi amano le zone calde e umide, perciò li possiamo trovare più facilmente in certe zone della casa come la cucina, gli spogliatoi, i bagni. Non disdegnano però anche le camere da letto e gli androni degli edifici, specialmente nei luoghi dove si raccoglie la spazzatura.
  •     Le piccole blatte comuni in Europa salgono spesso ai piani alti degli edifici attraverso le fognature e le tubature dell’acqua calda, e si riparano come tutti gli scarafaggi, in luoghi stretti e nelle fessure delle case, dove sanno che possono passare inosservate, nei quadri elettrici, piastrelle rotte, dietro e sotto i lavandini, insomma in tutte le cavità in genere.

Morfologia:

  •     La Blattella germanica ha una forma oblunga tra i 13 e i 16mm di lunghezza quando adulta.
  •     E’uno scarafaggio di colore marrone scuro alle volte tendente al giallastro, con due strisce più scure longitudinali sottili e parallele che gli partono da dietro la testa e percorrono tutto il pronoto (addome).
  •     Questo tipo di blatta ha le ali, ma non è in grado di sostenere volo a lungo, le usa solo per piccoli spostamenti soprattutto quando viene disturbata. Ha due lunghe antenne leggermente incurvate che funzionano come organo tattile.
  •     E' la più piccola delle blatte che troviamo nelle nostre case. La blatta germanica ha speciali ventose sulle sue zampe che le permettono agevoli arrampicate su pareti lisce e soffitti.
  •     Una colonia di scarafaggi è costituita in genere da molti individui giovani anche chiamati ninfe.

Ciclo vitale:

  •     Come la Periplaneta americana anche le  femmine di blattelle germaniche portano l’ovoteca attaccata al loro corpo per uno o due giorni covandola, per poi depositarla in un luogo protetto vicino a qualche fonte di nutrimento, la media è di 30-40 uova per ovoteca. In tutta la loro vita (100-200 giorni) in media, le femmine di scarafaggio si accoppiano tra le 4 e le 8 volte.
  •     Il Tempo di sviluppo da uovo ad adulto per la blatta germanica,  varia dai 54 giorni ai 215 giorni  dipendendo sempre dalla temperatura e dall’umidità.
  •     Le infestazioni da blattella germanica dipendono dalla grande quantità di ninfe prodotte e dal fatto che il periodo tra la nascita e la maturità sessuale è molto breve. Inoltre questi scarafaggi si nascondono molto bene ovunque a causa delle loro piccole dimensioni.
  •     Lo stesso fatto che la femmina di blatta porta con se il suo “portauova” (ovoteca) proteggendo così i suoi piccoli nel periodo più delicato, cioè quando facilmente potrebbero essere spazzati via da una buona pulizia, rende questa specie di blatte meno vulnerabile e le infestazioni più possibili.  
  •     Le ninfe di blatta che escono dalle uova dell’ovoteca poco dopo che questa è stata deposta; sono simili agli adulti, solo più piccole. Si svilupperanno in seguito attraverso una serie continua di mute durante un periodo che alla temperatura ottimale di 30° C  durerà tra i 30 e i 60 giorni.
     

Abitudini:

  •     La Blattella germanica ha abitudini prevalentemente serali e notturne, quindi quando capita di vederla durante il giorno è sintomatico di una seria infestazione e dobbiamo correre ai ripari, il più presto possibile.
  •     Questo tipo di scarafaggio quando si eccita o si spaventa emette uno sgradevole odore caratteristico.
  •    Lo scarafaggio tedesco è molto robusto e resistente contro i tentativi di disinfestazione. Può però essere facilmente controllato con esche proprio per la sua abitudine a nascondersi in crepe e fessure, attraverso l'uso di trappole.

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Blatta – Periplaneta americana

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Blatta – Periplaneta americana

Habitat:

  • La Blatta, Periplaneta americana, nonostante il suo nome faccia pensare ad un origine Nord Americana, sembra che fu introdotta, ormai in tutto il mondo, attraverso l’ Africa Settentrionale.
  • Appartenente all’ordine dei Blattoidei, la sua diffusione nel mondo è seconda solamente a quella della Blattella germanica.
  • Questi insetti infestanti dell’ habitat umano (la casa) e delle derrate alimentari, vivono sia all’aperto che al chiuso seppure preferiscono ambienti bui e umidi sia freschi che caldi, ove ci sia una temperatura tra i 25° e i 35° C.
  • Negli edifici possiamo trovare le blatte nei seminterrati, attorno ai tubi dei bagni, negli scarichi delle fognature, tra i buchi delle piastrelle,  nei ristoranti, nelle drogherie, nelle panetterie, nelle serre e, più in generale, ovunque si preparino o conservino delle derrate alimentari, nei contenitori di rifiuti vegetali e soprattutto nelle fogne.
  • La Periplaneta americana ama vivere insieme alle sue consimili, anche se, sempre più raramente le incontriamo qui in Italia nelle nostre case, però dopo forti piogge, le blatte americane sono portate ad infestare pure quelle.
  • E’ impressionante la quantità di blatte che si possono trovare concentrate in un singolo tombino, sono cifre da incubo quando parliamo di 5000 individui!
  • Le Blatte sono più frequenti nei climi tropicali e nelle città portuali.
  • All’aperto troviamo la Periplaneta americana nei luoghi umidi e ombreggiati dei giardini pubblici spesso trascurati dalle amministrazioni comunali dove non vengono svuotati i cestini pieni di rifiuti alimentari lasciati da improvvisati pic nic domenicali.

