Il bruco geometra

Si chiamano così per il modo in cui si spostano; a differenza di tutti gli altri bruchi, possiedono solo due paia di zampette, il primo situato vicino alla testa e l’altro vicino alla coda. Così, per muoversi, sono costretti a proiettare il corpo il più lontano possibile, inarcando la schiena per avvicinare il primo paio di zampe al secondo. Il movimento ricorda la misurazione a spanne del terreno e da questo deriva il loro nome. La livrea e il modo in cui si fissano al vegetale permettono loro di “mimetizzarsi” perfettamente. Restano immobili sopra i rami, attaccati per mezzo di un semplice filo di seta che li trattiene in caso di caduta accidentale! Si nutrono di foglie e, a causa della loro voracità, provocano molti danni.

Gli strumenti di lotta

Rimedi colturali:
quando le femmine emergono dalle loro crisalidi nascoste sottoterra, si arrampicano lungo i tronchi.
Disponendo dei cerchi di colla attorno ai tronchi, rimangono incollate insieme alle loro uova.
Rimedi biologici:
hanno una certa efficacia.

Rimedi chimici:

nebulizzate degli insetticidi per le larve.

La nottua

A seconda della specie, le larve possono essere sia dei bruchi defoliatori, cioè che attaccano la parte aerea del vegetale (ad esempio la nottua del cavolo), sia dei bruchi terricoli che vivono sul terreno o appena sotto la superfi cie, più comunemente noti come “vermi grigi” in virtù del loro colore. Attaccano il colletto delle foglie. Sono animali notturni: di giorno dormono avvolgendosi a spirale. La più conosciuta è la nottua dei seminati.

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