Morfologia:

  • Tra i Blattoidei è la blatta o scarafaggio di  più grandi dimensioni, dotata di ali, misura in genere tra 34 e i  53 mm. di lunghezza.
  • Gli scarafaggi adulti sono macchiati di un colore che va dal ruggine quasi nero al rossastro. La parte posteriore del pronoto è di colore più chiaro; dal marrone al giallo.
  • Le ali della femmina di blatta periplaneta raggiungono la punta del limite dell’addome mentre nei maschi sporge un poco al di fuori. Entrambi i sessi possono volare di notte e sono attratti dalle fonti di luce.
  • Le ovoteche delle blatte sono come un corpo estraneo che sporge dall’addome della femmina di blatta e possono contenere fino a 16 uova (in media 10), alcune volte la femmina dello scarafaggio la porta con se per un periodo che varia da qualche ora a 4 giorni, poi la deposita o la lascia cadere in qualche fessura vicino a fonti di nutrimento.
  • Il corpo della periplaneta americana ha una forma appiattita, una testa medio-piccola, torace piccolo e l’addome rappresenta circa la metà del suo corpo.
  • Questo insetto infestante ha antenne lunghe, filiformi ed estremamente mobili.

Ciclo vitale:

  • La sacca contenente le uova (ovoteca) della blatta ha lo stesso colore del corpo dell’insetto ossia marrone scuro ed è lunga circa 8 mm. Nell’ arco di un anno vengono prodotte da 15 a 90 ovoteche, e forse anche di più se non sopravviene il freddo invernale.
  • I futuri insetti rimangono nell’uovo dai 29 ai 58 giorni, in media due mesi.
  • Gli stadi di ninfa prima di arrivare ad essere una blatta adulta sono 13 e durano circa 6 mesi.
  • La blatta periplaneta americana, trascorre la sua vita adulta in media in un anno, anche se in laboratorio può raggiungere anche i 3 anni d’età. Nell’arco di un anno comunque arriva ad avere circa 800 discendenti.

Abitudini:

  • L’insetto infestante come molti scarafaggi è estremamente rapido, può sparire in qualsiasi buchetto presente in una stanza. La blatta è anche molto nota per la sua agilità e, non bisogna dimenticare che è anche una buona volatrice, anche se lo fa raramente.
  • La Blatta americana ha una straordinaria capacità di rinnovare le sue cellule, cosa questa nota recentemente agli scienziati e tenuta sotto osservazione. In caso di incidente non è raro veder tornare alla vita, come se niente fosse, una blatta che da giorni credevamo morta.
  • Questo infestante delle derrate alimentari è onnivoro nel vero senso della parola, ed è anche attratto particolarmente dai liquidi fermentati come la birra per esempio. Un mezzo casareccio per catturare la periplaneta americana e’ quello di utilizzare trappole con al centro del pane inzuppato di birra come attrattivo.
  • Questi scarafaggi si nutrono generalmente di materia organica in putrefazione, ma mangiano volentieri praticamente qualsiasi cosa. Tra i loro alimenti vi sono: carta, capelli, rilegature di libri, pesce, riso, sakè, pelle animale, stoffa e insetti morti.

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Formica Faraone – Monomorium pharaonis

INFESTANTI DELLA CASA

Formica Faraone – Monomorium pharaonis

 Habitat:

  •  La formica faraone, Monomorium pharaonis, ha questo nome così particolare perché erroneamente la tradizione la introduce nella fantasia popolare come una delle 12 piaghe d’Egitto.
  •  L'origine di questa formica piccolissima è incerta, prevalentemente si crede provenire dall’Africa, anche se ormai è presente in tutto il mondo temperato. 
  •  Le Formiche faraone sono una specie tropicale, ma prosperano in qualsiasi edificio ovunque, anche  nelle regioni non temperate, negli edifici forniti di riscaldamento centralizzato.
  •  La Monomorium pharaonis,è una delle formiche domestiche più comuni ed è la formica infestante della casa più difficile da controllare.
  •  La difficoltà di controllo dell’infestazione da formica faraone sta appunto nel fatto che è una formica piccolissima, che può realmente entrare ovunque e trasportare con se “meccanicamente” microbi e batteri pericolosi.
  •  Questa formica nidifica nei posti più strani, in scatole di CD, lattine di caffè, tra fogli di carta, dietro i battiscopa, sotto le pietre, dentro i muri etc etc., prediligono comunque ambienti scuri, e aree calde vicino alle tubature dell’acqua calda e del riscaldamento.
  •  Troviamo la Monomorium pharaonis incredibilmente persino nei reparti di terapia intensiva e sale operatorie.
  •  Pur essendo onnivore prediligono dolciumi o frutta.

Morfologia:

  •  La piccolissima formica faraone è quasi trasparente, va dal giallo al marrone chiaro, l’ultima parte è leggermente più scura e lucida (addome posteriore) e ha due nodi in vita.
  •  Le formiche faraone operaie misurano circa 1,5-2 mm di lunghezza, le loro antenne hanno 12 segmenti dove gli ultimi tre sono leggermente più lunghi, e i loro occhi sono relativamente piccoli.
  •   Ha peli eretti sparsi sul corpo, possiede anche un pungiglione ma raramente è sporgente.  
  •  I maschi del Monomorium pharaonis, sono piccoli come le formiche operaie ma di colore nero e con le antenne dritte

 Ciclo Vitale:

  •  Come tutte le altre specie di formiche la colonia della formica faraone è composta da regine femmine, maschi, operaie sterili, e dai vari stadi immaturi in via di sviluppo (uova, larve, pre-pupe e pupe). 
  •  La regina della formica faraona può deporre centinaia di uova durante la sua vita.
  •  Il periodo larvale dura dai 18 ai 19 giorni, periodo pre-pupa tre giorni, e periodo pupale nove giorni. Dall'uovo alla maturità dura circa 38 a 45 giorni a seconda della temperatura e umidità relativa.
  •  Le Monomorium pharaonis quando si annidano in edifici riscaldati si riproducono praticamente durante tutto l'anno.
  •  Colonie di formiche faraone mature possono contenere un gran numero di regine, maschi alati, operaie, le uova, larve, pupe e pre-pupe. Cosa notevole e interessante è che, anche in assenza di una regina, le operaie possono dar vita ad una nuova colonia, essendo in grado di sviluppare da una covata, trasportata a suo tempo dalla colonia madre, una nuova regina.  
  •  Diversamente da altre specie di formiche l'accoppiamento avviene nel nido, e perciò non avviene nessun “volo nuziale” visibile.
  •  Le regine di Monomorium pharaonis possono vivere dai quattro ai 12 mesi, mentre i maschi muoiono entro 3-5 settimane ad accoppiamento avvenuto. 

Abitudini:

  •  Le Formiche faraone seguono un modello comportamentale definito: "satelliting", dove da una colonia madre nascono e si espandono le colonie satellite. Usando come mezzo di comunicazione i ferormoni rimangono molto “fedeli” tra loro aiutandosi e proteggendosi vicendevolmente. 
  •  Purtroppo In alcune zone, questa formica deve essere considerata come insetto infestante di notevole pericolosità, non tanto per i danni agli alimenti, che comunque rimangono inutilizzabili, quanto per la sua capacità di entrare ovunque. Le infestazioni della formica faraone negli ospedali sono divenute un problema cronico in tutta Europa
  •  La Monomorium pharaonis è in grado di trasmettere più di una dozzina di agenti patogeni  come Salmonella spp. Staphylococcus spp., E Streptococcus spp. (Beatson 1977, Haack e Granovskij 1990, Smith e Whitman 1992), e addirittura alcune formiche faraone sono state osservate in cerca di umidità sulla bocca di bambini dormienti.
  •  Le Formiche faraone possono essere sterminate mettendo come esca, pezzi di fegato mescolati con acido borico, soprattutto sui loro cammini abituali. E' necessario rinnovare l'esca una o due volte. Si raccomanda di non usare polveri o insetticidi spray perché questi le farebbero solo disperdere e trovare altri cammini.

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Formiche del fuoco – Solenopsis spp, invicta, Myrmica rubra

INFESTANTI DELLA CASA

Formiche del fuoco – Solenopsis spp, invicta, Myrmica rubra

      Solenopsis spp

     Solenopsis invicta

        Myrmica rubra
 

Habitat:

  •     Le formiche del fuoco, Solenopsis spp sono originarie del Sud America e molto diffuse anche  in Africa, Cina, Australia.
  •     Nel 1930,  colonie di Solenopsis spp  sono state accidentalmente introdotte negli Stati Uniti. E successivamente in Australia dove hanno dato origine alla formica rossa del fuoco importata (Solenopsis invicta), o  RIFA, che è ormai, una tra le più diffuse  280 specie del genere Solenopsis nel pianeta.
  •     La Myrmica rubra, nota anche come la formica del fuoco europea, o formica rossa  è invece una specie di formica del genere Myrmica, sempre fortemente aggressiva anche se il suo veleno è meno pericoloso. È presente in tutta Europa , Nord America e Asia.
  •     Tutte queste specie di formiche rosse sono particolarmente aggressive  e allontanano le specie di formiche autoctone perché non hanno predatori nei nuovi territori.
  •     I loro nidi vengono costruiti principalmente alla base di tronchi d’albero, oppure si possono notare nei prati aperti,  ai margini dei marciapiedi o aiuole come  montagnole di terra smossa.
  •     Occasionalmente infestano apparecchiature elettroniche e scatole di cavi elettrici, e possono causare facilmente corto circuiti.
  •     Tutte  le  formiche del fuoco, vivono spesso in prossimità di aree umide, come le sponde dei piccoli ruscelli amazzonici, o semplicemente sulle rive di uno stagno. In questi casi, il nido non sarà visibile, in quanto sarà costruito sotto oggetti come legname , tronchi , sassi , o mattoni . Negli spazi aperti invece, i cumuli di terra possono raggiungere i 40 cm di altezza e possono essere profondi più di 5 m.
  •     Tutte queste tre specie di formiche del fuoco sono dotate di pungiglione ma non della possibilità di spruzzare acido formico

Morfologia:

  •     La formica regina è generalmente l’insetto singolo più grande della colonia ; lunga circa 8mm , è marrone chiaro tendente al rossiccio e l’addome scuro quasi nero.
  •     Il maschio alato della Solenopsis spp è lungo 7mm ed è nero, le formiche operaie variano da 3 ai 5 mm, non esiste nessuna casta militare distinta.
  •     Tutte hanno un pungiglione ben visibile alla fine dell’addome ed è la stessa forma caratteristica del peduncolo addominale ad aiutare nell’identificazione della specie.
  •     Le Solenopsis invicta e spp hanno antenne composte da 10 segmenti , ed il corpo è diviso come al solito in  tre parti.
  •     Nella maggior parte delle specie di formiche, anche tra formiche rosse i maschi mantengono le ali per tutta la vita (che dura solo fin dopo il volo nuziale) e le femmine solo per accoppiarsi.
  •     Tra le Formiche del fuoco Solenopsis invicta  le formiche operaie sono tra il nero e il rossiccio, e la loro dimensione varia da 2mm a 6 mm. Queste dimensioni così diverse tra loro delle formiche possono coesistere nella stessa colonia.
  •     La funzione primaria della formica regina è la riproduzione, lei può vivere per sei – sette anni e produrre fino a 3.500 uova al giorno.
  •     Le formiche rosse europee , Myrmica  rubra ,sono anche loro prevalentemente di colore rosso, con pigmentazione leggermente più scure sulla testa.

Ciclo vitale:

  •     Come nella maggior parte delle specie di formiche le colonie sono formate da tre gruppi: regine, maschi e lavoratori. Le formiche operaie sono femmine sterili senz’ali.
  •     Dopo l'accoppiamento che avviene attraverso il “volo nuziale”, il maschio muore e la regina inizia una nuova colonia di formiche . La regina elimina le ali dopo il volo nuziale, di solito alla ricerca di un luogo per nidificare, scava un poco e produce la sua prima nidiata. Questa viene alimentata e curata dalla stessa formica regina e di solito è costituita da future formiche operaie.
  •     Il loro ciclo vitale come in tutte le formiche si compone di quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto.
  •     Una volta cresciute, queste formiche operaie s’incaricheranno di costruire e badare all’intera colonia, e la formica regina servirà solamente per deporre le uova.
  •     Nella specie Solenopsis e Myrmica rubra possono coesistere più di una regina nella stessa colonia.
  •     Le formiche possono nutrirsi anche dell'escrezione di altri individui e lo scambio di cibo tra gli individui è comune (trofalaxia).
  •    Le colonie della Myrmica rubra, possono avere fino a 100 regine per nido.  Queste regine si riuniscono insieme dopo il volo nuziale e formeranno un unico nido dove deporranno le uova. Le regine possono vivere fino a quindici anni.
  •     I “Voli nuziali” delle formiche hanno luogo normalmente alla fine di luglio a metà agosto in Europa.

Abitudini:

  •     Le formiche del fuoco originali e non ( solenopsis spp e solenopsis invicta) : diffuse in America, Africa, Cina, Australia. Hanno un robusto pungiglione con cui inoculano un veleno costituito da solenanina, un alcaloide con attività emolitica e citotossica.
  •     La puntura della formica del fuoco provoca un dolore bruciante (da qui il loro nome) che regredisce dopo 20 minuti, dopo i quali compare (entro 24 ore) una vescica contenente siero, circondata da un’area edematosa e molto calda. E’ ben visibile il punto di entrata dell’aculeo al centro della vescica. Dopo circa 48 ore si forma un’ulcera (con pericolo di infezione) che può permanere per diversi giorni. In seguito a multiple punture , si hanno sintomi gastroenterici, disturbi visivi, diaforesi, febbre.
  •     Le abitudini alimentari delle Solenopsis spp e Solenopsis invicta sono prettamente carnivore (insetti) ma possono nutrirsi anche di altre piante, funghi, linfa o nettare, diciamo quindi che sono onnivore e all’interno delle case sono attratte da oli, carne, burro e formaggi, frutta, pane e dolci.
  •     In Sud America, anche nelle grandi città come San Paolo è stato dimostrato che costituiscono un pericolo per la salute pubblica , invadendo ospedali diventano portatrici meccaniche di microorganismi patogeni.
  •     La formica rossa comune in Europa, la Myrmica rubra, vive con una dieta di melata prodotta dagli afidi, che alleva e, essendo molto aggressiva attacca qualsiasi creatura che disturbi il  nido, ma la loro puntura non è così grave come quella della formica rossa del fuco importata (S. Invicta).

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Formica nera – Lasius niger

INFESTANTI DELLA CASA

Formica nera – Lasius niger

 

Habitat:

  •     La comune formica nera dei nostri giardini, la Lasius niger , si trova facilmente in tutta l’Europa centrale, Asia Africa e Nord America.
  •    Nel suo habitat naturale ama gli spazi aperti e un clima non troppo secco, ma essendo la formica un insetto  molto adattabile , la troviamo ormai nei giardini delle città fino a penetrare tranquillamente e frequentemente nelle nostre case.
  •    Le Lasius niger spesso costruiscono le loro colonie negli strati isolanti delle case, penetrando poi all’interno attraverso le fessure formate nel calcestruzzo delle pareti.
  •     La formica comune nera può a volte causare anche danni alle parti in legno della casa.

Morfologia:

  •     La formica da giardino nera è attiva da marzo a ottobre.
  •     La struttura di una colonia di formiche nere è un complesso e affascinante sistema di organizzazione sociale, e così la morfologia vera e propria delle formiche appartenenti a questa colonia è altrettanto varia.
  •     Le Lasius Niger hanno il corpo diviso in : capo – torace – addome. Possiedono sei zampe, antenne e grandi mandibole.
  •     Le formiche cosiddette “operaie” misurano in lunghezza tra i 3 e i 5 mm. Il loro colore varia dal marrone scuro al nero.
  •     Le formiche regine, future fondatrici di nuove colonie, sono più grosse e misurano tra gli 8 e i 9 mm., i maschi alati 3,5 -4,5 mm.
  •    Le formiche operaie in certe specie possono essere destinate a più compiti; possono essere per esempio, operaie e soldati. In alcune specie di Formiche è conosciuto il fenomeno dello schiavismo, con specie di formiche diverse dalla propria catturate durante incursioni predatorie,  e l’allevamento del bestiame, in questo caso gli afidi, che le riforniscono di “melassa”e tanto danno causano alle nostre piante.
  •     La difesa delle formiche nere dai predatori viene spesso effettuata con l'emissione di acido formico, così come il riconoscimento di un cammino che viene marcato con ferormoni dalle formiche esploratrici.

Ciclo vitale:

  •     La fecondazione delle Formiche regine, le uniche che non sterili, avviene in volo, (volo nuziale delle formiche), dopo l’accoppiamento i maschi muoiono e le regine  fecondate perdono le ali.
  •     Le Lasius niger passano per  4 fasi di sviluppo: uovo, larva, bozzolo e adulti.
  •     Le piccole larve delle formiche nere Lasius niger, sono bianche a forma di rene e  una superficie liscia e appiccicosa che li aiuta a essere trasportate in gruppo invece di una per una.
  •     All’inizio della colonia, è la stessa formica regina che alimenta le larve, in seguito quando la colonia sarà più organizzata saranno le formiche operaie.
  •     Quando la larva della formica nera diventa abbastanza grande si fila un bozzolo intorno , dentro questo bozzolo avverrà la metamorfosi che la farà uscire quasi adulta ma completamente bianca, prenderà il suo colore nero nel giro di un ora circa.
  •     Tutto questo processo di sviluppo, prenderà più o meno 90 giorni di tempo.
  •     Una regina di Lasius niger può vivere circa 12 anni, la sua colonia potrà comprendere fino a 15.000 lavoratori, ma in media ne conterrà tra i 4.000 e i 7.000.
  •     Il volo nuziale delle formiche si verifica di solito intorno a Giugno – Settembre , ma il tutto varia notevolmente dipendendo dalla temperatura. In Europa i voli si svolgono durante i caldi mesi estivi, mentre in Nord America in autunno.
  •     Questi voli possono contenere migliaia di maschi e femmine alate.

Abitudini:

  •     La Lasius niger è un problema per alcuni giardinieri. Anche se si nutre di insetti e ragni , come dicevamo prima sono allevatrici di Afidi, che ogni notte radunano e riportano al nido, questi  in realtà sono il vero problema delle piante.
  •     Le formiche nere mangiano anche frutta matura dalla pelle poco spessa, come le fragole per esempio, possono poi nutrirsi di semi, derrate alimentari, ma non dimentichiamoci che alcune specie come quelle appartenenti al gruppo della Formica rufa, catturano le larve di vari Lepidotteri defogliatori come le Processonarie.
  •     Quando le formiche nere da giardino entrano in casa, visto che sono particolarmente attratte da sostanze dolci, come gocce di marmellata o avanzi di torta, in breve tempo possono originare una vera e propria invasione.  In questo caso  raccomandiamo di collocare insetticida solamente lungo gli angoli e le fessure da dove entrano per non uccidere altri tipi di insetti incolpevoli e non intossicare per sbaglio prodotti che finiranno sulle vostre tavole in un modo o nell’altro.

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Forbicine – Forficula auricularia

INFESTANTI DELLA CASA e DELLE DERRATE ALIMENTARI

Forbicine – Forficula auricularia

Habitat:

  •     La Forficula auricularia è originaria dell’Europa, dove è molto diffusa, con l’intensificarsi degli scambi commerciali si trova al giorno d’oggi anche in America.
  •    L'epiteto specifico latino auricularia significa relativa all'orecchio (auricula) ed in lingua inglese il nome di questo insetto è earwig, ovvero creatura dell'orecchio. Questa terminologia ha origine in una leggenda che le forbicine entrassero nell’orecchio degli esseri umani e facessero in nido nel loro cervello.
  •     Le forbicine amano ambienti umidi e freddi, e sono molto legate alle previsioni metereologiche, anno dopo anno la loro diffusione dipende da fattori come la temperatura, la velocità e la provenienza del vento.
  •     Forficula auricularia è un insetto onnivoro e comune che per la sua polifagia è presente in varie coltivazioni. Tuttavia i danni sono solo occasionali e generalmente hanno una rilevanza economica poco significativa.
  •     L'insetto può essere alcune volte dannoso alle coltivazioni e alle derrate alimentari, può attaccare colture erbacee in pieno campo, ortive, ornamentali e arboree da frutto, ma le infestazioni da Forficula auricularia sono molto rare.

Morfologia:

  •     La forbicina, chiamata anche volgarmente forfecchia, ha forma allungata ed appiattita di colore brunastro, con un pronoto a forma di scudo, due paia di ali che si ripiegano ad N sul corpo e che in realtà usa molto poco, ed un paio di cerci (dette anche pinze), lunghi tra i 10 ed i 15 mm.
  •     L'antenna è costituita da un numero di segmenti che può variare tra 11 e 14. L'apparato boccale è apposito per la masticazione.
  •    Le pinze sessuali dei maschi di forficula sono molto robuste ed ampie alla base con denti crenulati. Le pinze femminili, invece, hanno una lunghezza media di circa 3 mm e sono meno robuste e diritte.
  •     I cerci hanno una tripla funzione: essi vengono, infatti, utilizzati sia durante l'accoppiamento, sia per scopi alimentari, sia per fini autodifensivi.
  •    Curioso è l’apparato riproduttivo dei maschi di forbicine, in realtà è stato scoperto che i maschi possiedono due peni, uno dei quali è di riserva, caso l’altro venisse strappato, cosa che sembra accada spesso durante l’accoppiamento.

Ciclo Vitale:

  •     In primavera maschi e femmine delle forfecchie insieme rimangono nascosti nei loro rifugi e verso il mese di agosto, avviene l’accoppiamento.
  •    Tra novembre e gennaio le femmine di forbicine depongono le loro uova. Le uova della Forficula auricularia sono molto resistenti sia alle temperature alte sia a quelle molto basse.
  •     Il periodo di incubazione delle uova di forficula dipende molto dalla temperatura, e può durare da una settimana ai 3 o 4 mesi.
  •    Le femmine di forbicine hanno un forte istinto materno che alle volte arriva fino all’estremo di consegnarsi alle piccole larve di forficula appena nate come loro primo pasto. Comunque passano tutto il tempo della “cova”leccando minuziosamente le uova una ad una per evitare un attacco fungino dovuto all’alta umidità.
  •     Tra marzo e aprile le piccole larve di forficula sono ormai giunte a maturazione pur rimanendo con la loro madre fino a luglio – ottobre.
  •     Nel frattempo i maschi adulti della vecchia generazione sono morti di freddo fuori dai rifugi dove le femmine nel frattempo hanno accudito alla procreazione.
  •     Le larve delle forbicine sono simili agli adulti ma di colore biancastro.

Abitudini:

  •     L’insetto Forficula auricularia ha abitudini notturne e crepuscolari, il giorno ricerca fessure strette  e umide per proteggersi , perciò la troviamo sotto i vasi da fiori, sotto le rocce etc…
  •     Nel caso in cui si sentono minacciate, le forbicine (forfecchie) secernono da un’appendice addominale dove sono situate delle particolari ghiandole una sostanza maleodorante.

 

Come dicevamo, è difficile una vera e propria infestazione da Forficula auricularia, negli orti e nei frutteti, comunque esiste un tipo di disinfestazione ecosostenibile attraverso l’introduzione di un tipo di mosca la Bigonicheta spinipennis, che è un parassita della forficula. Ricordiamoci però che anche la nostra cara forbicina ci libera da altri insetti nocivi delle derrate alimentari nutrendosi a sua volta.

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Tarantola – Genus Aphonopelma

INFESTANTI DELLA CASA

Tarantola –  Genus Aphonopelma
   

Habitat:

Inseriamo queste specie di  Tarantola, la Genus Aphonopelma non perché sia presente naturalmente  in Italia, ma perché, andando di moda allevarla in un terrario, fosse mai un giorno ve la trovate davanti libera e felice…

  •     Tutte le tarantole sono ragni terricoli, anche la tarantola italiana (ragno lupo Lycosa Tarantula).
  •     Come loro tana possono scegliersi sia una tana di roditore abbandonata, come costruirsela da se. Di solito in una collina al riparo da eventuali inondazioni, e la foderano tutta con la loro tela sericea.
  •     Rimangono nelle tane però solo cinque mesi all’anno, il resto del tempo le tarantole le passano a caccia nascondendosi sotto le rocce, radici, pezzi di corteccia.
  •     Le tarantole della specie Genus Aphonopelma ,si trovano in tutta l'Africa, gran parte dell'Asia e in tutta l'Australia, negli Stati uniti e America del sud.
  •      In Europa, ci sono alcune specie (Lycosa tarantula) in Spagna, Portogallo, Turchia, Italia e Cipro.
  •     Il morso delle tarantole, almeno della  maggior parte di esse, è innocuo per l'uomo, e alcune specie sono popolari nel commercio di animali domestici esotici.
  •     Tutte comunque sono velenose, e alcune pur provocando disagi estremi nell’uomo, non ne causano la morte.
  •     Uno degli eventi più spettacolari collegato alle tarantole avviene in Texas e dura un paio di settimane ogni estate: tutte le Tarantole maschio escono dalle tane apparentemente migrano in cerca di femmine.

Morfologia:

  •     Come altri ragni, le tarantole Genus Aphonopelma hanno "zanne" alla fine dei cheliceri da dove esce il veleno quando mordono la preda. iniettano veleno quando mordono la preda. Questo veleno serve principalmente per liquefare la preda visto che questi antropodi chelicherati ingeriscono solo liquidi.
  •     Come tutti gli artropodi, la tarantola è un invertebrato che si basa su un esoscheletro per il supporto muscolare. Il corpo di una tarantola si compone di due parti principali, il prosoma (cefalotorace) e l’opistosoma (addome). Il Prosoma e opistosoma sono collegati tra loro dal “peduncolo”.
  •     Le dimensioni delle 950 specie di Tarantole variano, da piccola come un'unghia alla più grande,  il solo corpo può essere lungo tra i 2,5 ai 10 centimetri , con 8-30 centimetri, comprendendo le zampe. In genere il loro corpo così come le loro zampe sono coperte da peluria.
  •     La più grande specie di tarantola può pesare più di 85 grammi. Il più grande di tutti, il Birdeater Golia (Theraphosa blondi) che vive in  Venezuela e Brasile, è stato segnalato per avere un peso di 150 grammi e una zampa fino a 30 centimetri.

Ciclo vitale:

  •     Le Tarantole sono cacciatrici notturne. Comunque non si allontanano mai molto dalla loro tana. Solo durante la stagione degli amori i maschi di tarantola sono spinti dall’istinto a vagare in cerca di una femmina.
  •     Le femmine adulte di Genus Aphonopelma  vivono fino a 10-12 anni, in cattività addirittura possono raggiungere i 25 anni, mentre i maschi raramente vivono più di due o tre mesi dopo aver raggiunto la maturità.
  •     Il corteggiamento tra le Tarantole avviene tra agosto e ottobre, anche nel caso di questa specie di ragni, se il corteggiamento da parte del maschio non è fatto a regola d’arte o la femmina della tarantola non è pronta all’accoppiamento, succede che il maschio può essere divorato.
  •     Un bozzolo contiene fino a 300 uova. Il periodo di incubazione va dalle sei settimane ai 60 giorni.
  •     Il bozzolo, che è costruito come un’amaca, viene poi  mantenuto e custodito nella tana della femmina. I piccoli di tarantole, una volta uscite dall’uovo, rimarranno quasi una settimana con la madre per poi, in seguito, disperdersi.
  •     Molti tra i piccoli di tarantole cadono preda di ragni (tutti i ragni sono cannibali) o di altri predatori proprio appena lasciata la madre nel momento della dispersione.

Abitudini:

  •     Durante i mesi invernali, le tarantole del genere Genus Aphonopelma  passano più tempo nelle loro tane alle volte, quando hanno una scorta di cibo ci si chiudono dentro sigillando il loro rifugio con terra e pietre tenute insieme da una filatura di seta.
  •     Il comportamento delle Tarantole non è ben definito, c’è chi sostiene che sia un ragno irritabile veloce e mordace, altri studiosi, invece, sottolineano il suo atteggiamento calmo e  sostengono che solo nel periodo degli amori il ragno si comporta in modo diverso, o comunque in presenza di una femmina di tarantola.
  •     I Ragni solitamente non sono artropodi infestanti. Essendo cannibali non mostrano generalmente comportamento gregario, tuttavia quando le condizioni climatiche e ambientali sono particolarmente favorevoli, in alcune zone è possibile rinvenire un alta densità di individui della stessa specie.

In caso di morso di una tarantola del genere Genus Aphonopelma, e di altre specie, è importante, soprattutto nel caso che ad essere morso sia un bambino rivolgersi al più presto ad un ospedale o ad un centro antiveleni. Ma non preoccupatevi troppo, non risultano morti accertate dovute al veleno della tarantola.

Sulla zona del morso della tarantola sono evidenti 2 fori; solo più tardi la cute diventa dolente, bluastra, e si ulcera.

Primo soccorso:

  1.     lavare con acqua e sapone;
  2.     applicate ghiaccio o impacchi freddi sulla zona morsa.

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Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

INFESTANTI DELLA CASA

Ragno lupo Tarantola – Lycosa tarantula

Habitat:

  •     In questa pagina parleremo della vera tarantola Italiana, ossia il Ragno lupo o Lycosa Tarantula, ragno tra i più grandi che si trovano nel nostro paese. Quando gli emigranti arrivarono nelle Americhe, chiamarono Tarantola il primo ragno di grandi dimensioni che incontrarono ossia la Genus Aphonopelma, che oggi ormai è considerata la vera tarantola, solo che, mentre il morso del ragno lupo è praticamente innocuo quello della tarantola americana in alcuni casi può essere mortale.
  •     Come il suo lontano parente americano la Lycosa Tarantula è un ragno terraiolo cioè che vive quasi sempre nelle sue tane scavate nella terra possibilmente vicino a qualche ciuffo d’erba , le cui sottili radici danno la stabilità necessaria.
  •     L’entrata delle tane delle Tarantule è sempre ricoperta da un sottile strato di tela di ragno, quasi come fosse foderata.
  •     Per quanto riguarda la loro diffusione, i Ragni lupo sono presenti nelle regioni del centro, sud Italia, compresa la Sicilia e in Spagna. Quelle spagnole sono sensibilmente più grosse, di uno o due centimetri.

Morfologia:

  •     Il colore della parte dorsale della Lycosa Tarantula oscilla tra il grigio e il marrone con screziature nere e color crema, gli esemplari grigi sono rari. Ventralmente si presenta nera e crema; la faccia inferiore delle zampe è zebrata.
  •     Impressiona la grandezza di questi ragni, dove le femmine di ragno lupo possono raggiungere circa i 27 mm di lunghezza del corpo ed i maschi di circa 19 mm.
  •     I Ragni possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri; per questo vengono chiamati anche chelicherati che servono all’aracnide per iniettare nel corpo della vittima un veleno paralizzante che ne liquefa gli organi interni.
  •     L'apparato boccale di questi artropodi chelicherati è di tipo masticatore, ma la particolare conformazione delle mandibole non permette loro di ingerire cibi solidi.

Ciclo vitale:

  •     Gli accoppiamenti di questa specie avvengono tra maggio e giugno, preferibilmente di notte.
  •     Come al solito le femmine di Lycosa tarantula son ben più massicce di maschi della specie, e quindi il maschio per non essere scambiato a sua volta per  una preda, corteggia la femmina agitando i palpi, se lei è ricettiva rimane immobile lasciandolo avvicinare , caso contrario  assume una tipica postura di minaccia.
  •     Dopo qualche tempo, circa tre settimane, la femmina di ragno lupo depone le uova in modo singolare: stendendo un velo di tela sul terreno davanti alla sua tana, ci sale sopra e comincia a lavorarlo. Alla fine avrà una sacca per le sue uova, perfettamente rotonda attaccata al suo addome, che si porterà quasi sempre appresso durante tutto il mese seguente.
  •     Molti tipi di ragni, dopo che si schiudono le uova si portano sul dorso i piccoli ragnetti  fino a quando non siano sufficientemente maturi per sopravvivere da soli.
  •     Da ogni sacca ovigera usciranno un centinaio di neri e voracissimi piccoli ragnetti che dopo un mese già saranno in grado di catturare moscerini e altre cosette.
  •     Nelle loro due prime estati vivranno da nomadi, costruiranno la loro tana personale alla fine della seconda estate, quando misureranno circa 4-5 cm, per passarvi l'inverno.
  •     I maschi della Lycosa tarantula possono arrivare a vivere fino ai due anni di età, morendo poco dopo aver raggiunto la maturità sessuale. Le femmine dei ragni lupo invece. Arrivano sicuramente ai quattro anni di vita o anche di più.

Abitudini:

  •     Questo tipo di ragni, ha abitudini prettamente notturne, passa le ore calde della giornata nella  tana e nel tratto più vicino alla superficie, non disdegnando però qualche agguato agli insetti che passano nei paraggi.
  •     Il ragno lupo  esce al crepuscolo per andare a caccia o accoppiarsi, in ogni caso non si allontana mai molto dalla sua tana.
  •     La Lycosa tarantula ha una vista molto buona, riesce a sentire l’avvicinarsi di un animale grande, quindi è molto difficile che pizzichino un essere umano.
  •     Comunque siano velenosi, il loro veleno è pericoloso per un insetto, per un umano il suo morso non è più doloroso di una pizzicata d’ape.
  •     E` difficile riuscire a catturare un ragno lupo perché si muove e corre molto velocemente.

 

Tarantula, deriva dalla parola italiana Tarantola, grazie alla città di Taranto, addirittura la leggenda dice che fu il famoso re Pirro dell’Epiro che introdusse questo tipo di ragno, quasi come  guerra batteriologica contro i Romani.
L’effetto del morso della Lycosa tarantula darebbe origine ad un fenomeno definito tarantismo, ossia il veleno produrrebbe una sorta di agitazione  da cui si ricavò la danza della tarantella, che imita i movimenti di una persona affetta appunto da tarantismo.
Si dice inoltre che scuotere il corpo rapidamente aiuta a combattere gli effetti di un morso aumentando il flusso di sangue per pulire il veleno.

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